Giraffa transessuale.

27 Ott

Mi permetto di ospitare la testimonianza di un’amica giraffa:

 “sono una femmina di giraffa imprigionata nel corpo di un maschio, mi sento femmina ma ho l’apparato riproduttivo maschile, tutto, completo, la gente l’ha capito e, d’altra parte, io non lo nascondo. Gli uomini mi scartano, mi deridono con gli amici e con le compagne, se ne hanno l’occasione mi massacrano di botte allo sfinimento, eppure è da me che vengono ogni notte prima di dare la buonanotte ai loro bambini, è da me che vengono dopo aver detto “cara, sono in riunione”, è da me che vengono quando vogliono sfogare i loro istinti, quando vogliono essere sé stessi, quando vogliono ammettere di essere uguali a me, è di notte, qualche volta di pomeriggio, altre volte di mattina, che io non sono “diversa” ma sono esattamente come loro, stesso cuore, stesso sangue (quanto sangue, a volte..) stessa pelle, stesso odore animalesco, diversa anima, perché almeno io sono sincera con me stessa e non sono tormentata dall’apparenza, non sono stata nemmeno eletta in Parlamento, non rappresento il popolo, rappresento solo me stessa e sono tormentata dall’esigenza di sopravvivere, in un posto in cui è quasi impossibile essere sé stessi, e per la gente è così doloroso confrontarsi con la propria natura. Un posto in cui gli uomini di potere vengono da me completamente indifesi ma non hanno il coraggio di difendermi, non hanno nemmeno il coraggio di votare una legge che limiterebbe la violenza nei miei confronti. Provo grande pena per quegli uomini, per le loro compagne, per le loro famiglie, perché so cosa significa vivere nella vergogna, lo faccio tutti i giorni, ma pochi provano pena per me, ma non è la pena che voglio, è semplicemente il rispetto.”

12 Risposte to “Giraffa transessuale.”

  1. Presidente di Bananas Republik 27 ottobre 2009 a 2:29 pm #

    Ringraziamo la nostra bella società cattolica, per farci crescere nella convinzione che

    UOMO E DONNA sono le uniche forme d’amore possibile;

    le uniche unioni lecite;

    gli unici sessi esistenti;

    le uniche verità assolute;

    per sostenere con encicliche e prediche che

    tutto il resto è vergogna, è contronatura, è inamissibile, va contro Dio, va contro la morale.

    Ringraziamo insomma questa bella sovrastruttura ideologica della società cattolica;

    quando a me invece piace il messaggio centrale del cristianesimo, quello della Carità:

    che è slancio d’AMORE verso l’altro, accoglienza, e soprattutto sospensione del giudizio. perchè il giudizio viene dall’EGO, e qwuando giudichi NON SEI NELL’AMORE.

    Se questi valori di Carità cristiana fossero messi in pratica, un ESSERE UMANO non avrebbe paura nè sconforto ad evere un corpo in un modo e un’anima in un’altra, perchè verrebbe umanamente accolto per ciò che è, senza etichette.

    TRANSESSUALE. Non sei nemmeno una persona, sei qualcosa di scomodo e bizzarro, sei etichettato per la tua “natura sessuale”.

    Che prigione di solitudine e pregiudizio abbiamo costruito.

    E non venitemi a dire che la Chiesa in questo non c’entra, perchè TUTTO parte da lì.

  2. lagiraffa 27 ottobre 2009 a 6:03 pm #

    Ci hai ragione, Presidè, purtroppo, negli anni gli uomini di chiesa sono riusciti a far dimenticare (e forse li hanno dimenticate anche loro) i messaggi d’amore, misericordia e pace della religione cattolica e hanno creato un clima repressivo che contrasta molto con la felicità e la gioia, tanto celebrate ma solo se ricercate su sentieri imposti da altri..

  3. sabry 28 ottobre 2009 a 11:58 am #

    leggedo le tue parole mi sonocommossa,credo che esprimano esattamente quella che deveessere la realtà della tua amica giraffa..una prigione di pregiudizio che ci siamo creati con le nostre mani..un inferno in cui ci ostiniamo a voler vivere anche quando il vero messaggio di Gesu..o se vogliamo allargare un po il campo del Creatore (che ognuno puo intendere come vuole)è prorpio quello dell’amore ,come dice PresidenteBR slancio d’AMORE verso l’altro, accoglienza, e soprattutto sospensione del giudizio.
    “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,

    ma non avessi amore,

    sarei un rame risonante”
    http://sabrygeyitaly.spaces.live.com/default.aspx?_c01_BlogPart=blogentry&_c=BlogPart&handle=cns!612ABDA71DC60785!274

    http://www.facebook.com/topic.php?uid=10357667799&topic=10904#/note.php?note_id=160769064927&id=63160549973&ref=mf

