La nostra Madame Bovary.

31 Ott

Madame Bovary è uno dei romanzi più famosi di Flaubert, viene fatto leggere nelle scuole come uno dei più importanti esempi del realismo, è un capolavoro, ma un capolavoro di tristezza infinita. Almeno, così l’ho percepito io. Ma non ho intenzione di lanciarmi in critiche letterarie che non sarei assolutamente in grado di fare, piuttosto ho intenzione di far notare agli amici che hanno la pazienza di leggere i miei vaneggiamenti e alle persone che capitano qua per caso, la grande fortuna che abbiamo noi italiani ad avere una madame Bovary in carne ed ossa, con due baffetti che una brava estetista potrebbe sistemare meglio e un animo romantico nascosto dietro lo sguardo imperturbabile. La nostra Emma Bovary in realtà si chiama Massimo ed è la moglie devota e infedele, ma solo per noia e per un eccesso di romanticismo, di PD, fu PCI anche grazie a lei e alla sua proverbiale intelligenza. La nostra piccola Bovary ogni tanto sbaglia ma lo fa solo per amore, per dare brio alla sua vita, non per vanità, né per supponenza né per presunzione e tantomeno per arroganza, sbaglia ma le viene perdonato tutto dall’amorevole PD, che la segue fino all’autodistruzione (sua, cioè del PD). E noi non possiamo che commuoverci davanti ai suoi tentativi di raggiungere livelli impensabili per una con quei baffetti, ci siamo commossi quando è riuscita a diventare Primo Ministro senza essere eletta dal popolo, in pratica, direttamente sul podio senza passare dal via; ci siamo commossi quando è riuscita a fare fuori i suoi compagni, che invece avevano il sostengo del popolo; e ancora oggi ci commuoviamo fino ad avere gli occhi lucidi, quando leggiamo la dichiarazione di amore eterno all’unico uomo che sia mai stato in grado di rapirle il cuore, in occasione della recente nomination ai “Ministro degli Esteri europeo Awards”: «Sono onorato che sia stato fatto il mio nome e ringrazio Palazzo Chigi per l’appoggio» o parole amene ma incomprensibili come: “nel nuovo trattato – ha spiegato l’ex ministro degli esteri – il capo della politica estera è anche vicepresidente della commissione e quindi deve essere un rappresentante nazionale. Quindi il governo ha un potere dirimente sul proprio rappresentante». La nota di Palazzo Chigi – ha proseguito – è molto apprezzabile nel senso che considera prioritaria l’eventualità, che vorrei venisse considerata come tale». Siamo commossi, perché la nostra tenera Bovary dimostra di non essere la fredda e cinica calcolatrice che tutti descrivono ma una persona amorevole e piena di gratitudine e, soprattutto, ci fa provare la sensazione di vivere in un romanzo, frutto di fantasia vivace mentre, invece, è tutto vero.

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39 Risposte to “La nostra Madame Bovary.”

  1. No Blogger 31 ottobre 2009 a 10:12 pm #

    questo è un capace opportunista, esperto nel peggiore consociativismo e nel correre in soccorso del vincitore. Gente come questa è sempre deleteria e se si ritirasse a vita privata farebbe soltanto un favore agli italiani.

  2. lagiraffa 1 novembre 2009 a 11:20 am #

    Credo anch’io che sia inutile alla causa del PD e della politica italiana e utile esclusivamente a se stesso, alla sua vanità e alla sua sete di potere.

  3. antonio76 1 novembre 2009 a 5:46 pm #

    Alle primarie ho votato controvoglia Franceschini proprio per questo motivo, perchè temo un ritorno in grande stile di D’alema sotto le sembianze di Bersani. Per me non c’è da girarci molto intorno, D’alema è il più furbo e abile del PD, ma credo che il danno sia sempre maggiore del beneficio con lui. Altan faceva le vignette su di lui negli anni ’80, in quello splendido giornale satirico che era “Tango”. Gli altri, di quelle vignette non ci sono quasi più. Lui è ancora là.

  4. giraffa 1 novembre 2009 a 6:02 pm #

    Antonio, lui è ancora là e il partito sta facendo una fine penosa, e ricordi che anche Forattini aveva fatto una vignetta su di lui e l’intoccabile non l’aveva presa molto bene? Neanche Spadolini aveva mai reagito così, eppure era tartassato quotidianamente..

