Torniamo a casa, ragazzi?

17 Set

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è fin troppo semplice dire “torniamo a casa” quando su una strada polverosa dell’Afghanistan ci sono i corpi senza vita dei nostri militari, i nostri ragazzi e prima ancora delle loro famiglie, madri, padri, mogli, compagne, figli, fratelli. Certamente, è troppo semplice ed è anche ingiusto, perché prima di tutto bisogna commemorare le vittime, bisogna dare solidarietà alle famiglie, bisogna fare i funerali di Stato, durante i quali le prime file, con il fondoschiena ben caldo e i figli sistemati in comode poltrone con vista sui tetti della città, mostreranno le solite facce annoiate. Però, dopo le commemorazioni ed i funerali di Stato (veramente doverosi) qualcuno dovrà spiegarci per cosa sono morti quegli uomini coraggiosi, i paracadutisti della Folgore, perché non ce lo ricordiamo più, sono passati tanti anni dall’inizio della guerra in difesa del popolo afgano e ancora non siamo riusciti a capire cosa sia cambiato dal 2001 ad oggi: i talebani continuano a terrorizzare ed uccidere civili e militari; le donne continuano ad indossare il burqa per le strade; il Presidente Karzai, confermato in seguito ad elezioni dubbie, nel mese di agosto ha adottato una legge con la quale si autorizzano i mariti a lasciar morire di fame le mogli che rifiutano di avere rapporti sessuali, dimostrando di non avere alcuna intenzione di difendere i diritti civili; la situazione generale del Paese non è migliorata e si continua a respirare polvere e odore di sangue. Qualcuno dovrà darci delle risposte.  I paracadutisti direbbero “Parà! Folgore!” io dico semplicemente ciao, ragazzi.

Annunci

31 Risposte to “Torniamo a casa, ragazzi?”

  1. la coniglia 17 settembre 2009 a 6:37 pm #

    …cosa vuoi che dica? oggi non mi esce una parola di bocca in merito a questo argomento

  2. ippaso 17 settembre 2009 a 6:48 pm #

    Siamo lì solo per interessi politici e economici, neppure nostri. Se si voleva cambiare la situazione afghana non lo si faceva con le bombe (abbiamo visto che bel miglioramento per la popolazione). E’ banale dire che violenza porta solo violenza, ma forse per certa gente è difficile da pensare.

  3. kekkasino 17 settembre 2009 a 7:02 pm #

    io spero che tornino tutti a casa presto, vivi…

  4. Presidente di Bananas Republik 17 settembre 2009 a 9:07 pm #

    Ogni tanto ci tocca ricordare che siamo una nazione in guerra.

    ***
    Massimo rispetto per chiunque muoia, chiunque sia.

    Divisa o non divisa, un essere umano che muore avrà sempre il massimo rispetto da parte mia.

    Tuttavia la logica mi impone di riflettere su un fatto:

    che se porti la divisa;

    se scegli di portare il fucile per mestiere;

    se esegui gli ordini senza volerti porre il problema di COSA tu stia facendo i nterra straniera;

    sei sei anche convinto di fare parte di una missione di “pace” dentro un carroarmato;

    ebbene, metti anche in conto che tu, a casa, potresti anche non ritornare mai più.

    Sono scelte.

    E come tali, comportano anche terribili effetti.

    ciao!

  5. No Blogger 17 settembre 2009 a 10:21 pm #

    se sei un soldato, vai dove ti ordinano di andare e fai quello che ti ordinano di fare. Puoi dire di no, ma non sei più un soldato e perdi la faccia nei confronti dei tuoi commilitoni. nessun soldato crede di fare una missione di pace facendo la guerra. In questo caso sarebbe già molto sapere perchè si rischia di morire e si muore. E qui c’è un Governo incapace di spiegarlo. Forse soltanto perchè non ha la faccia di dire i veri motivi.

