La libertà possibile.

11 feb

11 febbraio 1990, 11 febbraio 1990, 11 febbraio 1990.” Vent’anni fa, in una fredda mattina d’inverno, in una scuola superiore italiana qualunque, due ragazzine di quasi sedici anni, nella loro aula così lontana dall’Africa, ripetevano quella data come un mantra, per fissarla nella memoria, perché la storica vittoria della libertà non poteva essere dimenticata. Il ricordo di quelle ragazzine forse fa un po’ tenerezza, per l’ingenuità e, magari, per l’eccesso di idealismo però, nonostante il tempo trascorso, nonostante tutto, una di loro crede ancora fortemente che la libertà sia il bene primario di ogni uomo e, grazie anche a uomini come Nelson Mandela, crede che la libertà sia possibile, anche in condizioni difficili e (quasi) impossibili, a costo di enormi sacrifici, ma è possibile (magari lo penserà anche l’altra ragazzina ma, chissà, sarà in giro per il mondo o, forse, sarà tornata in Africa, patria della madre). Fino a vent’anni fa, formalmente fino al 1994, in Sudafrica esisteva ancora un sistema chiamato apartheid, basato sulla separazione tra bianchi e neri, di fatto un sistema fondato sul razzismo, sulla segregazione razziale, che privilegiava la popolazione di colore bianco a discapito di quella di colore nero. Con l’apartheid vennero proibiti i matrimoni interrazziali; i cittadini furono obbligati a registrarsi come bianchi o neri; le opposizioni considerate dal governo “comuniste” potevano essere bandite; vennero istituiti i ghetti (bantustan) per la popolazione nera e gli abitanti dei ghetti furono privati della cittadinanza sudafricana. I neri non godevano dei diritti civili e politici. Praticamente, una dittatura dei bianchi, buttata giù grazie all’impegno dell’ANC e al sacrificio di uomini come Nelson Mandela, che ha pagato un prezzo altissimo in nome della libertà del suo popolo.

«Non c’è nessuna strada facile per la libertà.»

 

(l’immagine l’ho presa da qui)

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5 Risposte a “La libertà possibile.”

  1. No Blogger 11 febbraio 2010 a 11:57 pm #

    sì, l’aparthaid è finito, finalmente. Ora il Sud Africa è un “normale” Stato con uno dei più elevati tassi di criminalità, disagio sociale, disoccupazione al mondo. Ed una delle cose peggiori è il “razzismo” fra diverse etnie di neri (zulu contro tutti, ad esempio). Sarebbe da conoscere con maggiore profondità.

  2. sabryj 12 febbraio 2010 a 12:54 am #

    una delle ragazzine sei tu, immagino..ho fatto la tesi del 4 anno di liceo sull’apartheid ..qualche hanno dopo..

    e devo dire che la tua riflessione cade in un momento per me importante :
    il 17 /2 festeggiamo la nostra libertà !

    “..in ricordo della firma delle Lettere Patenti” con le quali il Re Carlo Alberto concedeva per la prima volta nella storia del Piemonte i diritti civili alla minoranza valdese e, qualche giorno dopo, anche alla minoranza ebraica
    Celebrare oggi quell’evento non vuol dire solo ricordare un momento del passato, ma soprattutto essere consapevoli che la libertà di coscienza è una delle libertà fondamentali di uno stato democratico .”(http://www.chiesavaldese.org/pages/storia/signif_falo.php)

  3. lagiraffa 14 febbraio 2010 a 10:55 am #

    Sabry, grazie per avermi fatto conoscere un pezzo della vostra storia! Viva la libertà! :-)

  4. sabryj 14 febbraio 2010 a 11:03 am #

    grazie a te !viva la libertà!!:-)

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  1. Mandela a 20 anni dalla liberazione | speciale in Liquida - 12 febbraio 2010

    [...] La libertà possibile. [...]

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