I reati relativi.

29 Set

I “reati relativi” dovrebbero essere introdotti come nuova categoria di reati previsti dalla legge, tra quelli che, sebbene siano orrendi, non vengono considerati tanto orrendi se il loro autore è un genio/ricco/famoso/potente. Mi riferisco al caso di Roman Polanski, agli appelli in suo favore e all’atteggiamento benevolo della Francia che, a quanto pare, ama catalogare come semplici errori i reati commessi fuori dal suo territorio, e non parliamo del furto di una mela. Nel 1977, il regista Roman Polanski aveva 44 anni e aveva già sofferto tanto (aveva subito l’occupazione nazista in Polonia; fuggito negli Stati Uniti, sua moglie era stata uccisa dai satanisti di Manson quando era all’ottavo mese di gravidanza) mentre Samantha Gailey aveva 13 anni, faceva la modella, non aveva voglia di soffrire e, probabilmente, pensava che le foto scattate da quel regista famoso, per l’edizione francese di Vogue, avrebbero aiutato la sua carriera, un pensiero logico, considerando la notorietà del personaggio. Tutto bene, fino a quando il regista famoso, durante uno di quei servizi fotografici, le propina un sedativo e, nonostante i rifiuti della ragazzina, inizia a farle di tutto, insomma, il gallo quarantaquattrenne, con la giovanissima pollastrella, non si fa mancare proprio nulla. Polanski, accusato dal Tribunale di Los Angeles, raggiunge un accordo con il procuratore: la libertà in cambio della sua confessione, e lo “sconto” sulle accuse di stupro con uso di stupefacenti, perversione e sodomia, peccato che il giudice non sia d’accordo e lo condanni, senza dare peso a quell’accordo. E così, Polanski fugge in Francia per evitare il carcere e passano trent’anni, durante i quali la vittima dello stupro riuscirà anche a perdonare il suo carnefice. Come sempre succede in questi casi, il violentatore ha usato tutti gli argomenti possibili per evitare la condanna, dall’ovvio riferimento al consenso della ragazzina, “era consenziente, aveva già avuto altre storie” alla strumentalizzazione da parte della madre di lei, dimenticando che il divario tra un ultraquarantenne ed una tredicenne non può essere colmato con un sì, drogato e poco convinto. Per fortuna, ci sono i politici francesi e gli intellettuali a consolare, difendere, commiserare Polanski, con una forza che, sinceramente, vorrei vedere per altre cause. In questo caso, condanna o meno, il silenzio sarebbe più che sufficiente.

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18 Risposte to “I reati relativi.”

  1. No Blogger 29 settembre 2009 a 11:39 am #

    non conosco gli atti ma basterebbe considerare l’età della ragazzina. Più precisamente, l’età della “bambina”, perchè a 13 anni è ancora tale. Il “reato relativo” vale in primo luogo negli U.S.A. dove hanno mercanteggiato sull’accusa, si sono decisi a far arrestare Polanski solo dopo 30 anni e non si sa se chiederanno l’estradizione alla Svizzera. La Francia, poi… Dall’asilo per i più cinici terroristi alla “fuga” di Battisti, all’assoluzione virtuale per Polanski. Basta che sia un nome famoso e via! Il reato diventa “relativo”, impalpabile, aereo, cancellato dalla “ragion di Stato”. Hanno davvero poco da insegnare :[

  2. giraffa 29 settembre 2009 a 12:18 pm #

    No Blogger, anch’io so solo quello che passa attraverso i giornali e leggere cose come “è passato tanto tempo” fa un po’ male, per cose del genere. Tredici anni sono tredici anni in Italia, negli Stati Uniti, in Thailandia, lui ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con quella ragazzina e per questo credo sarebbe meglio risolvere la cosa in silenzio, estradizione o meno..