  6. lagiraffa 17 settembre 2009 a 11:00 pm #

    Credo anch’io che non siamo lì per motivi umanitari, anche se ancora non si è capito bene cosa abbiamo fatto in questi otto anni, visto che non ci sono stati miglioramenti di alcun tipo.. per quanto riguarda la consapevolezza dei militari sull’alta probabilità di essere vittime di un attentato, cara Presidente, credo che nessuno meglio di loro possa sapere a cosa vanno incontro, vivono ogni giorno a contatto con i talebani, Presidente, credo proprio che lo mettano in conto. Il problema, secondo me, non è tanto delle persone che per mille motivi scelgono la carriera militare e accettano missioni altamente pericolose quanto dello Stato che le spedisce a fare la guerra e a rischiare la vita, pur sapendo che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, quanti ragazzi partiti in Afghanistan conoscono questo principio fondamentale?

  7. Fra Puccino 18 settembre 2009 a 1:12 am #

    Tante cose da dire, ma provo a sintetizzarle.

    La prima è un BRAVA a Giraffa, che è riuscita a parlare di questo argomento senza cadere in uno dei due errori che ho visto fare in queste ore: la retorica (del genere onore, eroi, etc.) e l’assurda posizione del tipo “nè con i taliban nè con gli USA” che poi viene fatta propria da persone che se li prendessero i taliban li torturebbero e li lapiderebbero…
    Io penso che questi morti meritano il rispetto di ogni vittima di un attentato, non sono eroi, ma vittime da rispettare, come rispettiamo i morti della strage di Bologna o della strage di via d’Amelio o di via Fani

    La seconda cosa è una riflessione molto amara; quando ho sentito i nomi e i luoghi d’origine dei ragazzi morti in Afghanistan, non ho potuto notare che erano tutti ragazzi meridionali. Tutti ragazzi che hanno scelto (quanto liberamente?) di fare il lavoro del militare, forse anche perché la loro terra non gli offriva molte alternative

    La terza cosa è sul perchè siamo in Afganistan; da persona di sinistra dico che secondo me facciamo bene ad esserci e ci dobbiamo restare, l’attuale stato afgano non sarà il massimo, ma sempre meglio della dittatura talibana

  8. No Blogger 18 settembre 2009 a 8:58 am #

    l’attuale Repubblica dell’Aghanistan esiste soltanto perchè sorretta dall’intervento militare N.A.T.O. Il rieletto presidente Karzai si porta dietro un milione e mezzo di voti “dubbi” (3/4 a suo favore) secondo gli osservatori internazionali. Ha una bella legge sul “diritto di stupro”, una pessima condizione dell’infanzia, l’alleanza con alcuni fra i peggiori “signori della guerra” e tagliagole asiatici e, per giunta, membri del suo clan familiare sono sospettati di essere fra i “signori dell’oppio” (di cui l’Afghanistan è il primo produttore mondiale). Ce n’è abbastanza (e ne avanza pure) per pretendere di sapere chiaramente per quali “nobili” motivi l’Italia combatte una guerra “non dichiarata” e per quali “nobili” motivi un ragazzo con la divisa salta in aria a causa di un attentato suicida. Mi pare un po’ troppo facile dire che “facciamo bene ad esserci e ci dobbiamo restare”, “senza se e senza ma”. Ci siamo da anni in Afghanistan e che cosa è cambiato in positivo? Quali sono le “conquiste della democrazia” raggiunte e consolidate? Ci sono delle spiegazioni da dare chiaramente, una volta per tutte, agli italiani e a quel bambino che ricorderà la faccia del padre soltanto dalle fotografie perchè è saltato in aria in una strada polverosa in un cavolo di posto dell’Affanculistan dove è stato spedito per motivi tanto “nobili” da non poter essere nominati.

  9. Diemme 18 settembre 2009 a 9:07 am #

    Argomento difficile, e quando le posizioni sono equlibrate, come quelle espresse qui, anche se contrastanti, si riescono a capire le ragioni dell’uno e dell’altro fronte.

