Alcuni di voi arrivano su questo monte alla ricerca di curiosità sulle giraffe (le parole di ricerca non mentono..) ed io sono qui per raccontarvi qualcosa su questi strani animali:
Dove dorme la giraffa? In genere dorme a casa sua.
Caccia alla giraffa – la giraffa non si caccia, né quella a quattro zampe né quella a due zampe.
Giraffa punto croce – la giraffa a quattro zampe ignora il punto croce, quella a due zampe sa cos’è ma non lo sa fare e non ha nemmeno voglia di imparare a farlo.
La leggenda della giraffa – non esiste “La” leggenda ma esistono diverse favole e racconti, prima o poi ve li propinerò.
Come respira la giraffa – con il naso, sia quella a quattro che a due zampe.
Diffusione della giraffa – Africa subsahariana, vive nella savana, ma le giraffe sono ovunque.
Tramonto giraffa – la giraffa viene quasi sempre fotografata con un bel tramonto africano, in realtà preferisce l’alba (!!).
La giraffa quando va a caccia – la giraffa non va a caccia, quella a quattro zampe mangia le foglioline di acacia, quella a due zampe si diletta in cucina, con fantasia. Ieri per esempio ha preparato i culurgiones di patate e formaggio saltati su un lettino di carciofi, per sostituire il solito sugo al pomodoro, decisamente sfiziosi.
Quelle erano le vostre richieste. Ora passo alla mia offerta: vi propongo una parte del lungo discorso del subcomandante Marcos In (auto) difesa delle giraffe, prima o poi lo pubblicherò per intero:
“VII. Un mondo senza giraffe?
Con il loro passo goffo, l’evidente asimmetria, lo sguardo distratto, le giraffe hanno una bruttezza bella. A guardarle bene non è che siano brutte, sembrano piuttosto molto “altre”, con quella figura tanto lontana dalle pedanti simmetrie equilibrate assegnate ai predatori. La giraffa è l’immagine più emblematica della differenza nel mondo animale. Non è solo diversa, ma porta a spasso la sua enorme irregolarità trasformando la sua “alterità” in bellezza, precisamente perché si mostra.
Anche l’umanità possiede, fortunatamente, le sue “giraffe”.
Ci sono, per esempio, donne giraffa, perseguitate e vessate non solo perché non si sforzano di aderire al modello di bellezza e comportamento imposto dall’alto (“i fronzoli non pensano né parlano, cara”), ma perché proclamano la loro differenza e la loro lotta per essere quello che vogliono essere e non quello che altri vogliono che siano.
Ci sono anche le giovani giraffe, uomini e donne restii a sottomettersi / si dice “maturare” / alla catena di claudicazioni, tradimenti e prostituzioni associate al calendario. Giovani a cui si dà contro non solo perché non occultano l’asimmetria del corpo e dell’anima, ma l’adornano, gli mettono gel, tatuaggi, le inseriscono un piercing, la rendono “dark”, “ska”, “hip-hop”, “punk”, “skin”, “come-si-dice”, la gridano con graffiti su un muro, la volantinano in appoggio ad una lotta sociale, ne fanno “caracolitos” di fronte alle “forze dell’ordine”, la mettono a studiare ma senza il profitto come motore ed obiettivo, e la fanno saltare quando il rock, questo specchio sonoro, decreta l’abolizione della legge di gravità e vai-amico-perché “le giraffe-unite-non-saranno-mai-tappetti”-e-se-non-fa-rima-fa-niente-siamo-giraffe-non-poeti….
Ci sono anche le “altre” giraffe: le giraffe omosessuali, lesbiche, transessuali, travestite e “ognuno-a-suo-modo”, no? Non solo escono dall’armadio, ma espongono la propria differenza con la dignità che distingue gli esseri umani dai neoliberisti, pardon, dagli animali. Incuranti di essere perseguitate e derise perfino da quelli che dicono di volere cambiare il mondo. (…)
Ci sono poi le giraffe indigene, uomini e donne e giovani che portano il loro colore, la loro lingua e la loro cultura con la stessa vistosità e colori dei loro abiti, dei loro canti, dei loro balli, delle loro lotte e ribellioni.
E ci sono le giraffe opera@, contadin@, impiegat@, maestr@, autisti, ambulant@, religios@, artist@, intellettual@, senza documenti, che indossano stivali o scarpe da ginnastica o pantofole o sandali o vanno a piedi nudi. Il popolo giraffa.
Nel neoliberismo, noi esseri umani che siamo gli altri, le giraffe, i brutti, gli asimmetrici, cioè, l’immensa maggioranza dell’umanità, veniamo cacciati per tirare fuori profitti dalla nostra pelle dura.
Dovrebbe esserci una legge che ci protegga come “specie in pericolo di estinzione”. Non c’è. Al posto della legge, noi abbiamo la nostra resistenza, la nostra ribellione, la nostra dignità.”
(una foto per avere idea della giraffa che scrive, su idea rubata alla Coniglia)
Commenti recenti