Veronica for President!

29 Apr

laurea10Stamattina, ho ritirato il lenzuolino di vitello con il quale il Magnifico dice che i miei studi si sono conclusi un po’ di tempo fa, che sono stata brava e bibidibobidibù. In pratica, ho ritirato la famosa pergamena di laurea che, a giudicare dalle dimensioni, dev’essere costata la vita ad un vitello bello grande (la pecora o la capra sono troppo piccole per una cosa del genere) poveretto o, più probabilmente, sono costate la vita ad un pioppo. Comunque. Mentre mi chiedevo se sarebbe stato più opportuno usare il lenzuolino come sottopiatto per la torta di mele o come stuoia per andare al mare, ho sentito la notizia dell’ennesima lite virtuale tra Veronica e Sole I, stavolta sulle candidature proposte da Sole I per le elezioni europee, visto che quest’ultimo vuole spedire delle veline (per poi farle fuori) al Parlamento europeo. La cosa veniva presentata da tutti i giornali radio (per tutto il giorno ho potuto ascoltare solo la radio) come la solita intemperanza della moglie gelosa, cosa abbastanza insolita, dal momento che Veronica ha già dichiarato che, da tempo, l’unico uomo della sua vita è il nipotino. In realtà, il discorso di Veronica, donna intelligente, va un po’ oltre le mura domestiche e coincide esattamente con quello che ho pensato quando ho saputo delle famose candidature di veline, ex grandi sorelle, ex varie ed eventuali: “le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti“. Appunto. In pratica, il messaggio che una politica del genere fa passare è che il lenzuolino di cui scrivevo dovrebbe essere utilizzato come minigonna, io dovrei andare in giro a scodinzolare e mostrare i quarti posteriori e, allora sì, arriverei dritta, dritta in Parlamento.

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13 Risposte to “Veronica for President!”

  1. AndreA 1 maggio 2009 a 11:54 pm #

    Veronica … l’unica e vera opposizione in Italia!

    Un abbraccio! 🙂

  2. lagiraffa 2 maggio 2009 a 2:42 pm #

    Ed è pure efficace! Grande Veronica!

  3. Tommaso 2 maggio 2009 a 9:50 pm #

    “io dovrei andare in giro a scodinzolare e mostrare i quarti posteriori e, allora sì, arriverei dritta, dritta in Parlamento”
    Se fossi un uomo, invece, dovresti firmare un foglio di dimissioni senza data, e non avere molta stima in te stesso.

    A proposito della vignetta, cioè sul valore del titolo di studio, e tanto per raccontare come vanno le cose in Esterloandia: qui (in UK) molta gente fa master mentre lavora, perché, con il master, è facile trovare lavori pagati meglio. Cioè il titolo di studio ha un valore (quasi) automatico sul mercato del lavoro, tanto che molti studenti si pagano parte degli studi con facendo un mutuo, che ripagano poi nei primi anni di lavoro.

  4. lagiraffa 2 maggio 2009 a 11:11 pm #

    Ciao Tommaso, benvenuto con il tuo vero nome! 🙂 quel “valore quasi automatico sul mercato del lavoro” mi fa tornare la passione per Esterolandia..sopratutto se penso che ho rinunciato a fare un master (che mi interessava molto) perchè non sarei mai riuscita a recuperare le spese 😦

  5. Tommaso 2 maggio 2009 a 11:21 pm #

    Beh, dipende sempre anche dal tipo di master, immagino, però..
    o ma quanto sono belle le faccine che vengono fuori nei commenti? perlomeno la mia mi piace!

  6. lagiraffa 3 maggio 2009 a 11:19 am #

    Dipende anche dalla sede, quello che mi interessa si svolge a Venezia e, tra costi del master e spese “vive”, non rientrerei nel mio budget.. la tua faccina è molto spiritosa, il sig. wordpress fa cose meravigliose!

  7. No Blogger 3 maggio 2009 a 5:44 pm #

    ..in Esterolandia le cose funzionano sempre meglio che in Italia, però la disoccupazione sale al 6,1 %, con molte meno garanzie che in Italia (http://it.euronews.net/2009/01/21/uk-jobless-nears-two-million/) e i settori toccati di più pare che siano proprio quelli a migliore specializzazione. Pare che l’attuale crisi internazionale non conosca confini 😦

  8. Tommaso 4 maggio 2009 a 1:05 am #

    beh c’è esterloandia ed esterolandia, dipende quale

    in UK il numero di disoccupati è previsto arrivare a 3 milioni nel corso dell’anno

    quali sono in italia le garanzie per chi perde il lavoro?
    c’è il sussidio di disoccupazione per tutti in italia?
    c’è la possibilità di trovare un altro lavoro?

