No, caro ultra che fingi di essere tifoso, la mia maglia non te la do e ti voglio spiegare il motivo, anche se il tuo piccolo cervello annebbiato forse non lo capirà: questa maglia, la mia maglia, era la protagonista dei miei sogni di bambino, era il pensiero più bello quando giocavo con i miei amici a pallone, e nessuno me l’ha regalata; questa maglia me la sono conquistata con fatica, allenamento, sudore, sacrifici, mi ha permesso di fare il lavoro che sognavo e se ancora la indosso è solo grazie a quel sudore e a quei sacrifici; questa maglia, la mia maglia, non te la do, perché il mio stipendio non giustifica la tua prepotenza nei miei confronti; questa maglia, non la tolgo solo per placare la tua frustrazione, perchè quando la indosso mi sento parte di un gruppo che, facendo il lavoro che più gli piace, riesce a divertire milioni di persone, milioni di bambini, di ragazzini, di adulti; questa maglia è la mia dignità, perché io sono ancora un uomo e non una macchina programmata per vincere; la mia maglia non te la do, perché nello sport si vince e si perde ma, in ogni circostanza, si mantiene la dignità; la maglia non la tolgo, nonostante la mia società preferisca trattare con te, che sei un violento, piuttosto che tutelare me e lo sport. No, la maglia non la tolgo, caro ultra, trova un altro modo per sentirti grande.
(l’immagine l’ho presa qui )





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