    Io sono con Fra’: sono favorevole alle missioni di pace; non sono però favorevole a ragazzi strappati alle loro case e mandati a “scaldare le sedie”, senza che nessun cambiamento utile, civile e democratico avvenga nei Paesi presidiati. Il tutto finché non arriva una morte tanto terribile quanto precoce (nel caso di un militare prevedibili, come dice Marcy, sia l’una che l’altra).

    E ancora su una cosa mi associo a Fra, ed è sulla riflessione riguardo all’origine dei ragazzi in divisa: condizionamenti culturali e necessità logistiche a volte non rendono la vita militare una libera scelta.

    Comunque, io credo nel valore della divisa, se portata in nome di un ideale di reale giustizia: non credo nella divisa priva di significato, non credo nei soldati mandati all’estero senza una vera missione da compiere, solo a morire per rispettare chissà quali accordi e strategie internazionali.

    Non è morire la tragedia peggiore: lo è il morire inutilmente.

  10. No Blogger 18 settembre 2009 a 10:02 am #

    Diemme, questa NON E’ una missione di pace. E’ una guerra, seppure non dichiarata, sebbene non una guerra classica come tanti immaginano, con bandiere al vento, pifferi, tamburi http://www.youtube.com/watch?v=qfvCjLgbpy0
    E questi soldati NON VANNO a “scaldare le sedie”. Come dici anche tu, vanno a “morire inutilmente” senza che si sappia quali siano i “nobili” motivi che li hanno portati a sostenere questo governo afgano.

  11. lagiraffa 18 settembre 2009 a 10:41 am #

    Continuo ad essere molto dubbiosa circa l’intento pacifista delle Nazioni che stanno in Afghanistan..Fra Puccino, se il motivo fosse solo la liberazione dalla dittatura talebana allora dovremmo fare “missioni di pace” simili in tantissime altre parti del mondo, o no? Lo Stato dovrebbe darci una spiegazioni un po’ più convincente e dovrebbe anche organizzare meglio la missione, perchè invece di aumentare e diminuire come un elastico la presenza militare non decide una volta per tutte come intende proseguire, evitando di andare avanti a caso? Forse ho troppe domande e sarà vero che questo momento non è quello giusto per farle ma mi sembra che il momento delle domande e delle risposte non arrivi mai.. e mi sembra che il sacrificio di quegli uomini rischi veramente di essere inutile e sarebbe, come scrive Diemme, una tragedia ancor peggiore. Non so, ragazzi, a me sembra che il discorso sia sempre “armiamoci e partite” senza nobili motivi.

  12. Diemme 18 settembre 2009 a 11:32 am #

    Concordo con Giraffa: anche a me sembra che il discorso sia sempre “armiamoci e partite” senza nobili motivi.

    @Noblogger: è questo che io intendevo dire con “scaldare la sedia”.

    Pare che stiano lì senza una vera strategia di guida e supporto, e che quindi la loro presenza non cambi lo stato dell’arte; è questo che io intendevo per “scaldare la sedia”.

    Tu concordi con la mia frase “morire inutilmente”: è a quell’inutilmente che si riferisce l’immagine della sedia quindi, probabilmente, stiamo dicendo la stessa cosa.

    O almeno simile.

  13. Fede 18 settembre 2009 a 11:37 am #

    Condivido ultimo intervento di Giraffa. Non è una Missione di pace, è guerra, e siccome “L’Italia ripudia la guerra…” non deve stare in guerra. Punto.

    Quindi, torniamo a casa…

  14. Regina Madry 18 settembre 2009 a 12:23 pm #

    E cosa fa un ‘gnaziolarussa qualsiasi come prima cosa?
    Pronuncia vibranti parole di sdegno contro “gli infami, vigliacchi”, che “non ci fermeranno”.

    Non ci fermeranno dal fare cosa? dal rischiare la vita ogni giorno? dal presidiare (eventuali) interessi economici? o siamo ancora lì a cantarcela e suonarcela con l’esportazione della democrazia e della pace? 😦

  15. Presidente di Bananas Republik 18 settembre 2009 a 1:15 pm #

    si Giraffa hai ragione quando dici è lo Stato che spedisce sti ragazzi a fare la guerra e a rischiare la vita:

    è vero, gli stati sono i responsabili primi di quese nefandezze.

