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Le trasmissioni riprenderanno nel più breve tempo impossibile.

21 set

 

o incalcolabile pubblico della TV della Giraffa, ne abbiamo un importantissimo annuncio da darvi tra capo e collo e tenetevelo bene bene lì, che d’è meglio.

Siamo qui riuniti Asclepio Cogotti, il tennico delle luci della TV, Luana Scosciova, annunciatrice notturna della TV, Chicchino Del Portogallo, che si occupa di trovare quello che serve alla TV con ogni mezzo, anche de cussa manèra, io che ne sono a inviato speciale, pagato solo a burrida, e Genniffer Puddu, fatta a segretaria di redazione, per dirvi – a comunicato della redazione della TV della Giraffa – che la Giraffa fatta a editora s’è sciolloccata troppo, che d’è specificatamente andata a cercare le notizie da mettere alla TV anche buttando all’aria tutta l’aliga da mettere alla differenziata.

Il risultato era vedendolo tutto il mondo e quindi ne è stato necessario sospendere  le trasmissioni quei 3-5 minuti, tanto che la finisce di essere esaurita, la Giraffa fatta a editora.

Che volete che vi diciamo, a voi?

Abbiate pazienza, a casino, e così torneranno a essere i programmi della TV della Giraffa fatti come Dio comanda e non a minch’e cani.   E’ o no?

per il Comitato di Redazione

Ringrazio Deledda

 

La befana vola…

5 gen

La Befana vola di notte,

non ha le scarpe tutte rotte,

ma la scopa e calze a rete

e beve pure quando ha sete,

visita i cieli e i tetti a iosa,

vola veloce e non riposa,

porta doni ai bimbi buoni,

ma ai cattivi solo carboni…

della Giraffa guarda la TV,

guardala sempre anche tu,

che se lo fai a volontà,

la felicità ti porterà…..

Ringrazio Deledda

O Babbo Natale, o Beffana, e pensateci anche voi a Kasteddu, ma già ci pensa Sant’Efisi!

24 dic

“Minch’e cuaddu!    Minch’e cuaddu a issusu!!!”, le urla e gli strepiti dell’immarcescibile folla dei Kasteddai infuocati percorreva come una biscia tutta incazzata le strade e le piazze della vera, autentica e pure unica capitale del Mediterraneo.

Milioni e milioni, anche più di centomila, Kasteddai di tutti i generi, tipi, bisure e altezze, travolgevano d’ogna cosa al loro passaggio senza guardare in faccia a nessuno, nemmeno a quella tutta con i capelli gialli sciarpati che non mi ricordo mai come si chiama e grida a tutti che d’è lei a comandare al Comune.   Era cercandone di fermare alla folla imbestialita, di non farla arrivare al Comune, ma l’avevano presa di mala manèra e buttata alla fogna della Marina, dal tombino di Via Porcile, anche se ne aveva promesso un buono spesa di 500 euro a testa, chè tanto non li pagava lei.    Ma su giogu che le riusciva sempre a comprarne i voti a dieci a dieci quando ci facevano le elezioni d’ogna cosa, questa volta era andato tutto a male, che d’era troppa sa bregungia fatta alla grandevole Kasteddu e a tutti i Kasteddai.

Cosa da lavarla a sangue comenti sa varecchina.

Ma che cosa ne era successo? Continua a leggere

Là ghe fazzu galèra!

8 mag

C’è poco da dire e non c’è trippa per gatti, quando a un casteddaio gliene fanno venire una cavalletta al naso non ce n’è più per nessuno. Se d’è incomparabile quanto innegabile e annegabile che Kasteddu è la mitologica capitale del Mediterraneo, il casteddaio è su meri della capitale, non so se d’è spiegato bene bene.

Si sa che l’invidia è una brutta bestia, che i parigini, invidiandone Kasteddu che d’è la capitale del Mediterraneo e loro il mare nemmeno sanno che d’è, a Parigi, ci mandarono due di loro, burdi, per distruggerne la spiaggia del Poetto, buttandone perdigoni con missili e sabbia niedda nieddaZironì e Ballettòn, parigini di Montmàtr, dopo che avevano fatto tutto questo casino avevano cercato di nascondersi camuffandosi a cespuglio per non farsi trovare, a loro, ma centinaia di milioni di casteddai incazzati come bisce marine li avevano presi a bussinate d’ogna dì per 35 mesi dentro una concona di cemento a piazzetta Maxia, dove li avevano fatti entrare e gli tiravano perdigoni  e pomodori andati dall’alto come a pena di contrabbasso.  E nemmeno uno di loro parigini mandato a salvarli ci era riuscito, anche se d’era specialista di evasioni e camuffato a concorrente della Giraffa fatta a editora.  Questo Serge l’ergastolèn ci aveva provato, ma molto, anche a costruirne un bunker fatto a resòrt controllato anche da una torre, filo spinato e con le paludi tossiche per non farli trovare, a farli scappare ma per poco poco ci buttavano dentro anche a lui e allora si era costruito una torre fatta a palazzo sempre più alta, a non farsi raggiungere almeno a lui.