  5. kalojannis 1 novembre 2009 a 6:54 pm #

    Avrà pure un sacco di difetti ma è un politico – nel senso proprio del termine – estremamente capace… altro che Franceschini… io penso che sia baffetto il vero erede di Andreotti (politico ercolinosempreinpiedi, amicodituttinemicicompresi).

    Per carità, gli rimprovero una serie di cose, alcune delle quali mi hanno colpito “direttamente” (ma che non dirò neanche in confessione… se poi consideri che, essendo agnostico, non mi confesso…) 😉
    ma sul punto della candidatura cosa ci aspettavamo?
    Anch’io in prima battuta ho pensato “baffetto passa alla cassa a riscuotere” ma a pensarci bene non avrebbe avuto senso (anche per il PdLV) appoggiare una candidatura popolare (nel senso partitico del termine) piuttosto che una candidatura nazionale che, al di là degli eventi pregressi, potrebbe sempre tornare utile… non dimentichiamo che parliamo della politica estera europea.
    Il “nostro” cosa avrebbe dovuto dire? Non voglio il sostegno di quella parte dei popolari che fa capo al presidentedelconsiglio?
    Insomma, realpolitik!
    P.S.: ma siamo sicuri che il PD stia facendo una fine penosa (come da te suggerito) per colpa di D’Alema? Non credi che possa essere stato sbagliato fin dall’inizio unire persone, con una storia politica così diversa e, sopratutto, assolutamente non in grado di riconoscere un leader?
    Ai Poster (e ai Sabato Pomeriggio l’ardua sentenza)… vabbé questa era una stupidaggine ma a volte fa ridere 😀

  6. AndreA 1 novembre 2009 a 7:06 pm #

    Parallelo (letterario) calzante!

    Un abbraccio! 🙂

  7. giraffa 1 novembre 2009 a 9:43 pm #

    * Kalojannis, secondo me l’erede di Andreotti potrebbe essere Fini, il nostro baffetto è un politico che somiglia vagamente ad Attila (ma più vanitoso) riesce a distruggere e far saltare qualunque tentativo di coesione, ce lo vedi a fare il capo del governo per più di due anni e senza che abbia fatto lo sgambetto a qualcuno per diventarlo? Quando penso al PD e alla sua caduta, mi vengono in mente tutte le precedenti vite e peripezie del PCI, se noti, il nostro ha sempre messo il suo baffetto per fregare tutti i segretari e distruggere il partito. Il pd era un mostro sin dall’inizio ma dal momento che avevano deciso di unirsi ai democristiani per creare un partito forte e d’opposizione, avrebbero dovuto continuare su quella strada, non tornare indietro, con le stesse facce di vent’anni fa.
    Ma passiamo a cose serie: sei sicuro di non volerti liberare del peso che attanaglia la tua coscienza e raccontarci cosa ti ha fatto D’Alema?!

    * Andrea, forse però il nostro piccolo Bovary è meno indifeso.. un abbraccio anche a te 🙂

  8. kalojannis 1 novembre 2009 a 9:54 pm #

    Il mio parallelo era appunto legato alla capacità di Andreotti di stare comunque sul ponte di comandon nonostante burrasche, tempeste et similia.
    Penso che finché la politica continuerà ad essere una professione, l’interesse pubblico verrà sempre subordinato a quello personale… ecco perché in altri Paesi dove le principali decisioni sono affidate ad istituti di democrazia diretta (e quindi la politica non è una professione) le cose funzionano meglio. ad esempio, la Svizzera, Paese nel quale – come probabilmente sai già – il Parlamento Federale si riunisce un paio di volte l’anno e le decisioni, comunali, cantonali o federali, vengono sottoposte al vaglio (preventivo o successivo) della popolazione.

