Sulla pelle delle donne.

31 Lug

L’Agenzia del Farmaco ha, finalmente, autorizzato l’immissione in commercio, anche in Italia, della pillola abortiva Ru486. Non dovrebbe essere una grande notizia, dal momento che si tratta semplicemente di un farmaco che dà la possibilità alle donne di attuare una pratica già esistente nel nostro Paese, già garantita dalla Legge 194 del 1978, ossia l’interruzione di gravidanza, con modalità differenti rispetto all’intervento chirurgico. La Ru486 non è un farmaco da banco, una donna non può svegliarsi la mattina, recarsi dal farmacista e dirgli: “mi serve una confezione di moment, citrosodina e, già che c’è, mi dia anche la Ru 48equalcosa, sa, credo di essere un po’ incinta e, siccome non ho voglia di cambiare tutto l’armadio, abortisco, ah, già che ci sono, prendo anche uno spazzolino da denti”, no, non funziona così. Il farmaco potrà essere usato solo in ospedale ed entro il 49mo giorno di gravidanza, le conseguenze del suo utilizzo sono quelle di un aborto chirurgico, cioè la donna non porta avanti la gravidanza, il feto non si trasformerà in bambino (qui spiegano come funziona la pillola) la sofferenza fisica e soprattutto psicologica della persona che fa una scelta del genere sarà identica e la scelta, qualunque modalità si applichi, non sarà senz’altro facile. In un Paese normale, dove i cittadini sono liberi di scegliere come vivere la propria esistenza, la diffusione di questo farmaco non farebbe notizia ma il nostro non è un Paese normale, è uno Stato confessionale travestito da Stato laico e la cosa suscita scalpore, anzi, scatena anatemi da parte del Vaticano, Stato che non dovrebbe interferire nelle questioni di un altro Stato sovrano. Eh, già, perché in un Paese dove si è tanto lottato per vedere garantiti alcuni diritti civili ci si è dimenticati, col tempo, che quei diritti vanno tutelati concretamente ogni giorno e difesi da qualunque tentativo di eliminazione. In Italia, secondo i dati diffusi nel 2007, gli obiettori di coscienza, ossia i medici che si astengono dal praticare l’aborto (diritto concesso dalla legge 194) sono circa il 70%, tra ginecologi ed anestesisti, in pratica l’obiezione di coscienza da eccezione si è trasformata in regola, e per una donna è difficile anche trovare ospedali dove interrompere la gravidanza, dal momento che i medici preferiscono seguire le indicazioni dei primari e della Chiesa piuttosto che fare il loro dovere, salvo farlo a pagamento. La Chiesa prevede una scomunica latae sententiae, cioè automatica, nei confronti di chi utilizzerà il farmaco, parteciperà o agevolerà l’uso della pillola e, immaginiamo, alla scomunica seguirà anche la chiusura di diversi rubinetti economici e serbatoi di voti. Io, invece, chiedo che il mio Parlamento, del mio Stato formalmente laico, preveda la perdita immediata della cittadinanza italiana nei confronti di chi rifiuta di fare il proprio dovere e di chi ostacola, impedisce e limita il benessere psicofisico delle donne, tanto potrà sempre chiedere asilo politico al Vaticano.

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63 Risposte to “Sulla pelle delle donne.”

  1. la coniglia 31 luglio 2009 a 6:47 pm #

    quanto mi sciocchi questa cosa non ne hai idea. Ma possibile che la chiesa debba sempre interferire in ciò che non le compete?
    forse anche dire che non le compete è sbagliato. Lei, come chiunque di noi, può dire la sua su tutto, il discorso cambia quando il suo pensiero ostacola la vita dello stato…sono francamente amareggiata. Spero di non dovermi mai trovare nelle condizioni di dover abortire, ma se mai capitasse mi chiedo quale calvario mi aspetterebbe legato a tutto ciò, oltre all’inferno personale che si scatena da una cosa del genere…

  2. lagiraffa 31 luglio 2009 a 10:46 pm #

    Sono d’accordo con te sul fatto che gli uomini di chiesa siano liberi di esprimersi (anche se dicono sempre soltanto no a tutto: alla fecondazione assistita, all’aborto, agli anticoncezionali, all’eutanasia, alle coppie gay, alle coppie di fatto) il problema sono gli spazi smisurati che gli concede lo Stato italiano, forse per gli interessi economici che sono collegati proprio al Vaticano..e così dimentica di difendere noi..

  3. indierocker 1 agosto 2009 a 12:59 am #

    dicono no a tutto… quello che riguarda gli altri, poi loro fanno il cazzo che gli pare….
    ciao!!!

  4. giraffa 1 agosto 2009 a 8:22 am #

    fanno cose che noi umani non potremo mai immaginare.. ciao Indie! 🙂

  5. No Blogger 1 agosto 2009 a 8:54 am #

    la Chiesa puo´ dire quello che vuole, lo Stato deve tutelare tutti i cittadini, cattolici, protestanti, ebrei, atei, venusiani…pensino alla diffusione della pedofilia nel clero, piuttosto.

  6. Diemme 1 agosto 2009 a 10:03 am #

    Ero venuta ad avvisarti di averti risposto da me, ma stavolta il pingback di wordpress è stato più veloce!

  7. Lucien 1 agosto 2009 a 10:37 am #

    Chi dovrebbe difendere questi diritti (la nostra pseudo-sinistra) ha al proprio interno persone impresentabili come la Binetti…

  8. giraffa 1 agosto 2009 a 12:46 pm #

    * No Blogger, appunto, ognuno si preoccupi della propria coscienza e che lo Stato si occupi di garantire la libertà di scelta di ognuno..

    * Ciao Diemme, ti ho risposto!

    * Lucien, infatti dovremmo svegliarci tutti, sinistra, destra, centro, radicali, perchè la libertà di scegliere è uno dei diritti fondamentali di un Paese democratico, se aspettiamo Franceschini..

  9. emaki81 1 agosto 2009 a 6:33 pm #

    Il tema è delicato e forse non riducibile ad un commento ma anche io sono rimasta e rimangoallibita di fronte all’atteggiamento della chiese su questo argomento……..”la scomunica”………mi chiedo “ma dove vivono?”, pensano che una donna abortisca perchè non ha altro da fare? l’aborto è un atto di disperazione, doloroso e terribile per colei che decide di ricorrervi…….io personalmente non penso riuscirei mai a farlo……ma ogni storia è a sè…..e comunque io credo che ognuno debba poter scegliere secondo coscienza e secondo la propria storia personale sapendo che la sua salute verrà tutelata………
    L’atteggiamento “punitivo” a tutti i costi della chiesa e di alcune persone ritengo sia non solo ingiusto ma anche molto chiuso……..come se fossimo sempre tutti forti e vivessimo tutti vite perfette e senza problemi. Ci sono difficoltà alle volte più grandi di noi, più grandi di tutti……..che mettono spalle al muro………..e non si può fare di “tutta l’erba un fascio”……

  10. No Blogger 2 agosto 2009 a 8:43 am #

    la scomunica? Attendo trepidante notizie sui nuovi elenchi di proscrizione..dei preti pedofili. Li vedro´ mai? Penso che la Chiesa debba proporre “pesantemente” il proprio magistero in altri ambiti. Dovrebbe avere maggiore comprensione e vicinanza verso chi soffre una vicenda personale cosi´ dura.

  11. lagiraffa 2 agosto 2009 a 8:52 am #

    Ciao Emaki, che bello leggere le tue parole.. chissà perchè, quando si parla di aborto, la pietà e la comprensione per le donne che fanno una scelta così terribile, viene spesso messa da una parte e si lanciano scomuniche e giudizi. Personalmente, sono d’accordo con te, non so se riuscirei a farlo ma, come scrivi, capita che la vita ci metta con le spalle al muro, capita di trovarsi in situazioni molto difficili che ci portano a scelte dolorose..la donna che pensa di abortire, in genere, non è una donna felicemente sposata il cui unico problema è il marito che russa, ma una persona che vive una situazione molto diversa e, oltre al dolore della sua scelta, deve anche affrontare la vergogna, i giudizi, le scomuniche, peggio di un qualunque prete pedofilo.

  12. lagiraffa 2 agosto 2009 a 8:54 am #

    No Blogger, è esistito un solo uomo che ha avuto pietà per i diseredati e i sofferenti..

  13. ippaso 2 agosto 2009 a 9:30 am #

    Ovviamente la scelta è egualmente dura, ma la pillola abortiva a quanto pare riduce i traumi psicologici. La pillola causa un “aborto spontaneo” che evita procedure invasive come l’operazione chirurgica e la donna non deve avere a che fare con l’estrazione fisica del feto in maniera così brutale. Inoltre stare a casa propria anzichè in ospedale può senz’altro essere d’aiuto.

