La morale del supermercato.

27 Nov

Qualcosa mi sfugge nell’accanimento del governo nei confronti della pillola abortiva (ricordo che la RU 486 è un farmaco che dà la possibilità alle donne di attuare una pratica già esistente nel nostro Paese, già garantita dalla Legge 194 del 1978, ossia l’interruzione di gravidanza, con modalità differenti rispetto all’intervento chirurgico e l’Agenzia del Farmaco l’estate scorsa ne aveva autorizzato il commercio). Dunque, noi viviamo in un Paese dove il sesso è semplicemente un argomento pruriginoso, oggetto di pettegolezzo al bar sport e dal parrucchiere; dove l’unica forma di educazione sessuale che ricevono i ragazzi è quella fornita dai telegiornali e dalle trasmissioni televisive nelle quali si parla esclusivamente di sesso mercenario, e nelle quali una prestazione sessuale ha un prezzo, è una forma di educazione sessuale molto bizzarra, poiché, per esempio, la vagina, il pene, l’utero, i testicoli, non possono, non devono essere nominati ma solo immaginati morbosamente e soltanto in funzione di una prestazione che rientra in un listino prezzi ma, per esempio, a nessuno viene spiegato come funziona il proprio corpo, come dovrebbe essere vissuta la sessualità, in modo libero e sano. Questo è un Paese dove il corpo di una donna viene comprato a pezzi, meglio se con aggiunte intriganti che soddisfino desideri prepotenti ma veloci, e dove non interessa molto diffondere una cultura di libertà d’espressione, di conoscenza tra esseri umani, di rispetto, di sincerità, e dove i migliori rappresentanti del sesso usa e getta, compra e butta via, sono i politici, i rappresentanti di istituzioni importanti, quelle che un tempo suscitavano  rispetto, i quali comprano pezzi di donne come se comprassero etti di prosciutto al supermercato. Un Paese nel quale, per esempio, non è concepibile vendere i preservativi nelle scuole, non è concepibile nemmeno pensarlo perché immorale, anche se non si comprende esattamente a chi possa nuocere l’uso o solo la vista di un distributore di profilattici. Qualcosa mi sfugge, perché quei politici dimostrano spudoratamente, con i loro comportamenti quotidiani, di non avere alcun rispetto né per le donne né per sé stessi, se sono ridotti a mendicare e comprare sesso per sentire di valere qualcosa, eppure usano il rispetto per le donne come argomento utile per dimostrare, a quella parte del mondo ecclesiastico che li sostiene, di portare avanti principi morali in realtà inesistenti. E, in tutto questo, la cosa che non mi sfugge ma mi rattrista molto è il fatto che anche le donne, rappresentanti delle solite istituzioni, si prestino a simili giochi di potere, senza lottare per mantenere il rispetto di una pratica che viene già garantita dalla legge, un diritto per il quale tante donne, e pure tanti uomini, hanno lottato in passato, dimenticando che esiste un mondo là fuori fatto di esseri umani in carne ed ossa in attesa di qualcuno che si occupi seriamente dei loro problemi. 

(la foto l’ho presa da qui)

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6 Risposte to “La morale del supermercato.”

  1. Mr.Loto 27 novembre 2009 a 12:53 pm #

    ….per come la vedo io non è l’accanimento del governo contro la pillola in questione ad essere sbagliato; è la totale mancanza di coscienza ad esserlo.

  2. Franz 27 novembre 2009 a 6:27 pm #

    Vorrei distinguere due livelli diversi di ipocrisia.
    C’è quella della Chiesa, che mi sembra disquisire sulla tematica del rispetto della vita a livello di altissima teologia dimenticandosi poi di parlare con il linguaggio di un maestro elementare, e soprattutto dimenticandosi troppo spesso di ascoltare, di calarsi nei problemi delle donne e degli uomini veri, quelli che ci vivono accanto, quelli che siamo noi; e dimenticandosi di combattere l’ipocrisia e la menzogna spudoratamente presenti nella cultura e nella politica.
    Poi c’è un’ipocrisia al quadrato, quella dei potenti che hanno bisogno di blandire una Chiesa già ipocrita, con atteggiamenti e dichiarazioni che offendono in primo luogo l’intelligenza.

    Questi sono i nostri modelli istituzionali.
    Non meravigliamoci poi della devastazione culturale e morale che ci tocca constatare ogni giorno di più.

    Voglio rinascere giraffo !
    Franz

  3. No Blogger 27 novembre 2009 a 10:15 pm #

    basta nascere uomini/donne, caro Franz..non ci sarebbe bisogno di altro, anche per i nostri sorelle/fratelli “altri” animali 😀

  4. lagiraffa 27 novembre 2009 a 10:40 pm #

    * Mr Loto, intendi mancanza di coscienza da parte di chi usa la pillola abortiva?

    * Franz, e sarebbe anche bello che le due cose rimanessero separate.. la Chiesa ogni tanto dimentica di usare il linguaggio usato tanti, tanti anni fa da un uomo che parlava di amore e pace in modo abbastanza semplice 🙂 se devo essere sincera, mi infastidiscono di più gli ipocriti al quadrato, che usano la nostra pelle per i propri interessi e lo fanno con un tale leggerezza e spudoratezza! Comunque, due corna pelose, un po’ di trazione e la metamorfosi sarà immediata 😉

    * No Blogger, e se una è mezza donna e mezza giraffa?!

  5. No Blogger 27 novembre 2009 a 10:53 pm #

    ..vabbè, sì, bonanotte 😉

  6. Manfredi 28 novembre 2009 a 4:35 pm #

    a me lascia senza fiato la violenza verbale di Gasparri quando parla di “partito della morte”, lui che ha appoggiato la guerra in Iraq

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