    Diciamo che quella di baffetto nei miei confronti è stata una promessa non mantenuta… non di matrimonio, ovviamente 😉

  9. No Blogger 1 novembre 2009 a 10:01 pm #

    infatti…la Svizzera, oltre ad avere mucche e cioccolato, ha anche referendum a gò gò. Però ha anche banche “che lavano più bianco che più bianco non si può”. Ed anche davanti ad una timida indagine sull’esportazione di capitali (italiani) all’estero (cioè in Svizzera) minacciano fuoco e fiamme. La Svizzera vive di queste belle cose ed è piena di d’alema di lingua tedesca, francese, italiana. Sono la sede internazionale della Croce Rossa, del WWF, di mille altre illustri Istituzioni internazionali di questo e di quello, ufficialmente aperti a tutto e praticamente chiusi a tutto quello che non gli va a genio. Sono il perfetto “stato d’alema”. Complimenti a Kalojannis per averlo così acutamente individuato 😉

  10. kalojannis 1 novembre 2009 a 10:31 pm #

    @NoBlogger: non hanno Berlusconi.
    Inteso non come persona ma come esempio di politica Personalistica. Con la P maiuscola.
    Nessuno ha detto che la Svizzera sia “il migliore dei mondi possibili” (per utilizzare l’affermazione del Pangloss di Voltaire), ma è sicuramente uno Stato in cui il cittadino può sentirsi parte attiva nelle scelte inerenti il benessere pubblico.
    E dove la politica non è una professione.
    In Italia, invece, lo sport più importante è la corsa alla poltrona (comunale, regionale, nazionale) e del benessere pubblico…chissenefrega!

    Il “fuoco e fiamme” di Berna contro Roma è legato (da quello che è a mia conoscenza) non all’indagine in sé, ma alle modalità con le quali è stata espletata… e con le quali vengono da un po’ intensificati i controlli al confine. Da qui la reazione della Svizzera (e la conseguente di bloccare la ratifica del concordato sulla doppia imposizione… l’ennesimo successo diplomatico per il nostro Paese!).
    Non capisco invece il riferimento alla location delle Organizzazioni Internazionali…

  11. No Blogger 1 novembre 2009 a 10:42 pm #

    @ Kalojannis: non c’è dubbio che il bravo cittadino svizzero si sente parte delle decisioni comuni. Il “guaio”, per tutti i non-svizzeri, è che questo bellissimo Paese è la cassaforte-lavatrice per buona parte delle fortune dalle origini opache che ci siano in circolazione. Di questo ne hanno fatto la loro fortuna, che non si basa su mucche e cioccolato. Al bravo cittadino svizzero va più che bene, evidentemente. E va benone anche la rispettabilità internazionale conquistata con le tante sedi di rispettabilissime Istituzioni internazionali. per molto meno, in concreto, l’Irak di Saddam Hussein è stato attaccato da una nutrita coalizione internazionale. La Svizzera no, perchè è “rispettabile” e – soprattutto – perchè è essenziale per l’attuale ordine mondiale. Il Governo italiano si è mosso con la solità abilità del rinoceronte nel negozio di cristallerie, ma – dopo la vergogna della legge sul c.d. scudo fiscale – ha fatto finalmente qualcosa di buono, intensificando i controlli su filiali italiane delle banche svizzere e sui confini. Agli svizzeri i capitali italiani (puliti o sporchi è uguale) nei loro forzieri stanno benissimo. Ciò non toglie che l’italica squallida corsa alla poltrona sia da censurare. Ma saresti così sicuro che tutti i governanti svizzeri, a tutti i livelli, lo facciano per il bene dei loro amèni cantoni? Nessuna ambizione personale? Gli basta un orologio a cucù per indennità?

  12. kalojannis 1 novembre 2009 a 10:59 pm #

    Non ho scritto che tutti i governanti svizzeri siano Santi, dediti solo al raggiungimento dell’altrui felicità…
    il concetto è che in Italia, non essendoci alcun “veto” da parte dei cittadini sulle scelte politiche dei governanti, è più facile che le stesse scelte siano orientate verso interessi personali.
    E di esempi ne abbiamo ogni giorno.
    Ovvio che ciò possa accadere anche in Svizzera dove però il controllo della popolazione sulle scelte del governo, sia positivo (proposizione di iniziative legislative) sia negativo (opposizione a proposte normative), “limita” la politica personalistica esasperata che c’é in Italia.