E quando che uno scimprotto di Quartu, bidda mala pèrdia, invidiosa da squartararsi di Kasteddu, s’era messo in testa di prenderne a pivella Gessika Cambarau, che se la voleva invece appropuddare tutta William Schirru di piazza Medaglia Miracolosa?  

Erano state scintille a casino più di una pialla-smeriglio di piastrellista quando che si erano incontrati Gessika e William che sembravano fatti approppriatamente una all’altro, come cane e gatto, come culo e mutanda, ma quando questo schillellè di scimprotto quartese ne aveva fatto vedere 160 rotoli di soldi, tutti arrotolati in tasca, la BMW nera di madraffo vissuto e vestito a camicia a colletto e polsini colorati, Gessika non ci aveva capito più niente.   Scellerata màla!   Efisio Perra era conosciuto anche al Rotary clèb di Quartu quando gettava alle cene i soldi ai camerieri per portargli l’accendino e faceva l’imprenditore di impresa che costruiva a Pitz’e Serra e a Quartello e i soldi gli piovevano a vanvera, visto che lo stesso bivano lo vendeva almeno tre volte e quando lo cercavano a tornargli i soldi e a picchiarlo aveva cambiato nome e sede della ditta già sei volte.  

A Gessika l’aveva voluta fare amministratrice sdelegata della sua ditta, che ora si chiamava “Il brocchetto volante”, tanto era veloce a costruire, prendere soldi e sparire. Dopo tre giorni Gessika ci aveva già ricevuto quattro di questi fogli che dicevano “avviso di garanzia”, ma lei non ci voleva restituire niente a loro, che pentole non ne aveva comprato. E poi Efisio Perra le diceva di stare tranquilla, che di sicuro avevano sbagliato indirizzo questi postini messi lì anche se non sapevano fare niente. Ma a William tutto questo già gli aveva fatto saltare un gatto al naso e se lo era preso bene bene, dopo che l’aveva fatto cercare a quelli del Portogallo che girano a Sant’Elia.    

“La ghe fazzu galèra!”, gliene aveva gridato, partendolo di testa alla prima volta.

E prima che quello, tutto sprammato e uscendogli il sangue dal naso, mischinetto, dicesse qualcosa, ce lo aveva buttato di sotto al buco che c’era alla strada di Piazza d’Armi, così profondo che non si era sentito nemmeno il rumore di quando cadeva, che buchi così, alle strade, solo a Kasteddu ce ne sono.  Gessika, madraffa come non mai, si era buttata a terra davvanti a lui dicendogli “mio eroe, mi hai salvato da questo qui che mi voleva portare via le pentole, che io non le ho comprate, da loro!”

E lui, dopo che le aveva dato quattro pappine, la aveva anche perdonata, a cussa scimpra.    Ma ci era arrivata la Polizia con l’agente Giangi Vacca, burdo come pochi, a portarla in prigione, che d’era lei l’amministratrice sdelegata della ditta piena di truffe.   Dalla disperazione a Gessika gli uscivano le lacrime a fontana su is bocciasa a settima misura!

Ma, alla fine, già si potevano mettere d’accordo in qualche modo, come si fa alla capitale del Mediterraneo

E’ o no?

                                      Ringrazio Deledda

Quanto è incalcolabilmente importante la Sardegna!

24 gen

La shop girl e l'imprenditrice

La shop girl e l'imprenditrice

Ve ne sono cose che sono incontestabilmente uniche e irremovibili e una di queste è l’infinita importanza che ha la Sardegna nel mondo umano. Posti importanti così ce ne sono sempre stati pochi e ora ce n’è anche di meno.   Per fortuna.

Dapprima in Sardegna c’è Kasteddu, l’inconfondibile capitale del Mediterraneo immarcescibilmente unica come poche altre città universali.  Poi c’è il carasau, che è buono da mangiare con tutto, anche con le pietre, ci sono i nuraghi, tutte perde messe una sopra all’altra che ancora si chiedono come hanno fatto senza la gru, ci sono anche spiagge sterminate a perdita degli occhi come su Poettu, sterminato dai parigini invidiosi che loro non ce l’hanno manco morti e hanno mandato due emissari di loro, Zironì e Ballettòn, a buttarci sopra tutta cosa nera nera.   Ci abbiamo anche tutte le strade piene di buche: tutte, ma proprio tutte, nessuna di meno nemmeno se la cerchi con un cane nel pagliaio.    E ci abbiamo anche la pecora bollita con le patate a brodo, che stronca qualsiasi stomaco, anche quello dei cannibali.  

