Piccole storie di donne.

30 Gen

Le storie sono piccole, perché non sono storie rivoluzionarie che cambieranno il mondo, ma mi son piaciute, perché sono rivincite del sesso obbligato ad essere debole che però, nonostante la sua obbligata debolezza, fa ancora tanta paura.

jessica_albaLa prima storia è quella di Jessica Alba, da me ribattezzata Jessica SciAlba perché, come dire, fisicamente non l’ho mai trovata tutta ‘sta gran cosa, ma poco importa. Jessica, l’oca di turno, durante un’intervista ha chiesto al suo intervistatore, l’aquila di turno, cosa pensasse di Obama e, non ricevendo risposta, gli ha rimproverato di essere “neutrale come la Svezia durante la Seconda Guerra Mondiale”. Ovviamente, si sono aperti il cielo, i mari, la terra e tutto quello che poteva aprirsi, per accusare “Jessica l’oca” di ignoranza ocaiola, perché l’unico Stato neutrale all’epoca fu la Svizzera. E invece no, pure la Svezia rimase buona, buona e, a malincuore, sono seguite timide scusa alla nostra SciAlba che, devo ammettere, ai miei occhi è diventata bellissima, a dimostrazione del fatto che il cervello è la parte più affascinante di un essere umano.

velo_b1-180x140La seconda storia è quella di Ayda Al Jahani, poetessa saudita, impossibile da ribattezzare in base al suo aspetto fisico, dal momento che è costretta ad andare in giro coperta dalla testa ai piedi e può mostrare solo le sue mani candide, così le è imposto dalla sua tribù. Ayda ha partecipato ad un concorso tv degli Emirati Arabi dedicato alla poesia, ed è stata minacciata di morte dalla stessa tribù perché in televisione recita le sue poesie e, secondo le loro menti malate, la voce femminile è in sé erotica e sufficiente a suscitare pensieri peccaminosi (forse non hanno mai sentito parlare Rosa Russo Jervolino) e, di conseguenza, le è stato consigliato di rinunciare al concorso, e all’eventuale vincita milionaria. Lei non ha rinunciato e, come sempre, prima di iniziare a recitare la sua poesia, ha ringraziato Dio e poi ha concluso con alcune parole che, a mio modestissimo parere, messe una dietro l’altra compongono una bellissima poesia d’amore:

«Mi inchino, con rispetto, con gratitudine e con amore, al più coraggioso degli uomini, mio marito».

In tutto questo, però, una cosa io non l’ho ancora capita, e mi piacerebbe avere una spiegazione: perché le donne fanno tanta paura?

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19 Risposte to “Piccole storie di donne.”

  1. Regina Madry 30 gennaio 2009 a 5:30 pm #

    Perchè, cara amica, le donne possono essere (non dico che lo siano “di default”) superiori al maschio: fisicamente (in materia di resistenza al dolore, di longevità, ecc.), psicologicamente (sopportazione dello stress, capacità multitasking di gestione di più attività contemporaneamente), intellettualmente (lo dicono le statistiche sugli studi ad esempio).

    Non è bieco femminismo, ma realtà. Se a questi elementi aggiungiamo la capacità di creare la vita e partorirla, si capisce bene come l’unico modo di contenere e controllare l’essere umano femmina, da secoli, sia quello di dominarla psicologicamente e fisicamente, talvolta vessarla, e nelle culture evolute (per finta) sia quello di praticare la segregazione lavorativa e sociale (nonchè quello di trovare attenuanti anche legislative agli atti che le ledono).

    Per tutto questo, e per la vita quotidiana, mi fa sinceramente ridere l’appellativo di “sesso debole” dato alle donne.

