Anche su paneri ne ha il suo onore
Anche su panèri ha il suo onore.
O accalloratissimo pubblico della TV della Giraffa, ne è necessario darvene una notizia che è di interesse supremamente mondiale. Una di quelle cose che ve ne possono cambiare la vita da così a così, mica callonate che volano a vento. Debbora Cogotti e Kattiuscia Ena, che vivono a piazza Medaglia Miracolosa, sono due egue felici di esserlo e vanno sempre in cerca di storie con uno ricco, che così si sistemano, hanno già detto che lo devono fare pure loro, che così si vendicano pure de tottu cusse bucca purescia di amiche che hanno. Ora anche il Tribunale l’ha detto che pure il culotto ne ha il suo onore e nessuno lo può offendere, a lui. Ma proprio nessuno, nemmeno Ginetto su scimpr’e Pirri, che tutti lo sanno che è scemo e parla a vanvera. Si, appropriatamente il culo, su panèri, proprio quello lì. Ne dovete sapere infatti che Bonarina Sesselego, nota Bonnary, ne andava sempre fiera del suo, di culotto. E anche la mamma e pure il babbo. La sorella, Ioannah, proprio con la h finale che se non la metti se ne gira a frullatore, invece meno che d’era invidiosa, che ce ne erano vagoni di pischelli dietro, a su cunn’e sorri de issa. Bonnary, scortata alla mamma, ne era anche andata a fare il provino a farne la velina a Striscia la notizia, proprio come a Melassa Satta e a Betta Canale. Ne è andato così bene il provino che le hanno detto che ha proprio una bellissima bassa espressione, che ne balla come la Stuzziker e che quindi la chiameranno presto a farle sapere. E lei e sa mamma ne erano appropriatamente felici comenti sa pasca manna. Ma da allora, proprio a un tratto, gliene sono iniziati ad arrivare sms a su telefoninu come se piovesse! E tutte cose brutte! Cose che ne dicevano: “ma dove vai se hai il culo piatto?” oppure “ma non te ne sei vista allo specchio che ne hai una portaerei al posto del sedere?” o anche “sei preoccupata perché non trovi i bermuda? Non te ne preoccupare che te ne presto un mio lenzuolo”. Bonnary ne era diventata troppo triste e non credeva nemmeno più in se stessa e la mamma allora ne aveva detto: “O Bonnary, tesoro della tua mamma, non esserne triste, a mamma, che la facciamo pagare tutta l’invidia a questa madraffa mala!” Che si capiva bene che d’era una troppo invidiosa che la parlava male a telefonino. Così era andata alla Questura e ne aveva parlato con l’ispettore Gargiulo che ne aveva incaricato l’agente scelto Gianginetto Vacca, noto Giangi, burdo al punto giusto per risolverne un caso complicato e di spessore, tanto da farne anche a fette, la tensione. E l’agente scelto Giangi Vacca ne aveva subito messo gli occhi alla grande virtù di Bonnary, se ne era quasi commosso, e ne aveva messo sotto controllo 400 mila telefoni di tutta Kasteddu e area coloniale della grandiosa capitale del Mediterraneo, che ce la invidiano anche a Parigi, che non ha nemmeno il Mediterraneo. E alla fine, come cercandone un cane nel pagliaio, Giangi l’aveva trovato, il telefonino della madraffa indigna che le mandava i sms a offenderla! E ne avevano scoperto che era stata Gessica, che ne era grande amica sua e anche compagna di scuola all’Artistico, che ora ne faceva la commessa all’Upim. Gessica ne era troppo invidiosa perché a lei al provino le avevano detto che non aveva le tette abbastanza grosse e non faceva a mandarla in TV. Eppure si era messa anche il reggiseno finto fatto a cotone dentro! Ora l’avevano portata dal giudice del Tribunale che aveva detto che non poteva offenderla al culotto, che la legge lo vietava e poi non stava nemmeno bene. Bonnary era tutta contenta e Gessica prometteva ogni tre parole al giudice che non lo faceva più, che d’era troppo dispiaciuta e, in fondo, c’erano sederi molto peggio di quelli di Bonnary. Giangi, che ne era sempre più commosso della virtù di Bonnary, se ne era commosso il doppio di quella di Gessica ora così sfortunata. Il giudice diceva che la condannava perché non si poteva fare appropriatamente in modo diverso, ma l’agente scelto Giangi Vacca aveva detto a Gessica che ci avrebbe messo lui una buona parola e che la accompagnava anche a casa, così le spiegava bene bene che cosa si poteva fare. E così se ne speravano tutti che ne finiva bene. Anche po su panèri, che anche lui ne ha il suo onore, è o no?
P.S. per chi non ha studiato il sardo a scuola: su paneri è il fondoschiena, le egue sono le cavalle, nello specifico le giumente.






Commenti recenti