Dunque, cari amici che passate di qua, credo sia giunto il momento di fare outing: mi piacciono i test, da quelli della personalità, quelli che ti dicono se sei buona o cattiva, se sei passionale o freddina, fino a quelli più idioti che ti dicono chi eri nella vita precedente (ogni volta cambio attività ma, a quanto pare, nelle vite precedenti ero sempre un uomo, o meglio un giraffo) che animale sei, quale pietanza ti somiglia, quale dito del piede ti rappresenta meglio, fino ad arrivare, naturalmente, al re dei test, Il Test per eccellenza, il test dei test, quello d’intelligenza. Tra questi ultimi, uno dei miei preferiti, ma non riconosciuto ufficialmente, è la compilazione del modello dell’Agenzia delle Entrate per essere inseriti tra le associazioni onlus che hanno diritto al 5 per mille. Ebbene sì, l’ho scoperto da qualche anno, infatti l’inserimento non avviene automaticamente ma deve passare per il test d’intelligenza, che si divide in un due fasi: 1) fase tecnico-pratica, fatta di software da scaricare, compilare e rispedire all’Agenzia, esclusivamente per via telematica; 2) fase psico-attitudinale, che consiste nel trattare con i dipendenti della suddetta Agenzia. La prima parte, per chi non ha dimestichezza con questo tipo di procedure, come me, si presta al compimento di errori e di esaurimento nervoso, queste sono le indicazioni: entra nel sito dell’Agenzia con il tuo codice da “gestore incaricato”, scarica il software per la compilazione, compila, prepara il file della domanda, e come lo preparo il file? Con l’apposito software, mio caro gestore incaricato! Ma dove lo trovo ‘sto cavolo di software? Lo trovi nel sito! Ma DOVE? Nel sito, tesoro! Ok, l’ho trovato, e ora? Spedisci, mia cara! Ok, spedisco, ma con quale codice? Spedisci, mia cara! Sì, ma CON QUALE CODICE? Spedisci, mia cara! Ok, spedisco, tanto ho anche imparato a memoria il mio codice fiscale in due giorni, succeda quel che deve succedere. Una volta spedita la domanda, il programma (che, diciamo la verità, è perfetto) la elabora, la elabora, la elabora, ma non si sa per quanto tempo. Così, inizia la fase 2 del test, quella psico-attitudinale: vai dal dipendente dell’Agenzia, quello che “ne sa” di queste cose, e chiedi come mai è ancora in elaborazione? Uhm..guarda, (immagino dia del “tu” solo a quelli imbranati) è in elaborazione perché hai sbagliato ad inviare il file con il tuo codice, dovevi spedirlo con quello dell’associazione, sai com’è il sistema è fatto bene ma non è così intelligente da capire che tu spedisci le cose per conto dell’associazione, torna a casa e rispediscilo subito! Ok. Torno a casa e provo a rispedire ma il sistema dice che il file è già stato inviato. Panico. Aiuto, quest’anno potrei non superare il test. Chiamo il numero dell’Agenzia e un simpatico operatore mi chiude il telefono sul muso dopo cinque minuti di attesa, “aspetti che proviamo a capire” e poi, click! Mette giù. Panico. Il test sta per dimostrare definitivamente che sono una mezza scema (mezza, non tutta, eh). Eppure mi ero anche invocata alle Alte Sfere, non può finire così. Dopo qualche giorno il sistema dà il referto: “il file è stato elaborato, ma non è possibile rilasciare la ricevuta”. Don’t panic. Il test comprende anche i nervi saldi, perciò richiamo il numero (a pagamento, tariffa urbana) e mi risponde l’Angelo dell’Agenzia, con la voce di Max Tortora, un consulente che, tranquillamente, mi dice che “è tutto a posto, signora giraffa, poiché lei è “gestore incaricato” il sistema capisce che ha inviato il file per conto dell’associazione, per visualizzare la ricevuta segue questa procedura…”. Orbene, ho superato il test, non so se si possa dire altrettanto del dipendente dell’Agenzia delle Entrate Cagliari 1 ma, credo di sì, dal momento che, pur non conoscendo il sistema e pur fornendo informazioni sbagliate e fuorvianti, lui è assunto a tempo indeterminato, percepisce non meno di mille euro ogni mese, un giorno avrà una pensione, naraddi tontu! (che, tradotto significa “chiamalo scemo!”).
P.S.
Se vi interessa un test d’intelligenza, vi lascio questo link (io ho totalizzato un q.i. di 120, ma non credo sia attendibile e, in ogni caso, non so ancora cosa farmene di questo 120, se dividerlo e giocarlo al Superenalotto o darlo come caparra per l’acquisto della casa dei miei sogni):



Avvertenza: trattasi di paranoie.
