Usanze del mondo: Iran.

21 Lug

Paese che vai, usanze che trovi. Ho letto da qualche parte che in Iran non è bello regalare fiori gialli, il dono sarebbe considerato un gesto di ostilità nei confronti della persona che lo riceve; se, invece, agli ospiti viene offerto un tè o un dolce, è buona pratica rifiutare e accettare solo dopo le insistenze del padrone di casa; i saluti tendono ad essere affettuosi, gli uomini baciano altri uomini e le donne baciano altre donne. Così ho letto, e mi piacerebbe molto scoprire quali sono le altre usanze di quel posto, ricco di storia, di cultura, di mistero (la cultura islamica non è il male assoluto, mi ha sempre affascinato molto e tra i viaggi più belli che ho fatto, ci sono senza dubbio quelli in Marocco e in Tunisia). Mi piacerebbe, veramente, visitare quei posti ma, oltre ai “disordini” di questi giorni, ci sono usanze (lo so che non è il termine adatto) intollerabili che, difficilmente, fanno venire la voglia di mettere in valigia l’entusiasmo e la voglia di conoscenza e lasciare a casa le perplessità. In Iran, esistono delle forze paramilitari chiamate basij oggi incaricate di garantire l’ordine pubblico (e noi italiani dovremmo riflettere bene prima di mandare semplici cittadini a garantire l’ordine e la sicurezza) e prendono ordini dai pasdaran ( i Guardiani della Rivoluzione Islamica) che almeno sono un corpo militare. In pratica, però, ‘sti basij, non essendo militari, non rispondono dei loro cattivi comportamenti, possono fare come gli pare, e lo fanno. Questa è la testimonianza di un ex basij, rilasciata al Jerusalem post in questi giorni:  

un miliziano basiji, uno dei paramilitari del regime degli ayatollah, ha raccontato di aver stuprato giovani condannate al patibolo, per aggirare il divieto islamico di giustiziare le donne, quando sono ancora vergini. In una scioccante intervista al “Jerusalem Post”, un membro delle milizie paramilitari che sono state in prima fila nei pestaggi e nelle repressioni delle proteste degli ultimi giorni a Teheran, ha raccontato l’agghiacciante ‘modus operandi’ del regime iraniano. L’uomo, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, ha raccontato che di essersi guadagnato, quando aveva appena 18 anni,”l’onore’ di sposare momentaneamente le giovani donne prima della condanna a morte”. “La notte prima dell’esecuzione -ha raccontato- viene organizzata la ‘cerimonia’: le ragazze vengono costrette ad avere un rapporto sessuale con uno dei secondini, di fatto vengono stuprate dal ‘marito'”. Guardando a ritroso agli eventi, l’uomo ha detto di provare rimorso “anche se i matrimoni erano legali”. “Le ragazze erano più terrorizzate dalla ‘notte di nozze’ che dall’esecuzione che le attendeva all’indomani. Si battevano con tutte le loro forze, e cosi’ dovevamo mettere il sonnifero nel cibo. L’indomani, avevano un’espressione attonita: era come se fossero pronte o volessero morire”. “Ricordo di averle sentite piangere e urlare dopo (che lo stupro) era avvenuto. Non dimenticherò mai una ragazza che si graffiò il viso e il collo con le unghie. Dopo era graffiata dappertutto“. Non so come gli esseri umani possano arrivare a simili livelli di crudeltà ma sono sicura che l’islam non c’entra nulla, perché è soltanto un pretesto per dare sfogo alla malvagità degli uomini. L’Iran, per ora, può attendere.

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8 Risposte to “Usanze del mondo: Iran.”

  1. No Blogger 21 luglio 2009 a 1:29 pm #

    lo Stato teocratico iraniano è un regime criminale: i basij non potevano e possono fare quello che vogliono senza che il regime li abbia autorizzati. Sarebbe necessario un embargo internazionale strettissimo per dare una spallata a questo regime per consentire una qualche riforma interna. Altro che rispetto delle “culture” altrui, qui c’è solo un odioso crimine.

  2. Regina Madry 21 luglio 2009 a 4:09 pm #

    vabbè….oltre all’embargo tu sai bene, cara Giraffa, quale sarebbe il mio desiderio per certi iraniani e per un certo Iran….

  3. lagiraffa 21 luglio 2009 a 5:12 pm #

    * No Blogger, credo anch’io che non si tratti né di culture né di tradizioni, è crudeltà, disprezzo della vita umana, in questo caso legato al fondamentalismo religioso ma, sei sicuro che l’embargo risolverebbe? Chi detiene il potere riuscirebbe comunque a sopravvivere mentre il resto della popolazione patirebbe la fame, oltre a ricevere il solito trattamento in fatto di giustizia, non credi?

    * Madry, e diciamo pure che sarebbe una soluzione molto efficace..

  4. No Blogger 21 luglio 2009 a 5:28 pm #

    storicamente i regimi peggiori sono crollati o in seguito a guerre perse oppure per ragioni economiche. L’alternativa è la guerra?

  5. manfredi 21 luglio 2009 a 8:23 pm #

    Gli iraniani con cui ho parlato dicono che in caso di crollo di Ahmadinejad (solo lui, non lo stato islamico) il paese non diventerebbe un caos come l’Iraq, perché l’Iran è una nazione ricca e industrializzata, e gli stessi giovani sono molto più globalizzati di noi. Resta da capire come mai, a fronte di una popolazione fatta dal 70% da giovani, detengono il potere quel 30% di anziani. Ma credo che si tratti ormai solo di una questione di tempo.

  6. lagiraffa 21 luglio 2009 a 11:10 pm #

    In questo momento, una guerra credo sia inevitabile, ma una guerra interna, anche se non servirebbe a minare la repubblica islamica ma anche tutti gli altri cambiamenti dovrebbero partire dagli iraniani, con un aiuto esterno, ma pur sempre dal popolo, credo. Se la maggioranza della popolazione è d’accordo con l’esistenza di forze paramilitari così violente e crudeli, noi cosa potremmo fare?

  7. No Blogger 21 luglio 2009 a 11:34 pm #

    la violenza chiama violenza, da sempre. E questa volta non sarà diversa. Cosa potranno mai pensare i padri, le sorelle, i fratelli, le madri di queste ragazze ? Non parlino di religione, di Dio. Non sarà oggi, non sarà domani, ma sangue chiama sangue, prima o poi. Forse, in seguito, arriverà uno straccio di libertà.

  8. Fra Puccino 22 luglio 2009 a 8:40 pm #

    Questa terribile scappatoia per aggirare il divieto di eseguire la condanna a morte di una vergine l’avevo già visto in Persepolis di Marjane Satrapi, e già allora mi aveva shockato.

    Per il resto, io penso che in Iran ci sia lo spazio per rovesciare il regime clerico-fascista che lo governa; sarebbe bello se dall’esterno fosse possibile dare una mano ai giovani iraniani e alla loro voglia di libertà.

    Di solito, però, l’unico sistema che funziona è colpire gli interessi economici e i conti in banca esteri dei singoli esponenti della classe dirigente, che in tutte le dittature del mondo, alla faccia dell’ideologia proclamata, pensano soprattutto a rimpinguare la loro ricchezza personale.

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