Cucina garibaldina.

18 Nov

Si dice che per essere dei bravi cuochi sia necessario avere tanta fantasia, passione per il buon cibo, amore per chi dovrà assaggiare i manicaretti (sé stessi o gli altri, sempre amore è). Ebbene, io aggiungerei che per esseri dei cuochi sublimi, bisogna avere anche tanto coraggio e la tempra di un guerriero e, sotto questo aspetto, modestamente, cuoca sublime lo nacqui e ieri ne ho avuto conferma: sono una garibaldina della cucina. Ieri, al calar della notte, con spirito stoico, impavido, indomito, mi accingevo a preparare un’insalata di riso che mi sarebbe stata utile per oggi e, siccome per la mia personale ricetta serve un po’ di succo di limone, ho deciso di cogliere il limone direttamente dalla pianta, per rendere l’insalata ancora più bio, più eco-sostenibile, più sana, i miei limoni ricevono solo acqua e tanto amore (!!) niente e nessun altro limone al mondo avrebbe potuto sostituirli. Quindi, sempre con spirito stoico, impavido, indomito, in piena notte, alla sola luce delle stelle che brillavano alte nel cielo io, la cuoca guerriera, mi avventuravo nel verde rigoglioso del giardino, accompagnata, anzi, scortata dai fidi gatti i quali, com’è noto, invece di camminare al fianco delle persone camminano tra le loro gambe, perché così è più bello. Dopo aver schivato le spine delle rose, oltrepassato il pantano formato dalle bacche mature del corbezzolo, superato i rami dell’alloro, sono finalmente giunta in prossimità dell’albero di limoni, vecchio ma dignitoso, ancora glorioso, ricchissimo di foglie ma non di limoni maturi, e mi accingevo a scrutare tra i rami, le foglie, il cielo scuro, le stelle, i miao, per scovar un limone che avesse i segni della raggiunta maturazione, o maturità commestibile (?). Finalmente, dopo intensa perlustrazione, ho individuato un limone piccolo ma apparentemente giallo, perciò con cuore impavido, selvaggio, coraggioso decidevo di coglierlo, sebbene fosse sulla cima dell’albero, e a quel punto venivo centrata in pieno occhio da qualcosa che si staccava dalla pianta, presumibilmente una foglia, o forse un rametto, a quel punto l’occhio destro era inutilizzabile ma, stoicamente, in qualche modo riuscivo a raggiungere il rifugio domestico, per rendermi conto che il limone era effettivamente giallo ma solo perché la parte interna era scoperta, in pratica era inutilizzabile, quindi non mi rimaneva che andare all’infermeria del reggimento, ossia la guardia medica, per farmi medicare l’occhio e rinviare la preparazione dell’insalata di riso al giorno seguente, mancava l’ingrediente sfizioso ma volete mettere il gusto dato dal coraggio?!

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12 Risposte to “Cucina garibaldina.”

  1. Presidente di Bananas Republik 18 novembre 2009 a 11:19 pm #

    Direi che la medaglia al valore civile non te la toglie nessuno!!

    certo che con quel collo lungo…… problemi così non avresti dovuto averne…..

    ma cosa ti è cascato esattamente in faccia, tanto da finire dalla guardia medica: davvero solo un rametto o una foglia?

  2. lagiraffa 18 novembre 2009 a 11:32 pm #

    Ciao Presidente/Monster (bellissima la tua nuova faccina!!) eh, lo so, ma il buio ha fregato anche il collo lungo.. una fogliolona o un rametto che ha graffiato l’iride, insomma qualcosa che ha avuto un’ottima mira, ma va già meglio 🙂

  3. solindue 18 novembre 2009 a 11:35 pm #

    Buonasera Giraffa, è un sacco che cerco il tuo blog, ma spesso non trovavo il collegamento, uffi. Comunuqe come va l’occhio? Doveva essere un ramo molto alto, o un grandissimo albero di limoni… 😆
    Comunque è vero i limoni saranno maturi a dicembre e poi nuovamente ad agosto… non è il momento a meno che non abiti in sicilia!!
    Registrerò il tuo sito e tornerò a trovarti. Un abbraccio.