Non so perché ma, ultimamente, le mie gite in negozi, supermercati, grandi magazzini e cose così, si trasformano tutte in episodi della stessa vecchia serie “Ai confini della realtà”. Stavolta, per fortuna, non ero la protagonista e non sono nemmeno intervenuta a sedare la rissa, anche perché ero nel reparto accessori de La Rinascente e avevo cose più interessanti da guardare che non le facce alterate delle due litiganti, una cliente ed una commessa. Ho precisato il nome del negozio, perché le commesse de La Rinascente, rispetto al livello medio di antipatia delle altre commesse della capitale del Mediterraneo, hanno una marcia in più, sono mooolto più avanti, insomma, per dirla con un’espressione che qui è molto usata, “si credono” nel senso che credono di essere mostri di eleganza/finezza/sapienza, “si credono molto”. La conversazione era attuale: la sentenza/diva della Corte europea dei Diritti dell’Uomo sul benedetto crocifisso, la cliente diceva che “l’Europa non ha diritto di imporci le cose, l’Unione Europea non ha titolo giuridico per intervenire in queste cose” e la commessa, con vari decibel in più rispetto alla cliente affermava, con il tono di chi le cose le sa, “SE L’EUROPA L’HA DETTO, VUOL DIRE CHE LO POTEVA DIRE!” ed io me la immaginavo, questa benedetta signora Europa che diceva un sacco di cosa alla signora Italia, sul crocifisso, sulle cose della vita in generale, senza averne “titolo giuridico”. Avrei dovuto dire qualcosa, mettermi in fila alla cassa con una scusa, avrei potuto, avrei voluto ma non l’ho fatto, semplicemente perché per un momento mi sono sentita una giraffa paranoica rompipalle, una di quelle che si piazza in mezzo alle due signore rissaiole solo per dire che già noi italiani abbiamo a mala pena imparato a capire la differenza tra Parlamento e Governo, figuriamoci se dobbiamo pure ricordarci tutte le istituzioni europee.. la Corte europea dei diritti dell’Uomo è una cosa importante ma non è la Corte di Giustizia, è legata al Consiglio d’Europa (che ne elegge i giudici) un’organizzazione, come giustamente ha scritto 
Da bambina, dopo aver visto uno dei tanti film su san Francesco e santa Chiara, mi era venuto un dubbio assillante (sono sempre stata una piccola paranoica, eh, sia chiaro a tutti) che riguardava i capelli di Chiara: li tagliava, con grande foga, e seguiva Francesco nella sua vita di povertà e preghiera. Dal momento che il dubbio coincideva con la preparazione alla prima comunione, presi coraggio e proposi il mio dubbio al prete della mia parrocchia, una persona intelligente, il quale, dopo la sorpresa iniziale per la piccola paranoica, mi diede una risposta illuminante: santa Chiara ha tagliato i suoi capelli perché sono simbolo di vanità e la vanità non piace al Signore. Semplice e chiaro. Un concetto che oggi capisco ancora meglio, soprattutto quando leggo notizie che mi sembrano incredibili mentre, invece, sono verissime: la Chiesa ha deciso di indagare sulle
Solitamente, anche in condizioni normali, ossia di perfetta armonia con il cosmo, non vado d’accordo con i proverbi, con la saggezza popolare, con tutti quei modi di dire che le persone tirano fuori per sostenere le proprie meravigliose idee, insomma, per darsi ragione. In condizioni anormali, ossia quando Marte transita nel mio segno e mi piacerebbe tirare un bel secchio d’acqua a tutto il cosmo, la saggezza popolare e i suoi portatori, mi provocano un leggero prurito alle estremità inferiori delle zampe, come se un esercito di formichine attraversasse il mio corpo. In questo periodo, guarda caso, Marte è in transito. Marte, per chi non lo sapesse, è il Pianeta della guerra, vinta o persa non importa, guerra dev’essere e guerra sia, con spargimento di sangue, sudore, lacrime e fatica (esageriamo, ecchecavolo!). Ci sono due modi di dire molto usati, oserei dire abusati e bisognerebbe fare una legge apposita per tutelarli, si tratta della lancia spezzata in favore di qualcuno e del famoso dito che indica la luna, un dito suo malgrado sempre al centro dell’attenzione, poiché gli stupidi guardano sempre lui anziché guardare la benedetta luna (dovrebbe essere un proverbio made in china, se non sbaglio, ma piace molto agli occidentali, sostiene il loro senso di superiorità). Bene, parliamone di quel dito. MarteGuerraSudoreSangue. Il portatore del dito, e del modo di dire, solitamente è straconvinto di essere l’unico individuo intelligente in un mondo di stupidi ed è 




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