Siliqua, rimarranno solo i corvi.

21 Giu

castello acquafreddaSiliqua è un paese di circa 4.000 anime, in provincia di Cagliari, e ospita uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola: il Castello di Acquafredda, costruito presumibilmente nel 1274 – 1275 dalla famiglia pisana dei Donoratico della Gherardesca, dove, narra Dante nella Divina Commedia, sarebbe stato rinchiuso il conte Ugolino il quale, secondo la leggenda (poi smentita) per sopravvivere si sarebbe cibato dei nipoti e dei figli rinchiusi insieme a lui nel castello. Il castello è situato sulla cima di un cono vulcanico e domina tutta la piana, salire fin su in una giornata limpida o ventosa significa riuscire a vedere un bel pezzo di Sardegna. Personalmente, lo trovo un posto terribilmente bello e suggestivo, terribile un po’ per la leggenda un po’ perché le mura diroccate, la presenza dei corvi, del falco grillaio (a rischio d’estinzione) dei pipistrelli, dei rapaci notturni, la vegetazione che si intreccia alle rocce, danno la sensazione di essere catapultati in un’altra epoca, in quell’epoca, un viaggio nella storia ma senza usare la macchina del tempo, imperdibile. A Siliqua, fra un po’, rimarranno solo i corvi e i pipistrelli, com’è giusto che sia. Qualche giorno fa, una signora umanamente normale, vide la disperata Chicca accasciarsi sull’uscio di casa sua, era stremata dalla fame, dalla sete e, probabilmente, da qualche malattia, le diede un po’ d’acqua e delle crocchette, dimenticando il rigido divieto di sfamare i cani randagi imposto dal Sindaco del suo paese. Mentre la signora soccorreva un essere vivente in condizioni di grave disagio, un vigile assai ligio al suo dovere passò da quelle parti e, cribbio, decise di far pagare la malefatta alla signora, con una multa di 105€, il costo della generosità. Ora, non scriverò che mi piacerebbe tenere a stecchetto vigili e sindaco di quel posto per capire cosa significa accasciarsi in un angolo della strada, non scriverò che sarebbe giusto fargli provare cosa significa essere emarginati e scacciati via mentre si implora solo affetto ed un tozzo di pane, no, non lo scriverò, però, credo che gli esseri umani che disprezzano con tanta indifferenza e arroganza, la vita degli altri esseri viventi, senza prendersi cura di loro, del loro benessere, della loro felicità, sono destinati ad estinguersi velocemente.  

Se qualcuno volesse farli tornare alla ragione, questo è l’indirizzo del sindaco sindaco@comune.siliqua.ca.it.

28 Risposte a “Siliqua, rimarranno solo i corvi.”

  1. Fra Puccino 21 giugno 2009 a 3:46 PM #

    Secondo me chi ha questo approccio con gli animali (quello dell’amministrazione comunale, eh) dovrebbe prenotare un ciclo di analisi dallo psicoanalista.
    Perché per comprendere un certo fastidio che alcuni hanno verso i cani, o i gatti, o altri animali, secondo me ci vuole l’aiuto di un esperto.

    Poi mi permetti una battuta sul Conte Ugolino? Se Papi all’epoca fosse stato già in giro (e non lo escluderei a priori) gli avrebbe messo una pacca sulla spalla egli avrebbe detto: “Uelà, Ugo, non fare quella faccia; devi prenderla come fosse una bella vacanza in Sardegna!”

  2. No Blogger 21 giugno 2009 a 4:43 PM #

    l’articolo è su una vicenda molto seria nel suo piccolo e, con tutto il rispetto verso l’ironìa, vero sale della terra, non vedo proprio come possa avere la minima attinenza ed offrire l’occasione per il solito, vecchio, trito e ritrito tormentone “ti sbatto in Sardegna” pur adeguato ai cambiamenti “moderni”. Vuoi fare qualcosa di utile? Scrivi al sindaco di Siliqua che ne pensi della sua ordinanza anti-cani randagi. In ogni caso evita battute sulla Sardegna delle quali non si avverte proprio la necessità.

