Il lamento del prepuzio.

26 Feb

Shalom Auslander ha vissuto la sua infanzia in una famiglia di ebrei ortodossi, ha uno zio che fa il rabbino, ha studiato in una yeshiva, un centro dove si studiano il Talmud e la Torah e conosce molto bene gli insegnamenti della religione ebraica, conosce il peso soffocante di obblighi e sensi di colpa, conosce gli strani e deleteri meccanismi che regolano la vita di molte famiglie, conosce l’ipocrisia e, per sopravvivere, ha raccontato tutto in un libro, con grande, e talvolta feroce, ironia: Quando ero bambino, genitori e insegnanti mi parlavano di un signore che era molto potente. Mi dicevano che poteva distruggere il mondo intero. Mi dicevano che poteva sollevare le montagne. Mi dicevano che poteva dividere il mare. Era importante mantenerlo di buonumore. Quando obbedivamo a quanto ci aveva comandato, gli piacevamo. Gli piacevamo talmente tanto che uccideva quelli ai quali non piacevamo. Ma quando non obbedivamo a quanto ci aveva comandato, non gli piacevamo. Ci odiava. Certi giorni ci odiava talmente tanto che ci uccideva. A volte invece lasciava che altri ci uccidessero. Questi giorni noi li chiamiamo “giorni di festa”. Per Purim, ci ricordiamo di quando cercarono di ucciderci i persiani. Per Pesach ci ricordiamo di quando cercarono di ucciderci gli egiziani. Per Chanukkah, ci ricordiamo di quando cercarono di ucciderci i greci. “Sia Egli benedetto” pregavamo. Shalom rimane, comunque, un timorato e, alla fine del suo lamento inserisce un breve messaggio “Chi uccidere. (…) Quindi, Dio, ti prego, non uccidere mia moglie a causa di questo libro. Non uccidere mio figlio, e non uccidere i miei cani. Se devi per forza uccidere qualcuno, uccidi Geoff Kloske, l’editore di Riverhead Books. Uccidi Carin Besser, che è qui in fondo al corridoio. E se proprio devi, uccidi Ike Herschkopf, ma non uccidere me. E non uccidere Orli. E non uccidere nostro figlio. Dopotutto, è solo un libro, cazzo. Scusa”.

In genere, non mi piace dare consigli di letture, considero la scelta di un libro una cosa molto personale, il libro “chiama” il suo lettore, però, ho voluto fare un’eccezione, perché questo è uno dei libri più intelligenti e ironici che abbia letto negli ultimi tempi. Se vi ho incuriosito, andate in libreria a cercare Il lamento del prepuzio di Shalom Auslander ed. Guanda e buon lamento 🙂

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4 Risposte to “Il lamento del prepuzio.”

  1. No Blogger 26 febbraio 2009 a 5:04 pm #

    ..però per Hanukkàh fanno dei bomboloni buonissimi con la crema 🙂 e i seleucidi volevano scannare gli ebrei perchè a loro non ne davano…

  2. lagiraffa 26 febbraio 2009 a 10:38 pm #

    Bè, così almeno addolciscono la giornata 🙂

  3. Baol 28 febbraio 2009 a 7:09 pm #

    Per un attimo pensavo che ci fosse stata una fuga di notizie qui da Milano…

  4. lagiraffa 28 febbraio 2009 a 8:04 pm #

    Dai, Baolino, non fare così.. 🙂

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