Il burqa in piscina.

19 Ago

x-burkiniHo letto la notizia della donna che in una piscina di Verona è stata oggetto di critiche perché indossava il burquini. lo dico molto sinceramente, la prima reazione che ho avuto, sia nel vedere il burqini sia nell’atteggiamento delle mamme che invocavano la sensibilità dei figli, è stata di fastidio, sopratutto per l’ipocrisia con la quale si tratta l’argomento: da una parte, si definisce costume da bagno un indumento che, a guardarlo bene, sembra semplicemente un completo pantalone – casacca, dall’altro si usano i bambini per giustificare il fastidio che provano gli adulti alla vista di un burqa in formato piscina. A noi, cittadini non musulmani, a qualunque religione apparteniamo (diversa dall’islam) non è consentito tuffarci in piscina con indosso jeans e maglietta che possono essere utilizzati anche fuori dalla piscina, saremmo immediatamente ripresi dai gestori senza timore, per questi ultimi, di essere accusati di razzismo o intolleranza, perché, in nome di uno strano concetto di tolleranza questo deve essere accettato se deriva da una fede religiosa? Dove sta la tolleranza in questo? Si è paragonato il burquini ai costumi indossati dagli atleti e, sinceramente, anche questa mi sembra una forzatura ipocrita, usata per essere tollerantisti (sì, va be’, è un mio neologismo: tolleranti + ipocriti + buonisti) a tutti i costi: se così fosse, se i due costumi fossero veramente uguali, le donne islamiche non avrebbero alcun problema ad indossare il costume della Pellegrini, o non sarebbero costrette a farlo, o no? Credo che tutti abbiano diritto di andare in piscina e farsi un bagno per rinfrescarsi o giocare con i propri figli, ma è possibile parlarsi e trovare una soluzione equilibrata, senza inutili ipocrisie, senza provocazioni, e con un briciolo di intelligenza e senso pratico? Troppe domande, in questo post, lo so, e poche risposte ma, come ho scritto tante volte, quella dell’integrazione è una questione così delicata e complessa che non può essere risolta senza un dialogo aperto, sincero e onesto.

In questo dialogo, poi, qualcuno mi può spiegare dove sta scritto, nel Corano, che le donne devono essere completamente coperte? Perché io ho trovato il verso 59 della sura XXXIII che dice una cosa diversa: “…Oh Profeta! Di’ alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si ricoprano dei loro mantelli; questo sarà più atto a distinguerle dalle altre e che non vengano offese…”, l’obbligo di indossare un mantello integrale mi sembra una libera interpretazione maschilista ma se qualcuno ha una spiegazione diversa, sarò ben lieta di leggerla.

Pellegrini-Mizuno1sshot-1

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21 Risposte to “Il burqa in piscina.”

  1. indio 19 agosto 2009 a 11:55 am #

    ma siamo sicuri che si tratti di un burquini? Dall’immagine si direbbe che si tratti di un puffo! Lasciamo che puffetta puffi in pace, sempre in mezzo a quei puffi che la vogliono puffare…

    Sul corano, come sempre, un pugno di persone decide su come vadano interpretati questi testi e lo fanno nel modo in cui gli viene più comodo. Di solito sono i primi che capiscono l’importanza che possono avere i testi religiosi (vale anche per la bibbia) per manipolare la gente e poter incrementare il proprio potere. Questo che citi è un tipico esempio. Quella frase può essere interpretata in mille altri modi infatti… per esempio si potrebbe pensare che le donne debbano portare i mantelli a mo’ di batman e superman! o più semplicemente che non se ne vadano in giro completamente nude ma si mettano addosso i propri mantelli (cioè vestiti) come qualunque persona uomo o donna, visto che il nudo ahimè è passato ormai di moda dai tempi dei neanderthal!