  13. No Blogger 1 novembre 2009 a 11:10 pm #

    @Kalojannis: il discorso sulla “libera” formazione del consenso e delle idee “politiche” dei cittadini ccredo che porterebbe molto lontano. Basterebbe considerare che una conferma plebiscitaria delle principali decisioni del nostro amatissimo premier è proprio il suo obiettivo finale (es. sulla riforma della giustizia). Chi possiede TV e giornali in misura preponderante può bene orientare le opinioni politiche ed il consenso. E così avere l’imprimatur anche della “libera” approvazione delle sue “decisioni” attraverso referendum popolari. Il problema non è nell’eventuale referendum confermativo popolare, è nel conflitto d’interessi in vari settori strategici nazionali: un problema che i vari d’alema del centro-sinistra non hanno mai voluto affrontare quando erano al governo e maggioranza parlamentare. Ti chiedi perchè? perchè aspiravano a mucche e cioccolato?

  14. kalojannis 2 novembre 2009 a 12:03 am #

    Ritengo che con un sistema di democrazia diretta (che parte dal quartiere per arrivare allo Stato) personaggi come il presidente del Consiglio non potrebbero neanche esistere… non si tratta solo di referendum confermativi popolari… per quello c’è già Mediaset 😉 … ma di permettere un diritto di iniziativa che si possa tradurre in legge popolare.
    In altre parole, se la popolazione si potesse pronunciare (con decisione vincolante) sulla TAV in Val di Susa o sul Dal Molin a Vicenza o sull’alta velocità sulla FI-BO, non credi che potrebbe ridursi il personalismo politico?
    Certo, il rischio è quello che la televisione provochi l’effetto “pifferaio magico” ma tra il rischio del consenso popolare incanalato in una certa direzione e la certezza di un parlamento schiavo dei partiti (o del partito azienda) preferisco l’incertezza della prima ipotesi.

    P.S.: Giraffa, l’orario di pubblicazione dei messaggi è clamorosamente sbagliato… si è rotto l’orologio al sig. wordpress?

  15. Tommaso 2 novembre 2009 a 12:23 am #

    premetto che ero contrario al trattato di lisbona e lo rimango anche adesso.
    detto questo, fino all’altro giorno il nostro presidente del consiglio era un accanito sostenitore della presidenza blair. adesso che solo brown sostiene blair e merkel e sarkozy hanno detto chiaramente no sarebbe bello sapere qual’è la posizione dell’italia
    il fatto che il nostro pdc fosse assente da bruxelles mentre gli altri discutevano di questo la dice lunga
    forse in italia abbiamo illustri politici che rimangono nell’ombra perché sono così bravi onesti e incorrotti da essere timidi; se ci sono, che si facciano sotto per i posti importanti in europa;
    finché non ci sono, penso che la scelta d’alema come ministro degli esteri europeo sia eccellente
    infatti, immagino che non verrà scelto, perlomeno per il fatto che lui è un sostenitore del dialogo con hamas
    tutti i politici sono egocentrici e desiderosi di potere, se no non farebbero i politici

  16. lagiraffa 2 novembre 2009 a 10:01 am #

    Opperdincibacco, ieri sono andata a letto con le galline e mi sono persa questa interessante discussione! E dopo essermi alzata con il canto del gallo (e dire che a me galli e galline non stanno nemmeno simpatici) eccomi 🙂

    * Kalojannis, la democrazia diretta andrebbe benissimo anche per il nostro Paese ma non prima di aver fatto una bella legge sul conflitto d’interessi, IL problema fondamentale da risolvere per poter ricominciare a parlare di modifiche costituzionali, fino a quando ci sarà un solo uomo a controllare politica e mezzi di informazione gli esiti delle consultazioni popolari e di eventuali referendum saranno sempre sbilanciati a favore di una parte o, perlomeno, ci sarà sempre il dubbio che lo siano. Comunque, sempre per tornare alle cose serie, guarda che non è bello lasciare una povera giraffa ad immaginare le brutte cose che ti ha fatto il baffo nero..ti farebbe benissssimo raccontare tutto 😆 Sull’orario, il sig. wordpress fa quello che gli dico, e quando ho modificato l’ora solare ho fatto qualche errore di calcolo 😉

    * No Blogger, io ho scelto San Marino per conservare i miei risparmi, ho fatto bene?!! 😀

    * Tommaso, in Italia abbiamo illustri politici, preparati e in gamba che non sono timidi ma non fanno giochi di partito. Personalmente, avrei considerato eccellente, per esempio, la scelta di Emma Bonino, per il semplice motivo che dal mio punto di vista è un politico eccellente, cioè non è una che guardandosi allo specchio ripete continuamente “quanto sono brava” o in qualunque dichiarazione pubblica dice di essere la migliore, ma agisce per il bene comune, non solo per ambizione personale, e lo ha dimostrato con la sua infaticabile attività sopratutto nel campo della politica estera.