    io penso che la migliore garanzia per chi perde lavoro è sapere di non essere abbandonato a se stesso (cioè ricevere un sia pur minimo contributo dalla collettività), e avere la fiducia di poter ritrovare un lavoro nel più breve tempo possibile
    dare soldi alle aziende perché tengano lavoratori inattivi (cassa integrazione), sperando che la produzione possa riprendere dopo 1 mese, è una cosa insensata e dannosa per collettività, in un mondo in cui le risorse sono scarse

  9. No Blogger 4 maggio 2009 a 9:30 am #

    in Italia ci sono diversi meccanismi attivabili per chi perde il lavoro: dalla mobilità al pre-pensionamento, dalla cassa integrazione alla trasformazione in part-time, ecc. Nessun sistema lavorativo è perfetto, tant’è che anni fa parecchi studenti stranieri andavano in Gran Bretagna proprio per lucrare sugli assegni di disoccupazione dopo brevi periodi di lavoro. Si tratta di eccessi, certo. Però come dimenticare le recenti proteste dilaganti dei “workers” britannici contro gli italiani “che rubavano il lavoro” (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/01/inglesi-italiani-protesta-operai.shtml?uuid=c34093b8-eedc-11dd-9c9c-821838d16869) ? Non mi sembra che questi lavoratori fossero così entusiasti del sistema di protezione sociale inglese, anzi. Mi sembra che chi è “espulso” dal mercato del lavoro a 45-50 anni abbia forti difficoltà in tutto il mondo industrializzato, Esterolandia compresa. Di positivo c’è la minore “pesantezza” della “raccomandazione”, tuttavia presente anche in Esterolandia: la chiamano in modo diverso, si manifesta in modo diverso, ma è ben presente. Come considerare infatti la “facilità” con cui assumono i migliori posti quelli che escono da alcune “confraternite” universitarie non certo alla portata di tutti ? Le difficoltà oggi ci sono dappertutto, purtroppo 😦

  10. Tommaso 4 maggio 2009 a 11:32 am #

    Chiaro
    La raccomandazione esiste ed è ufficializzata, tu devi sempre fornire le tue referenze a chi ti offre lavoro, e le referenze vengono sempre controllate. Significa che chi ti assume chiede al tuo ex datore di lavoro o al professore con cui hai fatto la tesi se sei una persona decente.
    Quanto alle proteste inglesi contro italiani (e portoghesi), in realtà qui c’è un nazionalisimo spinto e razzista che in italia non ce lo sognamo neppure, però è qualcosa di popolare e viscerale (sun, daily mail) che viene bilanciato da una cultura di elite molto universalista e democratica, che è invece in possesso dei centri del potere, e che quindi tiene sottocontrollo le spinte xenofobe (questa è la mia impressione).
    Per chi perde lavoro a 50 anni sono in effetti casini a tutte le latitudini, immagino; però l’impressione è che se ti dai da fare qui qualche opportunità la trovi sempre alla fine (ma potrei sbagliarmi).
    E, comunque, gli inglesi non hanno idea di cosa voglia dire essere disoccupato in Calabria.
    Sul fatto delle Università, fratellanze a parte, qui è fondamentale dove hai studiato, infatti più che il titolo di studio in se conta l’università. Quando infatti dico che ho studiato a Bologna mi fanno, ah beh è una buona università no? Mah, non so, sì dipende, ma non è proprio quello che intendono loro.

  11. No Blogger 4 maggio 2009 a 12:55 pm #

    che la Gran Bretagna sia fortemente classista è anche la mia impressione, così come la gerarchizzazione (termine orrido, ma rende l’idea) fra le Università ed i loro “prodotti”. Anche in Esterolandia, insomma, c’è università e università, c’è master e master, c’è raccomandazione e raccomandazione. E il Paese di Bengodi lo dobbiamo ancora trovare 😉

  12. giraffa 4 maggio 2009 a 2:15 pm #

    Comunque, sarà anche vero che ogni Paese ha i suoi difetti però se tanti ragazzi che, qui in Italia, erano destinati al call center e in Esterolandia hanno trovato un’occupazione gratificante, ci sarà un motivo..non può solo dipendere dalla nostra mancanza di iniziativa, o no?

  13. No Blogger 4 maggio 2009 a 7:03 pm #

    personalmente non credo che esista qualcuno “destinato” al call center, così come non conosco il “paese dove scorrono fiumi di latte e miele”. Credo che, oggi, il lavoro gratificante ed adeguato alla propria preparazione sia una conquista da realizzare e mantenere ogni giorno in qualsiasi posto 😉

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