Trovati un marito.

4 Dic

Trovati un marito e tutto si sistema”, il consiglio della signora che ha vissuto gli anni del femminismo, assorbendone però gli estremismi più ipocriti (per esempio la famosa indipendenza comunque supportata da un uomo, spesso criticato ma utilizzato per la propria utilità) oggi mi sembra particolarmente buono per risolvere i problemi delle donne, insomma, anni e anni di lotte per l’emancipazione finiti nella solita ricerca di una rendita mensile certa. Secondo i dati diffusi dall’Associazione Matrimonialisti Italiani (A.M.I.) in Italia, negli ultimi dieci anni, c’è stato un forte aumento delle separazioni e dei divorzi, ogni anno si separano circa 160.000 persone e 100.000 divorziano. Se, per esempio, il metalmeccanico che guadagna 1.100 euro al mese decide di separarsi e ha figli, dovrà lasciare la casa (anche se sua o della sua famiglia) alla moglie e pagherà almeno la metà dello stipendio per mantenere la prole (o il 70% se deve mantenere anche la consorte) è abbastanza ovvio che al metalmeccanico non rimarranno molti soldi per campare dignitosamente, infatti, sempre secondo i dati AIM, “il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. E nell’80% dei casi  si tratta di padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli e a non avere più risorse per sopravvivere. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati (circa 500 mila) sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d’origine”. Giustamente, la legge prevede il mantenimento del coniuge in condizione di inferiorità economica e, ingiustamente, la stessa legge se ne frega del coniuge che diventa indigente a causa di quel mantenimento. Un fallimento dello Stato sociale, o del welfare visto che preferiamo usare termini stranieri, una sconfitta per tutti, uomini, donne e istituzioni: per le donne, che risultano essere ancora oggi la parte economicamente più debole della società, comunque dipendenti da un marito o ex marito, poiché senza un lavoro che garantisca loro un reddito sufficientemente alto non sono in grado di mantenere i propri figli; per gli uomini i quali, costretti ad una vita di stenti, difficilmente potranno vivere dignitosamente, con l’alto rischio di perdere anche i propri figli; per le istituzioni, perché nonostante le lotte, nonostante le leggi, le belle parole, le pari opportunità, esiste una parte della società senza un lavoro che le garantisca la libertà, senza il diritto di far crescere i propri figli, senza il diritto di ricevere l’amore di entrambi i genitori (che insieme sono infelici) senza il diritto di essere felice. A chi giovi tutto questo, sinceramente, non l’ho ancora capito ma dev’essere senza dubbio uno/a molto sadico/a e poco intelligente.

(P.S.  i puntini bianchi che vedete, non sono problemi alla vista, ma sul monte nevica 😉 )

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17 Risposte to “Trovati un marito.”

  1. Diemme 4 dicembre 2009 a 12:18 pm #

    Ho sentito la notizia stamattina alla radio, e avrei voluto scrivere anch’io qualcosa in proposito, ma il tempo è tiranno, e il lavoro in questo periodo incalza.

    Che dirti, quoto totalmente tutto quello che hai scritto.

    Buon we (o ponte, se ponteggi: io no… )

  2. giraffa 4 dicembre 2009 a 5:37 pm #

    Ciao Diemme, non ponteggio.. buon we anche a te 🙂

  3. violaceo 4 dicembre 2009 a 9:58 pm #

    a chi giovi tutto questo..
    non so, sicuramente ci sono situazioni in cui è comodo dimenticare il concetto di parità. Quando si viene a creare astio e rancore è sicuramente ancora più facile.

    Non è facile vivere da separati, quando ci sono dei figli. Credo che valga sia per le donne che per gli uomini.
    Scusa giraffa, se partorisco banalità.