    La pillola abortiva è osteggiata dalla Chiesa perchè rende l’aborto meno traumatico e “più facile”. Gli stessi motivi che invece dovrebbero indurre l’Italia ad adottarla a “pieno regime”. Nella speranza che ce ne sia sempre meno bisogno…

  14. Diemme 2 agosto 2009 a 9:52 am #

    Cara Giraffa, ci sono indubbiamente situazioni drammatiche in cui, forse, un margine di scelta non c’è, o è talmente esiguo che è difficile da vedere, o non ci si sente in grado di affrontarla.

    Però, sarà un caso che della miriade di persone che hanno abortito che io conosco, non ce n’è una sola che fosse in reale stato di necessita? Nessuna. Ora, permetterai che io nella mia mente mi faccia una mia casistica/statistica?

    Vuoi che ammetta che a volte possa essere necessario? Il giorno che lo ammettessi, lo definirei necessario come l’amputazione di un arto: extrema ratio, e solo dopo aver esaminato ogni e qualsiasi altra possibilità.

    Poi, se vogliamo parlare di uno Stato che aiuta poco e niente le mamme sole (io lo sono), questo è un altro discorso, ma questo stesso Stato, ricordiamocene, ci dà la possibilità di partorire in totale anonimato, affinché il bambino possa essere adottato e si possa occupare di lui chi lo desidera ed è disposto ad amarlo.

    Certo, per fare una scelta del genere bisogna portare avanti la gravidanza, tutto il mondo poi, anonimato o no, saprà quello che è successo e allora, in un mondo fatto di immagine, alla scomunica della Chiesa si può sopravvivere, a quella della portiera o della vicina di casa no.

    Perdona l’ntegralismo, ma credimi ne ho viste troppe, compreso un padre in ginocchio che pregava la sua donna di non portargli via quel bambino.

  15. giraffa 2 agosto 2009 a 11:43 am #

    * Ippaso, ormai sono arrivata alla conclusione che la Chiesa abbia una sorta di gigantesco no incorporato “a prescindere”, altrimenti non mi spiego perchè la vita vada tutelata in caso di aborto ma non in caso di fecondazione artificiale, è vero che la vita non può essere manipolata dall’uomo ma, secondo questo ragionamento, i medici non dovrebbero neppure preoccuparsi di curare le malattie, mi sembra abbastanza bizzarro. Poi, sono d’accordo con te, si spera che ci sia sempre meno bisogno dell’aborto, che la Chiesa accetti magari l’esistenza di metodi anticoncezionali (un altro NO) e che nelle scuole si inizi a fare educazione sessuale seriamente e si distribuiscano gratuitamente i preservativi almeno ai ragazzi, ma questa sembra fantascienza in un Paese come il nostro.

    * Cara Diemme, ma no, non voglio che ammetta la necessità dell’aborto, anche perchè io non lo considero necessario ma voglio che lo Stato dia alle persone la possibilità di scegliere, se una donna non vuole un figlio non può essere costretta ad averlo, che madre sarebbe? E’ vero, ci sono donne che non si preoccupano minimamente dei sentimenti dei loro uomini, così come ci sono uomini che non vogliono o non possono prendersi cura dei propri figli e della loro madre, e anche in questo caso, nessuno può essere costretto a fare il padre se non vuole o non può ma la donna lasciata sola che fa? Porta avanti la gravidanza per poi abbandonarlo o darlo in adozione? Sarebbe un dramma, un trauma psicologico ancora peggiore, anche per quel bambino che, una volta cresciuto scoprendo la verità e si chiederebbe perchè è stato abbandonato..

  16. Diemme 2 agosto 2009 a 12:28 pm #

    Cara Giraffa,

    il mondo è pieno di bambini adottati che a un certo punto della vita si chiedono perché sono stati abbandonati, ed è una domanda cui è possibile dare una risposta, senza che il bambino venga traumatizzato: anche perché, se in qualche parte del mondo ci sono dei genitori che, quasi sempre per motivi gravissimi, li hanno abbandonati, da un’altra parte ce ne sono altri due chi li hanno voluti, cresciuti, amati, e quelli sono i genitori che hanno materialmente accanto, e che ogni giorno testimoniano il loro amore e la loro scelta di averli.

    Se ancora non l’hai letto, ti consiglio il libro “Il cammino dell’adozione” di Anna Oliviero Ferraris. Vedrai che, con tutti i punti interrogativi del caso, a un’adozione di sopravvive, e bene. Il libro si conclude con le parole di una donna, figlia adottiva, e per di più anche di razza diversa, quindi la situazione è sempre stata palese e non occultabile, che afferma

    “Per me l’adozione non è mai stata un problema, ma una cosa scontata. […]
    Per quanto mi riguarda, non ho avuto scompensi o dubbi […]. Nell’adolescenza c’è stato qualche scontro, ma questo capita anche ai figli naturali…
    […] Perciò i bambini […] hanno anche il diritto ad essere felici.
    Io sono stata una bambina felice. “

    E per favore, quando decidiamo di dar la morte a un bambino, feto o embrione che sia, almeno risparmiamoci di dire che lo facciamo per il suo bene, per evitargli traumi futuri anche se, certamente, traumi futuri non ne avrà.

    Né traumi, né gioie, né progetti, né aspettative, né illusioni, né delusioni, né giochi, né doveri…

  17. kalojannis 2 agosto 2009 a 2:09 pm #

    Ciao Giraffa,
    è la prima volta che visito il tuo blog avendoti conosciuta – fino ad ora – solo attraverso i tuoi commenti sui blog di altri amici (Diemme e FraPuccino in primis).
    Come ho già avuto modo di scrivere sul blog della prima, concordo con il tuo pensiero.
    Ed aggiungo che il problema – secondo me – non è il diritto di esternare il pensiero da parte di una istituzione universale (quale è la Chiesa) quanto che questa ricordi di avere dei principi etici solo ed esclusivamente quando è lo Stato italiano ad assumere quelle necessarie misure tese ad affermare il diritto costituzionale di laicità.
    La Chiesa può scomunicare chi vuole ma perché tutto ciò non succede quando la RU486 è introdotta in Francia? O quando l’eutanasia è legalizzata in Olanda?
    Mi sembra assoluta mancanza di coerenza per una istituzione (forse) ancora lontana dall’asserito potere spirituale e (forse) ancora troppo vicina al potere temporale.
    Nel merito penso che troppo spesso ci si arrocchi dietro posizioni di principio che (condivisibili o meno) non possono non tenere conto della realtà… come hai giustamente scritto nella parte finale del tuo post, quanti medici “obiettori di coscienza” praticano poi aborti a pagamento nelle cliniche private da essi gestite?
    Per avere una risposta basterà fare una ricerca su internet cercando (magari) un servizio de “LeIene” che tempo fa è stato mandato in onda in tv.

    @Diemme: “bambino, feto o embrione che sia…”; uhm… hai ragione, su quest’argomento io e te non ci incontreremo mai.

    @Lucien: penso che il PD sia – dell’intero arco costituzionale – il partito più vicino alla CEI.

  18. Diemme 2 agosto 2009 a 5:06 pm #

    Caro Gianni, tu continui a battere sull’incoerenza della Chiesa, io continuo a ribattere che non c’entra niente con l’argomento in oggetto.

    La Chiesa è incoerente? I suoi anatemi devono essere gli stessi per l’Italia come per gli altri paesi in cui certe leggi e certi farmaci “passano”? Sono d’accordo.

    Anche il medico mascalzone, che fa finta di essere obiettore di coscienza per far lievitare il suo onorario, non c’entra molto con l’RU486.

    Vogliamo dire che non è giusto riconoscere pensioni d’invalidità perché ci sono finti invalidi che, supportati da medici compiacenti, se le accaparrano?

    Sono due discorsi diversi: un discorso è la questione di principio, che va affermata, un altro discorso è il modo in cui, con una qualsiasi formula truffaldina esacrabile e condannabile, si deroga.

  19. kalojannis 2 agosto 2009 a 6:46 pm #

    @Diemme
    Ok. La questione di principio.
    Cercavo di dire che a volte le questioni di principio non risolvono il problema reale.
    Tutti (immagino) siamo contro la tossicodipendenza o l’alcooldipendenza ma l’esperienza ci ha insegnato che il proibizionismo non ha risolto nessuno dei due problemi.
    Nel concreto: ci possiamo anche dichiarare contro l’aborto ma è innegabile che comunque l’aborto venga praticato in tutta Italia.
    L’unica differenza è che laddove vietato viene comunque praticato in cliniche della morte, da assassini (quelli si!) senza scrupoli… laddove regolarizzato porta gli stessi (per molte persone infausti) risultati per il feto ma salvaguarda un po’ più la sicurezza (fisica) della madre…
    Ripeto: possiamo essere contro l’aborto, ma le donne continuano ad abortire, che ci piaccia o no.
    Ciò non significa che ognuno può fare quello che vuole ma ritengo che ogni problematica di natura etica vada affrontata e regolata.
    Poi ognuno nell’intimità della propria coscienza può prendere la decisione che ritiene più giusta.
    Ciò, in omaggio all’applicazione del principio di laicità dello Stato.
    P.S.: Non credo di essere andato fuori tema, avendo ripreso il contenuto del post della nostra padrona di blog.
    Se l’ho fatto me ne scuso 🙂

  20. Diemme 2 agosto 2009 a 7:24 pm #

    La gente continua a drogarsi, come continua a uccidere e a rubare, ma non credo che auspichiamo alla legittimazione del furto e dell’omicidio.