    Ma se non avessero burattini da inviare….?

    se non avessero proprio soldatini che seguono i lo ro loschi piani…..?

    se mancasse la materia prima….? gli uomini?

    Allora gli stati non potrebbero nulla.

    C’è chi le guerre le architetta;
    ma poi c’è la manivalanza che le compie.

    Stamattina ero esterreffatta nel leggere le dichiarazioni (vere? o di propaganda?) della Folgore…..

    “vogliamo morire combattendo”!
    e via con parole come onore, gloria, eroismo, ecc.

    Se questi sono i valori fondanti di queste persone, io che posso dire?

    Ve la andate a cercare, la morte!

    😦

  16. Presidente di Bananas Republik 18 settembre 2009 a 1:16 pm #

    e son passati 8 anni.

    Incredibile, non l’avrei detto.
    Non sembrava.

    Ormai è occupazione permanente del territorio.

  17. Fra Puccino 18 settembre 2009 a 2:43 pm #

    @ tutti: consiglio di leggere l’editoriale di Roberto Saviano di oggi su Repubblica, sempre a proposito dei ragazzi del Sud in divisa…

    @ Noblogger: sono d’accordo con le tue premesse, non con le conclusioni; il governo Karzai ha tutta la mia antipatia, e anch’io ho letto tutte le cose di cui scrivi tu. Ciò non toglie che, rispetto al regime talebano, persino Karzai è meglio.
    Sono d’accordo anche sul fatto che non si tratti di una missione di pace, è una definizione ipocrita; ma anche quelle contro camorra e mafia sono guerre, è un motivo per non farle?

    @ Giraffa: magari si combattesse contro tutti i regimi peggiori del pianeta, magari… ma secondo le classifiche dei pià antidemocratici, l’Italia dovrebbe anzitutto occuparsi di quel nostro vicino del sud, lo Stato meno democratico del Mediterraneo, ma lì gli aerei li mandiamo a festeggiare l’anniversario dell’instaurazione della dittatura…

    @ Regina Madry e Presidente: secondo me la storia delle guerre per motivi economici è un falso mito; i veri interessi che muovono gli stati sono quelli dei loro governanti, ossia la popolarità e la rielezione, non presunti interessi strategici…
    Detto questo, io che ho fatto il militare in nome degli stessi ideali di libertà e democrazia per cui mio nonno ha fatto il partigiano, credo che l’esercito dovrebbe essere di leva, e l’obiezione di coscienza reale e non una comoda scappatoia, come orami era diventata.
    Vedreste che ci si penserebbe due o anche tre volte prima di impegnarci in missioni militari, è molto comodo mandarci i soldati di professione, ma se fossimo noi, o i nostri figli, a dover partire, pensate che i nostri governanti affronterebbero facilmente il rischio di tanta impopolarità…
    Non a caso gli Stati Uniti hanno abolito la leva dopo il Vietnam, un’altra guerra non avrebbero potuto farla

  18. lagiraffa 18 settembre 2009 a 3:02 pm #

    Fra Puccino, vorrei vedere lo stesso dispiegamento di uomini, mezzi e danaro anche per la guerra alla mafia e alla camorra ma così non è, non lo è da anni, eppure abbiamo serpi in casa, questo mi fa dubitare ancora di più della buona fede di chi, tra i governanti, afferma che siamo in Afghanistan per garantire pace, libertà e legalità. Ripensare alla missione, rispondere agli italiani non significa organizzare il rimpatrio entro domani, significa dire la verità e lasciare che i sacrifici vengano fatti per cause più meritevoli dell’appoggio ad un fondamentalista travestito da democratico come Karzai, significa dare un senso ai valori nei quali credono i militari (molti partono per necessità economiche ma anche loro, una volta entrati nell’esercito e una volta atterrati in quel deserto di polvere, credono in quello che fanno) e, sopratutto, significa dare un senso ai principi fondamentali della nostra Costituzione, quella per la quale molti nonni hanno dato il loro sangue..

