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Giraffa therapy.

21 set

Ora, è noto che le giraffe “ci hanno i poteri”, vi state chiedendo quali poteri? I poteri, in generale, adesso non sottilizziamo, però, per esempio, se una giraffa vi sfiora con la zampa è probabile che vi passi il mal di schiena, se vi dà una leccata in faccia con la lingua blu magari da diversamente belli vi trasformate in straordinariamente belli, insomma, cose così. Una conferma (perché non si dica che scrivo cose assurde) arriva anche dagli Stati Uniti, dove qualcuno ha preso spunto dai poteri misteriosi delle giraffe per creare uno strumento utilissimo, chiamato Yoga Giraffe, per farvi sentire meglio e vivere meglio, ve lo presento:

Yoga Giraffe

Yoga Giraffe

come si usa? Lascio correre la vostra fantasia, però se smette di correre e volete scoprire come funziona, potete andare sul sito dell’azienda produttrice.

Feel better, live better!

G.Pride

2 mag
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Famiglie miste, famiglie allargate, famiglie ristrette, famiglie composte da esseri umani, da esseri umani e animali, da esseri umani dello stesso sesso, di diverso sesso, anche sul monte siamo aperti a tutte le famiglie, purché siano unite da amore vero e sincero. Insomma, qui sul monte parecchi abitanti, dal cinghiale etero alla poiana omo, dalla coniglia single alla pinguina accoppiatissima, tutti hanno apprezzato le pubblicità dell’IKEA e di EATALY, normali ma, in un Paese come l’Italia, provocatorie quanto basta a ricordare che le tradizioni, compresa la famiglia, possono mutare, evolversi, senza danno per la collettività.

Per quanto riguarda, poi, le giraffe, be’, anche noi abbiamo apprezzato e non poteva essere diversamente, considerato il fatto che nella nostra lunga storia di animali liberi e selvaggi, abbiamo sperimentato di tutto, e viviamo ogni giorno amori omo o bisessuali, e nessuno si è mai lamentato anche se qualche gallina annoiata e noiosa dice che siamo animali lascivi, senza tetto né legge. Gallina. Noi siamo animali soavemente liberi.

Per esempio, nel periodo degli amori, i maschi del gruppo delle giraffe si prendono a collate (il termine  l’ho inventato io, comunque si tratta di colpi di collo, e che collo, che si chiama “necking”) per garantirsi il primato sugli altri maschi e per accoppiarsi con le femmine, si tratta di scontri talvolta anche molto violenti, e qualcuno ci lascia pure le corna pelose, perché come è noto il collo delle giraffe è poderoso. Comunque, capita spesso (tra il 30% e il 75% delle volte) che durante il necking i giraffi inizino a guardarsi e ad annusarsi diversamente, insomma, un colpo di collo qua, un colpo di collo là, una sfregatina più lunga delle altre, e poi gli odori del bush, il sole caldo dell’estate, l’atmosfera selvaggia, insomma, si piacciono e succede quel che succede, senza troppi pensieri né sensi di colpa, né leggi, così è la natura. La natura, appunto. Non c’è niente, nell’omosessualità che sia contro natura. E, in ogni caso, se pure fosse solo frutto di una scelta volontaria, non cambierebbe nulla. Qualcuno, quando avrà un po’ di tempo da perdere lo spiegherà a chi, come il sottosegretario Giovanardi, proprio non lo comprende, e gli spiegherà anche che la Costituzione certamente afferma che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio ma non vieta il matrimonio tra cittadini dello stesso sesso e, soprattutto, prima ancora, tra i principi fondamentali, sancisce il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini e in virtù di quello nessuno può essere discriminato per le proprie scelte di vita. Caro Sottosegretario, impari dalle giraffe.

Tutto vero:

http://en.wikipedia.org/wiki/Homosexual_behavior_in_animals

http://www.amazon.com/Biological-Exuberance-Homosexuality-Natural-Diversity/dp/0312192398

http://gaynews24.com/?p=20615

http://it.wikipedia.org/wiki/Giraffa_camelopardalis_reticulata

http://it.wikipedia.org/wiki/Giraffa_camelopardalis

http://www.elicriso.it/it/animali_regno/giraffa_camelopardalis/

http://www.nndb.com/people/033/000044898/

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Bagemihl

http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/article1288633.ece?token=null&offset=0&page=1

http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_negli_animali

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Giraffa transessuale.