  17. No Blogger 2 novembre 2009 a 10:05 am #

    @ Kalojannis: il disegno di legge di iniziativa popolare c’è già, con 50 mila firme può essere presentato al Parlamento…dove può essere messo in un cassetto. Il problema fondamentale, in una democrazia “attuale”, è quello della libera formazione delle opinioni politiche e delle scelte. Chi controlla l’informazione incide pesantemente nella formazione del consenso e – in questi casi – i cittadini sono anche convinti di aver deciso con la propria testa. L’esempio è proprio l’Italia, dove un “pifferaio magico” farcito di conflitti di interesse condizione pesantemente la vita del Paese da 15 anni.
    @ Tommaso: al di là di mille disquisizioni sull’inesistente politica estera italiana degli ultimi due anni, a mio parere, la scelta di D’Alema quale possibile vice-presidente e “ministro degli esteri” europeo è funzionale soltanto a D’Alema. Un premio all’ambizione, all’opportunismo ed all’egoismo. E spiega tante “gentilezze” fatte da questo grande campione progressista a Silvio Berlusconi.

  18. No Blogger 2 novembre 2009 a 10:08 am #

    @ Giraffa: hai scelto San Marino per i tuoi risparmi? Credo che la Guardia di Finanza lo sappia già..e stanno ancora ridendo 😛

  19. Presidente di Bananas Republik 2 novembre 2009 a 1:43 pm #

    D’Alema:

    per quanto mi riguarda, PUBLIC ENEMY NUMBER 1

    ovvero il simbolo più nefasto della finta-sinistra

    quella che protegge i suoi loschi e melmosi interessi infestando le istituzioni, gabbando l’elettorato, recintado la sceneggiata liberale ma in realtà conservando lo status quo di privilegi e potere…

    E non continuo, che è ora di pranzo!

  20. lagiraffa 2 novembre 2009 a 3:04 pm #

    * NB, anche a San Marino stanno ancora ridendo! 😀

    * Presidente, leggevo che anche Cacciari lascia la politica, con una dichiarazione che condivido “questo pd è il vecchio disegno di D’Alema, non mi interessa”. E non continuo perchè è iniziata la digestione 😉

  21. Tommaso 2 novembre 2009 a 9:58 pm #

    Ma, la Bonino vorrebbe Isreale nell’Unione Europea.. e a me questo non piace.

  22. No Blogger 2 novembre 2009 a 10:08 pm #

    @ Tommaso e Kalojannis: perchè non fate felici milioni e milioni di italiani? Portatevi, a settimane alterne, D’Alema a casa vostra e fategli credere di essere il comandante mondiale della politica dell’emisfero occidentale con l’appannaggio di 400 milioni di noccioline americane al mese! Per le noccioline prometto solennemente di darvi una mano e come me – sono sicuro – lo faranno altre decine di migliaia di italiani, almeno. State tranquilli, costerebbe poco, ma fareste un’opera meritoria per un intero Paese! Che dico? Ormai per un intero continente! 😛

  23. kalojannis 3 novembre 2009 a 12:36 pm #

    Cara Giraffa, la democrazia diretta è difficilmente attuabile in questo Paese per un insieme di più complicate ragioni che vanno al di là del conflitto di interessi (che, ovviamente, laddove le decisioni venissero sostanzialmente lasciate ai cittadini, non avrebbe motivo d’essere). Se ti va di approfondire l’argomento, su alcuni siti giuridici in rete ci sono articoli interessanti.

    @Tommaso: penso che la Bonino sia la migliore rappresentante della politica italiana. Non devo essere io a ricordare le sue battaglie per la democrazia. Israele e l’Europa? Se sono candidati all’adesione Stati come la Croazia e la Turchia, non vedo perché non dovrebbe esserlo Israele…

    @No Blogger: mi arrendo. Non sono riuscito a farti capire il mio punto di vista e, mi dispiace, non credo che tu abbia fatto molto per comprenderlo. In fondo basterebbe leggersi il mio primo commento per capire quanto io “ami” baffetto…

  24. giraffa 3 novembre 2009 a 3:15 pm #

    Kalojannis, sono ben disposta ad approfondire l’argomento e possiamo tranquillamente dialogare sulle difficoltà di attuazione della democrazia diretta nel nostro Paese in generale ma, in concreto, oggi, in Italia abbiamo un grosso ostacolo che ci impedisce di parlare proprio di democrazia, ed è il conflitto d’interessi, non credi?

