Voleva morire in Aula, un po’ come le rockstar sognano di morire sul palco, ma il fatto è che Silvio I non sta al Parlamento come la rockstar sta al palco, la rockstar ama il palco, Silvio I non ha mai amato il Parlamento e ciò che rappresenta, lo ha sempre, soltanto, usato per i propri interessi personali, personalissimi, senza nemmeno farne un mistero. Voleva tutto: potere, impunità, successo, e ha avuto quasi tutto, comprese le telecamere di mezzo mondo che trasmettono la sua fine in diretta, come quando una vera rockstar cade sul palco, con la differenza che nel caso di Silvio I mezzo mondo gli ha urlato in faccia di morire, politicamente, è chiaro. Ha avuto quasi tutto: gli mancherà per sempre la gloria degli uomini migliori, di quelli che conoscono la dignità, propria e altrui, la amano e la praticano ogni giorno. In questi tempi di bombardamenti mediatici, a lui tanto cari, solo un altro uomo è riuscito a fare meglio, una rockstar libica, anch’egli senza il senso del limite. Peccato.
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La bestia è ferita, forse mortalmente, ma già trama l’ennesima riscossa.
Penso che questa volta non gli riuscirà, ma il fatto stesso che l’ipotesi sia verosimile la dice lunga sul degrado vasto e profondo del nostro povero Paese.
Il nostro povero Paese è tutto da ricostruire, non solo economicamente, gli anni del “berlusconismo” e dell’ “inattivismo” di tutti gli altri ci hanno segnato e ci vorrà tutto l’impegno di cui siamo capaci per ridiventare un Paese normale..