  3. antonio76 21 giugno 2009 a 5:11 PM #

    così struggente l’immagine di quel luogo, così terribile l’immagine di quel povero animale, così dolce l’immagine della signora.. e così orrendamente infinita l’idiozia istituzionale..

  4. giraffa 21 giugno 2009 a 6:11 PM #

    * Fra Puccino, credo che abbiano bisogno di qualche lezione di “educazione al rispetto degli altri esseri viventi” ma, considerata l’età, temo sia troppo tardi.. Papi, probabilmente, avrebbe spacciato la cosa come un soggiorno in una beauty farm e gli avrebbe promesso “vedrai, chiamo il mio amico arcivescovo e ti tiro fuori da lì in due giorni” 🙂

    * No Blogger, mi pare si tratti di una battuta abbastanza innocua 🙂

    * Antonio, è un posto veramente speciale.. un briciolo di sensibilità istituzionale non guasterebbe.. 🙂

  5. Fra Puccino 21 giugno 2009 a 7:42 PM #

    No Blogger: non capisco cosa ti abbia dato fastidio della mia battuta, e -onestamente- non vedo perché dovrei evitare battute su qualsiasi argomento.
    Il bello di internet è proprio quello di poter dire la propria opinione, senza limiti e censure, e io l’ho sempre fatto e sempre lo farò, si tratti di argomenti di religione, di politica o di luoghi.
    Che poi se ti fossi offeso perché sei sardo (ma perché poi??) sappi che sul mio blog non ho certo lesinato critiche né alla mia città né al luogo dove vivo adesso.

  6. No Blogger 21 giugno 2009 a 8:46 PM #

    Fra Puccino, la tua battuta sul “ti sbatto in Sardegna” mi pare gratuita e fuori luogo. L’articolo è su una triste vicenda relativa ad un povero cane randagio ed all’ottusità amministrativa che lo ha visto suo malgrado protagonista. Di luoghi comuni come questo se ne possono trovare quanto vuoi. Sulla Sardegna ed i sardi, sulla Sicilia e i siciliani, su chi ti pare. Sul “ti sbatto in Sardegna” puoi anche guardarti un interessante TV 7 del 1967 (http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=193961). Puoi pure dire Sicilia = mafia, Napoli = camorra, Roma = ladrona, Sardegna = luogo di deportazione, ma rimangono luoghi comuni che non fanno più ridere, ormai un po’ noiosi. Se per te è divertente infilare a tutti i costi battute come queste anche senza alcun appiglio con gli argomenti trattati perché devi metterci l’altro tormentone su “papi Silvio”, fai pure ma non puoi certo pensare che facciano “per forza” ridere e che qualcuno non ti faccia presente che sono battute quanto meno “infelici”.

  7. giraffa 21 giugno 2009 a 9:27 PM #

    Occhei ragazzi, ora fate la pace, perchè non voglio vedere scorrere sangue nè isolano nè penisolano sul monte 😉

  8. la coniglia 21 giugno 2009 a 10:02 PM #

    Sono francamente allibita. Non riesco a credere che possa esistere una cosa del genere. Capisco che il randagismo vada controllato ma questo francamente mi sembra un comportamento più che disumano! Vorrei proprio che ci si fossero trovati loro in quelle condizioni e poi vediamo come l’avrebbero presa! Ora mando una mail a questo simpatico signor sindaco…
    P.S.
    pensa che proprio stasera mi è entrata una rondinella in cucina e io non sapevo bene che fare…stava li per terra a respirare e pareva dormisse…le ho provato a dare bricioline di pane, ma nulla, mela grattugiata, ma nulla, acqua, ma nulla…poi le ho fatto una sorta di nido ma non ci voleva stare, mi si è aggrappata al braccio mentre ce la mettevo dentro e io non le volevo far male…poi ha iniziato a volare di qua e di la e alla fine si è fatta prendere, accompagnare alla finestra ed è volata via…spero non stesse male e si sia solo venuta a fare un riposino da me…