27 ott

Mi permetto di ospitare la testimonianza di un’amica giraffa:

 “sono una femmina di giraffa imprigionata nel corpo di un maschio, mi sento femmina ma ho l’apparato riproduttivo maschile, tutto, completo, la gente l’ha capito e, d’altra parte, io non lo nascondo. Gli uomini mi scartano, mi deridono con gli amici e con le compagne, se ne hanno l’occasione mi massacrano di botte allo sfinimento, eppure è da me che vengono ogni notte prima di dare la buonanotte ai loro bambini, è da me che vengono dopo aver detto “cara, sono in riunione”, è da me che vengono quando vogliono sfogare i loro istinti, quando vogliono essere sé stessi, quando vogliono ammettere di essere uguali a me, è di notte, qualche volta di pomeriggio, altre volte di mattina, che io non sono “diversa” ma sono esattamente come loro, stesso cuore, stesso sangue (quanto sangue, a volte..) stessa pelle, stesso odore animalesco, diversa anima, perché almeno io sono sincera con me stessa e non sono tormentata dall’apparenza, non sono stata nemmeno eletta in Parlamento, non rappresento il popolo, rappresento solo me stessa e sono tormentata dall’esigenza di sopravvivere, in un posto in cui è quasi impossibile essere sé stessi, e per la gente è così doloroso confrontarsi con la propria natura. Un posto in cui gli uomini di potere vengono da me completamente indifesi ma non hanno il coraggio di difendermi, non hanno nemmeno il coraggio di votare una legge che limiterebbe la violenza nei miei confronti. Provo grande pena per quegli uomini, per le loro compagne, per le loro famiglie, perché so cosa significa vivere nella vergogna, lo faccio tutti i giorni, ma pochi provano pena per me, ma non è la pena che voglio, è semplicemente il rispetto.”

Dubbi esistenziali.

22 ott

 

giraffa palmeIo sono una giraffa. Lo scrivo, perché, a volte, accadono cose che fanno vacillare tutte le convinzioni di una vita. Io sono una giraffa, faccio cose da giraffa, ho il collo lungo, le corna pelose, lo zoccolo duro, la coda lunga, sono una giraffa, eppure… Stamattina, dopo tanto tempo, sono andata in un luogo che ho sempre chiamato “la giungla”, per l’alta concentrazione di bestie feroci e la (quasi) totale assenza di regole, pur essendo il regno dell’applicazione della legge, un posto anche chiamato “mar degli squali” per una serie di somiglianze tra gli esseri umani che lo popolano e i simpatici animali abitanti degli oceani. Si tratta di un luogo dove si possono osservare diversi casi umani e dove, solitamente, la gente che non sia imparentata con gli squali non ama recarsi e dove, con mio grandissimo stupore, nella mia veste di “operatrice della giungla” non mi sono mai sentita né a disagio né fuori posto, nonostante fossi l’ultima ruota del carro e nonostante l’inesperienza, probabilmente perché ho avuto un “capo squalo” formidabile, che mi spediva a rappresentarlo nelle lotte tra bestie giunglesche senza alcun timore, facendo in modo che nemmeno io avessi paura di affrontare quelle bestie, pur essendo una pacifica g-i-r-a-f-f-a. Tutto questo fino a qualche anno fa poi, basta giungla, “non fa per me”, soprattutto non fa per me fare l’operatrice della giungla “a gratis”. Oggi il tuffo nel mar degli squali e…? E mi sono sentita perfettamente a mio agio, circondata da squali, squaloni, squaletti, (alcuni sinceramente sfigati, poveri). Ora, sentirsi a proprio agio nella giungla o nel mar degli squali può avere solo due spiegazioni logiche: o si è squali e, in questo caso, avrei scoperto l’ennesimo nuovo lato della mia natura, e potrei spiegarmi perché continuo a mordermi il labbro inferiore quando mangio (è colpa dei denti aguzzi..) o perché azzanno le gambe dei bambini e li mangio crudi oppure, semplicemente, si accetta il fatto che con gli squali si può trattare e basta evitare di diventare il loro pranzo, pur rimanendo se stessi. Insomma, so’ dubbi dell’esistenza. Chissà se esiste uno squalo giraffa?

La giraffa e la luna.