    Io ritengo che lo Stato non possa legittimare ciò che è immorale (ora, non torniamo a discutere se l’aborto sia morale o no, perché sennò giriamo in tondo e ci incartiamo).

    Ti chiederei ora, però, di meditare su una cosa: secondo te il fenomeno droga non si ferma perché il proibizionismo non serve a niente, o perché ci sono dei forti interessi a non fermarla? Hai presente di che “bottino” stiamo parlando? Secondo me, quelli che concorrono alla spartizione della torta, sanno bene dove ungere per non fermare questa macchina fabbrica denaro.

    Morte dei più deboli=guadagno ingente per gente priva di scrupoli

    Mi pare che pure qui l’equazione sia sempre la stessa.

  21. giraffa 2 agosto 2009 a 7:38 pm #

    Eccomi ragazzi! Quasi sciolta dal caldo ma ci sono.. e vi porto un po’ di frutta fresca, chinotto (è pur sempre il blog di una giraffa nata negli anni ’70!!) succo d’ananas, menta, insomma, aprite il frigo e prendete quello che volete, anche perchè il tema è caldo 🙂

    * Diemme, non ho dubbi sul fatto che l’adozione sia uno dei gesti più belli che un essere umano possa fare però, e credo che su questo punto non ci troveremo mai d’accordo, portare avanti una gravidanza soltanto per dare via il bambino a me sembra una crudeltà, per la madre che affronta un percorso dolorosissimo, e per il bambino, perchè non sempre i bambini abbandonati trovano famiglie amorevoli che li adottano (come sai la procedura prevista dalla legge italiana è molto severa e comporta tempi molto lunghi) prima trascorrevano spesso la loro infanzia e adolescenza negli orfanotrofi, oggi nelle case famiglia ma la sostanza non cambia e, a mio parere, ci sono già troppi bambini abbandonati e soli al mondo.. se il fenomeno si può prevenire, è molto meglio. In ogni caso, per tornare all’aborto, sul principio etico della sacralità della vita possiamo essere d’accordo ma non possiamo ignorare che nella realtà esistono donne che si trovano in difficoltà o che non vogliono il bambino concepito e questo è un fatto che lo Stato deve regolamentare, garantendo la libertà di scelta di ogni individuo, l’aborto non è e non deve essere un mezzo per il controllo delle nascite (lo dice anche la legge 194) e deve essere applicato con un briciolo di cervello da parte dei medici e delle persone coinvolte, ma non può essere messo in discussione. Riguardo all’atteggiamento della Chiesa, lo trovo abbastanza ambiguo, come ho già scritto e, sopratutto, nelle parole dei vescovi non ho trovato nemmeno un briciolo di pietà, compassione, carità cristiana nei confronti delle persone che si trovano in difficoltà, la vita non è solo un principio, ognuno la vive come può e come sa e ci sono persone che non hanno i mezzi fisici, psicologici e morali per viverla in perfetta coerenza con i principi, ma questo è un problema di coscienza individuale non dello Stato, o meglio lo Stato dovrebbe educare e dare i mezzi per vivere dignitosamente.

    * Kalojannis, benvenuto! 🙂 non sei andato fuori tema..il tema della laicità dello Stato, in vicende come l’aborto, diventa IL problema..la Chiesa in Italia può permettersi di oltrepassare il confine della fede e della spiritualità perchè, evidentemente, a qualcuno fa pure comodo..diciamo però che qualcuno ci dovrebbe dare un premio alla resistenza perchè riusciamo a mantenere un briciolo di libertà, nonostante i veti e le scomuniche! Qualche tempo fa avevo scritto un altro post sullo stesso argomento, un po’ provocatorio, se ti va di leggerlo: https://lagiraffa.wordpress.com/2009/01/25/il-feto-obama/ . Avevo visto il servizio delle Iene e ricordo che trovare un medico onesto è stato quasi impossibile, tutti ufficialmente obiettori ma concretamente dei grandi imbroglioni in mala fede..
    P.S. ho provato a cliccare sul tuo nome, ma non mi invia al tuo blog, è colpa del sig. wordpress?!

  22. Diemme 2 agosto 2009 a 8:04 pm #

    Ammetto che portare a termine una gravidanza per poi dare il figlio in adozione sia uno stress psicologico pesantissimo ma, se si parte dal principio che la vita parte dal momento del concepimento e l’aborto è un omicidio, non mi pare che ci siano molte altre scelte, a parte la prevenzione. Se invece si pensa che quella non sia vita, allora è chiaro che prevenire è meglio che curare, tolto il dente, tolto il dolore, prima si abortisce e meglio è: però, ripeto, per fare questo bisogna essere intimamente convinti che quella non sia vita.

    Per quanto riguarda il tema delle adozioni, permettimi di dire che il quadro che tu fai non è proprio aderente alla realtà. Un bambino che nasce in Italia, abbandonato dalla mamma in ospedale ricorrendo alla legge che tutela l’anonimato, viene adottato in quattro e quattr’otto. Il problema delle adozioni qui da noi è l’insufficienza dei bambini adottabili, non il contrario.

    Quello che rende difficile l’adozione, e che crea il paradosso di bambini senza famiglia da una parte e famiglie senza bambini dall’altra, sono pastoie burocratiche e internazionali di ben altra portata. Il primo problema è proprio la dichiarazione di adottabilità del bambino, che spesso non è così immediata, e a volte arriva quando il bambino è già grande: allora sì che è difficile trovare chi lo accetti in adozione, e comunque questo avverrebbe dopo una vita trascorsa in un istituto. Ma tutto questo, per un bambino nato qui da una madre che già in ospedale decide in tal senso, non esiste, e la procedura diadozione è pressoché immediata.

    Ma lo sapete che questo è un discorso terribile? Mi pare crudeltà (da parte mia) parlare in questi termini, di un bambino come di un vestito da portare a casa e poi dare eventualmente alla croce rossa: di tutto questo parlo solo come scelta estrema, per dare comunque una possibilità di vita a una persona, per non decidere per lui della sua fine, per non sporcarsi le mani e la coscienza. Perché voglio ben sperare che stiamo parlando di una gravidanza evitata con tutti i mezzi, e di una situazione che renda oggettivamente impossibile accettarlo e crescerlo.

  23. kalojannis 2 agosto 2009 a 8:13 pm #

    No, cara Giraffa, la colpa non è del Sig. WordPress…
    come diceve un vecchio adagio “non c’è cosa più dificile che cercare un gatto nero in una stanza buia… soprattutto quando il gatto non c’é”… idem per trovare il mio blog che, appunto, non c’è 😆
    Mi trovi spesso (e volentieri) ospite da FraPuccino, da Donnaemadre nonché spiaggiato su Banana’s Republik.
    Sono andato a vedere il tuo post (certamente provocatorio) che ho trovato molto carino.

    @Diemme: non condivido.
    Ovvio che il proibizionismo aumenti i guadagni di gente senza scrupoli (maggiori rischi = prezzo di mercato del bene più alto = maggiori interessi alla commercializzazione e al consumo del bene stesso).
    Ed infatti il mio concetto è: non serve proibire ma occorre regolare. Come nel caso dell’aborto che prima della legge 194 era comunque praticato da macellai senza scrupoli.
    Con la conseguenza che madri in difficoltà continuavano a rivolgersi a strutture non autorizzate senza alcun apporto di natura psicologica che – magari – poteva aiutarle a desistere dal loro intento. Come invece avviene oggi.
    E con l’ulteriore conseguenza che spessissimo (purtroppo) una scelta proibizionista da parte dello Stato in omaggio ad un principio “morale” finiva con il provocare un maggior numero di vittime.
    Ovvio che se tu affibbi (perdonami, senza alcuna offesa) l’aggettivo di “immorale” all’aborto, non troveremo mai una posizione comune… d’altra parte non credo che fosse questo lo scopo del post.

  24. Regina Madry 2 agosto 2009 a 8:44 pm #

    Il mio pensiero è identico al tuo, poche cose mi fanno infuriare come questa ipocrita “difesa della vita” (di chi?), ma soprattutto questa maschera di stato laico che invece, ormai, è a tutti gli effetti uno stato teocratico. Scomunica? embè, direbbe uno che è al servizio del paziente, chiunque egli sia, prima che del Vaticano. E invece accade che i cosiddetti “obiettori di coscienza” siano ovunque, intorno a noi, e possano rifiutarsi perfino di dare un farmaco dietro presentazione di ricetta medica ( è accaduto qualche settimana fa ad una donna che recatasi in farmacia si è vista negare la pillola del giorno dopo e ha chiamato i carabinieri: ma quante devono sostenere questa odissea?).