  2. No Blogger 30 gennaio 2009 a 10:13 pm #

    ..ci sono donne intelligenti e ci sono donne idiote, ci sono uomini intelligenti e ci sono uomini idioti, ci sono donne forti e ci sono donne deboli e frivole, ci sono uomini forti e ci sono uomini deboli e frivoli…ci sono persone, al di là del sesso, delle convenzioni sociali e delle difficoltà che affrontano, in ogni parte del mondo..sono “buone” o “cattive” a prescindere dal sesso. Quando avremo interiorizzato questa banale realtà avremo tutti, uomini e donne, fatto un enorme passo in avanti 😉

  3. Baol 30 gennaio 2009 a 10:47 pm #

    Gli basta la voce? Ecchecavolo….quando si dice che basta una botta di vento…

    😀

  4. lagiraffa 30 gennaio 2009 a 10:55 pm #

    * Madry, credo proprio, come te, che si temano le “potenzialità” delle donne e, a lungo andare, purtroppo, anche le donne, impegnate a fare le milleduecentocinquanta cose, scordino di averle, quelle potenzialità, e di farle valere.

    * No Blogger, però, mentre si attende di interiorizzare la banale realtà dell’uguaglianza, le donne continuano a trovarsi in una situazione molto diversa rispetto a quella dell’uomo, ad un uomo non viene imposto di indossare un burqa, non riceve uno stipendio più basso della sua collega, non rinuncia al suo lavoro per accudire i bambini sacrificando la propria carriera, non subisce violenza sessuale da una donna depravata, abbiamo ancora tanta strada da fare, donne e uomini..

  5. lagiraffa 30 gennaio 2009 a 10:59 pm #

    Baol, a me ‘sta cosa che basta la voce mi sa di grande repressione sessuale o grande scusa, giusto per lanciare minacce di morte a vanvera.. e se mi viene in mente Rosa Russo.. 🙂

  6. No Blogger 30 gennaio 2009 a 11:08 pm #

    ..Madonna, con i migliori avvocati pagati dal suo pozzo senza fondo di soldi, ha ottenuto proprio oggi l’affidamento dei suoi due figli avuti dall’ex marito. Così come avviene ogni giorno in mille tribunali, anche senza pozzi di soldi, ma per “consuetudine”. Hai proprio ragione, “abbiamo ancora tanta strada da fare, donne e uomini”…

  7. lagiraffa 30 gennaio 2009 a 11:18 pm #

    Quella “consuetudine”, purtroppo, è un esempio della nostra diversità e, in questo caso, della situazione di debolezza dell’uomo rispetto alla donna, abbiamo tanta strada da fare, preferibilmente insieme, altrimenti si rischia di andare verso direzioni diverse.. 🙂

  8. antonio76 30 gennaio 2009 a 11:59 pm #

    Non lo so perchè fanno tanta paura.. forse per lo stesso motivo per il quale sono più intelligenti, secondo me.. perchè sono più sensibili, e con la loro sensibilità sanno raccogliere tutta la forza e la fragilità di questo mondo, anzi, di questa terra….. forse per alcuni sapere che la fragilità può andare di pari passo alla forza e alla sensibilità è un dramma… soprattutto per coloro che pensano di essere forti e capaci di controllare tutto.. per questi minuscoli individui il disordine è inconcepibile e il modo meraviglioso in cui le donne sanno vivere, concepire e creare il disordine è il più grave attentato alle loro assurde certezze…
    il disordine che può crearti una donna può essere insostenibile, ma resta la cosa più importante per cui vada la pena di vivere…
    non so… forse è per questo… non so…
    🙂

  9. lagiraffa 31 gennaio 2009 a 6:46 pm #

    Antonio, mi piace la tua spiegazione da uomo, mi fa riflettere sul caos che possiamo creare mentre ho sempre pensato che le donne portassero armonia..o si tratterà di un armonioso disordine??!! ci dovrò pensare..mumble, mumble.. 🙂

  10. No Blogger 31 gennaio 2009 a 8:32 pm #

    ..pensa anche al “coraggio” che ha avuto il marito di Ayda, pensa come sarà trattato per la sua “debolezza” da parte della tribù..ha però la fortuna di esser stato compreso da Ayda…forse è un esempio che vale più di molti altri, altro che “disordine”…

