Il senso delle cose.

17 Ago

Paul Lewis ha quarant’anni, fa il cameraman di professione ma ha anche la passione per il paracadutismo e, qualche giorno fa, si è lanciato da tremila metri di altezza per sentire, ancora una volta, quel senso di libertà che, immagino, si prova quando si rimane sospesi in aria a volare come gli uccelli. Nella discesa, ha provato ad aprire il suo paracadute, per evitare di schiantarsi al suolo, ma quello non si è aperto, ha provato con quello di riserva e quello si è aperto a metà, chissà, Paul Lewis avrà pensato che non era la sua giornata e, invece, è caduto sul tetto di un hangar, ritrovandosi ancora intero e integro, vivo, senza danni permanenti, stando a quanto scrivono i giornali on line.

Bred Kremer, ha un anno e mezzo, è in vacanza con i suoi genitori in uno dei posti più belli del mondo, dune di sabbia dorata, antichissimi ginepri profumati, pesciolini che nuotano allegri nell’acqua cristallina, e aspetta insieme ai suoi fratelli che i genitori finiscano di prepararsi per la cena, nella loro stanza d’albergo. L’attesa può essere ingannata con il gioco, magari con una passeggiata sul balcone, Bred supera la ringhiera del balcone, precipita sul piano sottostante, batte la testa e non si risveglierà più.

Sono sicura, convinta, certa che tutto questo abbia un senso ma, ora, sinceramente mi sfugge.

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12 Risposte to “Il senso delle cose.”

  1. No Blogger 17 agosto 2009 a 1:40 pm #

    non credo che ci sia un senso, se non quello della famosa farfalla che batte le ali nel prato..forse è vero che il destino di ognuno di noi è scritto, forse per Paul Lewis non era “il momento” ed è per lui causa di gioia, mentre per Bred Kremer sì ed è causa di dolore per i suoi genitori ed i suoi fratellini. Probabilmente non avremo mai una risposta se non quando non la potremo raccontare a nessuno. Rimane il più grande regalo che abbiamo ricevuto, la vita. Da vivere, perchè è bellissima in ogni caso 😀

  2. Fede 17 agosto 2009 a 3:03 pm #

    Credo che ci sia un senso e allo stesso tempo che sfugga ai più. Ma credo che sia così, si muore quando è il momento deciso per ciascuno di noi.

  3. Manfredi 17 agosto 2009 a 5:09 pm #

    Non c’è senso. Solo casualità. Non so se purtroppo o per fortuna

  4. Mr.Loto 17 agosto 2009 a 7:33 pm #

    Il senso c’è sempre, nulla accade per caso in questo universo perfettamente strutturato e regolato da leggi invisibili ed imperscrutabili.

  5. giraffa 17 agosto 2009 a 10:48 pm #

    Credo che, alla fine, per cose del genere ma anche per tutti gli avvenimenti della vita, ogni essere umano trovi un senso nella sua storia personale, un senso non necessariamente comune agli altri esseri umani, altrimenti come potrebbe sopravvivere senza perdere il senno?

  6. Fra Puccino 17 agosto 2009 a 11:38 pm #

    Giraffa, poni un quesito che tante è volte è stato poso nella storia dell’umanità.
    E’ tremendamente difficile dare una risposta.

    Per quello che io e te abbiamo in comune, sappiamo che l’uomo moderno cerca sempre colpe e responsabilità in quello che accade.
    Si cerca sempre la causa umana di ogni avvenimento.

