Il padre, che lo voleva notaio, avvocato, medico, lo definiva ciccadori de perdasa, cioè cercatore di pietre in lingua sarda ma, probabilmente, sarà stato comunque orgoglioso di quel figlio tanto appassionato di pietre e teulas, tegole, di storia, di Sardegna. Quel mancato notaio si chiamava Giovanni Lilliu e ha restituito ai Sardi (con la “S” maiuscola come usava lui) e al mondo intero un pezzo di storia della civiltà umana: Su Nuraxi, il Nuraghe di Barumini, con la sua reggia e il villaggio circostante, inserito nel 1997 dall’UNESCO tra i beni Patrimonio dell’umanità, simbolo dell’ingegno degli uomini vissuti in Sardegna alla fine del II secolo a.C. . Il professor Lilliu è morto ieri, all’età di 97 anni, anni di passione e di impegno civile, in gran parte dedicati ad aiutare il popolo sardo a ritrovare l’orgoglio e la fierezza, per la discendenza da padri tanto ingegnosi e capaci. Grazie professore.
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Grande Giovanni . . .alla faccia delle pietre!
per fortuna, lui ci ha creduto sempre!