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Cantate inni al Signore.

11 feb

Farfalla e gabbiaSul fatto che gli uomini venuti dopo Gesù abbiano talvolta interpretato male il suo messaggio, soprattutto nella parte che riguarda le donne, è ormai risaputo. Per molti dei nostri fratelli – uomini di Chiesa, la donna rimane un essere sporco ed immondo, per il semplice fatto, probabilmente, che ad alcuni di loro la sola visione di una donna manda in confusione gli ormoni e, allora, ecco il demonio con tette e sottana, causa del peccato originale. Ma a questo siamo abituati e pure i nostri uomini di chiesa dai tempi dell’Inquisizione hanno fatto un po’ di strada e hanno dovuto abituarsi alle maniche corte dei nostri abiti, ai capelli non velati, alla nostra libertà di espressione, è stata dura ma ce l’hanno fatta, sebbene la donna rimanga per molti, ma per fortuna non per tutti, uomini di Chiesa, una figlia indegna del Creatore.  Non se la passano meglio, d’altra parte, le donne che hanno a che fare con i rabbini ultraortodossi israeliani, uomini che, evidentemente, hanno ormoni abbastanza scombussolati e non pacificati, e così se i musulmani più intransigenti risolvono il problema “tentazione” rinchiudendo le donne in un saio integrale, gli ortodossi risolvono con una serie di prescrizioni- limitazioni- vessazioni- nei confronti delle donne. Qualche giorno fa, una ragazzina di diciassette anni, Ofir Ben-Shetreet, che ancora va alle scuole superiori, è stata severamente ripresa dalla comunità nella quale vive perché ha osato l’inosabile: ha cantato davanti ad una platea di uomini, si trattava in realtà di una platea mista, dal momento che la ragazza partecipava ad un talent di quelli che vediamo tutti i giorni in tv, ma la presenza di uomini è stata determinante, poiché le donne non devono far uscire dalla propria bocca (si potrà dire bocca? O meglio, si potrà nominare la bocca di una donna?Mmmmmhhh, dubito) dei suoni melodiosi davanti agli uomini perché loro, poveri, si turbano, l’ormone non capisce più niente e poi sono guai. Fortunatamente per lei,  la giovane cantante, indossava un abito che copriva gomiti e ginocchia (notoriamente, armi utilizzate da millenni dalle donne al solo scopo di sedurre gli uomini) altrimenti, immagino, avrebbero trovato un modo più efficace per punirla che non la semplice sospensione dalla scuola.

Eppure, in altre occasioni, le donne hanno cantato in presenza di parecchi uomini:

Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un timpano: dietro a lei uscirono le donne con i timpani, formando cori di danze.

Maria fece loro cantare il ritornello:

«Cantate al Signore

perché ha mirabilmente trionfato:

ha gettato in mare

cavallo e cavaliere!».

(Esodo 15:20-21)

Canta Ofir, canta!

Nei panni di una donna.