  3. Fede 29 settembre 2009 a 5:21 pm #

    Complimenti pe ril post, come sempre riesci a far emergere molti lati delle vicende con parole chiare, convincenti e taglienti. Come necessario in casi del genere.

    Non posso che essere daccordo. Molto spesso, o quasi sempre, soldi, successo, fama e potere fanno la differenza, almeno in questo mondo. Ecco perchè ho smesso di credere nella giustizia degli uomini. Troppi reati relativi, come li chiami tu. O troppe circostanze giustificatrici, come le chiamo io. Alla fine il risultato è lo stesso: vittime e nessun colpevole che sconti la pena prevista. Io non sono quel genere di persona che tende sempre a mettersi dal punto di vista dell’altro per cercare di capire. Per queste cose non credo che qualcuno meriti che si analizzi il suo punto di vista. Conta il risultato.

    E parole di ammirazione per la tredicenne in questione. Non so se sia notizia di fonte certa il suo perdono all’aggressore o una tua valutazione. Nel primo caso, complimenti. Io non lo avrei fatto.

  4. alanford50 29 settembre 2009 a 6:48 pm #

    Bellissimo post, anche se lascia un retrogusto amarissimo ed un senso totale di impotenza e di insufficienza della nostra morale moderna, ma il brutto è che questa morale appartiene unicamente alle persone nel momento che diventano in qualche modo vittime, difficilmente mentre si sta bene si ha la volontà di combattere contro questo uso abuso della moderna morale.

    E’ però assolutamente vero che ormai tutto è relativo non ci sono più certezze, perché esse costano ed hanno un prezzo che nessuno è più disposto a pagare se non costretto dalla vita o dalle circostanze, finché non si è obbligati è più comodo girarsi dall’altra parte e viverne esattamente il contrario.

    Tutto ormai è relativo, la nostra morale, il nostro senso di legalità, il nostro senso di uguaglianza, il nostro senso civico, ormai siamo pronti a trovare mille scuse pur di avvallare la parte relativa, quella che ci fa più comodo e a cui ci dispiacerebbe molto di più rinunciare, seminando vento non si può che raccogliere tempesta, ma tutti fanno finta di nulla, finché la barca va, ci fa tremendamente comodo e ci piace lasciarla andare.

    Per tornare allo specifico che dire, la Francia patria del liberalismo che ha fatto della libertà uno dei loro motti più importanti, è diventata un ricettacolo di ogni forma di depravazione morale, in nome di una libertè che come ormai in quasi tutte le nazioni occidentali viene concessa di più ai carnefici che non alle vittime, come se l’essere vittima rappresentasse una sorta di espressione di debolezza, una malattia da tenere lontana come se si trattasse di una pestilenza infettiva.

    Anche da noi è la medesima cosa, ormai è prassi normale che la giustizia ha la famosa bilancia che non è più in posizione di equilibrio, ma che pende inesorabilmente verso i più forti di ogni specie, chi è più forte sopravvive, vince, quindi merita tutta la nostra comprensione, alle vittime neanche la commiserazione nel ricordo, siamo capaci di cercare ogni cavillo per dare alibi ai colpevoli, e non per le vittime colpevoli proprio di essere tali.
    Quello che trovo strano in questa faccenda del regista è come mai tutto è saltato fuori dopo trent’anni, quali meccanismi perversi si sono mossi e mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse come mai questi meccanismi non hanno potuto muoversi prima.

    Ciaoo neh!