  9. giraffa 21 giugno 2009 a 11:39 PM #

    Be’, per sconfiggere il randagismo, a volte, basta sfamare i poveri cani e poi questo era moribondo, aveva bisogno di un veterinario, di cure, di acqua, accidenti, aveva solo bisogno di un po’ di pietà, è una cosa che mi fa ribollire il sangue ogni volta che ci penso.. Forse la tua rondinella voleva ripararsi dal forte vento (qui c’erano certe raffiche da spazzare via nuvole e pure uccellini un po’ rincretiniti..) magari non ne poteva più di svolazzare contro il maestrale! Però, il fatto che abbia ricominciato a volare mi pare un buon segno..

  10. Presidente di BananasRepublik 22 giugno 2009 a 12:48 am #

    Grazie Giraffa. Grazie per aver scritto questo post, anche da parte della povera bestiola. Questi episodi mi fanno stare malissimo. Grazie per l’indirizzo email che hai fornito: lo userò immediatamente.

    da Cagliari, Marcy.

  11. Presidente di BananasRepublik 22 giugno 2009 a 1:02 am #

    Tranquillo, Frappuccino. Io ho colto la tua battuta e non sono iper-reattiva come molti miei conterranei.
    Una cosa che ci frega, a noi sardi: la scarsissima capacità di autoironia ed elasticità, anche quando si ha a che fare con i luoghi comuni. Perchè tanta reazione sottende un malcelato senso di inadeguatezza come popolo. Cosa che io personalmente non ho: quindi accetto le battute.
    se fossi sicialiana e tranquilla del fatto mio, accetterei le battute di tipo”mafioso”, per lo stesso criterio.

    Anche perchè chi ti conosce bene sa che persona deliziosa sei e rispettosa degli altri, quindi per quanto mi riguarda sappi che da sarda, la tua battuta non era assolutamente offensiva. Chiudiamola qui.
    Piuttosto, avete scritto al Sindaco?
    ciao 😉

  12. Fra Puccino 22 giugno 2009 a 9:50 am #

    Scusa Giraffa se torno sull’argomento, ma mi sa che la reazione di No Blogger sia frutto di un completo fraintendimento, frutto forse di quell’ipersensibilità di cui scrive la Pres di Bananas.

    Lo stereotipo su cui ho giocato nella mia battuta è quello della Sardegna come luogo superfigo di vacanza da ricchi! Visto che il conte Ugolino, all’epoca, era stato mandato lì, ho pensato che Papi avrebbe fatto una battuta delle sue, come ha fatto con i deportati al confino o con i terremotati di Abruzzo.

    Essendo nato ben dopo il 1967, lo stereotipo della Sardegna come luogo di deportazione lo scopro adesso, per la mia generazione la Sardegna è stereotipo di Ali Sarda, Aga Khan, yacht da 50 metri e spiagge da sogno. Non penso che qualcuno possa offendersi, no?

    E (tra parentesi), oggi una mia conoscente sarda mi ha detto che Pula è una di queste spiagge da sogno, e qui vuol intendere intenda 😉

  13. No Blogger 22 giugno 2009 a 9:55 am #

    Buongiorno, Presidente di BananasRepublik, naturalmente puoi accettare tutte le battute che vuoi, di tutti i gusti che vuoi, però – permettimi – trovo poco consono che estenda ad un’intera collettività regionale sensi di “inadeguatezza” che non appartengono a me come non appartengono a tantissimi altri sardi. C’è spazio per l’ironìa, c’è spazio (per fortuna!) per l’autoironìa in mille occasioni. Credo che siano il sale della vita ed aiutano a viverla molto meglio. Tuttavia penso che certe battute, prive di legami con il contesto e buttate lì, siano fuori luogo così come psicologie da bar e giudizi su ironie ed autoironìe di persone che non conosci. Lasciano un po’ il tempo che trovano. Può capitare che anche una “persona deliziosa e rispettosa degli altri” possa fare una battuta “infelice”, così come può capitare che qualcuno gli risponda. E finisce lì. Anche perché non ho ancora capito se qualcuno ha avuto il tempo di scrivere due righe a ‘sto benedetto sindaco per dirgli che ne pensa di una vicenda così triste e diseducativa.

