Il nostro Sant’Efisi ne protegge il Poetto.

27 Lug

Quando sul monte arriva il momento della letteratura, tira sempre aria di grande cul-tura e allora bisogna respirarla a pieni polmoni, a bucca prena, come direbbe il mitico esponente del verismo sardo-giraffesco, Ringrazio Deledda, per nutrire l’anima e lo spirito. Stavolta, Ringrazio ci fa conoscere il lato mistico della capitale del Mediterraneo che tutti ce la invidiano, con arguti cenni alla politica internazionale degli ultimi anni, una miscellanea di attente indagini socio-politiche e sublimi note di vero verismo, chè a noi lo Strega ce lo tirano dietro;-) e ce lo beviamo pure, a bruncu ovviamente.

Giraffa l’editora

 

                                                   Il nostro Sant’Efisi ne protegge il Poetto

Come spesso e volentieri ne accade, la nostra mitologica Kasteddu, l’inenarrabile capitale del Mediterraneo, ne è appropriatamente cravata al centro degli avvenimenti più importanti a livello mondiale e ultraplanetario.   E che d’è di importante?   Is Americanusu che ne fanno guerra anche al Madagascar?  E quando mai?  Non fa notizia, che tanto ne fanno guerra a calincunu d’ogna borta che cussu presidenti Push sa bomba non gliene danno il gelato.   Caterina Murena, la notoria shopgherl, fatta a documentario, dice “non buttatene l’aliga sulla spiaggia”?    Cosa che la sanno anche sa pippialla meno scafata.   Nooooo, la cosa importante è che il nostro grandioso e univoco Sant’Efisi la difende a Kasteddu da tutte le cose brutte!    Tre secoli fa erano tutti disperati di una epidemia di peste che non vi dico: ci ha pensato Sant’Efisi con una gigantesca piòla a cielo aperto che ne ha cucinato pruppu a insalata, burrida e frittura di pisciu rè per tutti i Kasteddai, che a quelli delle bidde intorno non li facevano avvicinare tanti cani neri più di Scamarcio tranne, però, a questi di Pula, che ne dovevano portare is figus e figu morisca a frutta. E infatti poi lo portano, a giro, dalla grande Kasteddu fino a Pula e poi al fare il bagno a Nora, che poi ne torna indietro. Al massimo un po’ di dolor’e brenti a calincunu, ma la peste se ne andò totta strumpiata mala.    Poi ne erano arrivati un secolo dopo i francesi ad assediarne la nostra mitica Kasteddu dal mare che ne erano invidiosi che Parigi era troppo poco.  Sparavano palle di cannone dalle navi, ma Sant’Efisi se ne fece grande grande sui bastioni che le rimandava indietro con un racchettone de aicci: tutti i Kasteddai se ne erano appollati sulle mura a goderne lo spettacolo, urlando e facendo ghigni e televisori ai francesi, che alla fine se ne andarono poitta Sant’Efisi gli aveva affondato già una pariga di navi.   Solo Boiccu su scimpru ne era morto, ma per colpa sua, che si era sporto troppo dalle mura e ne era caduto di sotto gridando comenti unu proccu che lo scannano.   Ma di questi giorni Sant’Efisi ne ha anche superato se stesso e ha fatto vedere come ne dà dieci e una figurina a tutti i santi, mentre con i beati non c’è storia proprio.   Anche la Giraffa fatta a editora me ne aveva mandato a vedere la scena per metterla dentro la tv per il nostro accallorato pubblico del satellite.  E ne aveva ragione, che lo spettacolo era unico.   Alla povera spiaggia de su Poettu, che ci piace troppo pure a tutti i Kasteddai, già ne avevano fatto troppe: prima se ne erano ripasciuti di soldi, a loro, buttandone perde e perdigoni fingendo che era sabbia nuova, ma la giustizia li ha presi.  E si era capito che l’avevano cugurrata questi di Parigi, che loro non ce la avevano, e ne avevano mandato due di loro, Zironì e Ballettòn, a strumpiarla.  Ma ora, dopo tante scimprate (pure su giru delle brasiliane a culo fuori , come se a Kasteddu non ce ne fossero già egue come se piovesse) ne era venuta pure una masnada di stronausu con pompette a gonfiarne una chiesa di gomma a farne concorrenza a Sant’Efisi.  E no!  Questo era appropriatamente troppo pure!     Davanti a tutti quanti, milioni di persone tutti accallonati a guardare, Sant’Efisi se ne è messo a soffiare un vento, ma un vento de aicci che ne ha fatto volare tutto quanto, stronausu, predi e palloncini compresi!  E poi se ne è tornato a casa sua tutto contento.   Uno scioro incredibile, tutto fra gli applausi dei Kasteddai e pure le bandiere come se il Cagliari ne vinceva di nuovo lo scudetto!    E a su Poettu così ce ne era di nuovo di più di spiaggia libera, è o no?

