L’irragionevole certezza.

28 Mar

La storia di Karol Racz è il classico “caso di scuola” che, con ogni probabilità, verrà usato nell’insegnamento del diritto penale e che, invece, dovrebbe essere oggetto di studio dell’argomento più generale “civiltà e giustizia” fin dalle scuole elementari. Quando all’università si affronta il concetto del “ragionevole dubbio” e si spiega per quale motivo, in un sistema civile e democratico, sia più grave e dannoso per la società mettere in galera un innocente piuttosto che lasciare per strada un delinquente, si fa fatica ad afferrare il concetto perché, inutile negarlo, le persone si immedesimano più facilmente nella vittima di un reato commesso da un delinquente che non nella vittima di un errore giudiziario commesso dallo Stato (che in teoria dovrebbe sempre tutelare le persone). Come ci diceva un professore “siete tutti bravi a fare i p.m.”, cioè a sostenere un’accusa, “ma non sempre le cose sono come sembrano”. Le cose, nel caso di Karol Racz, non erano come sembravano, quell’uomo piccolo, brutto, scuro, sembrava il ritratto dello stupratore, e la gente riusciva ad immaginarlo mentre violentava brutalmente una donna, era il carnefice perfetto, il colpevole perfetto. E invece no. Il colpevole perfetto, difeso da un bravo avvocato, era innocente, totalmente innocente, scagionato da prove scientifiche. E invece no. Racz, rumeno con quella faccia brutta, era e rimane colpevole. Quando una persona gli ha offerto un lavoro, camerieri e turisti sono “insorti” e una delle sue dipendenti gli ha detto apertamente che no, lei non avrebbe lavorato con un uomo accusato di stupro, e chi se ne frega se è innocente e quello stupro non l’ha mai nemmeno pensato. Straniero, con difficoltà a parlare la lingua del Paese ospitante, accusato di un delitto orribile, innocente per la legge ma colpevole per la società. Questa è la conseguenza dell’ errore commesso dallo Stato, la morte sociale o, nei casi migliori, l’emarginazione dal resto della comunità, per una “irragionevole certezza”. In un Paese che continua ad accogliere con grandi onori, e grandi voti, un politico condannato per favoreggiamento nei confronti di mafiosi (mafiosi che uccidono adulti e bambini e seminano terrore ovunque) o accoglie a braccia aperte un prete assolto dall’accusa di pedofilia soltanto per prescrizione ma condannato al risarcimento dei danni nei confronti della vittima (se non avesse commesso il fatto non avrebbe pagato il danno) e gli permette di continuare a predicare dal pulpito della sua chiesa. Se questa non è follia, le somiglia tanto.

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5 Risposte to “L’irragionevole certezza.”

  1. Baol 28 marzo 2009 a 3:12 pm #

    Succede perchè la gente viene infarcita ed imbambolata di cazzate…ormai il mostro è stato individuato, costa troppa fatica spostare il pensiero da un’altra parte 😦

  2. AndreA 28 marzo 2009 a 7:35 pm #

    Si, pura follia … fosse successo ad un politico qualsiasi, una cosa come quella accaduta al rumeno di cui parli, beh, la GIUSTIZIA sarebbe stata messa subito sul banco degli imputati, epitetata come DI PARTE e tutte le altre stronzate che sentiamo quotidianamente!

    Un bacio! 🙂

  3. claire 28 marzo 2009 a 7:42 pm #

    Quello che non capisco è perchè lo chef palermitano e tutti coloro che avevano fatto una proposta di lavoro a Racz si siano prestati al gioco al massacro che descrivi nel post. Mi viene da pensare che la loro offerta fosse realmente motivata solo dal desiderio di farsi un pò di pubblicità.

  4. No Blogger 28 marzo 2009 a 11:00 pm #

    ormai è un “gioco” mediatico-giudiziario dove il “colpevole” comodo, il rompiscatole, va inquadrato ed incasinato a prescindere da alcuna sua responsabilità. E i magistrati onesti sono messi nelle condizioni di non operare o quasi. Quale follìa? E’ scienza…

  5. lagiraffa 28 marzo 2009 a 11:38 pm #

    * Baol, anche perchè dall’altra parte potrebbe esserci il vero colpevole e fa ancora più paura 😦

    * Andrea, infatti avrebbero affrontato la questione in modo molto diverso..ho addirittura letto da qualche parte, forse sul Giornale, che Racz è andato in giro a fare il suo “show”, come se gridare al mondo la propria innocenza fosse uno show, roba da non credere.

    * Claire, non so, lo chef mi sembrava in buona fede, anche perchè ha passato lo stesso incubo però, forse, aveva paura di eventuali e molto probabili azioni dimostrative nei suoi confronti o nei confronti dello stesso Racz.

    * No Blogger, infatti è la scienza del colpevole perfetto, un po’ come nel caso del padre di Gravina di Puglia..almeno in questo caso, Racz è stato difeso bene 🙂

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