  4. Baol 28 ottobre 2009 a 3:08 pm #

    “Quella che di giorno
    chiami con disprezzo
    pubblica moglie
    quella che di notte
    stabilisce un prezzo
    alle tue voglie”

    F. De Andrè

    Anche se non si tratta di transessuali mi sa che ci sta bene lo stesso

    ciaoooooooo

  5. No Blogger 28 ottobre 2009 a 9:04 pm #

    ..tutto giusto, Giraffa politically correct, però – nel caso specifico – il transessuale incamerava 5.000 euro a prestazione, cifretta che un lavoratore “normale” incassa, forse, in 3-4 mesi. Un precario ancora in più tempo, un disoccupato mai. Sono completamente favorevole alla piena parità formale e sostanziale fra tutti gli esseri umani a prescindere da differenze di razza, religione, orientamento sessuale. Del resto lo dice anche la nostra Costituzione, oltre che un briciolo di intelligenza e buon senso. Però in questa vicenda ci sono anche altri elementi “curiosi”, no? 😉

  6. lagiraffa 28 ottobre 2009 a 10:43 pm #

    * Sabry, purtroppo siamo tutti vittime del pregiudizio, nel senso che ognuno di noi ha le proprie idee, convinzioni, i propri valori, sui quali fonda un giudizio sul mondo e sulle persone, sarei una vera ipocrita se scrivessi che il mio pensiero è sempre libero da preconcetti, però l’amore per il prossimo, e anche l’empatia, possono aiutarci ad avere una mente libera, a comprendere, a rispettare gli altri.. 🙂 ho porvato a leggere il tuo articolo ma Windows mi dice che la pagina non è consultabile, riproverò.

    * Baol, credo che ci stia bene anche in questi casi..

    * No Blogger, come dovresti sapere, scrivo quello che penso e non quello che dovrei scrivere per essere “corretta” e se avessi voluto esprimere il mio pensiero sul caso specifico l’avrei fatto, senza troppi giri di parole 🙂 di sicuro, la vicenda mi ha ispirato, nel senso che mi ha fatto venire in mente che, tra le tante vittime di storie del genere, è il caso di ricordare anche quelle persone che, comunque vada, avranno il perenne disprezzo della gente, saranno derise e non riceveranno nessuna pietà dal mondo che le usa. Sicuramente, si tratta di uno scambio, come sempre accade quando qualcuno vende il proprio corpo ma non per tutti vendersi è la cosa più bella del mondo e, anche volendo trovare un altro lavoro, non so quanti sarebbero disposti a darglielo, compresi i clienti “del sesso”. Il mio è solo un altro punto di vista 😉

  7. No Blogger 29 ottobre 2009 a 11:33 am #

    so bene che scrivi quello che hai in testa, chi ha detto il contrario? Come ho detto, sono d’accordo con le tue riflessioni (sarei quindi anch’io “politically correct” 😉 ), ma mi è parso giusto evidenziare un aspetto che tocca tantissime persone, la “folle” cifra di 5.000 euro “sperperati” così quando ci sono milioni di italiani che faticano non poco per arrivare alla fine del mese. E’ poi verissimo che c’è ancora moltissimo da fare per realizzare quella parità sostanziale (oltre che formale) dei cittadini (e degli extracomunitari regolari) in questo Paese. Anche nonostante la Chiesa cattolica.

  8. Baol 30 ottobre 2009 a 1:54 pm #

    Già, De Andrè è come il colore nero, sta bene con tutto 😉

  9. lagiraffa 30 ottobre 2009 a 5:07 pm #

    De Andrè sapeva cogliere molte sfumature del comportamento umano e noi uomini, poi, non siamo molto originali, ripetiamo sempre gli stessi teatrini 😉

  10. Fra Puccino 31 ottobre 2009 a 2:53 pm #

    Anche a me hanno colpito i 5 mila euro; 5 mila euro per quanto, una o due ore di lavoro? Sicuramente una buona parcella, ma quanti di noi sarebbero disponibili a vendersi, anche per quella cifra? La sessualità è una cosa così intima e personale, che dal mio punto di vista tutto sommato 5 mila euro sono anche pochi come prezzo della propria dignità.

  11. lagiraffa 31 ottobre 2009 a 5:53 pm #

    Anch’io la penso come te, la sessualità non può avere un prezzo e 5mila euro non sono niente per quello che viene offerto in cambio.

  12. Fra Puccino 31 ottobre 2009 a 6:01 pm #

    Che poi, tra l’altro, quello che viene chiesto in cambio spesso non è la prestazione “femminile” del trans, ma quella “maschile”, il che è ancora più inquietante sulle motivazioni che spingono gli uomini che si credono eterosessuali ad andare con i trans.

    I quali dal canto loro vivono lo strano destino di sentirsi donne ed essere pagati per fare gli uomini… Ci sono davvero cose nel mondo che rimarranno al di là della nostra (quantomeno della mia) comprensione

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