  2. Ringrazio Deledda 19 agosto 2009 a 12:37 pm #

    cessu, cessu..cussa pippìa mi pare tutta ingaglioffata e con pure un preservativo in testa 😀 ma che cosa ne vogliono fare questi qua? che si mettono, il bagnoschiuma Vidal sul caffettano? si fanno la doccia a Perlana? mi ricorda a don Sebisi che ne voleva esorcizzare a tutti i costi la nipote Sesetta che d’era troppo egua e diceva a tutti che ci era entrato approppriatamente il diavolo dentro, tante volte, ma Sesetta ne scappava veloce veloce ad inseguirne tutti i poveri diavoli che le capitavano davanti 😀

  3. la coniglia 19 agosto 2009 a 5:49 pm #

    L’uomo è un animale molto interessante specie perchè sa rigirare le cose come vuole lui sempre e comunque…
    Io dico solo una cosa: se le donne musulmane sono d’accordo e vogliono conciarsi così, dopo aver studiato e quindi essersi fatte una cultura e opinioni personali, che lo facciano, ma devono avere libertà di scelta e di opinione, così la cosa è decisamente troppo pilotata…

  4. Fede 19 agosto 2009 a 6:44 pm #

    @giraffa: Analisi perfetta, la penso esattamente come te, ho provato lo stesso senso di fastidio.

  5. lagiraffa 19 agosto 2009 a 7:36 pm #

    * Indio, eh, erano bei tempi quelli di Neanderthal..poi sono arrivati i gonnellini di leopardo ed è cambiato tutto! Comunque, guarda caso, quella frase in alcuni luoghi è stata interpretata con la mentalità di chi ha paura del sesso e pensa che le donne siano la tentazione in carne ed ossa, ed io mi chiedo: ma che effetto gli farà mai vedere un pezzo di benedetta pelle in più??

    * Ringrazio, cessu cessu, qui tra puffi e preservativi non ci capisco più niente.. 😀 dici che anche don Sebisi preferiva chiamare le cose con un nome diverso, per salvare nipote e, sopratutto, reputazione?!

    * Coniglia, credo anch’io che così la cosa sia troppo pilotata, e noi italiani dobbiamo fare in modo che anche le donne musulmane si sentano libere di scegliere, nel rispetto della notra legge, naturalmente, esattamente come facciamo noi!

    * Fede, ti confesso che, a volte, preferirei essere più “zen” ma certe cose mi danno proprio fastidio..

  6. No Blogger 19 agosto 2009 a 11:08 pm #

    certe volte mi pare che la religione – spesso interpretata ottusamente per conto suo da preti e mullah – sia usata per creare ostacoli di tipo sociale ad una decente convivenza fra persone di etnìe, religioni, gruppi sociali diversi. Che queste donne debbano andare come puffe con il preservativo in testa in piscina mi pare folle oltre che antigiuridico (in Italia, in base al testo unico delle leggi di P.S. le persone devono essere sempre “riconoscibili”). Sarebbe più che sufficiente che venisse riservato alle sole donne di religione islamica uno-due pomeriggi (o mattine) in qualche piscina per risolvere il “problema” senza tante complicazioni. Potrebbero accedere solo le donne islamiche in un qualsiasi ordinario “costume”, visto che nessun uomo di qualsiasi religione potrebbe esser “assatanato” o “concupito” dalle loro eventuali grazie. Nuoterebbero felici e contente, senza burqa o burqini del cavolo, lontane alla vista di uomini potenzialmente “allupati”. Mi chiedo soltanto perchè in una qualsiasi spiaggia “occidentale” noi uomini “miscredenti” non saltiamo addosso e “montiamo” qualsiasi esemplare di sesso femminile soltanto perchè lo vediamo in costume. Visto che ciò non accade, mi viene il dubbio che sia un preteso precetto religioso piuttosto idiota. Ma io sono (felicemente) un “miscredente”. Così come – dev’essere – un mio conoscente nigeriano, già docente liceale, di religione islamica, ma molto critico verso queste “prescrizioni”…