    P.S. scusa la curiosità, “Presidente di BananasRepublik” perché? Hai tolto la sedia al nostro Cappellacci? 😉

  14. No Blogger 22 giugno 2009 a 10:11 am #

    Fra Puccino, ti leggo solo ora. Ti posso assicurare che sono lontano mille miglia da “iper-sensibilità da sarditudine” e cose simili come posso assicurarti che di battute sul “ti sbatto in Sardegna” ne ho sentito così tante e da persone di tutte le età. Alla fine annoiano proprio. La Sardegna non è solo l’isola delle vacanze dove tutti circolano con il gonnellino di banane (ooops!) sotto le palme, ma storicamente terra di deportazione, di confino, di trasferimenti punitivi per “continentali”. E lo sanno anche le pietre (continentali, of course 😉 ). Il conte Ugolino, poi, lasciamolo alla sua storia, che l’ha visto venire in Sardegna per prendere in feudo dalla “sua” Pisa un terzo del Giudicato di Cagliari, cioè il Sulcis-Iglesiente con le sue miniere d’argento. Ugolino della Gherardesca non venne certo mandato in esilio e si fece un bel po’ di soldi in Sardegna. In seguito a lotte cittadine (e non disamistade sarde) venne rinchiuso insieme ad alcuni suoi nipoti in una torre a Pisa e lì morì di fame. Di questo parla Dante nella Divina Commedia e tutte le leggende che lo riguardano. Per me la cosa finisce qui ed è molto più importante, invece, che quante più persone scrivano un paio di righe al sindaco di Siliqua per dirgli che cosa pensano su questa pessima vicenda. Non credi? 😉

  15. lagiraffa 22 giugno 2009 a 10:18 am #

    ‘ngiorno a tutti, ragazzi, arrivo sul monte e trovo che vi siete svegliati tutti belli pimpanti!

    * Ciao Presidente (da Cagliari! La Repubblica e il Monte, allora, sono assai vicini) magari riusciamo a far capire al sindaco che il modo per aiutare animali e persone a convivere è diverso da quello che ha inventato lui.. 🙂

    * Fra Puccino, spero vi siate chiariti, perchè siete persone intelligenti ed ironiche e perchè, altrimenti, nella mia immeeensa bontà, dovrò darvi un colpo di collo per evitare il sangue, mica ho voglia di pulire dappertutto 😀 tra parentesi, Pula è la California/Maldive de noantri, mica bruscolini (so’ modesta..!) con il grande pregio di non avere Briatore e il suo circo che gironzolano per le strade 😉

    * No Blogger, so che sei una persona ironica, perciò capirai il mio colpetto di collo, nel caso.. 😀 😀

  16. lagiraffa 22 giugno 2009 a 10:23 am #

    Comunque, ‘sta leggenda di Ugolino la raccontavano ai bimbetti e ai turisti, probabilmente per aumentare il fascino del castello, poi, leggendo per benino la storia si scopre che il povero Ugolino non è finito a mangiarsi figli e nipoti in Sardegna, perciò mi assumo la responsabilità di aver diffuso una leggenda che circolava in Sardegna, solo in Sardegna, e ora che sappiamo la verità, possiamo andare a fare la seconda colazione, per addolcirci 😉

  17. Fra Puccino 22 giugno 2009 a 12:50 PM #

    Volevo solo dire che la mail l’ho mandata, e non da privato cittadino ma nella mia veste professionale, che (vi assicuro) fa sempre il suo effetto 😉