  4. Manfredi 4 dicembre 2009 a 10:17 pm #

    è l’ennesima notizia di un disfacimento totale dell’Italia. altro che crisi superata. Siamo solo all’inizio, mi sa. Ed è un discorso che faccio in primo luogo a me stesso

  5. No Blogger 4 dicembre 2009 a 10:42 pm #

    parità? parte debole? il “cattivo” della vicenda? toh, fatevi una cultura e quotatevi quello che vi pare: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/12/04/visualizza_new.html_1623990389.html
    scusa davvero, ma questa non è roba da circo: ballerine, piedistalli, trapezisti e prime donne per una volta possono andarsene altrove.

  6. Baol 4 dicembre 2009 a 11:43 pm #

    Nel caso, ho un sacco di amici single eh!

  7. Fra Puccino 5 dicembre 2009 a 12:14 am #

    Quello che scrivi è tutto vero, ma purtroppo di chi è la colpa se i matrimoni non funzionano?

    Il problema probabilmente è il fatto che spesso molte famiglie sono già troppo vicine alla soglia di povertà, e una separazione, che porta sempre all’impoverimento di entrambi, può essere il “colpo di grazia” dal punto di vista economico.

    Certo, se ci fosse un welfare serio, invece di quello sprecone e clientelare che c’è adesso, le situazioni più complicate potrebbero avere un paracadute… Ma non mi sembra che si veda niente di simile all’orizzonte!

  8. alanford50 5 dicembre 2009 a 3:35 am #

    Ari eccoci sprofondati in uno dei riflussi storici, la storia non evolve mai veramente, si limita a riciclarsi e a adattarsi al momento storico, come da sempre accade il matrimonio torna a d essere un punto di sfogo sociale, sei stufa di stare in casa a fare la serva? sei stufa di sentire i tuoi genitori tiranneggiarti? sei stufa di lasciare il tuo stipendio in famiglia? allora non ti resta che una soluzione SPOSARTI, così finalmente sarai libera da ogni forma di costrizione……solo che nessuno ti ha suggerito di farlo veramente solo se almeno hai un buon senso e la coscienza di cosa vuol dire sposarsi e mettere su prole, quando poi si scopre che non è cambiato quasi nulla se non il personaggio a cui lavare i panni e preparare la cena, ecco allora scoppiare nuovamente il desiderio irrefrenabile di libertà, ecco allora ricorrere alla separazione al divorzio per scoprire poi che in fondo la verità è che qualsiasi scelta fatta senza usare il cuore, la testa e il cervello in essa contenuto ti porterà a vivere e rivivere sempre gli stessi problemi, perché in fondo la vita ed i suoi problemi correlati sono sempre gli stessi per tutti, la differenza la fa unicamente lo stato di coscienza e di intelligenza usato nel fare le cose, unita ad una buona dose di fortuna che non guasta mai.

    Certo che il problema dei matrimoni consumati per eccessiva leggerezza fa venire molta rabbia, così come la fanno venire le conseguenze correlate a tale decisione, tutti pagano le conseguenze di tali leggerezze o di tali sfortune, i coniugi che dovranno spezzarsi la schiena per riuscire a sopravvivere e soprattutto i figli che conosceranno il dolore e la lacerazione dei sentimenti in cui dalla nascita erano portati a credere come indissolubili e sacri.

    Sicuramente sono improponibili le soluzioni del passato, è sbagliato lasciarsi così come lo è il non lasciarsi, è sbagliato specialmente per le donne tornare a fare come in un ancora recente passato in cui si sacrificavano ad una vita di reclusa in casa in nome della famiglia e dei figli e del fatto di essere la più debole dal punto di vista pecuniario, ma non esistono almeno per ora soluzioni percorribili, se non tutta la prevenzione possibile, che nello specifico non può essere che una ricerca ed un ritorno a sentimenti e valori più veri e profondi da parte di tutti, sentimenti e valori che aumentino un pochettino la possibilità e probabilità di riuscita delle unioni.

    Qualcuno (specialmente la chiesa) potrebbe dire, ma così facendo non ci si sposerebbe quasi più, nascerebbero pochissimi bambini, si perderebbe il senso di famiglia, EBBEH? forse e dico forse si arriverebbe a sposarsi veramente solo quando si è più sicuri dei propri sentimenti e delle proprie possibilità finanziarie, sicuramente nascerebbero meno figli, ma quei pochi sarebbero quasi tutti desiderati e soprattutto amati, il mondo non andrebbe comunque alla fine, siamo talmente in tanti.