3 ott
La luna sul monte © giraffa

La luna sul monte © giraffa

Stasera, qui sul monte, si vede una luna splendida, l’ho fotografata ma l’obiettivo e i pixel non le rendono giustizia però, vi assicuro che è bella, grande, tonda e mi fa venire in mente l’antica leggenda raccontata sul monte che riguarda, guarda caso, proprio le giraffe. Narra la storia di una mia lontanissima antenata (noi giraffe siamo sulla Terra da parecchio tempo, abbiamo una certa dimestichezza con le cose del mondo, eh..) la giraffa Cercalù la quale, sin da piccola, aveva manifestato il suo desiderio di abbracciare la palla tonda che vedeva nel cielo, naturalmente, scoraggiata da tutti, prima di tutto dalla sua famiglia, poi dai suoi amici, le scimmie erano le più agguerrite, e conoscenti, tra i quali gli elefanti, considerati i più saggi del monte, quello che dicevano gli elefanti era saggezza allo stato puro, “tu non ne capisci nulla, l’elefante ha parlato” e non si poteva mettere in dubbio. Però, la mia antenata, forse per colpa del nome che ricordava la ricerca della luna, non voleva sentire ragioni, anzi, secondo gli abitanti del monte, non sapeva proprio cosa fosse la ragione, poiché continuava con la fissa dell’abbraccio alla luna e immaginava i modo più difficili per arrivarci, un ponte fatto di rami d’acacia, una torre realizzata con tutti gli animali che conosceva, quindi altissima, fino al cielo, l’allungamento del collo, insomma, tutte le cose impossibili le immaginava lei. Sempre secondo la leggenda, un giorno, mentre Cecalù era intenta a consumare la cena in compagnia del suo amico facocero Metemagno, che non aveva mai avuto grilli per la testa e non aveva mai desiderato abbracciare nessuna palla bianca lontana, lui le disse, tra un boccone e l’altro “guarda, secondo me, è più semplice di quanto pensi” e da quel giorno, Cercalù iniziò a ripetere quella frase “è più semplice di quanto pensi”, tutti i giorni, tutte le notti, ma il modo proprio non le veniva in mente. Poi, secondo la leggenda, che secondo me è un po’ strana, una notte Cercalù si svegliò dopo aver sentito uno strano fruscio accanto a sé e appena aprì gli occhi si rese conto che il cielo era diventato completamente buio, senza nemmeno uno spicchio di luna, mezza luna, tre quarti di luna, niente di niente, era come se la luna se ne fosse andata in vacanza e, allora, pensò “ecco, avevano ragione gli altri, è meglio lasciar perdere, tanto questa palla bianca è anche un po’ strana, addirittura più strana di me” e decise di tornare a dormire ma, mentre stava per ricominciare a sognare vide un’insolita luce spuntare dal manto di foglie accanto a lei e, incuriosita, lo smosse con la zampa quando all’improvviso vide l’enorme palla bianca che la guardava divertita e, placidamente adagiata sulla terra, le disse: “vedi, era più semplice di quanto pensassi”. Mah, io non so da dove abbiano pescato questa leggenda, qui sul monte e, sinceramente, non so nemmeno perché mi sia tornata in mente.. mah, forse è il caso di andare a dormire.

Una goccia nel mare.

8 set

Con un sole che arroventa pietre e fonde cervelli, in spiagge affollatissime, distribuire portacicche e opuscoletti che contengono alcuni consigli per tenere pulite le spiagge; passare tra la gente ed essere, in alcuni casi, ignorati, in altri cacciati come noiosi disturbatori, in altri ancora essere scambiati per invadenti venditori, in moltissimi altri casi essere accolti con un sorriso di simpatia e gratitudine che rinfresca l’animo (per questo motivo pubblico questa foto, perché siamo tutti sorridenti e ringrazio la persona che l’ha scattata, con un occhio attento e sensibile e una mano veloce, per aver colto il momento!). Sarà una goccia in mezzo al mare, però, se tra tutte le persone che hanno ricevuto i regali e ci hanno visto arrostire sotto il sole, ce ne sarà una che userà quel benedetto portacicche, rispetterà la spiaggia che la ospita, non porterà via ricordini fatti di finissima sabbia, non lascerà troppe tracce del suo passaggio, e darà l’esempio, allora vorrà dire che anche una goccia può essere utile al mare. DSC_1057

Un piccolo passo per l’ostetrica, un grande balzo per l’umanità.