  5. No Blogger 29 settembre 2009 a 10:19 pm #

    anche con tutte le schifezze del caso, lo stupro ai danni di una tredicenne resta: che venga estradato e si faccia la galera a cui lo hanno condannato, trent’anni fa. 😦

  6. antonio76 29 settembre 2009 a 10:59 pm #

    Non so farmi un’idea sulla vicenda.. comunque penso che il trascorrere del tempo non debba mai far decadere i reati e le pene.. e non si può applicare la legge in modo diverso a chi è famoso o chi è artista, rispetto a chi non lo è.. la violenza sessuale va condannata sempre e comunque

  7. giraffa 29 settembre 2009 a 11:36 pm #

    * Fede, io ho la tendenza ad immedesimarmi, o meglio, a cercare di capire cosa succede nel cervello della gente (e probabilmente perdo pure troppo tempo..) ma certe cose sono fuori dalla portata del mio cervello, lo ammetto. In questo caso, mi stupisce sopratutto la mobilitazione di politici, intellettuali, divi, mobilitazione che, per esempio, non ho visto quando il rumeno Karol Racz è stato accusato di stupro e poi prosciolto, in Italia, semplicemente perchè era povero, brutto e straniero. Quell’uomo ha continuato ad essere emarginato e nessuno ha mosso un dito o detto una parola.. Riguardo al perdono, ho letto la notizia sul Corriere ma non so se sia vera.

    * Alan, immagino che in questi trent’anni abbia fatto comodo a tutti far finta di niente.. il nostro sistema giudiziario, comunque, è meno pericoloso di quello americano, ma possiamo sempre migliorare, sopratutto in campo penale, quando si tratta di decidere della vita e della libertà della gente.

    * No Blogger, sarebbe sufficiente non farne un martire, sulla condanna immagino che si accorderanno..

    * Antonio, e sarebbe senz’altro meglio per le vittime e per la giustizia che la pena fosse applicata in tempi brevi, non dopo trent’anni..

  8. Daniele Verzetti, Rockpoeta 30 settembre 2009 a 12:46 pm #

    Anch’io sono rimasto sorpreso; quando ho letto l’età della ragazza all’epoca ero allibito che ci fosse questa mobilitazione.

  9. Fra Puccino 1 ottobre 2009 a 12:29 am #

    Posso fare il bastian contrario?

    Anzitutto mi pare scorretto parlare di stupro. Non conosco le leggi americane, e ovviamente anch’io della vicenda di Polanski so quello che ho letto sui giornali.
    Da quel che ho capito io, tuttavia, non si è trattato di una violenza sessuale reale, ma di una violenza sessuale presunta per la giovane età della vittima, come prevede anche il nostro codice penale per io rapporti sessuali con persona di età inferiore a… 14 anni.
    Sì, sebbene molte persone la pensino diversamente, a parte alcune circostanze particolari, un 44enne in Italia può praticare sesso con una ragazzina di 14 anni. Con una di 13 anni no, il consenso non basta. In America penso sia lo stesso, probabilmente cambia la soglia d’età, ma non si tratta di un reato orrendo come lo stupro, a me sembra un’altra cosa.

    Per questo non mi scandalizzo per la mobilitazione in favore di Polanski; mi scandalizzo, molto di più, per la recente liberazione di uno stupratore vero, uno degli autori del massacro del Circeo, o per il fatto che gli autori della strage di Bologna, condannati uno per 93 omicidi e l’altra per 95 siano uno libero e l’altra quasi, quando dovrebbero solo ringraziare che in Italia non ci sia la pena di morte…

  10. No Blogger 1 ottobre 2009 a 10:49 am #

    mi pare, invece, che si possa parlare proprio di stupro. Non mi sembra un’indistinta “altra cosa” (quale poi?). Anch’io conosco la vicenda ovviamente soltanto da quanto riportato dai mass media, ma lo stesso Polanski riconobbe i rapporti sessuali con la “bambina” tredicenne dopo averla drogata (http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_27/roman-polansky-fermato-svizzera_be965784-ab4d-11de-a868-00144f02aabc.shtml). Un 44enne ricco e famoso, che ti può aprire le porte del dorato mondo del cinema, ha poi la carta della soggezione da giocare come vuole nei confronti di una “bambina” 13enne. Altro che “consenso” o “violenza presunta per età”! Pessimo il comportamento della giustizia americana che ha fatto finta di cercare Polanski per trent’anni per poi inoltrare solo ora la richiesta di arresto alla Svizzera (dove Polanski era stato varie altre volte senza che nessuno lo disturbasse). Pessimo il comportamento di politici francesi e dei firmatari dell’appello. Mai che l’avessero fatto per trovare un lavoro in favore di un disgraziato qualsiasi accusato di orribili crimini e poi prosciolto. Grandissimo e geniale uomo di cinema, Polanski, ma stupratore di “bambine”. E la legge – pare – dovrebbe essere uguale per tutti. Anche per chi è famoso, geniale, ricco tanto da potersi permettere schiere di avvocati oltre che codazzi di intellettuali e politici di complemento.

