Il segreto sul Segreto di Stato.

12 Mag

centrale nucleareI telegiornali della tv di Stato, troppo impegnati a fare servizi interessantissimi come “cosa fanno i ragazzi nel fine settimana?”, “come si vive un flirt sul lavoro?”, “Carlo e Camilla divorzieranno?”, hanno dimenticato di informare i loro maggiori finanziatori (cioè noi che paghiamo il canone) riguardo a due cosette che, in concreto, potrebbero risultare assai più interessanti del “facciocosevedogggente” dei giovani italiani. Per esempio, avrebbero potuto raccontarci che il ministro Matteoli ha ricordato che, “sì, certo, naturalmente, il ponte sullo Stretto si farà, è una promessa fatta agli elettori, dobbiamo mantenerla”, ogni gloria agli uomini d’onore baciamolemani del nostro governo che, come mai è successo in politica, mantengono le promesse che, evidentemente, devono avere un gran bel tornaconto pure per loro, oltre che per la mafia. Se, magari, il ministro ricordasse che esiste una buona parte di italiani che vorrebbe strade e sistema di trasporti più sicuri e veloci, sarebbe un gran bel tornaconto pure per noi. L’altra dimenticanza della tv di Stato è il regolamento del governo Prodi, entrato in vigore, zitto zitto, lo scorso 1 maggio, che estende il segreto di Stato all’energia, ossia, agli impianti civili di produzione di energia, perciò non più non soltanto agli impianti e alle installazioni militari ma, anche a quelle del mio vicino di casa. Energia può essere = nucleare, perciò, zitto zitto, il governo potrebbe rispolverare le belle ideuzze di produzione di energia nucleare, nonostante gli italiani abbiano manifestato il loro dissenso con un referendum, mettere il segreto di Stato e farci una pernacchia, e fare altrettanto per il deposito delle scorie, nonostante si parli di “produzione”. Non c’è che dire, un gran bel regalo per tutti noi. In nome di quella trasparenza invocata dal governo Prodi in occasione della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Adesso possiamo stare tutti tranquilli, perché, per la trasparenza, potremo sapere quanto guadagna il nostro vicino di casa ma, in nome del supremo interesse della sicurezza nazionale, non potremo sapere se costruisce, accanto alla cuccia del cane, pure un deposito nucleare. Fa piacere, poi, che la tv di Stato abbia interpretato il dpcm come un invito al segreto sul segreto di Stato, una bella dimostrazione di quella dittatura auto imposta della maggior parte del giornalismo italiano. Viva l’Italia.

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9 Risposte to “Il segreto sul Segreto di Stato.”

  1. No Blogger 12 maggio 2008 a 10:45 am #

    ..arriverà, arriverà il primo “segreto” sul deposito “segreto” delle scorie nucleari, poi arriverà il secondo “segreto” sulla centrale nucleare “segreta”…

  2. mat 13 maggio 2008 a 7:06 am #

    certo che potresti invitarmi a cena!
    ho visto che dichiari 20000000000000000000 di euro!

    e chissà quanti ne hai in conti segreti di banche segrete in stati segreti!

    a me puoi dirlo…li sono mantenere i segreti

  3. Regina Madry 13 maggio 2008 a 8:40 am #

    Cara Girà, io non ci trovo nulla di sbagliato nei redditi online…perchè la situazione normale (tollerata o subita da tutti finora) è stata e sarà ancora quella del dentista con la Porsche che dichiara 800 euro al mese, il commercialista nullatenente, ecc. ecc.
    Non si tratta, come qualcuno dice, di velenoso “sputtanamento”, semplicemente di non coprire più queste scandalose ingiustizie: tu chiamala se vuoi, trasparenza….esattamente quella che non può esserci, alla fine, per il solo fatto che esiste un “Segreto di Stato” :-((

  4. Baol 13 maggio 2008 a 11:02 am #

    Io credo che il problema non siano le centrali nucleari visto che ce le abbiamo al confine con la Francia, il problema è se vengono fatte con il raziocinio italiano e cioè dando mazzette a destra e a manca e mangiando tutti quanti sulle spalle della sicurezza 😦
    Se venissero fatte come si deve, affiancandole ad una seria ricerca sulle altre fonti di energia rinnovabili io non credo siano una cosa sbagliata…ma il problema è che verranno fatte con i piedi, come tutto nel nostro Paese.

    Quanto al ponte sullo stretto…beh, magari potrebbero usare quei soldi per finire la Salerno-Reggio Calabria e tutti gli altri tratti autostradali che fanno schifo

  5. lagiraffa 13 maggio 2008 a 2:11 pm #

    * No Blogger, ssssssshhhhh, non dirlo..è un segreto…

    * Mat, sapevo che avresti mantenuto il mio segreto, da 200milioni di euro..meriti aragosta&champagne;-)

    * Regy, appunto, il problema è scoprire com’è possibile che il dentista o l’avvocato che dichiarano 800 euro si comprino una ferrari, dovrebbe scoprirlo il fisco, dovrebbe indagare la guardia di finanza, e rendere pubblici i risultati delle loro indagini. Altrimenti, è solo un’illusione di trasparenza, ‘na gran presa per i fondelli. Se poi, lo stesso governo, prevede il segreto su questioni che interessano la collettività, be’, qualche dubbio sulla sua buona fede mi viene..