    Probabilmente lo potresti trovare anche in questi due episodi, ed è probabilmente molto più facile che rispondere al tuo quesito…

  7. No Blogger 17 agosto 2009 a 11:50 pm #

    forse si prova a trovare un senso “personale”, quale che esso sia, per non perdere il senno. Il senso “personale” per la nostra vita forse è quello chiamato “libero arbitrio”, ma deve difendersi da mille condizionamenti ed è una battaglia quotidiana, con un pizzico di eroismo, talvolta. Ma alcuni avvenimenti, come quelli di Paul Lewis e di Bred Kremer, mi sembrano proprio molto vicini agli effetti del battito delle ali della farfalla nel prato… E questo mi fa pensare ancora di più quanto sia bella ed unica la vita che abbiamo, è bellissima e va vissuta intensamente, ogni giorno. Nelle cose grandi e, soprattutto, in quelle che sembrano piccole. 😀

  8. lagiraffa 18 agosto 2009 a 4:03 pm #

    In effetti, è un quesito così antico che, nel tempo, gli uomini si sono divisi tra chi pensa che nulla accada per caso e chi sostiene il contrario. Io sostengo la prima teoria, a volte il senso mi appare in modo evidente, a volte mi sfugge, a volte coincide con la volontà, con quello che pensiamo, con le paure, con i desideri, però credo che ci sia, o mi fa bene pensare che ci sia, per non perdere il senno. Perfino il battito d’ali della famosa farfalla può avere un senso 🙂

  9. Fulvio 18 agosto 2009 a 4:25 pm #

    Eppure in qualche modo rimango convinto che dipenda da noi.
    Non è una serie di eventi casuali, non un gioco distratto… è quasi uno studio, c’è un’attenzione speciale dietro ad ogni evento che sembra capitare per caso, e il fulcro di tutto siamo noi, soltanto noi.

    Non ne conosciamo le regole, e attiriamo anche eventi che non vorremmo.
    Pensare di meritare qualcosa non significa quasi mai esserne intimamente convinti. La differenza è enorme.

    Un certo Richard Bach ha scritto molto su questo genere di cose, c’è chi dice che sia un illuminato.
    Io so solo che mi sento molto vicino al suo modo di pensare e di intendere questo viaggio che stiamo facendo.

  10. giraffa 18 agosto 2009 a 10:33 pm #

    Fulvio, non so se tutto dipenda esclusivamente da noi, sicuramente è meglio avere un atteggiamento positivo e non avere limiti o paure anche per fronteggiare meglio avvenimenti che, magari, non pensavamo di attrarre. In questo condivido il pensiero di Richard Bach 🙂

  11. alanford50 19 agosto 2009 a 12:50 am #

    Il senso della vita, il senso delle cose, io credo che l’unico fattore che accomuna tutti gli uomini passati su questo strano pianeta sia proprio la ricerca spasmodica di un senso, possibilmente logico, almeno l’osservare il funzionamento, il meccanismo perfetto che regola la vita, sembra dare per accertato che esistono delle regole non ancora comprese, almeno non tutte, ma assolutamente rigide, perfette, quindi capaci di assumere le vesti della logica, ed allora tutto ci sembra alla nostra portata, noi siamo esseri capaci di usare la logica, ma più ci addentriamo nella ricerca di questo benedetto senso, più risposte troviamo, più nascono nuove domande, un rincorrersi crudele che sembra non avere mai fine, quindi ecco rasentare l’illogico, l’irrazionale,m ecco allora saltare fuori gli Dei più fantasiosi e strani, alcuni hanno la testa di un elefante, un’altra ha un numero spropositato di mani, un altro per farsi comprendere da uomini ignoranti ed incapaci di comprenderlo si è immolato in croce, il razionale ha avuto bisogno per sopravvivere dell’irrazionale e da quel momento la confusione regna sovrana ed incontrastata.

    Il mondo è una creazione senza un senso compiuto, ma esso è talmente perfetto nella sua totale inutilità da mettere l’uomo in condizione di cercarne a tutti i costi un senso, incapaci di credere che tutta questa perfezione non abbia un fine, finendo così involontariamente per trovarvi nella sua illogicità, l’unico scopo, capirne il perché noi esseri che per vivere necessitiamo di logica e di un senso, siamo stati costretti ad attribuirgliene uno per potergli sopravvivere.

  12. lagiraffa 19 agosto 2009 a 11:03 am #

    Alanford, infatti, è il famoso senso che aiuta a non perdere il senno 🙂

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