 

 

 

 

 

 

 

Ringrazio Deledda

 

 

Cravata – è il crogiuolo dei più importanti avvenimenti internazionali;

 

Calincunu d’ogna borta che cussu presidenti Push sa bomba – non si tratta di una notizia eclatante, poiché tutte le volte in cui viene proibito un gelato al Presidente Bush la bomba, dichiarano guerra a qualcuno (pure al gelataio, nota personale della traduttrice)

 

Shopgherl – showgirl, l’attrice Murino, casteddaia verace, è stata scelta come testimonial

 

Non buttatene l’aliga sulla spiaggia – non buttare i rifiuti in spiaggia

 

Sa pippialla meno scafata – gli infanti più ingenui

 

Piola – bettola

 

Pruppu – polpo

 

Burrida – gattuccio di mare, tipico piatto kasteddaio

 

Pisciu re – pesce re, pesciolino colorato

 

Bidde – paesi

 

Is figus – i fichi

 

Figu morisca – i fichi d’india

 

Totta strumpiata mala – se ne andò malconcia

 

De aicci – così

 

Ghigni e televisori – i ghigni sono i gesti normalmente utilizzati dal Ministro Bossi per onorare il tricolore e la Nazione; i televisori mostrano i programmi più intelligenti e dotti dei quali sono portatori alcuni uomini (noti anche come deretani pelosi)

 

Poitta – perché

 

Boiccu su scimpru – Boiccu diminutivo di Salvatore, lo scemo

 

Comenti unu proccu – come un maiale

 

Ripasciuti – fa riferimento al famigerato ripascimento del Poetto, grazie al quale la finissima sabbia bianca del Poetto è stata sostituita da pietre grandi come ceci, ma ceci grandi

 

Perdigoni – grosse pietre

 

Cugurrata – gli invidiosi parigini avevano lanciato una maledizione contro la splendida capitale del Mediterraneo

 

masnada di stronausu – un’orda di persone poco lucide

 

accallonati – persone che non brillano per il loro acume, volgarmente dette rincoglionite

 

predi – il prete

 

scioro – grande sfoggio

 

Ansa, 27 luglio 2008

SALTA PICCHETTO, CHIESA GONFIABILE ‘VOLA’ A CAMPOBASSO.

CAGLIARI – Ospite indesiderato, il maestrale ha fatto fallire il progetto delle ‘Sentinelle del mattino’. La chiesa gonfiabile issata in pochi minuti sulla spiaggia del Poetto, a Cagliari, è stata ripiegata in tutta fretta: troppo pericoloso accogliere in preghiera i giovani della movida in una struttura in balia delle bizze di un vento poderoso, che ha cominciato a spazzare il litorale cagliaritano al calare della sera.
Issata alla quinta fermata del Poetto, la chiesa – 30 metri di lunghezza, 15 di larghezza – ha subito il primo e fatale scossone dopo le 21: una raffica di maestrale ha staccato il picchetto in corrispondenza dell’abside: l’effetto è stato quello di un’enorme vela senza controllo. Le ‘Sentinelle’ hanno cercato di rifissare il paletto, ma non c’é stato nulla da fare. La chiesa è stata sgonfiata ma la carica degli organizzatori non si è affatto smorzata.
“Purtroppo non abbiamo tenuto conto del vento: la chiesa si é trasformata in una grande vela ed è stato meglio sgonfiarla – spiega don Andrea Brugnoli, il sacerdote veronese che otto anni fa ha fondato l’associazione – ma siamo comunque soddisfatti: i ragazzi hanno fatto un gran lavoro di evangelizzazione, contattando decine di giovani sulla spiaggia.
Siamo in partenza per il Lido di Campo Marino, a Campobasso, ma torneremo. Vento permettendo”. La notte è ancora lunga e c’é spazio per la preghiera: l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, ha raggiunto i ragazzi di don Andrea al Poetto e assieme ad alcune decine di altri giovani, nel frattempo aggregati, ha dato vita a un momento di raccoglimento. Senza chiesa, sotto le stelle.
 

 

 

 

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Una Risposta to “Il nostro Sant’Efisi ne protegge il Poetto.”

  1. Pat 28 luglio 2008 a 2:39 pm #

    Mitico:-D 😀 😀

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