Piccola storia di ordinaria solitudine.

5 Mag

Anche in questo caso, come succede spesso, ho prima sentito la notizia alla radio poi ho letto cosa fosse successo. “Un bambino trovato morto tra le braccia della madre su una panchina, sconosciute le cause del decesso”, ma che razza di notizia è? In realtà, non c’è uno scoop, non c’è l’allarme sicurezza, non c’è il “virus” della depressione post partum, non ci sono plastici da ricostruire nelle trasmissioni tv, non ci sono psichiatri da invitare nel talk show, c’è soltanto un bambino, morto tra le braccia della madre. C’è una donna straniera, sana di mente, senza paranoie in testa, che non conosce la lingua del Paese straniero che la ospita; sola perché il suo compagno era fuori per lavoro; povera, tanto povera da non potersi permettere le cure per quel bambino di un anno e mezzo; disperata e sotto choc, per aver assistito, impotente, alla morte del proprio bambino. Un bambino è morto perché nessuno lo ha curato, ecco la notizia. Essere immigrati è anche questo.

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8 Risposte to “Piccola storia di ordinaria solitudine.”

  1. antonio76 5 maggio 2009 a 5:22 pm #

    Nessuno lo ha curato. E ancor prima, nessuno forse ha indicato alla signora dove sarebbe potuta recarsi per farlo curare.
    Mi torna in mente la Pietà di Michelangelo e il dolore e la commozione che si prova tutte le volte nel vederla.
    Uccidere i più deboli, i più disperati, semplicemente lasciandoli morire, lasciandoli ad un infame destino dal quale potrebbero risollevarsi se solo fossero date loro le giuste opportunità. Che colpa infame.

  2. copyman 5 maggio 2009 a 8:55 pm #

    Ho letto anch’io, pur nella confusione e nella ressa della metropolitana, e ho pensato a un dramma che non ha colore né razza.
    Un dramma atroce che scivolerà come acqua sul marmo, così come è scivolata, impalpabile, la presenza di quella madre disperata e inebetita su una panchina, respinta dalla fretta, dall’indifferenza, dal non volersi impicciare dei passanti, resa invisibile e impotente ad aiutare il suo bambino da quelle barriere culturali e di censo che il ministro Roberto Maroni vuole elevare a legge della Repubblica Italiana.

  3. S.B. 5 maggio 2009 a 9:52 pm #

    Non ci fermiamo più. Non ascoltiamo più, non chiediamo più. Altrimenti un bambino non potrebbe morire in questo modo

  4. No Blogger 5 maggio 2009 a 11:14 pm #

    è un piccolo-grande dramma mai giunto alla ribalta dei mass media e già dimenticato: che volete che sia rispetto al tormentone Silvio-Veronica? la maggioranza degli italiani ha votato i Maroni, non l’avete capito? purtroppo, oggi, l’Italia è anche questo, così come tanti altri Paesi. 😦

  5. No Blogger 5 maggio 2009 a 11:18 pm #

    dimenticavo: l’ambulanza del 118 è arrivata, quando ci hanno capito qualcosa. In quanti altri Paesi sarebbe accaduto? In U.S.A.? In Gran Bretagna? L’Italia è comunque anche questo.

  6. la coniglia 6 maggio 2009 a 6:12 pm #

    perchè nessuno se ne preoccupa? Perchè nessuno ne parla? Siamo delle bestie immonde c’è poco da dire

  7. eppi 6 maggio 2009 a 6:19 pm #

    pesantissimo…molto, molto triste tutto ciò.

  8. Tommaso 7 maggio 2009 a 10:15 am #

    in effetti quando avevo letto la notizia mica avevo capito il contesto

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