    Un segno di riconoscimento per gli obiettori, affinchè io sia libera di scegliere, sarebbe gradito; evitare intromissioni delle autorità religiose nella vita delle persone al di fuori dei luoghi di culto, anche.

  25. Fede 2 agosto 2009 a 8:57 pm #

    “è uno Stato confessionale travestito da Stato laico”.

    Grazie per averlo detto così a chiare lettere, non tutti ci riescono.

    Io lo affermo da qualche anno, precisamente dopo gli studi fatti per la mia tesi di laurea. E la gente si sconvolge quando me lo sente dire, lo trova esagerato.
    A questo punto ho smesso di leggere il post e mi sono messa a scrivere il commento, perchè questa affermazione secondo me spiega esattamente lo scalpore suscitato dalla notizia, le affermazioni del Vaticano e il riscontro che hanno avuto in larga parte della popolazione.

    La scomunica mi sembra un tantino eccessiva, francamente. Mi viene quasi da sorridere, perchè ripenso al MedioEvo, alla Riforma Protestante…Santo cielo, in che epoca viviamo? Lo stato civile nel terzo millennio, il Vaticano forse è fermo a qualche secolo indietro.

    L’atteggiamento del Vaticano mi delude e mi ferisce, ancora una volta, dal profondo del cuore, perchè sono cresciuta in un contesto cattolico, che ho abbracciato per molti anni, a cui sono in parte tuttora legata, anche se non ne condivido più tutti i principi professati, non mi trovano più daccordo.

    Mi pare che, ancora una volta, la Chiesa Cattolica abbia perso una buona occasione per sostenere persone in difficoltà, aiutarle a riflettere bene sulla questione, accogliere ragazze e madri confuse e impaurite…

    Questo atteggiamento totale di chiusura non farà altro che allontanare ancora di più fedeli e simpatizzanti. E ad alimentare polemiche e scontri.

  26. Diemme 2 agosto 2009 a 9:12 pm #

    @Kalojannis: non siamo completamente in disaccordo. Che tra i due mali si scelga il minore, che una donna che deve (?) abortire è meglio che lo faccia in una struttura sanitaria che non con l’ago da calza della mammana penso che siamo tutti d’accordo. Tra le donne che ho conosciuto che hanno abortito senza necessità oggettiva, ce ne sono alcune che oggi hanno una veneranda età, e che quindi hanno subito la pratica abortiva in condizioni di clandestinità; hanno rischiato la vita, e una non è riuscita più ad avere figli perché le avevano bucato l’utero. Le donne che abortiscono in clandestinità, affidano se stesse a qualche macellaio con la stessa leggerezza con cui sono rimaste incinta, trattando la propria vita con la stessa superficialità con cui trattano quella del bambino: in questo, bisogna loro riconoscere una coerenza che fa supporre una buona fede di fondo. Ma allora, vogliamo continuare ad affrontare la situazione in questo modo, o sensibilizzare le persone al rispetto di se stesse e al rispetto della vita propria e altrui? Scusa, ma che ci vuole a evitare una gravidanza indesiderata? Poi, l’incidente può succedere, ma diventa una rarissima eccezione, non una prassi.

    @Regina Madry: perché la difesa della vita dovrebbe essere “ipocrita”? Mi perdoni, ma non mi pare proprio corretto il modo in cui si esprime. Qui è tutt’oggi che stiamo esprimendo, sul mio blog e su quello di Giraffa, opinioni contrarie, ma sempre all’insegna del rispetto. Lei può non condividere la difesa di quella che per lei non è vita, ma non ha diritto a definire ipocrita chi ci crede. Forse ipocriti sono i medici cosiddetti obiettori, che davanti a un bell’assegno diventano però immediatamente più malleabili, ma non si permetta di dirlo a chi ci crede davvero.

  27. ippaso 2 agosto 2009 a 9:13 pm #

    [blockquote]… e si distribuiscano gratuitamente i preservativi almeno ai ragazzi, ma questa sembra fantascienza in un Paese come il nostro.[/blockquote]

    ricordo un mio professore di religione che si oppose ai distributori di preservativi dicendo “allora visto che ci siamo affittiamo anche le aule e la preside per le orge”.

    ah, come mi manca l’ora di religione a scuola!

  28. lagiraffa 2 agosto 2009 a 10:53 pm #

    * Diemme, il discorso delle adozioni e di quei bambini trattati come pacchi, rifiutati perchè troppo grandi, troppo imperfetti, mi fa un male terribile, perchè immagino quegli occhi speranzosi e delusi..mi fa più male del pensiero dell’aborto, ma in questo caso non c’entrano i principi, mi fa male e basta, credo si tratti solo di una questione caratteriale. Mi piacerebbe dirti che stiamo sempre parlando di una gravidanza evitata in tutti i modi ma, purtroppo, per ora in Italia non è così, e lo sarà fino a quando non si deciderà di fare seriamente educazione sessuale e prevenzione (anche con distribuzione di anticoncezionali) nelle scuole e in famiglia.
    P.S. so che Regina Madry sa difendersi da sola ma, conoscendola, ti assicuro che non voleva offendere te, ma chi predica bene dal pulpito e razzola molto male 🙂

    * Kalojannis, ed io che cercavo il gatto! 😉

    * Madry, lo so e apprezzo la tua difesa del diritto di scegliere in una situazione come questa, sopratutto ora che, come dire, ti trovi in tutt’altre faccende affaccendata 😀

    * Ciao Fede, benvenuta 🙂 mi piacerebbe leggere la tua tesi! Alle persone che si sconvolgono quando parli di queste cose, potresti far notare, per esempio, che il telegiornale nazionale spesso apre il notiziario con le dichiarazioni della Chiesa su un qualunque argomento; è un piccolo segnale, apparentemente insignificante, ma chiaro. Mi piacerebbe sentire parole di comprensione, perdono, pietà da parte degli uomini di chiesa e, invece, sento solo astio e condanne per noi, solo per noi.

    * Ippaso, l’uscita del tuo prof. è geniale! Fa cadere le braccia ma è geniale, che cavolo, quella porcella della preside non aspettava altro, pure con i preservati aggratiss 😀

  29. copyman 3 agosto 2009 a 5:19 am #

    L’opposizione della Chiesa era prevista e prevedibile, anche nei termini perentori della scomunica.
    Un altro paio di braghe è l’atteggiamento pelosamente “più realista del re” di Ministri della Repubblica, vedi quel gentleman di Sacconi, che usano i poteri conferiti al loro dicastero per bandire crociate collaterali intimidendo ed emanando circolari “interpretative” ad hoc .
    Simili comportamenti in uno stato (almeno formalmente) laico non dovrebbero essere ammissibili.

    Quanto alla interruzione volontaria di gravidanza mi trovo d’accordo con Giraffa: la legge della repubblica italiana c’è, e la 194 è una legge che negli anni ha confermato di essere equilibrata e – in linea di massima – applicata nel suo spirito, cioé mettere la IVG come ultima alternativa in un percorso in cui si offrono alla donna altre soluzioni.
    La RU-486, anche per le modalità controllate con cui sarà somministrata, rientra perfettamente nell’alveo della legge.

    Le alternative all’aborto ci sono quasi sempre, questo è vero, ma mi guarderei bene dal giudicare dall’esterno e con fredda razionalità le motivazioni che portano una donna a non accettare la vita che porta in grembo.
    Ti faccio un esempio (reale): una ragazza di 14 anni, tornando a casa in un luogo di villeggiatura, viene presa con la forza e stuprata da tre ragazzi poco più grandi di lei.
    Il capo della banda, beandosi della sua prodezza di stallone, le dice ridendo: “dovresti sentirti onorata per il bambino che crescerai: vedrai, ti piacerà”.
    Da quel momento per quella adolescente non c’è stato che un unico obiettivo, perseguito a tutti i costi: non darla vinta a quel FdP, respingere ed espellere il suo “regalo”.
    Quando ha scoperto di essere rimasta incinta, ha puntato dritta alla IVG, pur sapendo che se ne avesse parlato con i suoi genitori avrebbe potuto portare avanti la gravidanza.
    Ha barato, ricattato, esposto persone a rischi di conseguenze disciplinari e penali finché ha ottenuto quello che voleva.
    Può essere duro e desolante pensare che quella vita in fieri è stata sacrificata a una guerra senza quartiere, ma c’erano veramente alternative in una situazione di violenza e di odio assoluto?

  30. Diemme 3 agosto 2009 a 8:16 am #

    Penso che per i casi di stupro l’interruzione di gravidanza fosse prevista anche prima della 194, e mi pare persino dalla Chiesa (con la quale, ripeto, non ho particolare dimestichezza).

    Qui parliamo di due vittime, e allora è chiaro che si sceglie il male minore, e che è la vita della quattordicenne che in quel momento va tutelata.