20 lug

Questa è la frase pronunciata da un’infermiera il 20 luglio di qualche anno fa (evidentemente impressionata dall’allunaggio avvenuto qualche anno prima) quando da una stanca astronave (povera..) sbucarono un paio di orecchie pelose, un muso pezzato e una lingua blu: finalmente, l’umanità aveva trovato l’anello mancante tra le giraffe e l’homo sapiens. A differenza dello sbarco sul Mare della Tranquillità, sul quale aleggiano dubbi inquietanti (esiste una Teoria del complotto lunare) l’atterraggio giraffesco è avvenuto, senza ombra di dubbio, sebbene non esistano filmati che lo documentino. Insomma, ho un anno di più, una fetta di crostata alla frutta e un bicchiere di chinotto non ve li toglie nessuno :-D

La nonna horror.

16 lug

“…e quella sera, Maria andò in chiesa, per ascoltare la messa dedicata ai morti. Appena aprì la vecchia porta laterale, si trovò immersa in un’oscurità rischiarata solo dalla luce tenue delle candele..tutti erano in piedi e la guardarono con affetto, l’accolsero come se stessero aspettando proprio lei, per iniziare la funzione, però, Maria non conosceva quelle persone, c’erano uomini, donne, bambini, ed erano vestiti con abiti chiari, come la loro pelle, avevano un sorriso mesto, con una mano tenevano una candela mentre, con l’altra, le indicavano la strada verso il suo posto. Una delle persone che l’accolsero consegnò anche a lei una candela, che Maria tenne in mano per tutta la durata della messa, immersa in un’atmosfera diversa dal solito, più silenziosa e composta, con la sola luce delle candele. Maria teneva in mano la candela che, stranamente, non si era consumata, era una cosa proprio strana e, quando arrivò il momento di tornare a casa, pensò di doverla restituire alla donna che gliel’aveva consegnata ma la donna, senza dire una parola, sorrise e con un cenno le fece capire che poteva tenerla e così la mise dentro la borsetta. Quando uscì dalla chiesa, Maria si rese conto che era notte fonda, a quel tempo i lampioni erano pochi e la strada era illuminata dalla bianca luce della luna piena, quindi percorse il tragitto verso casa a passi veloci, perché con il buio i malintenzionati potevano combinare cose molto brutte, si sapeva. Finalmente, Maria arrivò a casa e accese la candela infilata nella bugia, quella che solitamente usava quando si svegliava la notte, e con un po’ di luce decise di guardare meglio la candela che le era stata donata in chiesa, così la portò fuori dalla borsetta, la mise accanto la candela e… si accorse che, in realtà, era l’osso di un morto…”. Ecco, questi erano i racconti dei pomeriggi estivi a casa di mia nonna, quando ero una bambina ultra fifona ma curiosa, li adoravo, adoravo tutte le storie che mi raccontava (nella maggior parte dei casi si trattava di racconti della sua vita abbastanza travagliata) ma i racconti horror erano i miei preferiti, erano quelli che non mi facevano dormire la notte e mi facevano guardare continuamente sotto il letto, per assicurarmi che non ci fosse qualche fantasma o zombie nascosto. I racconti di questo genere, in Sardegna, erano molto diffusi, soprattutto quando non c’era la televisione e le persone si riunivano, nelle notti d’estate, nelle strade del vicinato, quando ero piccola era un’usanza già un po’ dimenticata ma mia nonna la portava avanti con me, che ero un’ottima ascoltatrice, anzi pendevo letteralmente dalle sue labbra e ancora oggi, se capita, le racconta. Chissà perché le cose che fanno paura, quelle misteriose e incomprensibili, sono anche le più affascinanti. Non vedo l’ora di incontrare dei bimbetti curiosi, ih, ih.

Esperimento di ipnosi.

6 lug

Fissate il quadratino verde molto intensamente.

Ciò che vedrete sarà impressionante, e la prima cosa che penserete su questo post e sull’autrice, vi farà capire quali effetti ha avuto sul mio cervello il caldo che ho preso stamattina, mentre macinavo chilometri di curve per proporre un’idea. (il quadratino per l’importante esperimento scientifico l’ho preso in prestito da qui).

giraffa

In (auto) difesa delle giraffe.

28 apr

claudia2-befunkyAlcuni di voi arrivano su questo monte alla ricerca di curiosità sulle giraffe (le parole di ricerca non mentono..) ed io sono qui per raccontarvi qualcosa su questi strani animali:

 

Dove dorme la giraffa? In genere dorme a casa sua.

Caccia alla giraffa – la giraffa non si caccia, né quella a quattro zampe né quella a due zampe.

Giraffa punto croce – la giraffa a quattro zampe ignora il punto croce, quella a due zampe sa cos’è ma non lo sa fare e non ha nemmeno voglia di imparare a farlo.