  11. Baol 1 ottobre 2009 a 11:11 am #

    In quanto italiano dovrei essere abbastanza abituato ai “reati relativi” ma, pensa un po’, mi fanno ancora schifo!

    Un abbraccio giraffa

  12. lagiraffa 1 ottobre 2009 a 3:20 pm #

    * Daniele, invece, pare che la mobilitazione sia normale..

    * Fra Puccino, pensa che leggendo i giornali mi ero sentita io bastian contrario! Credo che su questa faccenda non ci troveremo mai d’accordo (a meno che si accerti che la ragazzina all’epoca si era inventata tutto, ma lo stesso Polanski ammise il fatto) principalmente per due motivi: una storia di sesso tra un quarantaquattrenne ed una tredicenne non può essere considerata equilibrata, non può esserlo emotivamente, psicologicamente, sessualmente, non lo è nemmeno quando la ragazzina sembra essere consenziente (vogliamo parlare della prostituzione minorile e del turismo sessuale?) una persona, maschio o femmina che sia, a tredici anni è facilmente influenzabile e può diventare vittima di una condizione di soggezione o sudditanza psicologica che non va sottovalutata solo perchè la ragazzina fa la modella o perchè l’aguzzino è un genio; e non va sottovalutato nemmeno l’uso di droghe per stordire la ragazzina. Lo stupratore può anche usare modi affascinanti e dolci per catturare la preda, non solo violenza brutale ma il risultato è lo stesso, per il balordo come per il genio, a scapito dei bambini.

    * No Blogger, mi pare che su qeusto ci troviamo d’accordo..

    * Baol, è vero, anche noi abbiamo la nostra buona dose di ingiustizia ed è sempre odiosa.. un abbraccio

  13. Fra Puccino 1 ottobre 2009 a 4:41 pm #

    @ Noblogger: io ho letto almeno 5 diverse versioni dei fatti, e dei giornali ho imparato a diffidare… detto questo mi sembra davvero esagerato definire Polansky “stupratore di ‘bambine’ “.

    inoltre, a proposito del tema specifico del post, personalmente dubito fortemente che la giustizia americana si sarebbe ricordata di questo caso arrivando fino al mandato di cattura internazionale se al post di Polansky ci fosse stato un John Doe qualsiasi… certe volte i reati sono relativi anche a danno dei vip, non dimentichiamocelo

    @ Giraffa: tu dici cose vere e condivisibili, ma sarebbero meno vere se la ragazzina avesse compiuto 14 anni? Eppure in quel caso, nella legislazione italiana, almeno, non sarebbe reato.
    Secondo me sono questioni molto complesse, ed è sbagliato dare giudizi tranchant, anche so bene che il web porta tutti a semplificazioni e discorsi “da bar”

    Quando alla prostituzione minorile e il turismo sessuale, sono cose vomitevoli (ed ecco che mi ci butto pure io nel discorsi da bar) ma cosa c’entrano con Polansky? Meriterebbero un discorso a parte, con una bella riflessione sul come sia possibile che tanti turisti (e moltissimi italiani) si comportino in questo modo…

