Istinto materno (?).

27 Lug

L’istinto materno, alcune donne sanno di averlo già all’età di cinque anni, altre lo scoprono solo quando diventano madri, altre non l’avranno mai e sono ugualmente felici, Nadya Suleman ce l’ha conficcato nel cervello, come un fumatore ha la sigaretta in ogni neurone, con la differenza che le sigarette non hanno bisogno né di latte né di pannolini. Il caso è vecchio di qualche mese, a febbraio Nadya aveva partorito otto gemelli, grazie alla fecondazione assistita, i quali si sono sommati alla squadra di calcetto con una riserva (5+1) che già aveva formato, sempre grazie all’aiuto della scienza (benedetta scienza, messa nelle mani di medici incoscienti) ma senza l’aiuto di un lavoro stabile e senza un compagno. In totale, una bella cricca di quattordici nuove persone catapultate sul pianeta Terra, grazie all’amore per i bambini di una donna che, già in passato, era stata in cura per problemi psichiatrici. Ora, la vita delle due squadre di calcetto con le riserve andrà in pasto ai telespettatori americani, per raggranellare i soldi necessari a sfamare quei bambini e per rendere gloriosa questa maternità così “prorompente”. Per quanto mi riguarda, sono una sostenitrice della fecondazione assistita e, ancora di più, dell’adozione anche a favore di persone  non sposate o sole, perché credo che ai bambini serva soprattutto amore ma, in questo caso, mi permetto di avere qualche perplessità, non tanto sul desiderio di Nadya, quanto sulla totale assenza di remore e di regole da parte di quei medici che l’hanno aiutata a realizzarlo, senza tenere in considerazione le conseguenze del loro comportamento, soprattutto per i nuovi piccoli abitanti che hanno il diritto di crescere dignitosamente. Un far west popolato di persone in camice bianco, vaqueros, e gigantesche siringhe al posto delle pistole.

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11 Risposte to “Istinto materno (?).”

  1. Daniele Verzetti, Rockpoeta 27 luglio 2009 a 11:44 am #

    Hai ragione. Tra l’altro eccessi come quello rischiano di essere poi portati dolosamente ad esempio da coloro i quali invece si scagliano contro la fecondazione assistita prendendo spunto da queste eccezioni per attaccare chi si rivolge a tali metodi.

  2. giraffa 27 luglio 2009 a 12:36 pm #

    Infatti, la prima cosa che, purtroppo, viene in mente è “allora, in Italia hanno ragione a mettere un sacco di divieti e limitazioni!” aggiungendo ulteriori pesi, sopratutto psicologici, a chi vuole un figlio.

  3. and 27 luglio 2009 a 7:11 pm #

    figli. avere figli. un tempo, e forse ancora oggi, si dice “fare figli”, come se avere figli fosse un lavoro, un dovere, un obbligo morale. avere un figlio è di una bellezza incredibile ma anche una fatica, nel crescerlo, nell’educarlo. come educarlo? e come educarlo in una società come questa, dove è la società stessa ad educarlo a suo uso e consumo.

    spesso si fanno figli per il gusto di avere figli. senza figli sembra che non si sia nulla. e forse è vero ma non deve diventare un obbligo.

    e se si pensa che quando si ha un figlio, dopo pochi mesi, lo si affida ad un asilo nido…scelta quasi obbligata per molti….ma che denota anche i cambiamenti insiti nella società con la scomparsa di tutele sociali.

    io e mia sorella siamo stati cresciuti dai miei ma anche dai miei nonni, dai vicini, anche quando ci mandarono all’asilo infantile. sono anche loro miei genitori.

  4. No Blogger 27 luglio 2009 a 9:24 pm #

    come giustamente ricordavi, Nadya Suleman ha problemi psichici. Quei medici sono degli irresponsabili criminali. Dovrebbero metterli in condizioni di non nuocere.

  5. lagiraffa 27 luglio 2009 a 11:05 pm #

    * And, credo che l’esigenza di avere dei figli propri sia molto istintiva, è la necessità di lasciare una traccia del proprio passaggio su questa terra, è amore per la vita o meglio, è una delle tante forme in cui si manifesta l’amore per la vita. Non credo che senza figli non si sia nulla, si può essere utili al prossimo in mille modi, dare un senso alla propria vita, esprimere il proprio istinto materno o paterno in forme diverse, senza farsi condizionare troppo dai doveri imposti dall’esterno, altrimenti si fanno più che altro danni, ai figli, a se stessi, ai propri compagni di vita. Insomma, se iniziassimo a vivere come ci pare forse staremmo tutti meglio 🙂

    * NB, forse servirebbero delle leggi più restrittive..accidenti, l’ho scritto, mai avrei pensato a leggi più restrittive in questo campo, uff.

  6. No Blogger 27 luglio 2009 a 11:18 pm #

    in Italia non servono leggi più restrittive: bastano e avanzano quelle che ci sono. In Italia ‘sta Nadia sarebbe finita in T.S.O. nonostante il Papa, i Focolarini, C.L., i Neocatecumenali e tutte le altre massonerie fondamentaliste cattoliche 😀 Non voglio nemmeno pensare che cosa avrebbe fatto il ministro Sacconi ai medici 😉

  7. giraffa 28 luglio 2009 a 7:11 am #

    non in Italia, nel Paese di Nadya, negli Stati Uniti.. 😉

  8. ippaso 28 luglio 2009 a 10:18 am #

    ora si può parlare di squadra di calcio vera e propria con tanto di riserve.
    se le diamo un po’ di tempo son sicuro che partorirà anche i tifosi, i massaggiatori e l’arbitro.

  9. No Blogger 28 luglio 2009 a 11:38 am #

    certo, in U.S.A. servirebbero norme più restrittive: Obama ha annunciato la riforma sanitaria americana entro il 2009, magari mette mani anche a ‘sta follìa. Mi limitavo al pollaio nazionale, almeno una volta tanto non siamo fra i peggiori..poi mi pare un po’ complicato che da qui si riesca ad influire su Obama… 😉

  10. francy 19 gennaio 2010 a 4:43 pm #

    scrivevo proprio oggi nel mio blog di come mi senta chiusa nel ruolo di mamma, di non sentirmi completamente realizzata solo facendo la mamma, chiedendomi anche se l’istinto materno che dovrebbero avere le donne io la senta o meno e se esiste realmente.

  11. lagiraffa 19 gennaio 2010 a 7:44 pm #

    Ciao Francy, immagino che l’istinto materno sia un sentimento molto soggettivo, che probabilmente non ha niente a che fare con la patologia della donna di cui ho scritto.. ma una donna non è solo madre, aiuta i propri figli a crescere, li ama, li protegge e, a mio modestissimo parere, se realizza anche altri desideri e coltiva altri interessi, sarà un ottimo esempio anche per loro 🙂

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