  19. Diemme 18 settembre 2009 a 3:35 pm #

    Hanno dato il loro sangue. Hanno fatto la guerra per ottenere la pace.

    Si vis pacem, para bellum

    E’ sempre stato così, ed è giusto che lo sia. Difficile essere rispettati perché si è rispettabili, sarebbe bello, ma non è così. La libertà, la democrazia, la pace, vanno difese anche con la battaglia se necessario.

    Con questo voglio esprimere un pensiero di carattere generale e non un giudizio politico su Kabul o la missione di pace o cosiddetta tale.

    D’accordo con Fra. Diventare un soldato, fare carriera militare, non significa volere la guerra, non significa voler uccidere innocenti, e non significa neanche essere destinati, felici e contenti, a morire giovani.

    Si può essere soldati e militari di qualsiasi ordine e grado per i motivi più nobili, e col proprio sacrificio voler difendere i più deboli e innocenti, senz’altro più del molle finanziere che gioca in borsa in giacca e cravatta (e magari la gente la porta al suicidio).

    Ho mischiato troppi discorsi, anche eterogenei? Sono nient’altro che i quitidiani intrecci della nostra vita.

  20. Daniele Verzetti, Rockpoeta 18 settembre 2009 a 3:56 pm #

    Forse é il caso anche se adesso andarsene potrebbe paradossalmente essere peggio.

  21. kalojannis 18 settembre 2009 a 5:35 pm #

    Mi riesce difficile scrivere qualcosa perché quello che avevo in mente lo avete scritto già, in ordine sparso.
    L’origine dei ragazzi è meridionale perché – come notato – da Fra e Diemme, è una scelta che per alcuni è “imposta” dalla tempesta della vita.
    Non entro nel merito (io, terrone D.O.C.G., ho fatto l’obiezione di coscienza… un po’ perché si può servire la patria anche prestando assistenza ad un ammalato un po’ per convenienza…) ma la realtà è questa.
    La situazione in Afghanistan è sicuramente migliorata (anche se stanno ancora messi male) ma probabilmente dovremmo chiederci cosa abbiamo fatto quando gli eventi cominciavano a precipitare… o all’epoca non avevamo occhi o li avevamo per vedere anche fin troppo bene (i taliban al potere li abbiamo messi noi, in uno Stato che era uno dei più civilizzati dell’area)… ricordo che il Partito Radicale parlava della situazione in Afghanistan appena i tali ban presero il potere, chiedendoun intervento immediato per evitare la radicalizzazione del potere (intervento che ovviamente non ci fu).
    Per il resto, le missioni di pace possono essere efficaci purché siano reali… anche su Srebrenica vigilavano i caschi blu dell’ONU… e sappiamo tutti cosa è successo.
    Ma forse oggi non è il giorno per dibattere… mi spiace davvero tanto per quelle madri che non vedranno tornare i loro figli… 😦

