Ho perso le chiavi della macchina. Cioè, sono rimasta bloccata fuori dal piccolo genio, così, come un’allocca nata scema, senza chiavi, senza portachiavi, e la guardavo, guardavo dentro e vedevo il rastrello che avevo utilizzato poco prima per ripulire una piccola area archeologica della città, di quelle cose che fanno i cittadini pazzi per dare una mossa agli amministratori pubblici distratti e ai concittadini cafoni, vabbè, dopo essermi calata nel buco di una necropoli, in mezzo all’aliga, sotto la pioggia, fiuùùù, le chiavi non c’erano più. Per fortuna, un’anima buona e gentile mi ha rifocillato e mi ha accompagnato alla stazione, dove ho aspettato per circa un’ora da sola un’altra anima buona e premurosa che mi portasse l’altra chiave del piccolo genio. Era tardi, era buio e quasi tutti gli autobus erano partiti, c’erano dei ragazzini che si baciavano come se uno dei due avesse dovuto imbarcarsi sul transatlantico in partenza per l’America, ragazze che scendevano sorridenti dagli ultimi autobus in arrivo e salivano raggianti sulle auto di chi le aspettava, tossici, matti, e viscidi, quelli che ti guardano perché sei lì in piedi e non fai nulla, aspetti, e un ragazzo, alto, bello, dimesso e con un giornale tra le mani, chiede l’ora, chiede che giorno è oggi e, mentre gli altri si allontanano, affonda la testa nel cestino dei rifiuti, ci fa entrare le mani e cerca, non dovrebbe essere lì, dovrebbe essere da un’altra parte, con un lavoro, una casa, degli affetti, è lì e mi colpisce molto, perché avrà più o meno la mia età e sembra timido, mi colpisce perché non voglio che sia così, mi colpisce perché ci separa solo un filo, e quel filo va tessuto ogni santo giorno. Arriva l’altra anima buona, con le chiavi nuove. Lo voglio considerare un nuovo inizio, la prima di tante chiavi che permettano di aprire porte e portoni.
Anno nuovo, chiavi nuove.
Gennaio 3, 2009 di lagiraffa

Anche a me è capitato molte volte di avvertire che c’è soltanto un filo a separarci da questi “altri noi”. Dovrebbe essere un sano avvertimento per chi nutre – e propaganda- un ottimismo del tutto fuori luogo in questo momento storico, qui in Sardegna e nel resto d’Italia
come si era detto…*
Alle volte i pensieri migliori nascono da una cosa piccola e fastidiosa come perdere le chiavi.
Un abbraccio giraffa
Non posso mai dimenticare quella volta che vidi un signore rovistare tra i rifiuti in cerca di qualcosa da mangiare.. quando trovava della carta o della plastica o del vetro li prendeva con gentilezza e li metteva tra i rifiuti riciclabili.. e io dalla macchina, in seconda fila, lo guardavo mentre la gente si massacrava nel traffico…
buon anno cara giraffa!!!!
cicci, aiò, torna fra noi
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