L’occhio indiscreto.

23 Giu

Nei prossimi mesi, una signora che ha lavorato per circa 74 anni andrà in pensione, il riposo è meritato, e obbligato, dal momento che nessuno più si serviva delle sue forme lisce e sottili. Certi pensionamenti, però, perdincibacco, danno l’idea dell’età che si ha e dei cambiamenti ai quali si può assistere, nel passaggio da un secolo all’altro. Eh, sì, perché io ricordo benissimo le prime volte in cui provavo ad infilare quel nastro sottile e resistente nella macchina fotografica, ricordo che aprire il “cestello” significava perdere tutte le foto dei compleanni, delle vacanze, delle giornate noiose, degli occhi rossi, bruciare la pellicola significava sentire i brontolii di mio padre, perché “no foto, no ricordi” e no ricordi significava un po’ non aver vissuto le cose. La Kodachrome va in pensione, non ne abbiamo più bisogno, ora abbiamo altri mezzi che rassicurano la nostra paura dell’oblio, alimentano la malinconia e sfamano la nostra morbosità, abbiamo macchine digitali che riproducono foto e video in tempo reale e trasferiscono sui monitor o sulla carta la vita appena vissuta. La malinconia non mi spaventa, a volte il naufragar m’è dolce in questo mar, anche se non bisogna darle troppo spazio. Quello che mi impressiona di più è la morbosità e ci ho pensato dopo aver visto il video terribile della morte di Neda, la ragazza uccisa da un proiettile senza padrone, a Teheran, durante una delle manifestazioni di protesta contro l’esito delle elezioni in Iran (che hanno confermato Ahmadinejad come Presidente della Repubblica islamica dell’Iran). Il video è veramente sconvolgente, non per il sangue, non per le urla, ma perché mostra il passaggio veloce dalla vita alla morte di una ragazza che, fino a pochi minuti prima seguiva il corteo, pacificamente, insieme al padre, e sotto gli occhi del padre se ne va. Neda ci viene offerta in pasto e noi, con un misto di paura e di curiosità (chissà poi cosa è?) la divoriamo e rendiamo la sua morte gloriosa, per darle un senso e, forse, per giustificare la nostra indiscrezione.

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8 Risposte to “L’occhio indiscreto.”

  1. No Blogger 23 giugno 2009 a 12:17 pm #

    una ragazza muore sotto gli occhi del padre, cercavano uno straccio di libertà in quella vergogna dei diritti umani che è la teocrazia iraniana retta dagli ennesimi assassini in nome di Dio. Da un lato mi dico che queste cose non cambieranno mai, dall’altro credo che sia necessario fare anche l’impossibile perchè queste cose cambino, una buona volta.

  2. giraffa 23 giugno 2009 a 4:00 pm #

    Sinceramente, non so cosa possiamo fare, noi singoli, per l’Iran, a parte divulgare le notizie, però, ti confesso che quando ho guardato il video mi sono sentita un po’ “voyeur” e, alla fine, non so quanto possa essere utile alla causa della libertà una cosa del genere.

  3. ippaso 23 giugno 2009 a 9:51 pm #

    in questo nuovo millennio – era del digitale e del tecnologico – si moltiplicano video che descrivono scene terribili.

    non so se questo fatto sia dovuto al moltiplicarsi dei video o ad una vera degenazione del mondo. resta il fatto che video come questi mi fan pensare che il mondo fa ancora schifo.

  4. antonio76 23 giugno 2009 a 10:18 pm #

    Ci son tante riflessioni belle ed utili in questo post.. dalla malinconia per i rullini che anche io amavo tanto (mi ricordo che dimenticavo sempre se c’era il rullino dentro o no e bisognava fare ombra con le mani in cerchio, per aprirlo senza bruciarlo), al bisogno di conservare immagini per testimoiare a noi stessi ciò che facciamo e viviamo, fino al senso di dolore ed impotenza rispetto a questa realtà…
    E’ sempre un piacere leggerti giraffa.. davvero..

  5. AndreA 23 giugno 2009 a 10:53 pm #

    Si, l’occhio è (talvolta) indiscreto, ma (talvolta) se quell’occhio non ci fosse, credo ci troveremmo a subire olto di più di quanto già facciamo…

    Un abbraccio.

  6. lagiraffa 23 giugno 2009 a 11:29 pm #

    * Ippaso, non so, forse siamo sempre stati un po’ morbosi, la tecnologia ci aiuta a farci gli affari degli altri in modo migliore..

    * Grazie, Antonio..forse abbiamo ricordi simili e malinconie che si somigliano 🙂

    * Andrea, mi sono detta anch’io che, probabilmente, diffondere queste immagini serve, anche se, ormai, non so bene a cosa.. un abbraccio 🙂

  7. Irish Coffee 24 giugno 2009 a 10:34 am #

    e più andiamo avanti più diventiamo peggio
    trasmettono notizie fin nei minimi particolari
    a rallentatore per “gustarsele” meglio
    è questa l’umanità?
    forse non siam migliori di chi preme il grilletto
    e nemmeno di chi filma….e trasmette
    che vita…

  8. giraffa 24 giugno 2009 a 6:14 pm #

    Ciao Irish, abbiamo un gusto nel guardare cose atroci che, ancora, non ho capito da cosa deriva, se dalla paura, dal desiderio di esorcizzarla, o da altro, un po’ di pudore potremmo pure impararlo nuovamente..

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