17 gen

jessica rabbitIl Procuratore di Bergamo, intervistato sul recente caso di stupro nei confronti di una ragazza nella sua città, ha esortato le donne ad essere più prudenti, ad avere senso pratico e, di conseguenza, a non uscire da sole la sera. Originale. Sono sicura che l’intento del procuratore Dettori fosse sinceramente buono ma, ahinoi, fa capire lo stato di arretratezza nel quale ancora siamo costretti, uomini e donne, a vivere e a sopravvivere, una condizione di certo non degna di un Paese moderno e civile come riteniamo sia l’Italia. Un consiglio del genere si potrebbe accettare in altri contesti: per esempio, nella giungla, dall’imbrunire in poi, è consigliabile non farsi vedere dai predatori notturni; presumibilmente, anche nell’Età della Pietra, per le australopiteche sarebbe stato opportuno rintanarsi nelle caverne al calar del sole, per evitare le attenzioni di qualche australopiteco allupato, ma in un Paese così avanzato da permettersi di esportare democrazia e libertà in altri Paesi considerati sottosviluppati, da avere pompose “commissioni per le pari opportunità”, no, non si può accettare, non si deve accettare, per il semplice motivo che vivere, anche quando è sera, è una necessità, ed è una manifestazione di libertà, per gli uomini e per le donne. Ma gli uomini, alcuni, sembrano non saperlo o dimenticarlo, e forse, per ricordarlo o per comprenderlo, dovrebbero mettersi nei panni delle donne e chiedersi per quale motivo un uomo può camminare tranquillo la sera mentre una donna dovrebbe non farlo o avere un accompagnatore, come se fosse incapace? La libertà non ha sesso e non ha orari. Nei panni di una donna, sentirebbero il fastidio che talvolta si prova quando si deve, necessariamente, attraversare una strada poco illuminata, per arrivare al parcheggio, per arrivare a casa, per raggiungere la fermata dell’autobus, e non per cercare sesso. Il fastidio è doppio, per il potenziale rischio di trovare un deficiente e per la paura stessa del rischio, che ti fa sentire una mezza scema incapace di difendersi. Ma la soluzione non può essere non uscire o farsi accompagnare. Nei panni di una donna, capirebbero il sentimento sgradevole che provoca un “corteggiamento” insistente e non voluto, che non lusinga ma irrita e, se dura troppo, preoccupa. E la soluzione non può essere quella di nascondersi sotto un burqa per evitare attenzioni. Nei panni di una donna, saprebbero che noi facciamo esami di coscienza più di quanto si possa immaginare, ma non lo diciamo perché anche il minimo segno di autocritica viene strumentalizzato ed usato a scapito di chi subisce aggressioni e soprusi, è il “sì, però” utilizzato per giustificare lo stupratore e concedergli una riduzione della pena o gli arresti domiciliari. Nei panni di una donna, magari il Procuratore Dettori chiederebbe alle Istituzioni di agevolare il dialogo tra uomini e donne, per iniziare un rinnovamento culturale e, in attesa del cambiamento, chiederebbe l’organizzazione di corsi gratuiti di autodifesa, e capirebbe che la libertà non ha sesso e non ha orari.

Mi si nota di più se sono razzista o maschilista?

23 lug

Ti si nota di più se sei razzista. Il maschilismo è ben tollerato, nei Paesi ad alta concentrazione di misogini. E così, per esempio, nei Paesi non razzisti e aperti agli uomini di sani principi, se, per esempio, tu sei un maschilista ed un misogino, insomma hai il culto dell’uomo come essere umano di genere superiore rispetto alle donne e odi queste ultime, ti troverai perfettamente a tuo agio. L’Italia, fortunatamente, è uno di quei Paesi e, sotto questo profilo, non si può affermare sia razzista, anzi è aperto e democratico. Infatti,  sempre per fare un esempio, se tu, maschilista e misogino ma bravo lavoratore, dovessi trovare lavoro presso un albergo italiano e, malauguratamente, dovessi ritrovarti a prendere ordini da un altro lavoratore che svolge mansioni superiori alle tue ma appartenente al genere femminile, ebbene, tu, che non sei abituato a certe tradizioni abominevoli come il riconoscere pari dignità e diritti a tutti i lavoratori a qualunque sesso appartengano, sappi che in Italia troverai sempre qualcuno disposto a darti ragione e a rispettare la tua cultura e le tue convinzioni, perchè questo è un Paese civile, libero e democratico, non sia mai che qualcuno accusi gli italiani di razzismo! Vieni in Italia, con il tuo carico di convinzioni sane e giuste, e se le donne ti infastidiscono sul lavoro, non ti preoccupare, alla loro immonda presenza affiancheremo un sano maschio, a seconda delle tue preferenze razziali e/o religiose e, gradualmente, perchè qui le cose si fanno con astuzia, la donna verrà eliminata e spedita in luoghi più consoni alla sua natura, dove non possa nuocere alla tua sensibilità. Vieni in Italia, non siamo razzisti, siamo solo maschilisti.