    Io sto sostenendo un altro principio, ma probabilmente non riesco a spiegarmi, perché poi va a finire che si batte sempre sugli stessi punti che per me sono persino scontati.

    Proverò a spiegarmi ancora: mettiamo la famosa barchetta nella tempesta, su cui sono un vecchio e un bambino e puoi salvarne uno solo, alla domanda “chi salvi?” mi pare inevitabile che salvi il bambino, che ha tutta la vita davanti, mentre l’anziano la sua l’ha già vissuta.

    Questo non toglie:

    1) che uno potrebbe aver condannato Einstein e salvato il mostro del Circeo.
    2) Nessuno si sogna di promulgare una legge per la soppressione degli anziani.

    Un argomento, caro copyman, non va esaminato per eccezioni: il “mettiamo caso una quattordicenne violentata” (che purtroppo pare che non sia un caso, e poi se di anni ne avesse trenta sarebbe la stessa identica cosa), non affronta una situazione di 20enni, 30enni, 40enni che fanno bellamente il comodaccio loro(e qui, ci siamo, padrone di farlo, è il loro corpo), senza in alcun modo prevenire conseguenze indesiderate: ed è per questo che quella che per me è una vita viene “soppressa” (mamma mia, che brutta parola) senza ripensamenti né pietà anzi, spesso pure con la gioia di chi ci lucra..

  31. lagiraffa 3 agosto 2009 a 8:50 am #

    * Copy, alla fine, credo che questa nuova scomunica sia una sorta di atto di forza della Chiesa, una prova di potere perchè, in concreto, non cambia molto, è solo una modalità di esecuzione differente rispetto all’intervento chirugico, e poi, siccome è scritto che le donna partoriranno con dolore, vogliono forse, queste donne malefiche, abortire senza dolore?? Il caso che citi è terribile e non è nemmeno troppo isolato (basta pensare a tutti i casi di violenza tra le mura domestiche) ed io sostengo la libertà di scelta della donna, e se ha un compagno anche con il suo aiuto, anche in casi meno estremi nei quali, come dice la legge, la sua salute psicofisica verrebbe messa a rischio, poi ognuna se la vedrà con la porpria coscienza.

    * Diemme, se la madre non può decidere della vita che porta in grembo, ossia di interrompere la gravidanza e la vita va tutelata sempre, però, chi può garantirci che quel feto/bambino abbia voglia di venire al mondo?

  32. Diemme 3 agosto 2009 a 8:57 am #

    E che dovremmo, fare una strage di tutti quelli che non possono esprimere un’opinione sulla propria volontà di vivere? (In uno stato poi che ignora la volontà contraria, della persona che ha dichiarato di NON voler vivere).

    Mi sembra una domanda quanto meno bizzarra la tua: comunque non ho dubbi, i bambini vogliono vivere. Forse non quelli violentati, maltrattati, mandati a chiedere l’elemosina cenciosi a forza di cinghiate: ma un bambino qualsiasi, in una situazione normale, certo che vuole vivere, ed è pure solitamente un grande esempio su come godersela questa vita.

  33. No Blogger 3 agosto 2009 a 9:11 am #

    commenti tutti molto interessanti, credo pero´ che si confonda spesso la scelta personale di chi si trova in una situazione quasi sempre molto difficile con la scelta generale dello Stato. Lo Stato non puo´ e non deve occuparsi delle scelte “morali” dei suoi cittadini, altrimenti ci troveremo in uno Stato “etico” che decide che cosa va bene e cosa va male per tutti. Lo Stato deve essere “laico” nelle scelte di governo e tutelare tutti i suoi cittadini. Altra e´la scelta personale, spessissimo sofferta, con conseguenze molto forti sulla vita di chi la fa (e di chi la subisce). Mi pare molto difficile poter giudicare, forse bisognerebbe provare a comprendere e a fornire sostegno, qualsiasi sia la scelta personale. Posso solo augurare a chiunque di non trovarsi mai in tali situazioni.

  34. emaki81 3 agosto 2009 a 1:13 pm #

    @NoBlogger: sono pienamente d’accordo. Lo stato in quanto tale deve garantire la salute dei suoi cittadini, qualsiasi siano le loro scelte o la loro coscienza. Se una donna, per qualsiasi motivo (dalla malattia alla povertà alla disperazione) decide che non può portare a termine una gravidanza deve essere libera di sceglierlo in sicurezza, con le cure e l’assistenza adeguata al caso…..
    @Giraffa: Io penso in questo caso come in tanti altri purtroppo: “Ma chi sono coloro che additano contro quelle donne che scelgono di abortire per dire che sbagliano?” Quando non è della propria vita che si parla siamo tutti bravi a sputare sentenze e a fare i moralisti. Questo è forse l’errore più vecchio del mondo…..qualcuno una volta, infatti, disse: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”…….Ma pare che l’uomo questo se lo dimentichi sempre…….alle volte, quando sento certe prese di posizione quella rabbia che nasce dall’ingiustizia del discorso e che mi prende lo stomaco lascia spazio al sorriso, il sorriso di chi si rende conto che sta vedendo la stessa scena di sempre e mi tornano in mente le parole di De Andrè: “si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio” ed è sempre proprio SEMPRE così! Mai una volta che ciò venga smentito….. 🙂

  35. Diemme 3 agosto 2009 a 1:41 pm #

    Beh, se io fossi un medico, non me la sentirei di procurare un aborto. Si pensa che uno diventi medico per salvarle le vite, non per sopprimerle. Voi potete dire: ma se non l’aiuti ad abortire metti a repentaglio quella della donna di vita e di salute. Certo, ma io pago i miei di errori, non i suoi. Lei la scelta ce l’ha, tenere il figlio o rischiare con un aborto, e anch’io, medico, voglio operare la scelta di non essere parte attiva in una procurata morte. Se non opero sarò parte passiva? Qui mi sento di non avere scelta, e di essere costretta a scegliere il male minore che, per me, è non procedere all’aborto.

    “La gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio”, ma ci sono tante persone che danno un esempio straordinario, di coraggio e testimonianza di vita: non tutti quelli che sono contro l’aborto sono ipocriti, incoerenti e giudicanti (tra parentesi, io ho amiche che hanno abortito, mica le ho mai allontanate per questo!). Ho conosciuto donne, senza entrare in particolari e raccontare storie altrui, che hanno testimoniato la propria coerenza pagandone tutto il conto.

    A me pare che spesso e volentieri siano le persone favorevoli all’aborto che giudicano e condannano quelle contrarie, e si riservano il diritto di decidere senza lasciare agli altri il diritto di pensarla diversamente.

    Esattamente un mese fa scrivevo questo post: http://donnaemadre.wordpress.com/2009/07/03/maternita/ , riguardante la mancanza di assistenza da parte dello stato per le donne che si trovano ad affrontare la maternità. Ecco, da parte mia preferisco lottare per costruire piuttosto che per distruggere; preferisco lottare affinché una donna incinta non sia preda della solitudine, povertà e disperazione, ma possa preseguire la sua vita in piena serenità.

  36. giraffa 3 agosto 2009 a 3:50 pm #

    * Diemme, volevo semplicemente dire che, in ogni caso, decide la madre, senza preoccuparsi della volontà di quel futuro bambino. Nessun sostenitore dell’aborto, o meglio del diritto delle donne di scegliere liberamente se tenere un figlio, si permetterebbe di convincere una donna incinta ad abortire e sarebbe giusto che anche le persone contrarie all’aborto e al diritto delle donne di sceglere, rispettassero le scelte altrui senza costringere una donna a portare avanti una gravidanza non desiderata. Personalmente, mi batterò sempre perchè quelle donne non si sentano dei mostri e non siano giudicate per la loro scelta.

    * No Blogger, grazie per le tue parole, so che non è un argomento facile :-*

    * Emaki, il problema è che esistono interi depositi di pietre da scagliare e sono inesauribili.. 🙂

  37. Diemme 3 agosto 2009 a 4:12 pm #

    Guarda che io condanno l’aborto, non la donna. Per quanto riguarda l’eventuale “condanna” della donna, ammesso e non concesso che uno abbia tempo e voglia di entrare nel privato altrui, bisognerebbe veramente conoscere tutta la sua storia personale, e capire cosa l’ha condotta a una simile scelta.

    Ciononostante, se io sono contraria a qualcosa, non voto per una legge che lo consente. Cioè, verrebbe a qualcuno in mente di depenalizzare il furto, limitandosi per se stesso a non rubare? O non perseguire l’omicidio, limitandosi a rendere conto alla propria coscienza, “io che non uccido rendo conto alla mia, tu che uccidi renderai conto alla tua”?

    Uno Stato dovrebbe avere delle leggi che sanciscano ciò che è giusto, ma che cos’è che è giusto? In base a che cosa si possono discriminare giusto e sbagliato?

    Non è una questione da poco.