  14. giraffa 1 ottobre 2009 a 4:57 pm #

    Fra Puccino, a me sembra “tranchant” dire che Polanski è innocente semplicemente perchè è Polanski e perchè lei era una modella..il discorso del turismo sessuale è legato all’età delle bambine e al fatto che sono consenzienti: molte di loro vengono avviate alla prostituzione già in tenera età e a tredici anni sono “consenzienti” per abitudine, un uomo che approfitta di questa situazione è meno colpevole? Riguardo all’età, immagino che il legislatore italiano abbia fatto valutazioni precise prima di fissare un limite, altrimenti che si fa, si valuta ogni volta la condizione fisica ed emotiva della ragazzina? E su cosa basiamo la valutazione, su quanti fidanzati ha avuto?

  15. No Blogger 1 ottobre 2009 a 5:40 pm #

    anche se siamo sul web e non in un’aula di Tribunale, a me pare proprio che si possa definire Polanski “stupratore di bambine”. Anch’io ho letto versioni diverse, ma tutte concordavano su alcuni punti precisi:
    1) Polanski aveva all’epoca (1977) 44 anni, Samantha Gailey aveva 13 anni. Lui era già un regista affermato, lei una “bambina” che cercava di fare la modella;
    2) erano a casa di Jack Nicholson per fare un servizio fotografico, in assenza di altre persone;
    3) lui le fece assumere sostanze stupefacenti ed ebbero rapporti sessuali;
    4) Polanski ammise davanti al Tribunale di Los Angeles il fatto, sostenendo che la “bambina” era consenziente e che aveva già avuto in precedenza con altri rapporti sessuali.
    Non può certo essere sostenuto in alcun caso che una “bambina” di 13 anni – aspirante modella o lolita o novizia carmelitana o semplice alunna di scuola media – possa prestare un libero consenso ad avere rapporti sessuali con un registra 44enne, già famoso e ricco che promette mari e monti e, per giunta, la droga. Si chiama “stupro”. In Italia, in U.S.A., in Francia, in Vattelapeschistàn… A me pare, invece, che il “favore” l’abbia fatto la Procura di Los Angeles non cercando di arrestare seriamente Polanski per 30 anni. E forse è vero che l’ha fatto solo per reazione al ricorso dell’avvocato americano del regista che ha insistito con il chiedere un bel colpo di spugna definitivo sulla vicenda. Mi pare proprio che ci sia stata una bella “corsia di favore” nei confronti di Polanski, come dimostra la levata di scudi di politici ed intellettuali che avrebbero potuto trovare mille altre “cause” migliori per spendere tante energie. In ogni caso, anche se fosse stata maggiorenne, la vicenda mi pare possa essere ugualmente qualificata “stupro” per la legge italiana, perchè compiuto con uso di sostanze stupefacenti (art. 609 ter, comma 1°, n. 2, c.p.), circostanza ammessa da Polanski.
    Detto questo, per me Polanski rimane un geniale uomo di cinema ed anche uno stupratore di “bambine”.

  16. Presidente di Bananas Republik 1 ottobre 2009 a 10:44 pm #

    grazie per questo post Giraffa….perchè finora leggendo i giornali, mi sentivo un’aliena………..

    mobilitazione di massa e proteste del governo francese, manco fosse un premio nobel per la pace agli arresti domiciliari.

    Siamo proprio pazzi.

    La vittima non chiede giustizia, buon per lui.

    Ma come hai già detto, sarebbe per lo meno il caso non farne un martire.

  17. lagiraffa 1 ottobre 2009 a 11:17 pm #

    Ciao Presidente, anch’io ho pensato di essere un’aliena quando ho letto della mobilitazione di politici ed intellettuali, ma poi ho scoperto di non essere l’unica aliena, è rassicurante 🙂

  18. No Blogger 2 ottobre 2009 a 8:16 am #

    anche il governo francese ed il governo polacco, alla fine, hanno deciso di accodarsi agli “alieni” 😀 sembra che anche da loro ‘sta cosa possa vagamente essere considerata uno stupro.

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