  25. No Blogger 3 novembre 2009 a 4:43 pm #

    @ Kalojannis: mi spiace darti torto, ma penso di aver compreso che cosa pensi di ‘sto D’Alema 😉 Dici anche che ti ha combinato non so che cosa che non riveleresti nemmeno sotto tortura: mi pare, quindi, che non ti stia simpatico, no? Però mi pare anche che ne accetti la “statura politica” e pensi che se ne debba “subire” il ruolo. Io, invece, non lo accetto e non ho proprio voglia di subirlo, per questo “te lo lascio” tutto 🙂 Quanto ai sistemi democratici diretti o indiretti, credo – a differenza tua – che nell’Italia attuale siano un falso problema. Il vero e fondamentale “problema” è un pesantissimo conflitto di interessi che inquina la corretta e libera formazione delle idee e del consenso. E i d’alema, quando sono stati al governo, hanno fatto di tutto per non risolverlo, anzi per non affrontarlo nemmeno!

  26. kalojannis 3 novembre 2009 a 9:04 pm #

    Non voglio essere pessimista ma no credo che bastino leggi ad hoc per risolvere il conflitto di interessi, quando un soggetto è impelagato in mille e più attività…. in fondo, se mi devo disfare di alcuni giornali, televisioni, banche, compagnie assicurative, squadre di calcio da me da me controllate, mi basterà intestarle a parenti e amici. Come sarebbe a dire che questo è già successo? 😀
    Penso che la democrazia diretta (quella vera, non quella italiana di cartapesta, in cui un referendum vale quanto un due di coppe quando briscola è a bastoni, e un’iniziativa popolare non si traduce in legge… ma rimane, appunto, una mera iniziativa) possa impedire – o limitare – la possibilità che sussistano conflitti di interesse.
    La legge possiamo (e dobbiamo, ça va sans dire) farla, ma penso possa essere facilmente eludibile.
    Una organizzazione statale differente potrebbe impedire (in sé) nuove anomalie berlusconi… con riferimento a quella esistente, possiamo solo sperare che muoia presto 😉
    L’anomalia, non berlusconi.
    O entrambi.
    Scherzo.
    O no?

  27. kalojannis 3 novembre 2009 a 9:05 pm #

    * Intendevo ovviamente la legge sul conflitto di interessi che si può (e si deve) fare.

  28. No Blogger 3 novembre 2009 a 10:39 pm #

    il peso degli interessi può essere forte in tutte le democrazie occidentali, però da nessuna parte esiste un berlusconi (e nemmeno un d’alema, però!): non esiste perchè in una democrazia decente ed evoluta esiste una legge sul conflitto d’interessi e amministrazioni pubbliche e giudici che la applicano. Ecco l’anomalìa italiana: qui c’è un ometto che crede e strilla ai quattro venti che i suoi interessi e quelli pubblici sono la stessa cosa! I suoi servi e sòdali annuiscono e la presunta opposizione (i d’alema di turno) finge di non capire 😮 una cosa simile non c’è nemmeno in Botswana (con tutto il rispetto per i botswaniani)! Il problema non sono le “forme” della democrazia, ma i cittadini appecoronati 😉

  29. lagiraffa 3 novembre 2009 a 11:00 pm #

    Mah, io non sarei così pessimista sulle leggi ad hoc, abbiamo un uomo che ha fatto da cavia per noi, si è fatto approvare due o tre leggi ad hoc solo per dimostrare agli italiani che funzionano, eccome se funzionano! 😆 Una legge o un politico che solleva la questione seriamente sarebbero già un passo avanti, per aiutare anche i cambiamenti culturali e di mentalità degli italiani. A proposito di italiani e democrazia diretta, oltre al fascino che il popolo può subire da parte di un politico carismatico, considerata la difficoltà di mettere d’accordo tutti gli italiani e considerato anche l’astensionismo/menefreghismo, siamo sicuri che qui potrebbe realmente funzionare?