  7. lagiraffa 19 agosto 2009 a 11:22 pm #

    No Blogger, comunque, non dimentichiamo che gli interpreti dei testi sacri sono, tradizionalmente, uomini, perciò una buona dose di maschilismo mi sembra innegabile.. Ho letto che in una piscina di Bergamo già fanno una cosa molto simile a quella che proponi, le donne musulmane vanno in piscina indossando il costume, senza occhi indiscreti, credo sia un ottimo modo per venirsi incontro, per convivere civilmente, nel rispetto di leggi, senso del pudore, libertà individuale. Sulle nostre spiagge si vedono così tanti quarti posteriori all’aria, con o senza cellulite, che forse gli uomini occidentali ci hanno ormai fatto l’abitudine 😉 quasi.

  8. No Blogger 19 agosto 2009 a 11:30 pm #

    il “maschilismo” è trasversale a società e periodi. Mi rifiuto di vederlo imperante nel nostro mondo occidentale. Sarà perchè non mi ci ritrovo per nulla in questo stupido stereotipo, sarà perchè ci sono “tanti quarti posteriori all’aria con o senza cellulite”, sarà perchè quella percentuale di parti anali annui riguarda indifferentemente donne e uomini, ma ‘sta storia del maschilismo come unica causa di queste decisioni idiote non mi convince. Fatte le debite proporzioni, in Italia ci sono tanti problemi – legali e non – per fare un po’ di sano naturismo…

  9. sabry 19 agosto 2009 a 11:32 pm #

    mi associo al senso di fastidio…interessante argomento..
    condivido anche la posizione di coniglia :se le donne musulmane sono d’accordo e vogliono conciarsi così, dopo aver studiato e quindi essersi fatte una cultura e opinioni personali,liberissime di farlo…
    ilmio dubbio è: una donna liberata attraverso la cultura ,che matura opinioni proprie, si concerebbe ancora cosi? io non credo..
    nel burquini vedo un pò di integralismo ..non credo sia indice di una persona che pensa con la propria testa..

    esiste poi un senso di intolleranza al contrario:
    se mi metto un passamontagna che mi copre il viso perchè me lo impone la religione ,a me valdese ed italiana mi fermano mi fanno la multa..x’ la costituzione dice che i cittadini devono essere riconoscibili..a una musulmana per carità non sipuo dire nulla..dobbiamo rispettare diversità e credenze..
    se vado in un paese islamico e decido di farmi un tempio cristiano nella migliore delle ipotesi me lo vietano nella peggiore mi fanno fuori..qui per carità venite tutti e fate cio che volete..
    se mi metto sul ciglio della strada a chiedere elemosina ,a vendere libri,o dare volantini per esempio senza permesso ..io italiana ,senza precedenti ,vengo multata e magari perdo la giornata in caserma…ad altri una pacca sulla spallae un”o poverini ,dobbiamo essere tolleranti” ..
    se io passo in una corsia di ospedale e rubo tutto dai comodini ma sono italiana sono solo una ladra,se sono una rom una pacca sulla spalla e un “o poverina è solo una zingara”..e occhio al portagfogli!
    se non faccio bene il mio lavoro sono una fannullona pubblica..se una colllega brasiliana ,rumena o polacca non sa fare il suo lavoro..poverina è straniera..

    va bene essere tolleranti..e capire che le differenze possono arricchirci ma basta farsi prendere per il culo …
    basta rinnegare la nostra cultura per farci mettere i piedi in testa da persone più “arretrate”(inteso come meno libere) di noi..ognuno dovrebbe difendere la prorpia cultura ,la libertà,nel rispetto e nella tolleranza certo ma da entrambe le parti..