  38. Diemme 3 agosto 2009 a 6:02 pm #

    @Giraffa: per quanto riguarda la tua affermazione “Nessun sostenitore dell’aborto, o meglio del diritto delle donne di scegliere liberamente se tenere un figlio, si permetterebbe di convincere una donna incinta ad abortire”, ti invito a leggere questa testimonianza che riportai tempo fa sul mio blog.

    http://donnaemadre.wordpress.com/2009/03/25/morgana-benedetta-da-dio/

    Dico, ci rendiamo conto di che business sia l’aborto? Ci rendiamo conto che questa civiltà occidentale, che ci conduce sulla via del “tutto e subito” e “solo ciò che è facile” si riflette anche sulla mentalità del personale che troviamo nelle strutture sanitarie?

    Sono immersi nella stessa nostra civiltà, e difficilmente non ne risentono l’impronta.

  39. alanford50 3 agosto 2009 a 7:38 pm #

    Perdona l’ìintrusione, ho letto il tuo post, e lo condivido in toto, in effetti questo nuovo farmaco non sposta di una virgola una situazione che esiste dall’entrata in vigore della legge sull’aborto, quindi una situazione che ormai è assodata da una ventina di anni.
    Non entro nel merito di chi sceglie di abortire ed il perchè, perchè sicuramente non centra unicamente un fatto religioso ma anche e soprattutto un fattore di umanità nel senso più lato del termine, talmente tanti sono e possono essere i motivi che spingono ad una scelta così cruenta e segnante, io credo che l’importante da perseguire è un controllo accurato sul metodo di utilizzo di questa pillola, ossia al contrario di come accade in altri stati io ritengo giusto che la pillola sia sempre utilizzata in ambiente ospedaliero sotto stretto e rigoroso controllo medico, l’importante e far si che detta pillola non diventi mai un metodo anticoncezionale, come invece sta avvenendo per la pillola del giorno dopo, che ormai è diventata il metodo anticoncezionale di molte minorenni che la usano dopo approcci sessuali sconsiderati in discoteca.

    Non voglio entrare nel merito del perchè una donna sciega di abortire, mi limito a prendere atto che questo è sempre accaduto e succederà sempre, sia che questo atto venga consumato sotto controllo ospedaliero tramite un vero e proprio intervento chirugico (che ha comunque il vantaggio di essere controllato) rispetto alla medesima scelta effettuata con un ferro da calza utilizzato dalla santona di turno che ne è la sua logica alternativa, con le notissime conseguenze.

    Non voglio neanche entrare nel merito del problema religioso perchè è quello più sottovalutato da quasi tutti e non solo nel caso dell’aborto, le regole religiose vengono disattese per moltissimi motivi, anche il matrimonio è un sacramento indissolubile, ma ormai lo si disfa a piacimento senza porsi problema alcuno, tanto che molti separati fanno comunque la comunione e prendono anche la comunione, contro ogni regola, ma ormai quando fa comodo ognuno la plasma a proprio uso e consumo.

    La mia vera paura è quella sopracitata ossia che questa cura rischi di diventare un metodo anticontracettivo, ma anche su questo la religione vieta tutto comunque persino il preservativo (utile contro le malattie sessualmente trasmissibili) dovendo seguire le loro regole gli unici due metodi ammessi dovrebbero essere il famosissimo metodo Ogino (mezza umanità è figlia di Ogino) e l’altro è l’astinenza sessuale (metodo praticato da nessuno neanche da molti elementi della chiesa.

    Grazie per l’ospitalità ciaooo neh!

  40. Diemme 3 agosto 2009 a 9:28 pm #

    Cari amici,

    ho riportato in prima pagina sul mio blog un vecchio post, che scatenò tanti commenti sull’argomento, che forse in questo momento vale la pena di rileggere.

    http://donnaemadre.wordpress.com/2007/07/10/per-un-bimbo-mai-nato/

  41. giraffa 3 agosto 2009 a 10:29 pm #

    * Diemme, lo Stato deve tutelare tutti i cittadini, non può radicarsi su posizioni etiche condivise solo da una parte della popolazione. La legge deve essere opportuna ed è giusta quando regolamenta un fatto tenendo conto di diversi fattori, lo stesso omicidio viene punito e regolamentato in modo differente a seconda delle intenzioni del suo autore, delle circostanze in cui è avventuo (per esempio la legittima difesa) etc. . La legge sull’aborto è una buona legge perchè regolamenta un fatto che, in precedenza era considerato reato (costringendo le donne a rischiare la vita per abortire) e, pur ammettendo l’interruzione della gravidanza, ha messo limiti severi, non autorizza l’aborto selvaggio, ed è una legge fortemente voluta dagli italiani. Ho letto la testimonianza che riporti sul tuo blog, è un caso particolare, di un bambino con la sindrome di down e i medici, in casi simili, propongono sempre l’alternativa dell’aborto, ma non fanno sentire la donna come un mostro se mette al mondo un figlio malato.

    * Alanford (eh, miti della gioventù..!) si spera che qualcuno comprenda l’importanza dell’educazione sessuale, altrimenti, l’aborto, con o senza pillola, rischia di diventare un metodo anticoncezionale però, è pur vero che in Italia, nonostante tutto, anche i giovani sono molto più informati che in altri Paesi, come per esempio l’Inghilterra, dove esiste un’altissima percentuale di mamme minorenni.. torna presto neh!! 😉

  42. alanford50 4 agosto 2009 a 12:22 am #

    Ciao Giraffa, innanzitutto grazie per l’ospitalità, mi scuso per gli errori riscontrabili nel mio post precedentemente inserito, ho scritto molto in fretta e non ho controllato ne riletto quello che ho inserito, così sono usciti termini come anticontraccettivi al posto di contraccettivi, un gioco di parole, credo comunque di non avere tradito il senso del pensiero che intendevo esporre.
    A chiusa del mio precedente post e a risposta del tuo successivo intervento, mi sento di affermare che secondo me non è vero che i giovani Italiani siano più informati rispetto ai coetanei di altre nazioni occidentali, mi piacerebbe davvero poterci credere, ma sono più portato a pensare che sono ignoranti (nel senso che ignorano) ne più ne meno dei coetanei Inglesi e delle altre nazioni occidentali con il medesimo stile e tenore di vita, è un frutto del progresso sociale e della caduta dei valori dell’occidente, questo si evidenzia specialmente nelle ultimissime generazioni di giovani dai 10/15 ai 20 anni.
    Mi ritornano alla memoria cose viste, lette, sentite, la cronaca ci mette ogni giorno di fronte a questa caduta di intelligenza e di capacità di lettura e interpretazione del vivere il quotidiano da parte di queste generazioni, solo qualche settimana fa in TV ho visto una trasmissione ripresa all’interno di un pronto soccorso di un famoso ospedale romano, una ragazza di 17 anni (ovviamente con il viso oscurato per motivi di privacy) si era presentata dal medico di turno per richiede un intervento per sospendere per la 4° volta una gravidanza, dov’è e dove erano la chiesa, lo stato, la famiglia, la scuola, la società in genere? E dove era ed è anche questa ragazza che vive in un mondo di cui ovviamente non conosce assolutamente nulla, costretta sempre a rincorrere soluzioni estreme, per fortuna che evidentemente le altre tre volte è stata supportata dalle istituzioni, non oso pensare cosa ne sarebbe stato di lei in mano alla santona di turno, questo fatto dimostra anche l’incapacità di assorbire i consigli che sicuramente gli sono stati forniti nelle altre tre occasioni, come quest’ultima volta gli saranno scuramente stati suggeriti i metodi per avere un minimo di controllo alla propria sessualità, nonostante tutto eccola lì per la quarta volta a ricercare la soluzione estrema, per fortuna sotto controllo medico.
    Un altro caso risale a qualche mese fa, in una trasmissione venivano intervistati medici di un pronto soccorso che raccontavano di giovani ragazze 12/16enni che come in una processione al lunedì marinando la scuola si facevano accompagnare al pronto soccorso per assumere la pillola del giorno dopo, queste ragazze raccontavano di una sessualità borderline vissuta in discoteca alla domenica pomeriggio, dove queste ragazze con il solo scopo di essere accettate dal gruppo o per sentirsi più grandi di quello che effettivamente erano, accettavano rapporti con partner occasionali nei bagni del locale, senza pensare minimamente ai problemi delle malattie trasmettibili sessualmente, a parte l’AIDS che ormai sembra totalmente dimenticata, ma che è in realtà in continua espansione, ma anche malattie che erano quasi sparite e che ora grazie a questi comportamenti stanno ritornando a colpire in modo esponenziale e trasversale.
    Queste ultime generazioni vivono il sesso in modo completamente slegato da qualsiasi tipo di rapporto con la affettività, tutto è un gioco, un qualcosa che va fatto altrimenti sei un/una sfigato/a, certo è che per loro vedere le disastrose situazioni familiari della società attuale non le aiuta di certo a pensare in qualche modo ad una sana visione consapevole dell’affettività, tutto avviene con totale e naturale leggerezza, la stessa totale leggerezza che vedono intorno a loro, quasi tutti i valori stravolti ed abusati, quando va bene anche solo dimenticati per un discorso di comodità ed egoismo personale.
    Voglio sperare che lo stato e soprattutto la Chiesa pensino a darsi una nuova veste più attendibile e credibile prima di sputare sentenze sulla vita e sulla morte degli altri, fino ad allora voglio sperare che ci venga concessa la libertà di coscienza e di azione in base ad essa.
    Ciao e ancora grazie per ospitalità, ciaooo neh!