Ma soprattutto la Sardegna è piena zeppa e tutta implementata di persone stupendamente importanti, mica cani e porci.  

Che d’è solo la TV della Giraffa, unica in tutto l’orbe terracqueo, a presentarne due di loro.

Due donne che ne hanno fatta tanta di strada, soprattutto a piedi e senza farsi investire.   Due donne così sensitive e sensoriali che trasudano senso da tutte le parti e te la sbattono in faccia senza pregiudizi, alla loro personalità.

E così ne intervistiamo una sciòpgherl nota in tutto l’universo, con tutte le sue cose di artista messe bene bene, Betta Canale.  E ne intervistiamo anche la più grande imprenditora del secolo presente e di quello futuro, Grazietta Ginettino, una vera furiosa dell’impresa.

 

O voi che ne siete due donne troppo toghe, cos’è che d’è il segreto del vostro successo?

Betta Canale:   ma, non saprei, forse piaccio a tutti, grandi e piccini, per la mia esuberante carica umana e poi so fare tutto: canto, ballo, recito, mi piace il calcio, mi piace moltissimo il Martini, cucino e ho anche il pollice verde.

Grazietta Ginettino:   io invece già lo so: ho troppo successo perché sono la più capace, la più intelligente, la più coraggiosa, poi sono stata miss Liceo Dettori e miss Università, ho anche un marito piemontese e ho comprato 6-700 vassoi di bomboni alla crema per la laurea di mio figlio Gino, mangiandone solo 78.

Cessu, cessu, ne siete proprio troppo toghe: una che conosce tutti i calciatori meglio che alla bibbia e ora si scola le casse di Martini di Giorg, cuss’artra che se ne scivola dodici chili di bomboni alla crema.   Ma è vero che tutti quanti gli uomini vi vorrebbero approppuddare e tutte le donne vi invidiano a cugurra

Betta Canale:   beh, proprio tutti tutti gli uomini no, è un’esagerazione, anche se alcuni ci provano.  Io vado in giro solo con Giorg: ad esempio, quando passiamo per strada i gay mettono le mani sulle chiappe a lui e non a me.  Sono tanto carini ma qualche volta esagerano.   Non so perché poi ma non riesco mai a portare l’auto dal meccanico o a chiamare l’idraulico: mi chiedono sempre se voglio vedere la loro chiave inglese, ma a me non interessa.  In fondo preferisco gli intellettuali..scrittori..filosofi..non so, tipo Totti. Ci scherziamo sempre con la mia amica Illary, ma lo sa che Francesco conosce a memoria tutte le istruzioni dei videofonini?  Le donne perché dovrebbero invidiarmi?  Perché ho la quarta di seno?   Perché Giorg ha la cantina piena e siamo sempre ciucchi?

Grazietta Ginettino:   sì, sì, è vero!  Tutti gli uomini mi vogliono mettere le mani addosso!  E anche le donne!    Solo l’altro giorno quei villani dei miei umili prestatori d’opera mi hanno stropicciato energicamente tutta la mise leopardata solo perché da 7 mesi non hanno lo stipendio, che screanzati!    In fondo l’impresa è come un parto, non è bene essere prematuri e dargli lo stipendio è proprio un’impresa.

Incomparabili, siete proprio esemplare di razza!  Un’ultima domanda: ma come vi definireste se dovevate dirvi chi ne siete a dieci extraterrestri sbarcati dalla costernazione di Vega?

Betta Canale:   boh, sono una donna semplice a cui piacciono le cose semplici: gli uomini coatti, i coatti calciatori, essere al centro dell’attenzione, i miei tatuaggi tribali, avere un vagone di soldi, comprare vestiti di pelle, i telefonini, ubriacarmi di Martini insieme a Giorg e al suo maialino francese Gigì, gli uomini con le borchie…cose così, insomma..come tutte…

Grazietta Ginettino:   sono l’imprenditrice più premiata d’Italia e d’Europa, sono l’imprenditrice più citata dell’emisfero eurasico, sono una dei 50 esseri più influenti del complessivo pianeta, sono più famosa di Madre Teresa di Calcutta e della regina Elisabetta II messe insieme, sono slanciata verso i lati e verso il basso, sono l’imprenditrice che ha creato più posti di lavoro nel mondo dal 1950, sono l’imprenditrice più inseguita dal 1985, tutti mi cercano, ma ancora pochi mi hanno trovato. Per fortuna, perché sono preziosa, per me.  In poche parole sono quanto di meglio vi sia nel creato: sì, proprio una creatura…

Che vi dicevo, o accalorato e alleccanato pubblico dell’incontinente TV della Giraffa, sono personagge stupefacenti e mistiche, è o no?

                                                             Ringrazio Deledda  

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