E non chiamatelo gioco.

5 mag

Delio Rossi, ormai ex allenatore della Fiorentina, secondo voci di corridoio, fra qualche giorno potrebbe venir  proclamato santo dalla comunità sportiva italiana, o almeno beatificato, e sarebbe l’unico caso di persona vivente con aureola. D’altra parte, si tratta di un’aureola conquistata sul campo, in quanto vittima incolpevole di un dito medio e di un insulto da parte di un calciatore della sua squadra, che hanno scatenato la reazione furibonda del povero allenatore facendolo scagliare contro il giocatore con pugni e calci, con una violenza degna del peggiore hooligan mai ospitato da uno stadio. In sintesi, è accaduto questo: l’allenatore sostituisce il calciatore dopo circa mezz’ora di gioco, il giocatore sostituito lo manda a quel paese, gli rifila un dito medio nel campo visivo e una battuttaccia della quale nulla sappiamo, e l’allenatore lo aggredisce. L’allenatore viene esonerato e sospeso per tre mesi, chiede scusa per la reazione ma sono scuse con il “ma”, sempre ben accette se provengono dal mondo del calcio, ossia “ho sbagliato ma quanta ipocrisia”, e da qui inizia il processo di beatificazione del martire Rossi, poiché in Italia funziona così, ufficialmente si condanna, si esonera, si squalifica per il gesto antisportivo ma poi si giustifica la violenza, quando a perpetrarla è un eletto, un unto del Signore,  uno che celebra ogni domenica il santo rito del calcio, con fior di sponsor a fare da contorno al campo verde. Non ci si pone più il problema del comportamento sportivo,  dell’esempio ai giovani, probabilmente, perché il calcio non è più uno sport e non è più nemmeno un gioco, anzi, non chiamiamolo più “gioco del calcio”, chiamiamolo lotta libera su prato in erba e togliamo ogni regola, diciamo solo che vince chi è più forte, chi è più macho, chi picchia di più, giovane o vecchio che sia, calciatore o allenatore che sia, tanto la formazione è sempre la stessa e pure il gesto strafottente del calciatore all’allenatore nasce in un ambiente evidentemente malato. Ma in certi casi, la violenza è meno violenta. Se Rossi fosse stato, che so, un normalissimo insegnante che prende a pugni un allievo troppo vivace, un datore di lavoro che prende a calci un sottoposto irriverente, un dirigente che picchia un operaio antipatico, un giocatore che tira un ceffone all’allenatore che lo bistratta, o anche l’allenatore di uno sport “minore” dove “minore” significa meno redditizio economicamente, allora, be’, probabilmente, sarebbe andato in galera anche solo “per aver pensato il fatto”.

E, allora, non chiamatelo gioco.

 

P.S. e, guarda caso, il video integrale non si trova più in giro.

(l’immagine l’ho presa qui )

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25 Risposte a “E non chiamatelo gioco.”

  1. Gibran 5 maggio 2012 a 8:01 pm #

    Hai fatto una sintesi perfetta,ma il giocatore giovane è stato strafottente nei confronti del suo allenatore,ma a parte questo non gli da il diritto di offendere la sua famiglia.
    Delio Rossi è un allenatore pacato e serio,se è arrivato a questo il motivo è serio.
    Sono Toscana ma non tifo Fiorentina.
    Ciao Giraffa .

  2. lagiraffa 5 maggio 2012 a 9:39 pm #

    Sicuramente è stato strafottente, ma ti immagini se ad ogni provocazione si reagisse in quel modo? L’allenatore ha mille modi per farsi rispettare e per “educare” un giocatore, venire alle mani è quello peggiore. Ciao Gibran.

  3. Gibran 6 maggio 2012 a 7:27 am #

    Ma neanche un calciatore perchè è stato sostituito si può permettere di dire accidenti a te a alla tua mamma puttana.In quel momento a Delio e andata via la sua rinomata pacatezza.Forse l’unica scusante che è molto giovane.
    Ciao Giraffa.

  4. lagiraffa 6 maggio 2012 a 9:08 am #

    Ma non si sa cosa gli abbia detto, e a questo punto potrebbero dire qualunque cosa, le colpe della violenza vengono comunque fatte ricadere sul giocatore mentre, in circostanze normali, tra persone comuni, uno scatto d’ira come quello avrebbe avuto ben altre conseguenze ;-)

  5. No Blogger 7 maggio 2012 a 8:00 am #

    Delio Rossi è allenatore pacato e generalmente molto apprezzato, proprio per questo doveva evitare scene simili: il ragazzotto, d’accordo con la Società, bastava che lo mettesse “fuori squadra” e finiva lì.