  10. sabry 19 agosto 2009 a 11:42 pm #

    tollerantisti mi piace…perfetto neologismo..
    sul Corano, che confesso ho letto solo in versione tradotta e ridotta non mi trovi cosi preparata..(forse me la cavo meglio con la Bibbia..)temo abbia ragione indio…
    i consigli mandati dall’alto e scritti dai profeti delle varie religioni se letti con apertura mentale ,serenità e libertà danno interessantiindicazioni..sono sempre e solo le interpretazioni umane a fregarci..l’uomo è manipolatore..non c’è nulla dafare,temo..se non aprire gli occhi su chi vuole manipolarci..e le orecchie per ascoltare in modo sincero la vera Parola

  11. No Blogger 20 agosto 2009 a 12:07 am #

    ..amen, Sabry…amen…

  12. kalojannis 20 agosto 2009 a 9:34 am #

    Ogni precetto (religioso o giuridico che sia) ha bisogno di interpretazione… ed è inegabile che spesso gli interessi umani vadano a distorcere l’interpretazione “autentica” (ossia quella voluta dall’autore del precetto).
    Figurarsi quando una norma non è ascrivibile ad un soggetto determinato ma è frutto della tradizione (come, credo, la maggior parte dei precetti religiosi).
    Ovvio che concordo con la tua analisi… in fondo né nel Corano né nella Bibbia si parla di kamikaze, attentati o crociate… eppure…

    @coniglia: concordo con il tuo suggerimento, e credo che nella maggior parte dei casi la conoscenza (e ancor più la libertà) possano influenzare (e modificare) comportamenti e atteggiamenti. Senza però dimenticare che alcune persone adottano determinati comportamenti in virtù di proprie intime convinzioni (criticabili ma pur sempre libere).

    @sabry: sul parallelismo “burquini = non pensare con la propria testa” non sono d’accordo. Vale la parte finale del commento a coniglia.
    Sulla cosiddetta “intolleranza al contrario” anch’io sono indispettito se in treno il controllore si limita ad invitare l’extracomunitario senza biglietto a scendere alla stazione successiva mentre io magari prendo la multa ma non penso sia un discorso legato alla nazionalità (o alla religione) ma al concetto di classi deboli e – sopratutto – ad un discorso pratico… per farti un esempio ho visto la stessa scena su un treno venti giorni fa in cui il protagonista era un italianissimo “tossico”… è stato invitato a scendere alla stazione di Bologna, senza sanzione alcuna (tanto anche se gli fai la multa quando mai la paga? E se lo porti in questura, cosa risolvi?)
    Sul discorso poi del tempio et similia, pensi sia giusto prendere esempio da culture da te stessa definite arretrate o da un illuminato concetto di tolleranza (che per definizione implica comunque una preminenza di una idea su un’altra) ?

  13. sabry 20 agosto 2009 a 9:51 am #

    sul discorso del tempio non credo sia giusto… ma è un tipico esempio di non reciprocità..se tu al tuo paese non permetti delle cose agli altri come puoi pretendere di comportarti come credi nel paese degli altri ..
    anch’io ho delle convinzioni ma non le impongo a nessuno..

  14. lagiraffa 20 agosto 2009 a 11:48 am #

    * No Blogger, non credo che tutti gli uomini, oggi, siano maschilisti ma perchè negare il fatto che, per anni le donne sono state escluse da qualsiasi decisione? Le donne sono sempre state sottomesse alla volontà dell’uomo, prima del padre poi del marito e, se non l’avevano, dei fratelli, non potevano votare, non potevano nemmeno studiare, figuriamoci interpretare testi sacri, quindi le interpretazioni dei precetti che sono giunte fino a noi le hanno fatte gli uomini, a loro piacimento e desiderio. Oggi, in occidente, in Italia, siamo andati oltre, sebbene esistano ancora tracce di maschilismo, talvolta alimentate da noi donne, e da qui dobbiamo partire per fare ancora dei passi in avanti, tutti insieme, uomini e donne 🙂

    * Sabry, comprendo il tuo sfogo, proprio per questo credo sia fondamentale far rispettare le leggi italiane, pur ammettendo la libertà di culto, e dialogare, dialogare, dialogare. Non fa bene a nessuno accusare di intolleranza le persone che non ammettono il burqa, non fa bene all’integrazione applicare la legge a seconda delle credenze religiose, perchè se lo Stato deve essere laico, allora che lo sia veramente! Che non ceda ad alcun integralismo religioso, nè cattolico nè musulmano, nè ebreo, nè animista. Non dimentichiamo, per esempio, che l’Italia ha vietato la pratica dell’infibulazione (eppure si trattava di una tradizione profondamente radicata) proprio perchè non rispettosa della persona che la subiva. Se una tradizione non rispetta i diritti fondamentali dell’individuo, bisogna avere il coraggio e l’onestà di dirlo ed eliminarla, credo.

