Armonia al retrogusto di dittatura.

25 Mag

Potrebbe sembrare il nuovo gelato sponsorizzato dal tg2 nei suoi interessantissimi “approfondimenti” (“gli italiani preferiscono il cono o la coppetta?”, “ma le mamme italiane quanto amano i propri figli?”, “e tu, bella bambina perché mangi la cioccolata?”, e via dicendo). Invece no. Si tratta della nuova forma di governo italiana, la studieranno fra qualche anno anche gli studenti di giurisprudenza, dopo che quale emerito, esimio, illustre professore ci avrà scritto sù un bel tomone. La chiamano “armonia”, i fighetti amanti dello sport la chiamano “fair play”, gli imbonitori del popolo la chiamano “rispetto dell’avversario” o “creazione di un clima sereno per un confronto civile tra governo e opposizione” oppure “confronto civile tra governo e parti sociali” etc. etc.. In realtà, si riferiscono tutti a quella nuova forma di dittatura che, già da qualche anno, si è diffusa nel nostro bellissimo Paese. Mentre la buonanima del nonnino di Alessandra Mussolini aveva bisogno, ahi lui, di sporcarsi le mani, eliminando fisicamente o politicamente gli avversari politici e i contestatori, oggi, chi va al governo, fortunatamente, non deve farlo, semplicemente, perché avversari e/o contestatori non se ne trovano, neanche a pagarli oro (anche perché con le nostre catenine d’oro farebbero soltanto il collare per Fufi, il cagnolino di casa). In questa nuova forma di Armonia, dove l’Ordine è garantito, per esempio, se un giornalista, in tv, ricorda agli italiani che il Presidente del Senato ha avuto conoscenze mafiose, e il fatto è pure documentato, non solo scatena la prevedibile e comprensibile ira del Presidente, ma scatena pure la rabbia del capogruppo dell’opposizione al Senato che, in un’uscita che sembra abbastanza mafiosa, afferma “Travaglio e Santoro ci fanno perdere voti”, come se i suddetti giornalisti fossero uomini assoldati dal partito e, quindi, invoca il famoso “rispetto per chi non è presente etc. etc.”, per mantenere l’Armonia. In questa Armonia, per fare un altro esempio, se il governo decide di buttare fuori dal Paese a calci nel sedere i clandestini (tranne le badanti, che anche se irregolari sono un po’ meno clandestine degli altri e non sono potenziali assassine di nonnine) e per farlo decide di creare pure un reato nuovo, nuovo come l’immigrazione clandestina, gli oppositori (ops, scusate, ho usato un parolone duro e offensivo per i rappresentanti della coalizione avversaria, ma si può dire avversaria??) non gli sbattono in faccia che è illogico voler mandare via a calci i clandestini e, poi, garantirgli vitto e alloggio gratis in un carcere italiano, già in sovraffollamento. Non gli dicono che, così facendo, con tutta quella propaganda, non fanno altro che alimentare l’odio nei confronti di tutti gli immigrati. E se, per caso, i governanti mettono in progetto una sfilza di grandi opere come: TAV, centrali nucleari, ponte sullo Stretto, i sostenitori del rispetto non gli dicono “scusa, caro esimio governante, il Paese non ha bisogno delle grandi costosissime opere, ha bisogno di un rifacimento delle linee ferroviarie, di una riduzione dei consumi energetici, idrici, ha bisogno di proteggere il suo territorio, ha bisogno di vivere in un ambiente salubre, ha bisogno di grandi opere per ristrutturare scuole fatiscenti, ha bisogno di far crescere le piccole imprese, ha bisogno di lavorare, ha bisogno di avere ospedali efficienti, ha bisogno di sviluppare la ricerca, non con le azalee della domenica ma con fondi dello Stato, con istituti di ricerca dove gli scienziati possano lavorare dignitosamente, ha bisogno di cultura, di musica, arte, danza, letteratura, ha bisogno di sicurezza dentro e fuori dai posti di lavoro, ha bisogno di fatti concreti non di magiche illusioni”. No, non glielo dice perché, in fondo, anche l’oppositore è solo un personaggio del grande teatro dell’Armonia, dove la dittatura si mette in scena con i suoi abiti migliori. I peggiori.

 

(la foto è di Fiorella Sanna)

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12 Risposte to “Armonia al retrogusto di dittatura.”

  1. No Blogger 25 maggio 2008 a 4:48 pm #

    un’armonia quasi perfetta, dove rimangono soltanto pinocchi anarchici a tirar calci per difendere i propri diritti. Beate le Nazioni che non hanno bisogno dei pinocchi anarchici per difendere lo Stato di diritto…

  2. Baol 26 maggio 2008 a 8:23 am #

    Se consideri che poi, da noi, non esiste il reato di tortura…

  3. la coniglia 26 maggio 2008 a 10:00 am #

    concordo…dolorosamente concordo…

  4. Regina Madry 26 maggio 2008 a 10:50 am #

    Funeraria e ripetitiva (è pur sempre lunedì): una prece.

  5. Miciastra 26 maggio 2008 a 3:03 pm #

    Altrettanto dolorosamente mi unisco a la conchiglia.

  6. giraffa 27 maggio 2008 a 6:58 am #

    * No Bloggs, se penso che alcuni vecchi “pinocchi anarchici” sono al governo..ho la sensazione che l’Armonia ci fa una bella pernacchia…

    * Baol, tortura? Quale tortura? Sono buffetti sulle costole..

    * Coniglia, Miciastra, tra animaletti ci comprendiamo;-)

    * Madry, è martedì e continuo ad essere ripetitiva..sarà un’inizio di demenza senile??

  7. la coniglia 27 maggio 2008 a 9:26 am #

    Sono così partita che ero convinta di aver firmato…ma ora ho fatto 🙂 Smak!
    P.S.
    Adesso che giunge l’estate ci organizziamo per quella famosa pizza…!

  8. No Blogger 27 maggio 2008 a 10:31 am #

    e, di grazia, quali sarebbero i “pinocchi anarchici” giunti al governo ?

  9. giraffa 27 maggio 2008 a 9:16 pm #

    * Coniglietta, bene! E’ un modo per provare a farci sentire.. E certo che bisogna organizzare per la famosa pizza! Quando la smettono di strattallarti, in quel posto dove lavori..:-)

    * No Blogpinocchs, i pinocchi “che si credevano anarchici” e sono al governo sono tutti quelli che scendevano nelle piazze per cambiare la società, per fare la rivoluzione e, invece, hanno solo cambiato il numero degli zeri del loro conto in banca e sono rimasti dei pinocchi.

  10. No Blogger 27 maggio 2008 a 9:50 pm #

    …sono rimasto quello che ero e sono, anche riguardo il conto in banca ;-))

  11. giraffa 28 maggio 2008 a 6:53 am #

    Non mi riferivo a te, al governo non ci sei ancor arrivato:p

  12. No Blogger 28 maggio 2008 a 7:32 am #

    …prrrrrrrrr !!!!!!!!!!!!!

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