  30. lagiraffa 3 novembre 2009 a 11:03 pm #

    Comunque, se non ricordo male con il Botswana abbiamo in comune anche la stessa libertà di stampa 😛

  31. Tommaso 4 novembre 2009 a 1:43 am #

    Fortunatamente Israele non ha mai iniziato la procedura di ammissione all’UE. Io sono contrario anche all’entrata della Turchia come “membro regolare” nell’UE.
    La Croazia potrà entrare quando tutti i contenziosi con la Slovenia saranno appianati; perché no?

    Non mi puoi paragonare la Croazia a Israele. La Croazia è un nuovo stato nato dalle ceneri della Yugoslavia, ed erede delle “convulsioni balcaniche” che hanno distrutto l’impero austroungarico.

    Israele è uno stato nato sul modello imperialistico/ coloniale europeo di fine ‘800, applicando questo modello quando in Europa il modello era sulla via calante, che basa la propia esistenza su dogmi religiosi e sulla pratica della pulizia etnica. Anche se, purtroppo, le radici di Israele sono profondamente europee, non è la parte di Europa che mi auguro preponderante in futuro.

  32. No Blogger 4 novembre 2009 a 10:17 pm #

    @ Tommaso: fammi capire, tu saresti a favore di D’Alema nei confronti della Bonino quale “ministro degli esteri” europeo perchè Emma Bonino sarebbe filo-israeliana e D’Alema a favore del dialogo con Hamas?!? Ma che stai dicendo? Ma anche se fosse, il mondo si ferma a Israele ed Hamas? La Bonino – a differenza di D’Alema – ha comprovato con anni ed anni di attività sul campo, riconosciuta da tutti, che cosa sa fare e che cosa no a livello internazionale. D’Alema che cosa ha provato di saper fare? Ma siamo seri!

    P.S. Israele “nato sul modello imperialistico/ coloniale europeo di fine ‘800”? E il sionismo? E la presenza delle colonie agricole ebraiche dall’inizio del ‘900 in poi? E l’immigrazione ebraica del ‘900? Chi la finanziava, la Germania hitleriana?
    Un po’ di “sana” storia, abbastanza oggettiva: http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitti_arabo-israeliani

  33. Tommaso 6 novembre 2009 a 12:28 am #

    Diciamo che al giorno d’oggi “risolvere” la situazione israeliana implicherebbe risolvere una quota considerevole di tensioni internazionali.

    Purtroppo D’Alema a livello internazionale può essere affidabile giusto perché ha permesso all’aviazione NATO di usare le basi italiane per attaccare la Serbia nel 1998.

    Mi riferivo giusto al sionismo. Il sionismo, come lo vedo io, è un tipico prodotto del nazionalismo europeo 800esco. Gli ebrei iniziano ad immigrare in Palestina in grandi numeri a fine ‘800. La costruzione europea 800esca degli stati nazionali fa appunto capire a gruppi di leader ebraici che una delle soluzioni del “problema ebraico” (cioè i pogrom) può essere la creazione di uno stato nazionale su base ebraica. I sionisti hanno scelto la Palestina.

    La “conquista” della Palestina a modo suo può essere in parte comparabile alla “colonizzazione” di un terrorio quale gli europei hanno fatto in America del nord, come principio (ma ovvio anche con grandissime differenze).

    I Sionisti non hanno tenuto molto in considerazione gli Ebrei europei negli anni più terribili dell’Olocausto. Questo perché hanno sempre valutato l’immigrazione in Palestina in funzione della possibilità di avvicinnare o allontanare la creazione della Casa nazionale ebraica.

    Non sono uno storico, ma ho da poco letto questo libro (http://books.google.com/books?id=XvT8CWv2DakC), e mi baso su quello che mi ricordo di questo libro e da altre cose che so da altre fonti per formare la mia opinione (più ovvio ci penso sù).