  6. Franz 7 maggio 2012 a 12:30 pm #

    L’esasperazione anzi le esasperazioni del fenomeno-calcio sono molto funzionali e legate alla degenerazione della scena politica. “Panem et circenses”: una lezione molto ben capita dalla casta, e non per niente anche le fortune politiche del mostricciattolo di Arcore sono pesantemente transitate da quel mondo.
    Credo che la scelta di disinteressarsi al mondo del pallone sia la risposta più adeguata e davvero progressista, per non dire rivoluzionaria.

    • No Blogger 7 maggio 2012 a 11:34 pm #

      questo si chiama buttar via l’acqua sporca insieme al bambino ;)
      il calcio è bello ed è bello giocarlo, non è fatto solo di Berlusconi & co.
      Bisogna far di tutto perchè rimanga uno sport, uno splendido ed entusiasmante sport.
      Ti assicuro che la gran parte degli italiano lo vuole così.

    • lagiraffa 10 maggio 2012 a 4:30 pm #

      Vedi, caro Franz, anche se la tentazione di lasciar perdere è forte, sopratutto quando si vedono o si leggono certe cose, non riesco a disinteressarmene, forse perchè lo considero comunque un bel gioco, un mezzo per unire le persone, vedo i ragazzini che giocano sotto casa mia e so che se non avessero quel pallone, quegli amici, starebbero chiusi nelle loro camerette a giocare da soli, così come molti ragazzi che vanno allo stadio, per questo voglio che il calcio diventi più sano e continui a far divertire!

      • Franz 11 maggio 2012 a 10:56 am #

        Carissima, non volevo certo criticare la scelta dell’argomento di questo tuo post, e peraltro mi accorgo che la mia affermazione era un po’ troppo generica.
        Quello che posso testimoniare, comunque, è che da quando ho smesso di interessarmi alle vicende del calcio professionistico (ultima a morire è stata la passione per la nazionale), mi sembra di avere uno sguardo molto più libero su un universo di corruzione, probabilmente di pratiche mediche pericolose, nonché di potente diffusione di valori falsi e altrettanto pericolosi (le bande violente, con estremi filo-nazisti, ma anche l’esasperato campanilismo e senso della competizione).
        E se sarebbe stupido rinnegare la bellezza fantastica, spesso artistica, delle geometrie di quel gioco, c’è anche da dire, peraltro, che dal punto di vista della salute fisica non è certo fra gli sport migliori, fatto com’è di rapidi e ripetuti scatti anaerobici.
        Un caro saluto.

        • lagiraffa 11 maggio 2012 a 5:38 pm #

          Caro Franz, non l’ho considerata una critica al mio post, capisco molto bene il tuo punto di vista sul calcio, d’altra parte non sono una tifosa che va allo stadio e non mi piace per niente com’è diventato, ma, so che quelle geometrie, come scrivi, fanno divertire tanta gente per questo credo sia giusto non lasciar perdere ;-)

  7. Gibran 7 maggio 2012 a 8:03 pm #

    Ma io credo che per una piccola diatriba,tra un calciatore e il suo allenatore abbia preso un peso molto pesante.Io sono per non violenza senza se e senza ma,però se la reazione di Delio fosse avvenuto negli spoglatoi,allora si che era da condannare,la rabbia per le offese ricevute si sarebbero sbollite.Ad ogni modo sfiderei chiunque sentirsi offendere non lui ma i suoi famigliari,dando addirittura dell’handicappato ad un figlio.Che poi il calcio sia diventato una violenza gratuita e non più uno sport divertente sono daccordo con voi.
    Ciao Giraffa :) :) :)

  8. kalojannis 13 maggio 2012 a 6:44 pm #

    Io le immagini le ho guardate e non mi sembra di aver visto la giraffa in panchina… perché eri lì, giusto?
    Mi sembra che tu sappia benissimo cosa ha detto Ljajic a Delio Rossi…
    io, allenatore, datore di lavoro, idraulico,o pubblico impiegato, se qualcuno viene da me e mi dice certe cose, lo lascio per terra a raccogliersi i denti…

    • lagiraffa 13 maggio 2012 a 9:22 pm #

      Non so cosa il giocatore abbia detto, ma nessuno di noi era lì per raccontarlo, però molti sono pronti a puntare il dito contro di lui ed a giustificare l’allenatore che l’ha picchiato, mi sembra ci sia qualcosa che non torna.