    * Kalojannis, il rispetto delle tradizioni va benissimo, vanno bene anche i luoghi di culto e i vestiti tipici per strada, però se la tradizione non rispetta le regole del nostro Paese, perchè dovremmo ammetterla? Il famoso bagno in piscina in tuta da ginnastica per noi non è ammesso, è giusto consentirlo con pantaloni e maglietta a chi rispetta la sua religione?

  15. No Blogger 20 agosto 2009 a 1:10 pm #

    non nego che fra le varie componenti che hanno dato vita a “questi” precetti religiosi (es. il burka) vi siano anche il maschilismo, l’assolutismo dell’interpretazione religiosa, ecc. (ho detto testualmente “il “maschilismo” è trasversale a società e periodi”). Ne è una componente certamente molto importante, ma non credo che sia il tutto riducibile al solo maschilismo. Rimanendo sul solo terreno della “critica” al precetto religioso temo che non riusciremo a convincere molti islamici, anzi. Forse nemmeno la gran parte degli italiani “non islamici”. A mio parere, è il terreno della legge che deve costituire argine contro la penetrazione di tali “pretese” munite o meno di precetti religiosi. Il burka va vietato perchè contrario ai diritti fondamentali dell’uomo ed alle disposizioni di ordine pubblico, il burkino pure. Per giunta è contrario anche al minomo senso estetico 😉 Altrimenti ci ritroveremo fra poco anche il ritorno dell’infibulazione…

    P.S. mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa da punti di vista leggermente diversi 😉

  16. kalojannis 20 agosto 2009 a 2:38 pm #

    Infatti avevo scritto di essere d’accordo con la tua analisi…

    @ NoBlogger: non capisco perché il burka, qualora scelta consapevole di una donna nell’intimità del proprio credo religioso, debba essere vietato!
    Sono contrario acché qualcuno ne imponga l’uso, ma altrettanto contrario che qualcuno ne imponga il “non uso”.
    Ripeto, purché si tratti di scelta consapevole.
    L’infibulazione è un’altra cosa.
    Penso che sia contrario ai diritti fondamentali dell’uomo anche fustigarsi nelle processioni della settimana santa eppure non mi sembra che qualcuno gridi allo scandalo.
    Ripeto, libera scelta. Nel rispetto dell’altrui libertà.
    P.S.: con riferimento poi al senso estetico, ti assicuro che conosco alcuni mitili (cozze) che con il burka avrebbero solo da guadagnarci 😀

  17. Fede 20 agosto 2009 a 3:21 pm #

    Ritengo sacrosanto il diritto di ogni Fede Religiosa di interpretare il proprio Testo sacro ma ormai dubito fortemente che ciò venga fatto nell’intento di proclamare la Verità Rivelata. D’altronde, se avessimo potuto avere un rapporto diretto con la nostra Divinità non ci sarebbe stato bisogno di interpretazioni da parte dell’uomo, con il rischio, dimostrato, di incorrere in errori e/o manipolazioni mirate.

    Ritengo parimenti sacrosanto che, laddove usi, costumi e tradizioni religiose, espressione di un qualunque credo, entrino in contrasto con i diritti umani, essi dovrebbero essere disconosciute, dai fedeli e dalle autorità religiose.