L’infinita tristezza di quella Culla.

7 lug

Alla clinica Mangiagalli, la “Culla per la vita”, una moderna Ruota degli esposti, dove possono essere lasciati i neonati, dalle mamme o da chi ha il coraggio di farlo al posto loro, è stata inaugurata nel 2007 ma è rimasta inutilizzata fino a ieri, quando ha ricevuto il primo ospite, Mario, capelli scuri, tutina azzurra e biberon pieno di latte. Pare che la Culla sia un esempio di civiltà, poichè aiuta le madri in difficoltà, evita l’abbandono dei bambini in luoghi poco sicuri, agevola l’adozione dei neonati. Sarà. Un Paese civile, secondo il mio personalissimo punto di vista, aiuta le madri, tutte le madri ma sopratutto quelle in difficoltà, ad allevare i propri figli, con o senza un compagno, le accoglie come cittadine che hanno diritto ad una esistenza dignitosa e felice, le aiuta ad avere un lavoro ed un reddito adeguato se non lo hanno, le sostiene psicologicamente e non incentiva la loro disperazione dicendo “l’unica soluzione è darlo via”, le sostiene e non le colpevolizza anche quando decidono di interrompere una gravidanza non desiderata o impossibile da gestire, dà loro una seconda possibilità. Ma tutto questo richiederebbe troppo tempo, troppa fatica, troppo impegno, e allora meglio la soluzione più pratica e immediata.  Sbaglierò, però, io, al pensiero di quella tutina azzurra e di quel biberon pieno di latte, che fa capire tante cose, provo solo un’infinita tristezza.

Frate Sole, sora Luna.

22 apr

Ogni giorno è il giorno della Terra, che ci ospita, ci accudisce e ci punisce, ci nutre, ci disseta, ci accompagna con la sua bellezza, trattiamola bene e facciamo in modo che sia una casa comoda e accogliente anche per chi verrà dopo di noi. Oggi si festeggia la Giornata mondiale della Terra, e vi lascio le parole di Francesco, san Francesco, un uomo che molto tempo prima di noi, celebrava le meraviglie della Terra:

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Delfini, uomini, e solidarietà tra esseri viventi.

9 mar

Qualche giorno fa, in una spiaggia del Brasile, a 170 chilometri da Rio de Janeiro, un gruppo di mammiferi a due zampe dotati di costume salva un gruppo di trenta mammiferi dotati di pinna, spiaggiati per cause ancora sconosciute. Il video racconta tutto e non c’è bisogno che aggiunga troppe parole. Applauso e standing ovation!

8 marzo sì.

8 mar

Nel 2010, le donne uccise dai propri compagni, o ex compagni, o parenti, sono state 127, nel 2011 139 e, dalle notizie di cronaca nerissima, sembra che il 2012 regga bene il confronto con gli anni che l’hanno preceduto: ogni giorno, leggiamo di donne uccise da uomini con i quali hanno o hanno avuto rapporti personali stretti, di donne violentate da uomini sconosciuti, di donne perseguitate da ex compagni o da sconosciuti, si chiama stalking ma persecuzione rende meglio l’idea di angoscia e terrore che ingenera nelle donne. Sembra quasi un bollettino di guerra ma non si capisce bene quale sia il bottino finale poichè dalle battaglie tra uomini e donne escono solo feriti e perdenti: in primo luogo, le donne direttamente vittime delle violenze, fisiche o psicologiche, che perdono la vita, la dignità, la serenità, la fiducia in sé stesse e nel prossimo e, a seguire, i figli, se ci sono e se sopravvivono, che potranno crescere con un’idea alterata del rapporto tra un uomo e una donna; i genitori, se ci sono e se sopravvivono, che vivranno nel dolore e nell’odio; i nuovi compagni, gli amici, le persone care e infine gli uomini vittime della propria rabbia e dell’incapacità di gestire rapporti personali che si evolvono in maniera diversa da come avevano progettato. L’unico bottino di questa guerra è il virus dell’infelicità, difficile da debellare, se non con l’impegno di tutti noi, altrimenti dovremo spartircelo per molti anni ancora e per altrettanti anni ci sarà bisogno dell’otto marzo per ricordare che le donne  non sono esseri superiori, non sono più speciali degli uomini, non vanno “amate e non capite”, sono semplicemente metà della popolazione mondiale e, insieme agli uomini, fanno andare avanti la vita su questa benedetta Terra.