  43. alanford50 4 agosto 2009 a 12:48 am #

    Prendendo spunto da una frase scritta da Diemme in un suo commento precedente “Penso che per i casi di stupro l’interruzione di gravidanza fosse prevista anche prima della 194, e mi pare persino dalla Chiesa” se notiamo bene, in questa semplice frase che è frutto del nostro attuale e moderno pensare, è racchiusa tutta l’ipocrisia della nostra società civile e religiosa dei nostri tempi in fatto di accettazione dell’interruzione di gravidanza, da una parte si alzano gli scudi e le croci contro quella che è definita addirittura un assassinio di bambini, ma lo stesso diritto di vita viene negato al figlio altrettanto innocente frutto di un atto di stupro, cosa ne può quella creatura se è stata generata con un atto non di amore ma di violenza, quella creatura non ha dunque il medesimo diritto di quella generata in un bagno di una discoteca in un rapporto mercenario e/o occasionale o di quella generata in un comodo letto tra due sposi intenzionati a generare cristianamente una vita o come nella maggior parte dei casi frutto più semplicemente di un comunissimo atto sessuale o d’amore o per bene che va di entrambe le cose?
    Convenzioni siamo legati ad un sacco di convenzioni che vengono confuse e mischiate con la morale, con l’etica sociale e con la religione, da una simile confusione è difficile uscirne con le idee veramente chiare, quindi in attesa di nuove illuminazioni voglio sperare di perdere mai la libertà individuale che ci differenzia in positivo dal resto del mondo che è messo molto peggio di noi.
    P.S. Lungi da me l’intenzione di interferire con i punti di vista di Diemme, ho preso spunto ed usato la sua frase per esporre quello che è il mio pensiero in materia, quindi assolutamente nulla di personale.
    Ancora grazie ed il mio classico saluto ciaooo neh!

  44. Diemme 4 agosto 2009 a 7:06 am #

    @Alanford: tanto per cominciare, permettermi di non credere troppo al “nulla di personale”, ma andiamo avanti.

    Gli antiabortisti vengono spesso considerati integralisti, soprattutto dai cosiddetti “democratici laici illuminati” disposti ad accettare solo chi la pensa come loro.

    Tornando a noi, mi sentirei integralista se considerassi quella piccola vita più importante della vita della madre (se vai a leggere i miei commenti nel vecchio post che è oggi in prima pagina, credo di esplicitare il mio pensiero).

    Ho fatto l’esempio, non mi ricordo se qui o da me, del vecchio e del bambino sulla barca. Ci sono dei momenti nella vita, purtroppo pure frequenti, in cui non siamo chiamati a scegliere tra un bene e un male, ma tra due mali, e si cerca di scegliere il minore, anche se spesso la differenza è infinitesimale.

    Io non so se tu ti rendi conto di quale sia l’importanza della vita, e il diritto di ognuno a viverla, compreso quello della donna che è vittima di un crimine così orribile come lo stupro: sono momenti in cui non si possono salvare tutti e due, se non c’è già di suo un intimo convincimento della donna ad accettare quel figlio. Comunque, anche in caso di parto normale, se c’è un pericolo, si cerca di salvare entrambi, ma se non si può si dà la precedenza alla la madre, mi pare prassi, e prassi dettata dal buon senso, non ipocrisia.

    La ragazzina della discoteca di cui parli tu, non solo ha tutto l’agio di prendere la pillola, mettere la spirale etc., a parte il fatto che, data la natura dei rapporti di cui parli, sarebbe opportuno usasse anche altre precauzioni.

    Ora, qui stiamo dicendo che l’aborto è un male evitabile con la prevenzione: una donna stuprata, quale prevenzione poteva mettere in atto? Tu dici “cosa ne può quella creatura se è stata generata con un atto non di amore ma di violenza, quella creatura non ha dunque il medesimo diritto di quella generata in un bagno di una discoteca in un rapporto mercenario e/o occasionale”, ed è qui che non ci siamo capiti:

    non è il figlio ad avere diritti diversi, è la madre.

  45. No Blogger 4 agosto 2009 a 9:11 am #

    Diemme, mi sa che sei tu ad ascoltare poco 😉

  46. Diemme 4 agosto 2009 a 9:20 am #

    In che senso?

  47. Diemme 4 agosto 2009 a 10:32 am #

    Il post a cui mi riferivo, è stato tolto dalla prima pagina in seguito alla pubblicazione dell’ultimo post.

    Per chi volesse dare un’occhiata ai commenti, è qui:

    http://donnaemadre.wordpress.com/2007/07/10/per-un-bimbo-mai-nato/

  48. No Blogger 4 agosto 2009 a 4:54 pm #

    ..nel senso che una cosa è la scelta personale (morale) del singolo, mentre cosa ben diversa è la scelta normativa (giuridica) dello Stato. Lo Stato deve regolare la vita di tutti i cittadini senza intromettersi nelle scelte personali – spesso, in questo campo, travagliatissime. Lo Stato italiano non vedo proprio perchè dovrebbe uniformarsi ai “valori” di questa o quest’altra religione. Fin quando non si parte da questa semplicissima considerazione… 😉

  49. alanford50 4 agosto 2009 a 11:18 pm #

    @DIEMME
    Innanzitutto chiedo venia a La Giraffa se rubo ed utilizzo un po’ del suo prezioso spazio per cercare di smorzare gli animi che hanno preso la strada antipatica della polemica, cara Diemme, perdona la replica , ma anche questa volta credo proprio che tu abbia fatto la pipì fuori dal vasino, ti chiedo scusa anche per il modo di dire, ma è molto chiarificatore, se veramente avessi voluto fare polemica con te, mi credi così poco capace di scegliere un posto decisamente più appropriato per farlo, per esempio il tuo blog, come hai potuto vedere avevi espresso il desiderio di non sentire più le mie opinioni ed i miei pensieri perché portatori di pessimismo, cosa a cui io attribuisco invece l’etichetta di realismo, ma queste erano e sono opinioni personali, al tuo invito io risposi in maniera assolutamente pacata e gentile, dicendo che non avrei più disturbato la quiete del tuo blog, cosa che è stata assolutamente ed accuratamente eseguita, e poi ci sono migliaia di blog oltre il mio ed il tuo, se tu non mi vuoi nel tuo non ne faccio assolutamente una malattia, credimi, te lo posso assicurare, quindi in tutta onestà non capisco come tu puoi scrivere “ permettermi di non credere troppo al nulla di personale”, che cosa ho fatto o detto per metterti nella condizione di credere il contrario? Visto che è la primissima volta che mi permetto di prendere spunto da una frase precedentemente inserita da te, ma non per interloquire direttamente con te, ma per evidenziare quello che a me sembrava dimostrare la grande ipocrisia della nostra società, quindi chiunque avesse scritto quelle parole mi avrebbe suggerito le medesime parole da me replicate.

    Tutto era finito lì, io come te scrivo ed esprimo i miei pensieri in molti blog, molti dei quali frequentati anche da te, nulla di male, entrambe ospiti ci siamo sempre silenziosamente rispettati, anche perché onestamente non vedo proprio il motivo per un atteggiamento diverso, talmente reputo poca cosa l’accaduto sul tuo blog, nel post di cui sopra proprio per evitare polemiche visto che per esprimere il mio pensiero mi faceva comodo prendere spunto dalla frase da te scritta, conscio anche se speravo veramente di no, perchè assolutamente superfluo ed inutile, che potesse succedere quello che poi è successo ho preferito in tutta onestà intellettuale mettere le mani davanti ed avvisarti che prendevo spunto dalla tua frase unicamente per esporre quello che era il mio pensiero nella materia di cui si parlava, quindi assolutamente nulla di personale, però come vedi a cercare di prevenire non si sbaglia mai, difatti quello che temevo è comunque accaduto, e la cosa mi dispiace moltissimo, in primis perché sono ospite della Giraffa e mi dispiace creare questo genere di cose ed in secundis perché anche questa volta te la sei presa per nulla, per una situazione che a me non appartiene minimamente, e tutto sommato non appartiene nemmeno a te, a parte la tua frase da me usata come spunto iniziale, ti ribadisco il concetto che se fosse stata mia intenzione avrei sicuramente avuto altri modi ed altri luoghi per fare quello che tu hai così facilmente pensato e creduto, mi chiedo come avresti reagito se avessi scritto quello che ho scritto senza avvisarti delle mie pacifiche intenzioni, comunque ribadisco il concetto che per me è PAX assoluta con chiunque, compresa te e che sicuramente, visto come vanno le cose eviterò di interloquire con te in futuro non solo nel tuo blog ma su qualunque blog ci capiterà di incrociarci…

    Nonostante tutto cordialmente saluto, ciaooo neh!