    Trovo giusto rispettare regole di civiltà ed igiene presenti nei vari Paesi, nei confronti delle quali gli usi di natura religiosa dovrebbero cedere il passo, per consentire la pacifica convivenza di tutti, fedeli e non fedeli. In poche parole, e sempre nel rispetto dei diritti dell’individuo, penso che nella propria casa ognuno sia libero di tenere il comportamento che più gli è gradito mentre nei luoghi pubblici o di interesse pubblico bisogna attenersi alle regole di comportamento dettate da ogni Paese. Se per caso tali regole non ci vanno a genio, o restiamo nei nostri luoghi privati o smettiamo di visitare e vivere in Paesi diversi dai nostri.

  18. Fede 20 agosto 2009 a 3:27 pm #

    @No Blogger: purtroppo ci sono anche se nostro Paese e nella nostra etnìa “miscredenti” che non riescono a tenere a freno i propri istinti sessuali anche per molto meno di un costume da bagno.
    Secondo me viviamo anche noi in una società che ci “condiziona” nel modo di vestire, se vogliamo dare un’immagine positiva di noi stessi e non sempre ci è “consentito” di indossare ciò che più si desidera, per via di messaggi che trasnettiamo agli altri con il nostro corpo e il nostro abbigliamento.
    Solo che la maggior parte di uomini e donne ancora se ne fregano.

  19. No Blogger 20 agosto 2009 a 3:54 pm #

    @Kalojannis: per il semplice motivo che non c’è alcuna prova che ci sia davvero questa “scelta consapevole” e perchè se esiste una legge (il testo unico delle leggi di P.S.) essa vale e deve valere per tutti quelli che bazzicano in Italia. Italiani, stranieri, cattolici, islamici, atei, zoroastriani, venusiani. Altrimenti ognuno da domani se ne può andare in giro con la maschera di Topolino. Le flagellazioni “eccessive” infatti possono essere vietate proprio per motivi di ordine pubblico. La processione del venerdi santo, a Civitavecchia, vedeva tanti penitenti incappucciati e scalzi, con vere e proprie catene alle caviglie in ricordo dei tre condannati alle galère papaline (Civitavecchia era il porto della flotta pontificia) che venivano liberati al termine della processione. A partire dalla fine degli anni ’70 l’autorità di P.S. obbligò i penitenti a mettere stracci e cotone fra caviglie e ferri per evitare le lunghe scie di sangue…
    Poi posso anche esser d’accordo che talune “cozze de paura” con il burka ci possono pure guadagnare :)) ma anch’esse godono di diritti umani, no?
    @ Fede: la gente di cui parli commette reati di violenza sessuale e va punita con le condanne più severe, come da legge, appunto. Non mi vorrai dire che per evitare queste “pulsioni” estremamente minoritarie te ne vuoi andare in giro con un bel burka color viola (il viola va di moda quest’anno)? 😉

  20. Fede 20 agosto 2009 a 4:38 pm #

    @ No blogger: il burqua certo che no, anche perchè con questo caldo sarei già bella svenuta 😉

    Ma è anche possibile che troppo svestite si rischia di risvegliarle certe “pulsioni”! E siccome penso che a qualunque sventurata dovesse capitare una simile disgrazia gliene freghi ben poco se gli è capitato il singolo bastardo o il minoritario di turno, siamo chiamate anche a stare un pochino più attente sull’argomento, per forza di cose…

  21. giraffa 20 agosto 2009 a 6:36 pm #

    Credo che il burqa integrale non possa essere considerato un simbolo nè di libertà nè di uguaglianza tra individui, nessun uomo è obbligato ad andare in giro completamente vestito (e, anche in questo settore, cari amici miei, di begli scorfani da coprire ce ne sono in giro.. 😀 ) in nessuna parte del mondo e, per poterlo considerare espressione di libertà avrei bisogno che un gruppo di donne, libere e indipendenti, mi spiegasse il motivo della scelta. E, in ogni caso, qui in Italia non si può andare in giro col volto coperto, la legge deve essere osservata da tutti, a prescindere dalla fede religiosa. In luoghi privati e in casa propria, se si tratta di scelta libera, ogni donna può indossare burqa o guepiére, a seconda dei gusti.

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