Reginette borghesi.

15 Apr

Ho letto questa notizia, riportata con grande enfasi come “il primo omicidio coniugale in una coppia gay” e, a parte la solita idiozia del titolo, sul quale non mi pare sia il caso di aggiungere nulla, mi sono ricordata che qualche tempo fa era stato “celebrato” anche il primo divorzio gay, la prima separazione gay, insomma tutti gli effetti collaterali del matrimonio ma in versione omosessuale. E mi son chiesta se, alla fine dei conti, sia proprio il matrimonio il segreto per aiutare le persone omosessuali a sentirsi integrate nella società e, soprattutto, se sia veramente fonte di felicità o solo di “stabilità sociale”. Non so, non ho mai avuto occasione di discutere della questione con chi rivendica questo diritto anche per gli omosessuali e confesso di aver sempre guardato il matrimonio come uno strano animaletto ma, un po’ come per tutti gli esseri umani, credo che la felicità, la libertà all’interno di un gruppo sociale passi, soprattutto, per l’accettazione degli altri esattamente come sono, etero, omo, pelosi, glabri, con i denti storti, con i piedi enormi, sposati, conviventi, innamorati e via dicendo. E, pur difendendo la libertà di ognuno di vivere la propria vita come gli pare, mi sono chiesta se, forse, non avesse ragione Rupert Everett a dire che il movimento gay è pieno di reginette borghesi e che lui preferisce essere ignorato dalla legge e vivere fuori dalle regole, per essere felice. Chissà.

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2 Risposte to “Reginette borghesi.”

  1. copyman 16 aprile 2009 a 5:41 pm #

    Rupert Everett non ha del tutto torto quando rivendica la sua facoltà di farsi gli affari suoi ed essere felice standosene alla larga dagli stereotipi dell’omologazione.
    E’ una posizione aristocratica, certo non alla portata di tutti (sia omo che etero), ma pur nella sua discutibilità mantiene una certa qual nobile coerenza.

  2. giraffa 17 aprile 2009 a 11:14 am #

    Ciao Copyman, forse quella di Rupert Everett è una posizione più facile rispetto a quella di altre persone (anche se immagino abbia dovuto fare i conti con i sani pregiudizi del nostro mondo) però, probabilmente a causa del poco entusiasmo che ha sempre suscitato in me il matrimonio, credo che il riconoscimento dei diritti delle coppie (omo ed etero) possa anche non passare per la via tradizionale 🙂

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