No, caro ultra che fingi di essere tifoso, la mia maglia non te la do e ti voglio spiegare il motivo, anche se il tuo piccolo cervello annebbiato forse non lo capirà: questa maglia, la mia maglia, era la protagonista dei miei sogni di bambino, era il pensiero più bello quando giocavo con i miei amici a pallone, e nessuno me l’ha regalata; questa maglia me la sono conquistata con fatica, allenamento, sudore, sacrifici, mi ha permesso di fare il lavoro che sognavo e se ancora la indosso è solo grazie a quel sudore e a quei sacrifici; questa maglia, la mia maglia, non te la do, perché il mio stipendio non giustifica la tua prepotenza nei miei confronti; questa maglia, non la tolgo solo per placare la tua frustrazione, perchè quando la indosso mi sento parte di un gruppo che, facendo il lavoro che più gli piace, riesce a divertire milioni di persone, milioni di bambini, di ragazzini, di adulti; questa maglia è la mia dignità, perché io sono ancora un uomo e non una macchina programmata per vincere; la mia maglia non te la do, perché nello sport si vince e si perde ma, in ogni circostanza, si mantiene la dignità; la maglia non la tolgo, nonostante la mia società preferisca trattare con te, che sei un violento, piuttosto che tutelare me e lo sport. No, la maglia non la tolgo, caro ultra, trova un altro modo per sentirti grande.
(l’immagine l’ho presa qui )





Bellissimo post Giraffetta, ma purtroppo ogni tanto succede che la prepotenza abbia il sopravvento sull’intelligenza.
Ciao buon 25 Aprile.
Purtroppo, si accetta sempre più spesso, come se fossimo tornati all’età della pietra.. Buon 25 aprile anche a te! Ciao