  11. lagiraffa 31 gennaio 2009 a 8:55 pm #

    No Blogger, ho sempre pensato che tra due persone che si amano si creasse “l’armonia” (lei gli ha dedicato una bellissima poesia d’amore) ma non tutti gli esseri umani si amano e se a farne le spese, come in questo caso, sono le donne vorrei capire perchè..perchè molti vogliono tenerle ai margini della società, eppure le donne li hanno messi al mondo.. riuscirà il mio cervellino a pensare a tutte queste cose??!! 😉

  12. No Blogger 31 gennaio 2009 a 10:41 pm #

    ..a farne le spese sono le donne e sono gli uomini degni di questo nome, perchè sono se stessi, sono quelli fuori dalla banalità, dall’ordine costituito, sono quelli che non hanno versato il cervello all’ammasso..quella è la loro “colpa”, il loro sesso viene dopo 😉 guarda il paradosso: di Ayda è noto il nome, del suo uomo no, eppure – per quella “cultura” – sarà lui il primo ad essere messo in croce ;(

  13. lagiraffa 31 gennaio 2009 a 11:13 pm #

    Il nome di Ayda è noto perchè è lei ad aver partecipato al concorso, costretta ad indossare il burqa, e ad aver subito minacce di morte per il solo fatto di essere andata in televisione ed aver fatto sentire la sua voce. Per una volta, dietro una grande donna, invisibile, c’è un grande uomo, solitamente accade e si dice il contrario e le donne rimangono sempre nell’ombra a sostenere i propri “grandi” compagni senza lamentarsi se non viene fatto il loro nome 🙂 non credo si possa negare che ci sia discrimazione nei confronti delle donne nel mondo..

  14. No Blogger 31 gennaio 2009 a 11:33 pm #

    …sì, ricorda che stavolta – come tante altre – sarà questo “nessuno” a passare molti brutti quarti d’ora…non voglio sminuire le difficoltà che tante donne ancora oggi vivono, ma desidero soltanto dire che questo mondo non è facile per tanti, senza alcuna distinzione di sesso (nemmeno di razza o di religione) 😦

  15. la coniglia 3 febbraio 2009 a 3:55 pm #

    una parola anche per Jessica Alba: che Ayda sia così coraggiosa meraviglia ma conferma che noi donne abbiamo tanto da dare e spesso coraggio da vendere. Che la Alba non sia l’oca che sembra mi pare una cosa altrettanto lodevole…A volte non siamo coperte da strati di veli, ma in realtà è come se lo fossimo…strati e strati di frivolezza e ‘ochitudine’ che ci piazzano addosso…e mi fa piacere che jessica se ne sia tolti un pò. (però due parole su Obama poteva sprecarle)

  16. lagiraffa 3 febbraio 2009 a 10:49 pm #

    Coniglia, da quello che ho capito credo che al giornalista non interessasse l’opinione di Jessica nostra, è lei ad aver fatto la domanda all’intervistatore, che non ha risposto..poi, può darsi che sul sito di SciAlba ci sia scritto pure qualcosa su Obama ma, se ti devo proprio dire la verità, il mio amore per la cronaca si è fermato lì 😉

  17. la coniglia 5 febbraio 2009 a 3:30 pm #

    si vede che un velo di ochitudine mi avvolge perchè non avevo capito bene 😛

  18. No Blogger 5 marzo 2009 a 9:40 am #

    ..purtroppo..

    Le uccidono il marito: “La lasciava recitare”.
    A dicembre il marito di Paween Mushtakhel, volto televisivo della tv afghana, è stato assassinato davanti casa dopo mesi di avvertimenti. Non si era piegato, non ci pensava proprio a proibire alla moglie di andare in tv. E gli estremisti gliel’hanno fatta pagare. Da allora lei, rimasta vedova a 41 anni con due figli, vive nel terrore (Il Sardegna, 5 marzo 2009).

  19. lagiraffa 5 marzo 2009 a 12:09 pm #

    Sì, ho letto.. avevi ragione.. purtroppo per loro 😦

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