  4. lagiraffa 18 novembre 2009 a 11:49 pm #

    Ciao Solindue, benvenuta! Va meglio, grazie 🙂 Si tratta di un G-I-G-A-N-T-E-S-C-O albero di limoni 😆 comunque, dà frutti anche in altri periodi dell’anno e mi sarei accontentata pure di due gocce da un limone verde.. torna presto! Un abbraccio

  5. No Blogger 19 novembre 2009 a 12:17 am #

    ..il limone qui nell’Isola soleggiata nel bel mezzo del Mediterraneo c’è pure ora..così come ci sono i crudeli popompi dalle ali gialle che si fiondano negli occhi delle giraffe e di tutti i malcapitati che cercano di ‘chiappare ‘sti limoni prima che il sole sorga…è un’antica regola etologica 😛

  6. violaceo 19 novembre 2009 a 10:36 am #

    mancò la fortuna, non il valore

    io sono un cuoco modesto, quando mi accosto ai fornelli sono sempre troppo affamato per combinare qualcosa di decente.

  7. lagiraffa 19 novembre 2009 a 3:40 pm #

    * No Blogger, allora faccio bene ad alzarmi presto! Frego i popompi 😛

    * Violaceo, mi sembra il modo migliore per definire il gesto eroico! 😀 anch’io sono una cuoca modesta, sublime solo nelle intenzioni, d’altra parte stavo preparando un’insalata di riso..

  8. Franz 20 novembre 2009 a 2:16 am #

    …riso amaro, purtroppo.
    Mi dispiace davvero che intenzioni così nobili e paesaggi così fiabeschi abbiano trovato epilogo in un pronto-soccorso.

    Evidentemente, per questa volta, l’uomo del monte ha detto no.

    Buona guarigione al tuo occhio, cara Gi’ !

  9. Lorena 20 novembre 2009 a 12:11 pm #

    Cara GI tu cuoca nascesti… Anch’io sono una garibaldina della cucina… vivendo in un palazzo di cinque piano non ho possibilità di coltivare niente e non abito in campagna vicino a coltivazioni e pollai. Quindi non posso andare in giro; a rischio di morso di cane o delle schioppettate di un fucile da un contadino a fregare frutti o uova. Almeno tu sei doppiamente fortunata vivi in un’isola (la Sardegna) che conosco benissimo e ho amici sardi –tra l’altro -. Da te basta “guardare” la terra e le cose nascono e crescono spontanee e stupende da sole, la macchia mediterranea il clima temperato, i venti da mare e da terra, insomma ci sono tutti gli ingredienti giusti più tutto il tuo amore per le cose semplici, sane completano il quadro. Della Sardegna ricordo perfettamente le piante spontanee di rosmarino o di fichi o di limoni… E’ splendido avere tutto a portata di mano …o quasi. E se tu di notte ti fai insalate bio –eco – sostenibili con succosi limoni di tua produzione, io di notte (dormendo pochissimo) faccio torte di mia fantasia usando ingredienti eco – sostenibili, genuini, biologici e ipo – calorici, (con tutto il mio amore il silenzio e la serenità del buio che mi protegge) mi rilassa e mi diverte, sia mangiarle in casa, ma ancor di più mi piace regalarle e sovente amici e parenti cari mi chiedono di rifargliele. Ciao un abbraccio :-)) Lorena.

  10. lagiraffa 20 novembre 2009 a 3:41 pm #

    Lorena, ma rischiare la schioppettta del contadino renderebbe la torta moooolto più gustosa, vero spirito garibaldino! 😆 magari un giorno mi darai anche qualche ricetta per preparare torte sfiziosette, sono abbastanza golosa.. Mii piace la Sardegna vista con i tuoi occhi!!

  11. lagiraffa 20 novembre 2009 a 3:42 pm #

    Lorena, ma rischiare la schioppettata del contadino renderebbe la torta moooolto più gustosa, vero spirito garibaldino! 😆 magari un giorno mi darai anche qualche ricetta per preparare torte sfiziosette, sono abbastanza golosa.. Mi piace la Sardegna vista con i tuoi occhi!!

  12. giraffa 20 novembre 2009 a 3:54 pm #

    Franz, eh, l’uomo del monte ha detto no ma la giraffa del monte l’insalata di riso l’ha preparata ugualmente!! Comunque, grazie, l’occhio sta bene 🙂

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