    Occorre sicuramente più responsabilità nel fare e nel decidere le cose e dovremmo dimenticarci del fatto che tutti abbiamo diritto a tutto, e dovremmo anche imparare ad accontentarci delle cose che effettivamente possiamo permetterci e di tutto il resto che non è alla nostra portata farcene una ragione, quindi questo vuol dire che i figli dovrebbero farli solo chi vive una situazione vivibile e non tutti perché è un diritto di tutti diventare genitori, le conseguenze tragiche sono sotto gli occhi di tutti..

    La realtà di oggi non consente altro.

    Ciaooo neh!

  9. speradisole 5 dicembre 2009 a 4:59 pm #

    Nel girare tra i vari blog, ho scoperto questo tuo blog. Mi è piaciuto moltissimo e ho trascorso un sacco di tempo a leggerlo. E’ bellissimo, intelligente, simpatico e, se non ti dispiace, lo metto tra i miei blogroll. ogni tanto verrò a farti visita. Grazie della compagnia. Ciao.

  10. Regina Madry 5 dicembre 2009 a 6:45 pm #

    Il punto è il fallimento dello Stato, punto. Ogni riferimento è perduto: sociale, relazionale, di assistenza, di senso della comunità e di dignità umana. Restiamo sempre un paese profondamente arretrato e ipocrita, con una (sub)cultura che imbriglia i ruoli maschile/femminile in uno schema molto comodo, e ripeto arretrato. Trovati un marito….o una moglie, se ti occorre una casaling(u)a! 😦
    Tristesse!

  11. giraffa 6 dicembre 2009 a 12:53 pm #

    * Violaceo, non credo abbia partorito delle banalità.. è vero che da separati con figli la vita è difficile, così come lo è la vita da infelicemente accoppiati con o senza figli, purtroppo l’essere umano è sempre “fregato” dalla paura della solitudine e dall’egoismo, se riuscissimo a superare questi limiti forse le cose sarebbero un po’ più semplici.

    * Manfredi, siamo nel bel mezzo della crisi però se ci ricordassimo cosa significa la parola “crisi” potremmo pure trarne qualche beneficio per il futuro: separare l’attuale situazione di difficoltà da una futura situazione di serenità, con un po’ di impegno se po’ fa..

    * No Blogger, ieri L’Unione sarda riportava la notizia di una bambina di dieci anni scappata dalla casa della madre a Nuoro, di notte, per andare dal padre a Mamoiada, perchè aveva voglia di stare con lui, anche se i giudici non l’avevano capito. Credo sia importante parlare di queste storie, per affrontare il problema e far capire a tutti che le pari opportunità valgono anche per gli uomini e, sopratutto, valgono per i figli..

    * Fra Puccino, la colpa.. ci frega anche quella, nel senso che ognuno è pronto ad addossarla all’altro ma in realtà credo sia sempre equamente distribuita.. in questo momento non si vede nulla all’orizzonte, prima di tutto perchè il Parlamento è impegnato a salvare il capo del governo, e poi perchè per chi ha sostanziosi conti in banca, come i nostri politici bigotti e divorziati, il problema non si pone e porta più voti una sana politica ipocrita in nome delle famiglie italiane, preferibilmente le loro.