  22. No Blogger 18 settembre 2009 a 10:18 pm #

    @ Diemme: deciditi una buona volta: vuoi che – alle condizioni attuali – si rimanga in Afghanistan o no? Io non sono riuscito a capirlo;
    @ Presidente-Banana: quando sei in certe condizioni, devi farti forza e coraggio, per te e per chi è insieme a te. Devi fargli sapere che, crollasse il mondo, tu gli coprirai il culo. E se non ci sei dentro a ‘ste situazioni, non lo capirai bene mai. Io ho coperto il culo e sapevo che i miei commilitoni coprivano il mio culo. Quindi ti aiuti anche con queste cose. Non sei in un piffero di blog radical-chic a sputare sentenze, sei in un cesso di posto da dove ne puoi uscire portato in quattro e DEVI avere la massima fiducia in chi ti è vicino. E serve anche questo. Un po’ di rispetto per l’intelligenza di chi ti consente, per la sua parte, oggi di vivere come vivi;
    @ Fra Puccino: io ho fatto il soldato di leva, come te. Sono stato carabiniere. Ho fatto l’assaltatore, la scorta a magistrati, la traduzione di detenuti ad alta pericolosità, la vigilanza – con vari compiti – nei super-processi, ecc. Quando quello stronzo di Gheddafi ha tirato i suoi missili verso Lampedusa, ho fatto la “protezione degli obiettivi sensibili”. L’ho fatto in nome dell’Italia, della libertà e di tutte ‘ste belle cose. E quando mi arrivava un ordine, obbedivo. E quando c’erano da proteggere le spalle del mio commilitone, le coprivo. E lui ha coperto le mie. E’ così. Anche in Affanculistàn. Mio nonno, nel gennaio del 1918, ha salvato il culo della città dove vivi dall’incombente calata degli austro-tedeschi. Queste cose “costano” molto sangue, ma sai “perchè”, c’è un motivo, pur con tutte le ingiustizie che ci possono essere. Oggi non si capisce per quale motivo “reale” stiamo in Afghanistan. Se si devono mandare i soldati nelle strade, dev’essere prima per controllare il territorio dove camorra, mafia, ‘ndrangheta e che diavolo altro vogliono fare il bello ed il cattivo tempo. Qui, in Italia. Per andare a far la guerra per conto degli U.S.A. non ci dovrebbe essere spazio. La leva, poi, dalla II guerra mondiale gli U.S.A. l’hanno reintrodotta soltanto dopo anni di conflitto “non dichiarato” in Vietnam. Nemmeno durante la guerra in Corea;
    @ Kalojannis: “la situazione in Afghanistan è sicuramente migliorata”? Ne sei sicuro? Dopo 8 anni stiamo ancora in ‘sto pantano e credi che la situazione sia migliore? O si decide – per non si sa quali “nobili” motivi – di portare a 300 mila i militari N.A.T.O. in Affanculistàn oppure è tutto assolutamente INUTILE. O migliora il governo afgano (meno corruzione, più efficienza, ecc.) oppure è tutto inutile. Non è il momento per discuterne? E quando, allora? Fra altri tre anni ed altri 300 morti?

  23. kalojannis 18 settembre 2009 a 10:39 pm #

    @Noblogger: credo che litigare (a livello politico) ora, possa aumentare i rischi per i ragazzi che sono lì in Afghanistan… se è la maggioranza che decide, che decida in silenzio e comunichi le decisioni (mi fa incazzare che il leader della Lega dica “tutti a casa” e Maroni, stesso partito, dica “restiamo lì”… se si decide di uscire, si concorda come e quando e lo si fa… non si fa capire agli integralisti che più sono i militari italiani ammazzati maggiori sono le possibilità che si levino le tende da Kabul).
    Quando parlo di situazione migliorata intendo oggi (seppur con tutti i limiti di Karzai) rispetto al regime taliban.

  24. lagiraffa 18 settembre 2009 a 11:22 pm #

    Anch’io non credo che andare via domani, in fretta e furia, dall’Afghanistan sia la soluzione migliore e concordo con Kalojannis quando scrive che avremmo dovuto pensarci prima (aggiungerei anche prima di vendergli le armi) ma non è possibile rimanere in una terra così ostile senza avere un obiettivo preciso, senza sapere a cosa stiamo puntando: ad un regime democratico simile a quelli occidentali? E, in quel caso, vista la situazione, che si fa? Si rimane lì fino a quando non spuntano fuori un bel Parlamento come lo intendiamo noi? Ho letto l’articolo di Zucconi segnalato da Tommaso, e ha ragione quando scrive che la democrazia non si può esportare se la popolazione non è pronta ad “acquistarla”, sono processi molto lunghi che non possono essere imposti a suon di bombe, anche perchè le bombe ci vengono puntualmente restituite. E non sottovalutiamo i nostri principi fondamentali, sarà pure vero che se si vuole la pace bisogna preparare la guerra ma i nostri nonni, che avevano conosciuto molto bene la guerra, quella in casa e non a chilometri di distanza, avevano deciso per noi che la guerra non sarebbe stato il mezzo per risolvere controversie, lo avevano fatto per salvarci dalla devastazione che segue ad ogni conflitto, e questo è il momento di dimostrare che onoriamo il regalo che ci hanno fatto, la Costituzione non può essere rispettata solo in tempi di pace, altrimenti mettiamola in una bella teca d’antiquariato.