  18. claire 22 giugno 2009 a 5:15 PM #

    ciao Giraffa, bella e suggestiva l’immagina di Siliqua che evochi in questo post. Temo però, per una volta, di dovermi schierare dalla parte dell’ordine costituito (brrr!). Penso che l’ordinanza del Sindaco sia stata emanata per evitare che si ripropopongano situazioni come quelle alle quali abbiamo assistito recentemente: cani randagi che aggrediscono bambini e adulti in varie parti d’Italia. Inoltre non so se ti sia mai capitato di vedere piattini maleodoranti in giro per la città, disseminati da signore caritatevoli come quella che descrivi nel tuo post. Ebbene, se poprio la signora provava tanta pena per la cagnetta poteva pur sempre adottarla e portarla a casa sua. Scusa ma a pochi giorni dall’ordinanza del “mio” Sindaco che prevede sanzioni per tutti i cittadini che non rispettino le regole della raccolta differenziata dei rifiuti, constatando che la città in cui vivo assomiglia sempre di più ad una immensa pattumiera per colpa dei “disobbedienti”..vorrei più vigili intransigenti, più multe, un pò meno anarchia.

  19. Fra Puccino 22 giugno 2009 a 7:35 PM #

    Ma chi è che dovrebbe evitare il fenomeno del randagismo? Proprio l’amministrazione comunale, che poi si mette persino a multare chi mosso da umana pietà si prende cure di un animale che dovrebbe essere il comune ad aiutare!!

    Dalle mie parti non ho mai, e dico mai, visto un cane randagio, perché l’amministrazione comunale fa il suo dovere, ed anche il canile, per quanto luogo triste ed infelice, è un luogo decoroso e rispettoso del benessere animale (e te lo scrivo per esperienza diretta).

    Gli amministratori pubblici facciano il loro dovere per cui sono eletti e pagati. Solo dopo si permettano di sanzionare i loro cittadini.

  20. No Blogger 22 giugno 2009 a 8:47 PM #

    Claire, sei fuori strada: la competenza in tema di “benessere” degli “animali di affezione” randagi è del Comune (legge n. 281/1991), quel sindaco è in torto marcio sul piano giuridico. Sul piano etico e del semplice buon senso poi…

  21. giraffa 22 giugno 2009 a 10:59 PM #

    * Fra Puccino, grazie 🙂 è vero, il “ruolo” in molti casi fa più effetto..

    * Claire, a Siliqua non esiste un’emergenza randagismo e, come giustamente ricordano Fra Puccino e No Blogger, è proprio l’ordine costituito a doversi occupare degli animali in condizioni di abbandono, lasciar morire di fame e di stenti un animale non è il modo migliore di risolvere il problema. Il cane, in questione, poi, non avrebbe mai fatto male a nessuno, qui trovi la sua foto http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it//Auguriamo_al_sindaco_di_Siliqua_di_non_avere_mai_sete_n__fame__1994982.shtml , è (era, perchè da quello che ho letto è stato portato al canile di Assemini e lì soppresso) un cane stremato, e per pietà, non solo per legge, per pura pietà, avrebbero dovuto salvarlo. La signora ha un piccolo giardino che ospita già dei gatti e un cane, aveva segnalato la cosa ai vigili ma nessuno aveva fatto nulla. Sono d’accordo con te, voglio vigili che facciano il loro lavoro, che comprende il controllo della raccolta differenziata ma anche la cura dei randagi!