    * Alan, sono in parte d’accordo con te: in un mondo ideale le persone si dovrebbero sposare per amore, quando c’è una vera e profonda comunione di anime, quando sentono che quella è proprio la persona giusta ma, nel mondo reale la gente si sposa per i motivi che hai elencato e, aggiungo io, anche per paura della solitudine e per non essere emarginata dal resto della società. Però, da questo punto di vista, oggi abbiamo fatto passi da gigante rispetto al passato, quando i matrimoni d’amore erano veramente ridotti al minimo e ci si sposava perchè così dicevano i genitori e la società, le zitelle erano la parte più inutile del mondo e i celibi erano solo uomini strani (sempre meno strani delle zitelle, sia chiaro) che, prima o poi, avrebbero trovato una madre per i loro eredi. Eppure, prima i matrimoni duravano per tutta la vita, le persone si sopportavano, fino alla morte, sopportando angherie e maltrattamenti in nome di uno strano concetto di famiglia. Purtroppo, i passi fatti dalla gente normale, pure con l’aiuto delle riforme legislative, hanno avuto una sorta di freno, non sono stati supportati da politiche di sostegno vere, economiche, pratiche, come accade per il caso dell’affidamento condiviso, è inutile infatti fare una legge se poi, in concreto, esiste ancora una parte più debole, in questo caso il padre, che non può stare con i propri figli.. mah.. ciao neh!

    * Speradisole, benvenuta e grazie! *_* Però non sono riuscita a trovare il tuo blog!! Torna presto 🙂

    * Madry, esattamente arretrato e ipocrita.. bisognerebbe fare qualche stage in Svezia.. 😉

  12. giraffa 6 dicembre 2009 a 2:39 pm #

    P.S. Alan, intendevo dire che, rispetto al passato, oggi c’è molta più gente che sceglie di sposarsi per amore, o quello che sembra amore 😉

  13. Fra Puccino 6 dicembre 2009 a 3:04 pm #

    @ Alanford: mamma mia che pessimismo cosmico! Mammamia, ma il mondo non sarà mica così brutto, no?
    Non ho mai conosciuto nessuno che si sposi per i motivi che dici tu, quasi tutti si sposano per (reale o presunto) amore e se poi i matrimoni vanno male dipende da tanti fattori, ma non certo dal prendere le cose troppo sul serio. Anzi, mi verrebbe da dire, un po’ di sana irragionevolezza farebbe bene sia ai figli che ai genitori.

    E anche i divorzi, mica bisogna farne un dramma, e te lo dico io che sono figlio di genitori divorziati e a mia volta in fase di separazione. Senza lacrime, urla o sofferenze (oltre a quella naturalmente legate alla fine di un amore, ovvio)

  14. speradisole 6 dicembre 2009 a 5:13 pm #

    Grazie carissima “giraffa”.
    Mi trovi http://www.speradisole.wordpress.com
    Speradisole è il titolo di una fiaba scritta da Luigi Capuana.
    Il mio è un blog recente, piuttosto modesto, ma mi dà il modo di dire un po’ come la penso sulle “cose” del mondo, anche se spesso faccio riferimento ad altri blog, in cui leggo bravitù, capcità e originalità. Ovviamente ne cito la fonte, ma è bello scoprire persone, come te, che sanno scrivere bene, esprimere i loro sentimenti e sono degli artisti. Arrivederci, a presto.

  15. alanford50 8 dicembre 2009 a 2:48 am #

    “P.S. Alan, intendevo dire che, rispetto al passato, oggi c’è molta più gente che sceglie di sposarsi per amore, o quello che sembra amore”

    Questo non rassicura, anzi, significa, vista l’altissima percentuale di separazioni e di divorzi, che più crediamo di essere liberi e coscienti del significato ed il valore dei sentimenti meno in realtà ne comprendiamo l’intrinseco, più crediamo di essere, meno siamo…..tutto ciò non è rassicurante ne bene augurante per il futuro, si sono perse anche le ultime motivazioni seppure non valide per stare insieme, neppure più le bugie riescono a tenerci insieme, impensabile a questo punto sperare e credere che ci riesca la verità….

    Ciaooo neh!

  16. alanford50 8 dicembre 2009 a 3:23 am #

    @FRA PUCCINO

    Ma chissà perché tutti continuano a chiamare il mio “pessimismo” e rifiutano sempre di associarlo invece al realismo, certo che il mondo è così brutto, sono io che mi chiedo come si fa a vederlo così bello.

