La mela.

7 Mag

“A casa Mattei, per esempio, dal 16 aprile 1973 non è più entrata una mela. E allora chiedi: signora, perché le mele no? Annamaria Mattei guarda sua figlia, ride amaro e risponde:

Lei sa cosa vuol dire un bambino di sette anni che muore? Cosa sono i ricordi? Ecco, per me oggi Stefano è una voce dalla strada, un piccolo che torna da scuola e grida: “Mamma, sono qui!”. Tutti i giorni era così. Allora io aprivo la finestra, tiravo una mela di sotto e lui stava a giocare in cortile. Ancora oggi, di tante immagini che avevo di lui, questa è una delle più nette, una di quelle che mi restano. I ricordi, più passa il tempo e più diventano preziosi:uno se li tiene stretti, ma deve imparare a conviverci.”

 Si tratta di un breve scorcio di vita, il racconto del rogo di Primavalle, tratto dal libro Cuori Neri di Luca Telese, che mi è stato regalato perché capissi meglio un pezzo della nostra storia più buia, ho capito. Ho capito che uno Stato debole, assente e indifferente causa soltanto rabbia e la rabbia, il terrorismo, causa soltanto dolore, di qualunque colore sia, a qualunque religione o ideologia si ispiri. Grazie alla persona che mi ha aiutato a capire e grazie al Presidente Napolitano, per il suo rispetto delle vittime e per la sua ricerca di una pacificazione con il nostro passato.

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