  50. lagiraffa 4 agosto 2009 a 11:26 pm #

    Alanford, non conosco i rapporti tra te e Diemme ma spero vi siate chiariti! Sei il benvenuto 🙂

  51. alanford50 5 agosto 2009 a 12:41 am #

    Ciao La Giraffa, mi scuso ancora per avere utilizzato il tuo spazio in codesta maniera e per avere involontariamente creato questo piccolissimo qui pro quo con DIEMME, io credo che con quanto da me scritto nel mio ultimo post a lei indirizzato di essermi ampiamente chiarito, così come spero di avere chiarito l’intenzione di ritenere chiuso l’incidente, ammesso che così si possa definire.

    Ti ringrazio per il tuo benvenuto, così come mi sono espresso anche io nei tuoi confronti sul mio blog rispondendo alla tua graditissima visita.

    Ora ti lascio con il mio classico saluto, ciaooo neh! alla prox.

  52. Fra Puccino 5 agosto 2009 a 12:52 am #

    E’ difficile dira la mia opinione dopo tanti commenti, che onestamente ho letto solo in parte.
    Volevo dire solo due cose.

    La prima è che non ho mai conosciuto o sentito storie di aborti vissuti alla leggera, ma sempre di drammi e dolori profondi, spesso portati avanti per tutta una vita.
    La seconda è che, possiamo discutere fin che vogliamo del momento in cui quella del feto diventa vita autonoma, ma di certo non se ne può parlare nel caso dell’embrione, nient’altro che un ammasso di cellule.
    Motivo per cui la pillola RU486 è importante, proprio perchè permette di non arrivare all’aborto in un momento in cui di una vita umana non c’è neanche l’abbozzo.

    Messaggio specifico per Diemme: avrei voluto rispondere anche da te, ho letto anche il tuo post e i commenti, ma preferisco mettere da parte questo argomento che è meglio.

  53. Diemme 5 agosto 2009 a 6:21 am #

    @Fra: non preoccuparti, ma fa comunque piacere che tu abbia seguito. Poi sai, questi sono argomenti che, pure trattati all’infinito, lasciano ognuno della propria idea.

    Hanno però il vantaggio di “scremare” le persone, e far capire chi, a prescindere dalla propria idea, è capace di rispettare quella altrui.

    Buona giornata a tutti.

  54. giraffa 5 agosto 2009 a 7:36 am #

    Buongiorno a tutti 🙂
    Grazie per i vostri interventi, sono sempre graditi, anche quando esprimono opinioni differenti, e se non fanno cambiare idea, almeno, servono ad ampliare le propire vedute, a considerare un tema così importante anche da altri punti di vista.
    P.S. Fra Puccino oxfordiano, hai sintetizzato molto bene due punti che, come forse si sarà capito, condivido pienamente. A presto!

  55. Fra Puccino 5 agosto 2009 a 7:28 pm #

    Fra Puccino Oxfordiano torna un attimo perchè ieri sera mi ero dimenticato la mia opinione personale.

    Non tanto perché è la mia opinione, ma perchè io sono nato in una situazione molto difficile, perchè mia mamma ha deciso di non abortire.
    Per questo, io personalmente, in qualunque situazione mi sarei trovato e mi troverei, non opterei mai per la scelta dell’aborto.

    Ma contemporaneamente, sono assolutamente favorevole all’attuale legge sull’aborto e sulla libertà per le donne di decidere il proprio destino. Perchè una cosa è la mia scelta, una cosa sono le scelte degli altri.
    Fermo restando, peraltro, che la pillota RU486 non la considero nemmeno un aborto.

  56. No Blogger 5 agosto 2009 a 8:44 pm #

    se non si accetta il fatto che lo Stato non può e non deve occuparsi delle scelte personali, spesso sofferte delle proprie cittadine e cittadini, non ha molto senso discutere. Lo Stato deve porre le norme su aborto e Ru486, per non lasciare tanti suoi cittadini nelle mani degli aborti clandestini. Le scelte personali, poi, possono andare verso una direzione o un’altra. O dobbiamo tornare alla religione di Stato ? 😮

  57. No Blogger 5 agosto 2009 a 8:47 pm #

    P.S. biologicamente, comunque, l’embrione è già “vivo”, non un semplice “ammasso di cellule” casuale…

  58. Diemme 5 agosto 2009 a 8:49 pm #

    @Fra: Puoi anche non considerarlo un aborto, ma lo è, e questo è un dato di fatto, non un’opinione: sulla pillola del giorno dopo possiamo pure disquisire, ma la RU486 è un farmaco che provoca l’aborto.

    Per quanto riguarda la tua situazione personale, intanto un enorme grazie alla tua mamma e poi, sentendo tante altre persone, oggi adulte, la cui madre avrebbe dovuto/voluto abortire e grazie al cielo non l’ha fatto, mi chiedo che mondo sarebbe senza di loro. Forse sarebbe pure uguale. O forse no. Io sono più propensa a pensare che ogni bambino che nasce è una possibilità in più che ha il mondo di sopravvivere, e non per questioni strettamente demografiche.

    Lo ricordate il film, rammentate la storia? Un uomo disperato dichiara che sarebbe stato molto meglio che non fosse mai nato, e il cielo gli concede di vedere cosa sarebbe stato il mondo senza di lui. Alla fine realizza che la sua vita è stata importante per tanta gente, e che la vita è bella nonostante tutto, ma proprio tutto (comprese gravidanze indesiderate, ma questo col film non c’entra niente 😉 )

    Beh, io ci credo.

  59. giraffa 5 agosto 2009 a 11:19 pm #

    Se siamo qui, dobbiamo ringraziare chi ci ha fatto nascere..anch’io sono nata in una situazione difficile ma mia madre non ha mai nemmeno preso in considerazione l’idea di abortire questo, però, riguarda sempre scelte personali, il compito dello Stato è garantire la libertà di fare quelle scelte personali e non di imporle, spero che su questo ci troviamo tutti d’accordo!

  60. Diemme 6 agosto 2009 a 4:50 am #

    Approfitto della tua affermazione per rispondere anche a noblogger: ripeto, tutto dipende dal presupposto da cui si parte.

    Se si parte da quello che l’embrione è una vita, e quindi l’aborto è un omicidio, non è più una scelta personale, come non lo sarebbe quella di “eliminare” il vicino di casa.

    Lo Stato non si sta immischiando nei nostri tatuaggi o operazioni di mastoplastica: quelle sono scelte personali.

    Certo, poi sono d’accordo con tutti gli altri che il proibizionismo servirebbe solo ad aumentare gli aborti clandestini con grave rischio per la madre, ma la soluzione è fornire strutture e un’educazione diversa di approccio al sesso e alla maternità.

  61. No Blogger 6 agosto 2009 a 10:38 pm #

    o Diemme, ci sei o ci fai? L’embrione è vivo, punto e basta. Il feto è vivo, punto e basta. Gli aborti ci sono sempre stati. Che deve fare lo Stato? Li proibisce, buttando migliaia di donne ogni anno nelle mani (e nei cucchiai) di medici e “mammane” senza scrupolo in attesa di questa pretesa “educazione” ai “valori” di una sola parte della popolazione (non di tutti i cittadini italiani, ricordalo bene)? Ma dove cavolo vivi? Lo Stato non deve entrare nelle scelte personali – ti ripeto, spessissimo sofferte e travagliate – ma deve cercare di assicurare norme decenti ed applicabili a TUTTI i suoi cittadini. La legge sull’aborto DEVE rimanere, se non vogliamo che si torni agli aborti (e lucri) clandestini, la RU 486 DEVE essere disponibile, se non vogliamo che si torni agli aborti clandestini. Vi lascio tutte le vostre convinzioni personali (io ho le mie) e tutte le piccole “ribalte personali” politicamente corrette e/o gratificanti, ma una cosa è certa: la legge regola il ricorso a tali metodi e non impone alcuna scelta. E, se permettete, dopo decenni di difficili lotte fatte da tante donne e tanti uomini, non si può e non si deve tornare indietro. E se “non permettete”, è uguale. Indietro non si torna 😉

  62. Diemme 6 agosto 2009 a 11:16 pm #

    Ci sono.

    E se cercassi una qualche ribalta non difenderei posizioni impopolari.

    PS: hai ragione, indietro non si torna. Piuttosto si gira in tondo.

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  1. Cara Giraffa… « Diemme - 1 agosto 2009

    […] anche se non sono una che ha paura di esporsi, vorrei non entrare in contrasto con gli amici:  davanti alla RU486, però, non ce la […]

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