Grembiuli, compassi e pistilloni.

4 Apr

omino_con_ombrelloIeri, a Cagliari, è morto il Gran Maestro che negli anni ‘80 diede una sistemata al Grande Oriente. Oggi si sono svolti i funerali e, guarda caso, da quelle parti (dove abita, tra l’altro, anche il nostro ex Governatore) passeggiava, per digerire il pollo schidionato che aveva mangiato a pranzo con due chili di patatine fritte, il nostro mitico Ringrazio Deledda che ha assistito ad una scena veramente grandevole. È o no?

P.S. naturalmente, ricordo che Ringrazio esiste e non sono io!

 

 

Enfiteutico ed esoterico funerale nella Capitale del Mediterraneo.

 

Pioveva a casino sulla mitologica e grandevole Capitale del Mediterraneo, quando tutti quanti, de pressi, ne andavano dai frati mercenari a darne il penultimo saluto a uno dei più straordinariamente incalcolabili esseri umani che ne abbiano illuminato il mondo a faro dalla nostra ineguagliabile Kasteddu.  L’ultimo saluto glielo davano poi con tottu cussa bestimenta a quadretti, rombi, trapezi, cerchietti e pistilloni volanti che ne sono i simboli di questa associazione dei professori di aritmetica delle scuole medie di cui ne era stato su professori più importante per gli ultimi centosessant’anni. “Un’ode per l’uomo che fu parte della storia del mondo intero. Che cos’è morire se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole e che cos’è emettere l’estremo respiro se non discioglierlo al vento?”*. “Lo piange Kasteddu, lo piange la Sardegna, lo piange il Mondo, lo piange anche chi non lo conosceva e non lo aveva mai sentito nominare” e lo piangevano anche in cielo e infatti ne pioveva a secchiate e a pitali.   Tutte cose così ne scrivevano all’insuperabile giornale casteddaio che a lui lo vedeva come il più insuperabile maestro di tutti.   Però ne era accaduto anche un increscioso incidente di qualcuno che ne voleva rubare la scena.  Quando infatti tutti ne accorrevano, a gip e suv, currendi currendi sotto alla pioggia e dietro a su baullu, uno di questi ha pensato bene di sciopparsi tutto quanto a terra senza muoversi più.  I casteddai, che sono mitici anche per questo, però non si sono fatti distrarre da questo qui.   Cicci, Ninni, Poppi, Kikki, Chicca, Tetesa, Pupo, Gnazino, Sesetta e Dedde hanno allargato le braccia, che d’era bregungia.   Giusto calincunu, per educazione, si è avvicinato con paracqua sobri, grandi come mongolfiere e tutti colorati, mentre unu allicchiriu ci buttava sopra l’impermeabile di calincun’artru, che il suo altrimenti si sporcava.  I casteddai che passavano, però, furbi, non si distravano: salutavano a quello lì scioppato a terra, salutavano anche quelli a paracqua che ormai stavano lì, ma poi se ne andavano dentro alla chiesa, che d’erano venuti per altro, non per questa scena. Si avvicinava anche un generale dei vigili urbani con la radio che ha chiamato anche due autisti del pulmann, che lo aspettavano lì.  Però non lo hanno tolto a pulmann, come magari facevano da altre parti: dopo un po’ ne arrivava infatti anche un’ambulanza con tutti vestiti di rosso e tutte le luci.  Questi qui prima sembrava che non lo volevano prendere, che avevano altro da fare, poi alla fine ne è arrivata una che si muoveva tutta e aveva i capelli sciarpati tutti gialli e ha detto loro di muoversi perché li vuole comandare a tutti.   Per non sentirla, lo hanno preso, a quello scioppato a terra, lo hanno messo tutto legato in un lettino come solo a Kasteddu lo sanno fare per non farlo cadere di nuovo e lo hanno portato dentro all’ambulanza che fuori pioveva incalcolabilmente.  De pressi allora ne è venuto fuori de sa cresia uno tutto correndo con un cancioffo con tutti questi quadretti, rombi, pistilloni e tottu cussa burumballa e glielo ha messo sopra.   Allora quelli che erano lì ne dicevano che d’era un altro di quei professori di aritmetica che d’era invidioso di lui perché l’altro era sempre stato prima di lui, anche se lui ne era più bravo e sapeva fare anche le moltiplicazioni al contrario.  Da una finestra di lì vicino uno lungo lungo, magro, con gli occhiali ma pochi capelli, tottu bestìu nieddu nieddu, li guardava serio serio.   E se li frastimava tutti, Lui a loro?  Se ne scioppavano anche altri?   E’ o no?

 

                              Ringrazio Deledda

 

* la poesia è vera, composta dal nipote del Gran Maestro e pubblicata tra i necrologi di oggi su L’Unione Sarda.

 

Per capire meglio:

 

de pressi – in fretta;

mercenari – naturalmente, sono i frati mercedari;

Kasteddu – Cagliari;

tottu cussa bestimenta – con il loro abito o vestito buono della domenica, della prima comunione, dei matrimoni, dei funerali, appunto;

pistilloni – sono i gechi ma dubito che il Grande Oriente abbia pistilloni come simboli..o forse sì??

currendi currendi – correndo, ma correndo proprio tanto;

su baullu – la bara;

sciopparsi – in genere sono i foruncoli a sciopparsi, in questo caso, un partecipante è stramazzato al suolo;

che d’era bregungia – era una vergogna;

paracqua – anche detto paraculu, è l’ombrello;

unu allicchiriu – un signore pulito e lucidato a dovere, come si conviene in queste occasioni;

de sa cresia – dalla chiesa;

cancioffo – un canovaccio ma, in questo caso, un grembiule.

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3 Risposte to “Grembiuli, compassi e pistilloni.”

  1. copyman 4 aprile 2009 a 9:25 pm #

    Bellissimo quadretto casteddaio, ringrazio Ringrazio Deledda e te per averlo pubblicato.
    Posso immaginare che s’Unioni abbia dedicato spazi in dimensione armadio quattro ante alla dipartita del fu Gran Maestro Armandino e che ci fosse tutta la crème e pure il caramel ai funerali, anche se mi stupisce un po’ che sia stato officiato un rito religioso… ma queste sono bazzeccole.

  2. Ringrazio Deledda 4 aprile 2009 a 9:58 pm #

    o Copyman, e certo che ne hanno fatto sa funzioni e tottu sa cosa de aicci! Ad attendere su baùllu ce n’erano tutti schierati frati e fradis, non ci mancava nessuno, anche sotto alla pioggia. Cèssu, cèssu, conoscevo a uno molto più grande di me, uno spagnolo che si chiamava Bugnèl e che faceva a film di queste cose..oggi se ne mangiava le mani a vedere che la realtà supera sempre alla fantasìa, nella mitica e insostenibile Capitale del Mediterraneo, altro che Barceculona 😀

  3. lagiraffa 4 aprile 2009 a 11:31 pm #

    E comunque, Copyman, s’Unioni oggi ha quasi finito l’inchiostro.. meno male che c’è Ringrazio a raccontarci i retroscena dell’evento! 🙂

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