La leggenda della giraffa – non esiste “La” leggenda ma esistono diverse favole e racconti, prima o poi ve li propinerò.

Come respira la giraffa – con il naso, sia quella a quattro che a due zampe.

Diffusione della giraffa – Africa subsahariana, vive nella savana, ma le giraffe sono ovunque.

Tramonto giraffa – la giraffa viene quasi sempre fotografata con un bel tramonto africano, in realtà preferisce l’alba (!!).

La giraffa quando va a caccia – la giraffa non va a caccia, quella a quattro zampe mangia le foglioline di acacia, quella a due zampe si diletta in cucina, con fantasia. Ieri per esempio ha preparato i culurgiones di patate e formaggio saltati su un lettino di carciofi, per sostituire il solito sugo al pomodoro, decisamente sfiziosi.

 

Quelle erano le vostre richieste. Ora passo alla mia offerta: vi propongo una parte del lungo discorso del subcomandante Marcos In (auto) difesa delle giraffe, prima o poi lo pubblicherò per intero:

 

“VII. Un mondo senza giraffe?

Con il loro passo goffo, l’evidente asimmetria, lo sguardo distratto, le giraffe hanno una bruttezza bella. A guardarle bene non è che siano brutte, sembrano piuttosto molto “altre”, con quella figura tanto lontana dalle pedanti simmetrie equilibrate assegnate ai predatori. La giraffa è l’immagine più emblematica della differenza nel mondo animale. Non è solo diversa, ma porta a spasso la sua enorme irregolarità trasformando la sua “alterità” in bellezza, precisamente perché si mostra.

Anche l’umanità possiede, fortunatamente, le sue “giraffe”.

Ci sono, per esempio, donne giraffa, perseguitate e vessate non solo perché non si sforzano di aderire al modello di bellezza e comportamento imposto dall’alto (“i fronzoli non pensano né parlano, cara”), ma perché proclamano la loro differenza e la loro lotta per essere quello che vogliono essere e non quello che altri vogliono che siano.

Ci sono anche le giovani giraffe, uomini e donne restii a sottomettersi / si dice “maturare” / alla catena di claudicazioni, tradimenti e prostituzioni associate al calendario. Giovani a cui si dà contro non solo perché non occultano l’asimmetria del corpo e dell’anima, ma l’adornano, gli mettono gel, tatuaggi, le inseriscono un piercing, la rendono “dark”, “ska”, “hip-hop”, “punk”, “skin”, “come-si-dice”, la gridano con graffiti su un muro, la volantinano in appoggio ad una lotta sociale, ne fanno “caracolitos” di fronte alle “forze dell’ordine”, la mettono a studiare ma senza il profitto come motore ed obiettivo, e la fanno saltare quando il rock, questo specchio sonoro, decreta l’abolizione della legge di gravità e vai-amico-perché “le giraffe-unite-non-saranno-mai-tappetti”-e-se-non-fa-rima-fa-niente-siamo-giraffe-non-poeti….
Ci sono anche le “altre” giraffe: le giraffe omosessuali, lesbiche, transessuali, travestite e “ognuno-a-suo-modo”, no? Non solo escono dall’armadio, ma espongono la propria differenza con la dignità che distingue gli esseri umani dai neoliberisti, pardon, dagli animali. Incuranti di essere perseguitate e derise perfino da quelli che dicono di volere cambiare il mondo. (…)

Ci sono poi le giraffe indigene, uomini e donne e giovani che portano il loro colore, la loro lingua e la loro cultura con la stessa vistosità e colori dei loro abiti, dei loro canti, dei loro balli, delle loro lotte e ribellioni.
E ci sono le giraffe opera@, contadin@, impiegat@, maestr@, autisti, ambulant@, religios@, artist@, intellettual@, senza documenti, che indossano stivali o scarpe da ginnastica o pantofole o sandali o vanno a piedi nudi. Il popolo giraffa.

Nel neoliberismo, noi esseri umani che siamo gli altri, le giraffe, i brutti, gli asimmetrici, cioè, l’immensa maggioranza dell’umanità, veniamo cacciati per tirare fuori profitti dalla nostra pelle dura.

Dovrebbe esserci una legge che ci protegga come “specie in pericolo di estinzione”. Non c’è. Al posto della legge, noi abbiamo la nostra resistenza, la nostra ribellione, la nostra dignità.”

 

(una foto per avere idea della giraffa che scrive, su idea rubata alla Coniglia)

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