    * Baol, il metodo è sempre quello italiano, quello che permette ad un’intera città, quasi un’intera Regione, di essere sommersa dai rifiuti, organici, e di costruire discariche di chissacosa accanto ad allevamenti e coltivazioni..possiamo stare tranquilli?

  6. Julien 14 maggio 2008 a 8:28 am #

    Cara Giraffa, sulla trasparenza sono perfettamente daccordo con te. Possono certo esistere motivi di sicurezza per le centrali energetiche (sono potenziali obiettivi militari e terroristici) ma le scelte di fondo (nucleare o non nucleare) devono essere chiare e trasparenti. Personalmente sono favorevole a scelte che riducano drasticamente i consumi petroliferi che, a mio parere, rischiano di provocare un danno immediato e irreversibile all’uomo ed all’ambiente molto superiore al rischio del nucleare. Il famoso referendum fu condotto in maniera indegna a livello di informazione: non fu divulgata la vera voce della scienza ma fu fatto del terrorismo, a tutto vantaggio dei petrolieri. Comunque esistono varie vie per sfruttare anche le energie naturali, come ad esempio il geotermico di cui l’Italia è ricca ed un certo contributo del nucleare non guasterebbe. In realtà la battaglia contro il nucleare è foraggiata da chi vuole detenere il monopolio proprio in questo campo e gli ecologisti rischiano di essere il loro inconsapevole strumento.

  7. lagiraffa 15 maggio 2008 a 7:25 am #

    Caro Julien, la mia paura, riguardo al nucleare, è legata sopratutto alle modalità di realizzazione e di gestione delle centrali e dei depositi per le scorie. Purtroppo, sono convinta che, mentre la scienza progredisce, la politica rimanga immobile, fossilizzata nei vecchi modi di agire, e i beni pubblici, così come i diritti dei cittadini, vengano gestiti sempre allo stesso modo, ossia, sulla base di interessi “mafiosi”, senza tenere in alcuna considerazione, le esigenze, le problematiche del territorio e della popolazione, per esempio, nel momento in cui si individua un sito da destinare allo stoccaggio delle scorie. Lo stesso caso vergognoso della finta emergenza decennale dei rifiuti, in Campania, fa paura e fa riflettere sui modi di gestione, poco scientifici e molto politicamente mafiosi, del problema. Gli stessi casi dei nostri petrolchimici, che inquinano aria, falde acquifere, vastissimi territori, praticamente senza alcun controllo, dovrebbero far riflettere sui veri interessi che stanno alla base delle scelte energetiche: sempre e soltanto interessi economici, senza alcun rispetto per l’uomo e per l’ambiente. Possiamo affidare il nucleare ai nostri politici?

  8. Julien 15 maggio 2008 a 10:18 am #

    No Giraffina, no. Ai politici proprio no. Se guardiamo alla storia passata (ho qualche annetto e ricordo bene), noi avevamo il più importante ed agguerrito (in senso buono) team di fisici, chimici ed ingegneri nucleari che lavoravano nel CNEN di Felice Ippolito e, più di quaranta anni fa (leggi bene! Proprio 40, per l’esattezza 42) eravamo vicini alla realizzazione del reattore a fusione (quella vera, non quella fredda che è una panzana sesquipedale!); ma poi Ippolito fu addirittura arrestato e incarcerato con motivazioni assolutamente e vergognosamente pretestuose ed il CNEN andò a morire, divenendo, pian piano, quella cosa amorfa che è l’attuale ENEA. Fu una vera porcata politica. Oltre oceano avevano (come anche oggi) una grande paura che altri stati sviluppassero tecnologie nucleari. Inoltre noi non eravamo tra i 4 grandi, eravamo i perdenti della seconda guerra mondiale, con un forte partito comunista per giunta. Inoltre l’energia nucleare dispiaceva alle sette sorelle, che già avevano mal digerito la ENI di Enrico Mattei (misteriosamente perito in un incidente aereo) che faceva contratti coi paesi produttori meno vantaggiosi per loro. Tutto questo per me PUZZA, e puzza veramente tanto.

  9. No Blogger 15 maggio 2008 a 10:39 am #

    Julien, visto che hai così tante certezze sulle “magnifiche sorti progressive” che ci donerebbe l’utilizzo, in Italia, dell’energia nucleare, dove andresti a mettere, in Italia, le relative scorie, giusto per citare un problema concreto ?

    No Blogger

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