http://femminicidio.blogspot.com/

http://www.unog.ch/80256EDD006B9C2E/%28httpNewsByYear_en%29/1CD9EE033BBBC854C1257992004A59BC?OpenDocument

http://www.unric.org/it/attualita/27790-violence-against-women-italy-un-expert-announces-first-fact-finding-mission-to-the-country

http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2012/03/05/

http://www.iltempo.it/abruzzo/2012/02/18/1323157-volevano_uccidere_parla_ragazza_stuprata.shtml

Italiani, brava gente – un peluche ce lo ricorda.

10 feb

Un peluche, cosa vuoi che sia un peluche? I bambini ne hanno tanti, quello con le orecchie lunghe dell’asinello, quello con le orecchie tonde dell’orsacchiotto, quello con i baffi del topolino e poi c’è quello con l’anima da angelo custode, che protegge dai brutti incubi, scaccia un pochino le paure, rende il buio della notte meno spaventevole e aiuta a dormire, soprattutto da quando la mamma non c’è più, portata via da chissà cosa. Cosa vuoi che sia un peluche, nella cabina di una gigantesca nave adagiata su uno scoglio, rispetto a tutto quello che ancora contiene quella nave? Rispetto ai corpi di esseri umani che non si trovano, rispetto al carburante che ancora non può essere recuperato, rispetto a quel tempaccio che impedisce quasi ogni intervento sul relitto? Quel peluche può essere un abbraccio caldo nella notte di un bambino che non dorme più e, forse, è un modo per ricordarci, casomai ce lo fossimo dimenticati, che gli italiani sono ancora umani, nonostante tutto. Continua a leggere

Ti tratto come un uomo.

12 set

«Ti comporti da uomo e io ti tratto da uomo e ti picchio» ma quindi, normalmente, ad un uomo che in ristorante bacia la sua fidanzata viene fratturato il setto nasale dagli altri clienti? O succede solo alle donne omosessuali che in ristorante incontrano un idiota?

http://www.gay.tv/articolo/1/15360/Ragazza-picchiata-a-Milano–preso-l-aggressore

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=156251

Uomo schiavo, zitto e bravo.

5 lug

Eccole, infine, le femministe esultare per il grande traguardo raggiunto dalle donne, dopo anni di lotte: trascorrere l’intera giornata in ufficio mentre il marito accudisce la figliolanza, strofina le stoviglie e rifà i letti. Un’idea abbastanza banale di progresso dell’umanità, presa in prestito dagli uomini d’altri tempi, quelli che, appunto, stavano fuori casa tutto il giorno, in ufficio o chissà dove, a far carriera, e si accontentavano di avere, e trascurare,  una moglie/badante/madre/cuoca/talvolta amante tra le confortevoli mura di casa. Un’idea che, tra l’altro, in passato ha fallito, creando insoddisfazione,  frustrazione e tristezza, perciò non mi spiego per quale motivo, oggi, riscuota tanto successo. Eppure, pensavo che noi donne avessimo più fantasia, più estro nell’immaginare il progresso e mi illudevo che, alla fine dei conti, in concreto, saremmo state più generose e più intelligenti degli uomini d’altri tempi, nel realizzare la parità tra i sessi. E invece.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-donna-piu-potente-della-cityha-9-figli-ed-e-moglie-di-un-sahdstay-at-home-dad/

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