      • kalojannis 14 maggio 2012 a 12:07 am #

        Allora, partiamo da un dato di fatto.
        Il rispetto.
        Se un ragazzino non ce l’ha, è giusto che qualcuno glielo insegni.
        Poi, dire che è stato picchiato mi sembra una esagerazione. Se guardi le immagini, si vede chiaramente che dopo gli iniziali attacchi del ragazzino (applausi ironici, pollice alzato e contestazione verbale) Delio Rossi si avvicina con fare minaccioso e lo minaccia di qualcosa.
        Poi si vedono le mani del ragazzino protese verso l’allenatore e – solo a quel punto – un paio di ganci di Delio Rossi.
        In altre parole, per me si è trattata di una rissa e non di un “agguato”…
        se poi le frasi che circolano sono vere – quelle riferite ad una certa situazione familiare dell’allenatore – non posso che confermare il mio giudizio… anzi, ti dirò, io gli darei il foglio di via obbligatorio…

        • lagiraffa 14 maggio 2012 a 10:11 pm #

          Ma siamo d’accordo che il rispetto è il presupposto fondamentale in qualsiasi tipo di rapporto umano, però ci sono tanti modi per insegnarlo, oltre i pugni..

  9. No Blogger 14 maggio 2012 a 10:10 pm #

    mi pare che si faccia un po’ troppo chiasso su una vicenda poco edificante di sicuro, ma non certo rappresentativa della realtà del gioco più bello del mondo: ha sbagliato l’allenatore e ha sbagliato certamente il calciatore, ma il calcio non è tutto qui.

  10. cavaliereerrante 17 maggio 2012 a 7:19 am #

    Il calcio non è tutto qui ?!?
    Mi sembra, seguendolo da anni, che si possa dire così senza tema di smentite . Esso infatti, è impastato anche di scommesse clandestine, di corruzione degli arbitri, di vittorie di campionato comprate, di selezionatori di arbitri aggiogati e/o ricattati affinchè vincano sempre i soliti ( e non sempre i più bravi … ), di bramosia di vittoria ad ogni costo … anche barando o picchiando o recitando, di ultrà devastatori, di calciatori che, dello sport, non hanno la benchè minima idea, di slealtà, di finzioni, di soldi non sempre puliti … e tante altre belle cose ancora che ne fanno lo specchio della nostra attuale società .
    Se si esamina un @Gigi Riva ( probabilmente, il più forte fra i calciatori italiani nella nostra storia del calcio … ) con la sua taciturna e saggia dignità, e lo si paragona agli attuali calciatori, sembra che, fra quel calcio che @Rombodituono nobilitò e quello attuale siano trascorsi non i pochi decenni reali, ma i secoli …. se non i millenni !
    Ha ragione – per come vedo le cose io – @Franz quando dice che bisognerebbe disinteressarsi del calcio, come ha ragione anche chi afferma che il calcio è il gioco più bello del mondo …. e forse la cosa più opportuna da fare per tutti noi sarebbe che, più che del calcio, bisognerebbe disinteressarsi dei cialtroni che lo animo, senza dare tutto questo immeritato risalto ad un gesto scorretto del calciatore insultante, e doppiamente scorretto di un allenatore che, e specialmente in pubblico, dovrebbe esser tenuto a ben altri gesti . Esiste un regolamento ? Bene, si puniscano entrambi come sancito e si eviti di farne eroi alla rovescia, giacchè tutto questo ‘can can’, mentre giova al consumismo becero ed onnivoro, non giova invece nè al calcio in sè, nè a chi ancora crede nei valori sportivi ed esercita questo o altri sport !
    @Bruno …

    Ps. @Giry … scusa la mia latitanza degli ultimi tempi … per troppi impegni : ti auguro che il tuo monte sia sempre più immacolato e degno del nobile animale da savana che sei Tu !!! :-D

    • No Blogger 17 maggio 2012 a 10:17 pm #

      non ha molto senso confondere i cialtroni – presenti nel calcio come in tutti gli altri ambiti della società – con il gioco del calcio, i milioni di appassionati, le migliaia di calciatori “onesti” e sportivi.
      Gigi Riva? Certamente uno di questi. E come lui ce ne sono migliaia.
      Poi, per chi vuole, c’è sempre il cricket o il golf. Buon divertimento.