  34. Tommaso 6 novembre 2009 a 12:30 am #

    il link che ho messo nel commento precedente non funziona
    questo spero che vada:

    http://books.google.com/books?id=XvT8CWv2DakC

  35. kalojannis 6 novembre 2009 a 10:45 am #

    Io invece di libri sulla questione arabo-israeliana ne ho letti a decine… e ho scritto anche qualcosina 😉

    Penso che l’analisi di Tommaso (seppur ovviamente breve dato lo spazio di un commento ad un post) sia lucida.
    Non sono d’accordo però con il parallelo colonialismo-sionismo: il sionismo (nel significato positivo del termine e non in quello negativo che purtroppo oggi spesso gli viene attribuito) è stato un movimento lungimirante che, senza alcuna violenza (a differenza del colonialismo) ma utilizzando strumenti giuridici (acquisto di proprietà) e sociali (il lavoro collettivo dei coloni organizzati nei kibbutz), ha saputo costruire l’unico Stato democratico del medio oriente. Quindi una “profonda” differenza tra la colonizzazione europea e la “conquista” della Palestina…

    Poi, ovvio, le guerre ed il terrorismo sono state colme di nefandezze da una parte e dall’altra (ciascuno può decidere liberamente chi ha più peccato)…
    consiglio “Gerusalemme, Gerusalemme” di Collins-LaPierre, davvero un bel libro (praticamente un saggio travestito da romanzo letterario).

  36. No Blogger 6 novembre 2009 a 11:27 am #

    per quanto ne so, il sionismo con il colonialismo europeo dell’800 ha molto poco a che vedere. Da parte degli immigrati ebrei in Palestina non c’è stato alcun sfruttamento della popolazione locale araba. Anzi, nei primi decenni (fine ‘800-inizio ‘900) l’acquisto delle terre (base del sionismo) da parte di latifondisti arabi (totalmente disinteressati ai contadini arabi) avvenne a prezzi molto più alti. Anche i salari “sionisti” per i contadini erano molto più alti, tanto da determinare un afflusso di contadini arabi da altri Paesi (http://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo). Ed è vero che – pur con tutte le pecche, anche gravi – Israele è il solo Stato democratico del Medio Oriente. Ottimo il libro consigliato da Kalojannis (“Gerusalemme, Gerusalemme”) e ne consiglio anch’io la lettura. Sostenere, poi, che il sionismo non abbia considerato la popolazione ebraica negli anni della Shoah mi pare quantomeno azzardato: se è vero che un piccolo gruppo di irredentisti-terroristi (la Banda Stern) cercò di stabilire accordi con la Germania nazista contro i Britannici, si deve sottolineare che fu un gesto molto isolato e avversato dagli stessi sionisti.
    La soluzione, purtroppo, della questione israelo-palestinese potrà giungere, a mio parere, soltanto con reciproche concessioni e sicurezza. E la nostra madame Bovary mi pare che ci stia come i cavoli a merenda 😛

  37. giraffa 6 novembre 2009 a 2:45 pm #

    Però mi piace questa divagazione, ragazzi 🙂 la mia è una conoscenza del conflitto che si limita ai libri di storia, ai giornali, ai documentari e leggerò senz’altro i libri che consigliate, perchè si tratta di una situazione talmente complessa da avere mille risvolti ancora oscuri e spesso incomprensibili. Purtroppo, credo che la soluzione non arriverà in tempi brevi, è un odio così profondo e antico e continuamente alimentato dalle mostruosità commesse da entrambe le parti da non poter essere guarito nel giro di qualche anno (oltre ai disgraziati bombardamenti israeliani, non dimenticherò mai un documentario nel quale si mostrava l’indottrinamento dei bambini palestinesi futuri kamikaze da parte di adulti completamente esaltati, l’uso dei bambini come bambole imbottite di esplosivo va oltre ogni possibile forma di lotta per la libertà).

  38. giraffa 6 novembre 2009 a 3:07 pm #

    E comunque, tutto questo impegno da parte di Berlusconi a favore di Madame baffetty mi sembra abbastanza sospetto.

  39. Tommaso 7 novembre 2009 a 12:21 am #

    Da quello che si è capito, sulla questione io sono abbastanza parziale, perché ho amici arabi palestinesi. In particolare un amico arabo cristiano palestinese nato a Nazareth nel 1944 e cacciato da casa sua nel 1948 dall’esercito Israeliano. Non conosco personalmente bene nessun Israeliano, anche se ne ho conosciuti alcuni come conoscenze superficiali, e cerco di capire anche le ragioni degli Israeliani ebraici. Certamente molta gente ha voglia di finirla sia da una parte che dall’altra, ma non tutti.

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