    Oggi in linea di massima ci si sposa troppo facilmente e molto più di quanto crediamo, ed i numeri mi danno ragione, spesso per una forma di leggerezza nel vivere i propri sentimenti, so che non è una cosa voluta, ma è così, ormai fa parte del nostro modo di vivere e di essere, è ampiamente risaputo che ci si sposa per mille motivi, tra cui anche e sempre molto più spesso per lo scarso senso del significato della parola amore, senza conoscere cosa significa veramente quella parola, tutto viene fatto con estrema leggerezza proprio perché tutto oggi è risolvibile e leggero, dissacrato, ti puoi sposare 100 volte, ed altrettante divorziare, quindi che bisogno c’è di cercare di fare la scelta veramente giusta, se la cosa non va e/o non funziona la si interrompe e la si cambia nooo?, i sentimenti sono mistificati e sicuramente più fragili, si assiste a matrimoni che si dissolvono dopo pochi mesi, ma io mi chiedo che tipo di sentimenti poteva avere portato ad un passo così importante,conoscersi prima nooo? mi viene una sola risposta, proprio perché non è più un passo importante, non lo sono più i sentimenti ne i valori, conta solo la soddisfazione dell’immediato, il bisogno intrinseco di soddisfare i propri bisogni specialmente se camuffati da diritti, tutti hanno diritto a sposarsi, così come ad avere dei figli ecc.ecc. ma a tutto quello che c’è dietro ai diritti, ossia i famosi doveri?, il famoso giusto prezzo da pagare? proprio perché a pagare non sia egoisticamente qualcun altro e quel qualcun altro non siano i nostri figli, ecco nessuno è più disposto a farsi carico delle proprie responsabilità e scelte di vita.

    Non sono assolutamente d’accordo con te la dove dici “mi verrebbe da dire, un po’ di sana irragionevolezza farebbe bene sia ai figli che ai genitori” perché mi chiedo ma non è proprio quello che sta succedendo abbondantemente ora? siamo all’apoteosi della irragionevolezza, possibile che nessuno veda o importi dove questo atteggiamento e modo di ragionare ci sta portando? le famiglie sono allo sfascio e di conseguenza la società e ci si racconta un sacco di bugie tanto per non farci venire dei più che giusti sensi di colpa che ci obblighino a scelte che non ci piacciono e che non siamo più in grado di sopportare.

    Ovviamente mi dispiace molto per le situazioni che hai raccontato, ma non puoi generalizzare e dire che i divorzi in fondo non arrecano danno alcuno, perché è una bugia colossale, che secondo me ci si racconta tanto per non dover soffrire troppo, anche se sono anche io d’accordo che in certe situazioni difficili il divorzio o la separazione sia un passo assolutamente auspicabile, ma sono casi ben riconoscibili, sono straconvinto che generalmente questi atti sono sempre forieri di sofferenze e strascichi indicibili, ultimi sono i casi dei moltissimi padri che non riescono per mille cavilli legali a continuare a vedere, frequentare e ad educare i propri figli, le grandi lacerazioni le subiscono quasi sempre i più deboli, ossia quelli che hanno meno voce in capitolo, mi riferisco appunto ai figli, che sono quelli che pagano il prezzo più caro.

    Ovviamente ho il massimo rispetto per il tuo punto di vista anche se non lo condiviso assolutamente.

    Ciaooo neh!

  17. giraffa 8 dicembre 2009 a 12:18 pm #

    Alan, non credo che, in passato, quando non esisteva il divorzio e gli sposi si sopportavano fino alla fine dei loro giorni, fossero meno superficiali e più profondi di quanto non lo siamo ora, credo che in molti avrebbero benedetto il divorzio se ci fosse stato. La sopportazione a tutti i costi, a mio parere, non è segno di maturità ma di masochismo e, se dettata da motivi economici, è segno di disperazione non di profondità. Naturalmente, siamo tutti d’accordo sul fatto che le cose non siano semplici, sopratutto quando ci sono dei bambini, ma anche a loro farebbe bene vivere con due persone felici, perchè la felicità, come l’infelicità, è contagiosa.

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