  25. No Blogger 18 settembre 2009 a 11:26 pm #

    @ Kalojannis: purtroppo le “non decisioni” politiche hanno portato a questa situazione. Concordo che non si può andar via “domani”, ma “oggi” si deve dire per quale motivo l’Italia ha un contingente militare a far la guerra in Afghanistan. Altrimenti – se il motivo dichiarato è l’esportazione della “democrazia” e della “libertà” – dobbiamo prepararci ad un intervento contro la Libia, contro il Sudan, contro la Cina, ecc. o no?

  26. alanford50 19 settembre 2009 a 6:29 pm #

    Quei giovani sono morti unicamente per salvaguardare il benessere personale di alcuni potenti e di alcune potenze industriali/commerciali, per farlo hanno usato la bugia del portare la pace e la democrazia, e per queste due enormi incommensurabili bugie muoiono intere generazioni di scomodi giovani, dimostrando che la massa non ha voce ne testa e non ha comunque imparato nulla dalla storia recente del 900 e dalle guerre che quel secolo si è trascinato dietro, la verità in quelle occasioni si è più volte palesata, ma i potenti avevano troppi problemi personali da risolvere e da nascondere e la massa in fondo anche, in quest’ultimo caso mi riferisco alla propria sopravvivenza, L’America in qualità di nazione più ricca e potente ha dimostrato per prima questo fatto di non avere imparato nulla dalla sua storia recente, di fatto è incontrovertibile che ha vinto unicamente le guerre dove gli scontri sono avvenuti tra eserciti, in quelle occasioni la potenza della propria industria bellica ed il potere del denaro hanno fatto la differenza, ma laddove si è scontrata con il nemico invisibile, ne è sempre uscita inesorabilmente sconfitta ed ha sempre pagato ad altissimo prezzo (vite umane dei suoi giovani) il non averci pensato, mi riferisco alla Corea dove ha pareggiato, al Vietnam dove ha conosciuto la sua vera prima amarissima sconfitta, la seconda guerra del Golfo in Iraq ed ora ultima ma non sicuramente ultima, la guerra in Afganistan che sta prendendo un scomodissima piega, portandola a rassomigliare sempre più all’Iraq e al Vietnam, perché non hanno compreso che la verità semplice lapalissiana è che:

    Nessun esercito per addestrato e tecnologicamente armato che possa essere può vincere contro l’uomo semplice per povero e straccione che sia, specialmente se questo non porta nessuna divisa diventando così assolutamente invisibile, una guerra contro uomini invisibili nessuno è in grado di vincerla.

    Ciaooo neh!

  27. giraffa 20 settembre 2009 a 11:48 am #

    Alan, sono d’accordo con quello che scrivi, gli Stati Uniti, e noi con loro, combattono un nemico difficile perchè è invisibile (e non si è capito perchè lo combattiamo solo in Afghanistan) ma proprio il termire “combattere” significa che siamo in guerra, e allora, che lo dicano una volta per tutte e non parlino di missione di pace..

  28. alanford50 21 settembre 2009 a 2:32 am #

    @GIRAFFA
    Quella della missione di pace è una emerita sciocca bugia, a cui tutti facciamo finta di credere, quando gli Italiani sono stati mandati in Afganistan il paese era (ed è tuttora) tutt’altro che pacificato, quindi un soldato armato che viene mandato in un paese tutt’altro che pacificato come può sperare di poter passare per una colomba di pace, in fondo se guardi bene le uniformi della nato e di tutte le forze che sono in campo sono uguali per tutti, tranne per un piccolo distintivo che evidenzia la propria appartenenza, ma per i talebani è impossibile vedere il contenuto di quei distintivi, dovrebbero avvicinarsi troppo, quindi tirano nel mucchio, sono talebani, mica fessi!