      • lagiraffa 17 maggio 2012 a 11:01 pm #

        E le bocce no? :-P

        • No Blogger 17 maggio 2012 a 11:30 pm #

          appunto, tutti ‘sti sdegnati verso il calcio possono pure andare a giocare a boccette..e attenti al boccino :P

          • lagiraffa 18 maggio 2012 a 7:45 am #

            ma forse non sono sdegnati, sono solo delusi ;-)

    • lagiraffa 17 maggio 2012 a 11:00 pm #

      Bentornato Ser Bruno! Probabilmente, si dovrebbero ignorare i cialtroni e le cialtronate, o meglio, le tv ed i giornali dovrebbero evitare di mandare certe immagini, dal momento che, una volta viste, è inevitabile che la gente ne parli, che i ragazzini facciano domande ai genitori, che magari a qualcuno scappi il tentativo di emulazione. Eppure, il calcio non è tutto qui, non è solo violenza e calcio scommesse, è ancora divertimento ed emozione e pure un modo per veicolare buoni esempi, di correttezza e di forza: è Del Piero che fa emozionare uno stadio intero, è Cassano che scende in campo dopo un serio problema di salute, è Farina che denuncia chi tenta di comprarlo. Insomma, il calcio andrebbe solo migliorato e depurato. E, a proposito di Gigi Riva, dalle mie parti, dove tanti anni fa ha deciso di vivere, è una specie di totem vivente, e guai a chi lo tocca :-D

  11. cavaliereerrante 19 maggio 2012 a 4:04 pm #

    Non amo paragonare epoche supposte felici, con le attuali che ci appaiono infauste, poichè del passato togliamo il peggio, mentre del presente togliamo il meglio !
    Così il primo, e cioè il passato, ci appare sempre migliore di quello che in realtà fu, il secondo invece, e cioè l’ oggi, ci sembra ben peggiore e decadente di ciò che è !
    Nello sport e nel calcio avviene la stessa cosa, il passato ci appare sempre pulito, privo delle nefandizie di cui è adorno invece lo sport ed il calcio attuale …. ma quando di parla di @Giggirriva …. il discorso cade : quello era un uomo, che per affetto verso i Sardi ( che avevano accolto lui lombardo e orfano come l’ avrebbe accolto una famiglia di sangue …. ) scelse di rimanere fra loro, quando @Angelo Moratti, il mitico Presidente padrone dell’ Inter e @Gianni Agnelli, l’ altrettanto mitico Presidente e padrone della Juventus se lo disputavano a colpi di assegni in bianco ! Sarebbe stato sufficiente che @Giggirriva avesse segnato una cifra sbalorditiva per diventare “ricco a palate” ….. e loro, i due multimiliardari, l’ avrebbero spesa volentieri sia perchè la potevano spendere e sia poichè non vedevano, al mondo, un altro calciatore che si avvicinasse alla potenza rimbombante ed al modo di giocare di questo Calciatore ineguagliabile . Quale calciatore, oggi, farebbe altrettanto, adattandosi a guadagnare uno sproposito di soldi in meno pur di non tradire l’ affetto della sua gente ?!?
    Penso proprio nessuno, nè italiano nè straniero …. oserebbe sacrificare il proprio arricchimento pur di non tradire ideali belli sì … ma poco redditizi !
    Ma detto questo @Giry …. che ne diresti di una bella partita a cricket ‘giamaicano’ …. io e te, magari invitando a giocare anche il calciofilo ad oltranza @NoBlogger ?!?
    Sarebbe una delizia ….. !!! :mrgreen:

    • lagiraffa 19 maggio 2012 a 7:23 pm #

      Eh, caro cavaliere, Giggirriva infatti è il nostro eroe romantico! In pochi, non solo i calciatori, sono disposti a rinunciare ai guadagni e alla sicurezza economica per qualcos’altro ;-) lui qui ha trovato la sua casa e quando parla dei sardi dice “noi”, una cosa del genere fa capitolare anche le pietre dei nuraghi :-D evidentemente, ha trovato qualcosa di più prezioso della montagna di soldi.. Siamo d’accordo per la partita di cricket giamaicano, a patto che la giochiamo in loco, in Giamaica e, tra il primo e secondo tempo, mi lasciate il tempo di prendere il sole sull’amaca, one love, one heart, let’s get together and feel all right :-D

  12. cavaliereerrante 20 maggio 2012 a 10:40 pm #

    :-D
    @Giry …. sei forte !!!
    @Bruno …

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