  22. claire 23 giugno 2009 a 3:26 PM #

    Carissimo no blogger, grazie per avermi istruita.Tuttavia credo di conoscere le competenze comunali.
    Anch’io, al posto della signora, avrei cercato di rifocillare la cagnetta.Sicuramente, l’ordinanza in questione non era la soluzione per il problema del randagismo.
    Tuttavia, le ordinanze, per loro natura, vengono emanate per fronteggiare situazioni d’urgenza.Ovviamente, il Sindaco nell’emanarla, non poteva avere in mente il caso concreto della cagnetta in questione ma, immagino, i casi di cronaca che recentemente hanno portato all’uccisione di diverse persone (che comportano una responsabilità dei Comuni).
    Certo che la soluzione d’emergenza adottata aggrava il problema..si raggiunge solo il risultato di avere dei cani randagi affamati, perciò potenzialmente più aggressivi, in giro per il Paese.

  23. giraffa 23 giugno 2009 a 4:08 PM #

    Claire, la situazione d’urgenza a Siliqua non c’è, per fortuna, naturalmente è giusto prevenirla e, immagino che l’intenzione del sindaco fosse quella, però, a mio parere, ha sbagliato metodo. Ci sono tanti modi per risolvere, o prevenire, il problema del randagismo, l’apertura di un canile municipale, il sostegno economico ai privati che intendono prendersi cura dei cani abbandonati in strutture idonee, l’educazione al rispetto degli animali, la campagna per le adozioni e, se proprio si vogliono eliminare dalla vista dei paesani, rimangono le strutture già esistenti nella provincia, questo è quello che ho scritto al sindaco nella mia lettera, gli ho proposto di trovare soluzioni alternative, di buon senso e rispettose anche degli animali, a prescindere dalla legge. Comunque, ho saputo che il cane è stato portato in un canile, è malato ma vivo e lo stanno curando, in attesa di adozione.

  24. No Blogger 23 giugno 2009 a 5:33 PM #

    carissima Claire,
    grazie per avermi istruito sulla situazione di Siliqua che – evidentemente – conosci benissimo. Un sindaco che si muove così male sull’onda di servizi televisivi e giornalistici più o meno sensati svolge un pessimo servizio per la sua collettività. Non credi che debba, invece, conoscere le condizioni del proprio territorio comunale? Non pensi che debba, invece, avere ben presenti le condizioni concrete nelle quali le “sue” ordinanze vanno ad operare e gli effetti che provocano? A Siliqua la situazione di “emergenza” (emergenza sociale) l’ha creata proprio il sindaco con questa ordinanza.

  25. Presidente di BananasRepublik 23 giugno 2009 a 5:36 PM #

    … e ora un sottosegretario si impegna personalmente a fare pressioni sul sindaco di Siliqua……….

    Da grande voglio fare il sottosegretario, è fortissimo! sgomina i malvagi, veglia sulla città, hai superpoteri, è un portento!! 😀

  26. claire 23 giugno 2009 a 9:05 PM #

    Caro no blogger, cosa intendi per situazione concreta?Qui si parla di un unico caso. Non mi sono mai vantata di conoscere bene la situazione di Siliqua ma, sono d’accordo con te, si presuppone che l’Amministrazione debba.

  27. No Blogger 23 giugno 2009 a 10:33 PM #

    la situazione concreta del randagismo a Siliqua. Mai nessun problema particolare. Un’ordinanza, quella oggetto di critiche dell’1 aprile 2009, fatta male e gestita peggio. E detto fra noi e non solo, un randagismo canino che dipende in gran parte dall’abbandono di cani da caccia quando “non rendono” o “quando sono vecchi”, come nel caso del povero setter. Nessun doberman che azzanna bambini all’uscita da scuola, a Siliqua. Solo un problema “ordinario” affrontato e gestito male. Niente “cumuli di rifiuti maleodoranti” per le strade, solo un po’ di banale ottusità amministrativa. E’ bene che ‘sto sindaco riveda le sue posizioni. Tutto qui (se pare poco).

  28. lagiraffa 23 giugno 2009 a 11:14 PM #

    E allora, cara Presidente, speriamo che il sottosegretario lo faccia ragionare! C’è anche un esercito verde che lavora.. Però, se fai il sottosegretario, chi lo fa in presidente?? 😉

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