    In Iraq a Nassirya era la medesima cosa, papale papale, e ci hanno fatto correre via a gambe levate, noi e la nostra pace.

    Ma volendo colpire definitivamente i talebani, con i potenti mezzi satellitari di cui disponiamo, è mai possibile non riuscire ad individuare dove sono i loro immensi campi di oppio per poi cospargerli di liquidi che bruciano le radici e persino la specie e la razza di quel maledetto papavero, togliendo così ai Talebani l’unico mezzo che gli consente di far soldi e di comprare le armi? Evidentemente ci sono troppi interessi verso quel bel fiore ed il suo prodotto surrogato e poi forse i Talebani a questo punto guardando bene, in fondo in fondo, non sono poi così brutti e cattivi, e a noi piace così tanto sentirci portatori di pace.

    Ciaooo neh!

  29. No Blogger 21 settembre 2009 a 9:43 am #

    giusto per capire qualcosa in più…

    A.G.I., 21 settembre 2009
    AFGHANISTAN: COMANDANTE USA, AUMENTO TRUPPE SE NO FALLIREMO.
    Washington, 21 set. – In Afghanistan occorrono piu’ truppe altrimenti la missione e’ destinata al fallimento: in un rapporto strettamente riservato sulla guerra in Afghanistan, il generale Stanley McChrystal, comandante delle truppe Usa e Nato nel tormentato Paese, ha fatto sapere alla Casa Bianca che ha bisogno di truppe aggiuntive sul terreno perche’ il rischio, in caso contrario, e’ che la guerra, che va avanti da ormai 8 anni e che e’ gia’ costata la vita a migliaia di soldati e civili, si risolva in un fallimento. Il documento, 66 pagine il cui contenuto e’ filtrato sulle pagine del Washington Post, e’ stato inviato il 30 agosto scorso al segretario alla Difesa Robert Gates, e poi consegnato al presidente Barack Obama e al suo staff di consiglieri sulla sicurezza. “L’incapacita’ di riconquistare l’iniziativa e ribaltare l’impeto della guerriglia a breve termine (il che vuol dire nei prossimi 12 mesi), proprio mentre matura la capacita’ di difesa afghana, comporta il rischio di non riuscire piu’ a sconfiggere i talebani”, scrive il generale. McCrystal tratteggia un quadro preoccupante: descrive il governo afghano come piagato dalla corruzione e la credibilita’ del contingente internazionale minata da tattiche che hanno alienato ai militari l’appoggio dei locali.

    A.N.S.A., 21 settembre 2009
    AFGHANISTAN: MCCHRYSTAL PER RINFORZI.
    WP, rapporto del Comandante truppe Usa e Nato a governo Usa.
    ROMA, 21 SET – ‘Finira’ verosimilmente con un fallimento’ la missione militare internazionale senza rinforzi in Afghanistan per il gen McChrystal.In un rapporto al governo Usa, il comandante delle truppe Usa-Nato in Afghanistan ha scritto se non si invieranno altri militari nel prossimo anno la missione in corso da 8 anni fallira’. L’affermazione e’ contenuta in un documento urgente e confidenziale rivelato dal Washington Post, secondo il quale il rapporto e’ stato inviato al Segretario della Difesa.

  30. lagiraffa 21 settembre 2009 a 1:01 pm #

    * Alan, i talebani non erano brutti e cattivi nemmeno quando gli hanno venduto le armi, anzi all’epoca erano degli affascinanti guerriglieri che combattevano per la libertà..

    * Grazie, No Blogger, per aver segnalato la notizia, credo che sia arrivato il momento di affrontare la questione, altrimenti si rischia di andare avanti per altri otto anni, risolvendo il problema della disoccupazione in Italia attraverso le sole “missioni di pace”..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: