Gli occhiali della giraffa.

18 mag

occhiali con giraffeC’era una volta, in un paese non molto lontano, una giraffa, era alta, aveva il collo lungo, un manto giallo con delle grosse macchie scure, le orecchie piccole, la lingua bluette, le corna felpate, e indossava un paio di occhiali-lanterna, poiché, narra la leggenda, a causa di un difetto alla vista sorto in gioventù, qualche volta era andata a sbattere contro degli elefanti e, convinta fossero un alberi di acacia, aveva iniziato a mangiargli le enormi orecchie, mettendo a dura prova la pazienza dei pachidermi. Narra la leggenda che anche “una volta” in quel “paese non molto lontano”, si usassero già gli occhiali, venivano realizzati pazientemente dal maestro delle lanterne, un vecchio artigiano esperto nel creare, appunto, lumi protetti dal vetro, adatti a tutte le stagioni, a tutte le condizioni atmosferiche, però non proprio esperto in lenti da vista, perciò gli occhiali erano, semplicemente, delle lanterne posizionate ai lati degli occhi, che illuminavano la visuale. Comunque, con gli occhiali-lanterna, la giraffa iniziò a vedere  un po’ meglio gli alberi di acacia e a distinguerli dagli elefanti, sebbene, talvolta, continuasse a scambiare, per esempio, gli scarafaggi per rinoceronti, i lombrichi per serpenti a sonagli, le stelle comete per lenzuola volanti, insomma, gli occhiali non permettevano una visione nitida delle cose e le facevano fare un po’ di confusione. Anche quando le capitava di abbeverarsi alla fonte del paese non molto lontano e vedeva la propria immagine riflessa sullo specchio d’acqua, vedeva una bestiola piccola piccola, con il manto spelacchiato, il collo corto e tozzo, la lingua bianca,  senza corna felpate, insomma un animale bizzarro, non adatto alla vita di quel paese non molto lontano, non adatto a cogliere le foglie di acacia, inadeguato a districarsi tra i sentieri di quel paese. E poco importava che gli altri le dicessero che lei era una giraffa, aveva il collo lungo, le corna, il manto brillante etc., giusta al posto giusto, lei rispondeva bruscamente che gli occhiali del maestro delle lanterne le garantivano una vista perfetta e, al contrario, erano invece i loro occhi a non focalizzare bene le cose. E così, le stagioni passavano, la giraffa dal collo lungo si comportava come se il collo si fosse accorciato sempre più, addirittura come se non l’avesse mai avuto, e questo le impediva anche di cogliere le foglie per nutrirsi, con il rischio di non riuscire più a mangiare. “Dai, prendi le foglie, sei una giraffa, ce la puoi fare!”, “no, non vedi che ho il collo troppo corto?”, “no, non lo vedo, perché il tuo collo è lunghissimo”, “va be’, se proprio lo vuoi sapere, non ho fame, per niente”, e andava via, alla ricerca di ramoscelli più bassi, adatti alla sua bassa statura ma, ahilei, non riusciva a cogliere nemmeno le foglie degli arbusti più piccoli poiché, obiettivamente, era alta, altissima! La giraffa con gli occhiali-lanterna non riusciva proprio a capire il motivo dell’impossibilità di cogliere le foglie dei piccoli arbusti e non riusciva nemmeno a comprendere quale difetto potessero avere tutti gli altri animali che continuavano a dirle che pure lei aveva il collo lungo, giusta al posto giusto e bla bla bla, quindi, decise di andare a trovare la guaritrice del paese non molto lontano, una vecchia scimpanzè nota per la sua saggezza e per la sua intelligenza e per la capacità di risolvere i dilemmi più difficili e di sciogliere i nodi più intricati. La vecchia scimmia era sempre contenta di vederla, quella bizzarra giraffa la faceva sorridere per il modo di camminare a vanvera, per l’espressione stralunata, per quegli strani occhiali-lanterna, per le cose strampalate che diceva, perciò anche quella volta l’accolse con un grande sorriso. “Bentornata! Quale venticello ti porta da me?”, “un vento di scirocco misto a levante, con raffiche di maestrale e ondate di tramontana”, “ah, bene, vedo che sei in grande forma! Su, racconta, cosa ti turba?”, “non riesco più a nutrirmi, non arrivo a cogliere le foglie dei piccoli arbusti, e poi, cosa non da poco, gli altri continuano a dirmi che sono una giraffa con il collo lungo, ma che occhi hanno?!”, “hanno occhi buoni. Senti un po’, ti capita di scambiare rospi per coccinelle?”, “sì”, “e stelle per tovaglie?”, “sì”, “ ti capita, quindi, di non vedere bene le altre cose, gli altri animali?”, “sì“, “e, allora, ti viene il dubbio che quando ti specchi alla fonte, forse non vedi bene nemmeno la tua immagine e scambi il tuo lungo collo per quello di un criceto?”, “uhm..in effetti..”, “hai pensato di cambiare gli occhiali?”, “ehm, no, non ci avevo pensato..”, “hai voglia di vedere meglio? Hai voglia di vedere il tuo collo? Hai voglia di vedere la giraffa che sei, giusta al posto giusto?”, “sì”, “bene, togli quelle lanterne, ti preparo un paio di occhiali nuovi”. Da quel giorno, la giraffa iniziò a vedere ogni giorno in modo più nitido, le stelle, i lombrichi, le pulci, le altre giraffe, il suo collo, i germogli. Tutto era esattamente come era sempre stato ma lei lo vedeva con le nuove lenti. Bastava solo cambiare gli occhiali.

Un minuto di silenzio.

20 apr

Un minuto di silenzio per la scomparsa della dignità dell’Italia.

AUGURI-ITALIA(l’immagine l’ho presa da qui)

Pensieri di un sopravvissuto.

6 apr

Pensieri di un sopravvissuto trasmessi ad una giraffa:survivor

Io da qui non mi sposto, mio padre mi ha detto di stare fermo e zitto, ed io così sto, fermo, zitto, muto, anzi anche più muto di muto. Tutt’al più, mi ha detto che posso volare da qui a lì, ma solo se non ci sono elementi di disturbo, come suppongo sia tu, con quella cosa in mano che ha un occhio enorme.  Anzi, senti, se la vedi, puoi dire alla tua amica, quella mezza bionda con le meches, quella che ha assassinato i miei fratelli, quella con quattro zampe, hai presente?,

The dark side of Puncia ©lagiraffa

The dark side of Puncia ©lagiraffa

ecco, puoi dirle di girare alla larga? Grazie. Ora vai, però.

ora mi nascondoChe palle, senti, io mi sono spostato da qui a lì, mio padre mi ha dato il permesso, però mi ha pure detto di nascondermi in presenza di elementi di disturbo. E tu lo sei, perciò mi nascondo. Non mi vedi, giusto?

mi nascondo moltoAncora? Ora chiamo mio padre.survivor II

Così, finalmente, posso fare un giro per conto mio sull’erba.merlo a spasso

Tag di Pasqua.

30 mar

Snoopy+Gag.pngImpegno – studio – consapevolezza – Paolo Fox, voglio un indennizzo – qui ed ora – forza – determinazione – vita – lavoro – tenacia – sacrifici – essenza – promemoria – risorgere non è uno scherzo – ma bisogna farlo – domani. Buona Pasqua.

La rivoluzione in tre giorni.

17 mar

rivoluzione copernicanaDal nostro papa Francesco, nuovo di zecca eppure già così familiare, non mi aspetto certo una rivoluzione copernicana della Chiesa cattolica, non mi aspetto che da domani inizi a celebrare matrimoni tra omosessuali e nemmeno che faccia l’elogio dell’aborto o dell’eutanasia, però, nonostante il disincanto che ormai sembra essere diventato parte del dna modificato di noi esseri umani, ho capito che anche la semplice scelta di un nome nuovo per sé stessi o la benedizione di un cane o un “buonasera”  o un abbraccio o l’esortazione a non giudicare,  possono ridare speranza alle persone e questa, probabilmente, è già una rivoluzione.

A.A.A. portaborse eccellente cercasi! Ma chi seleziona?

11 mar

borsaIl 15 marzo entreremo nelle aule parlamentari: non lasciateci soli. Cerchiamo persone che vogliano aiutarci a far uscire dal buio questo Paese da affiancare ai gruppi parlamentari di Camera e Senato. Persone pulite, trasparenti e oneste, competenti e volenterose. Un Parlamento Pulito prima di tutto dall’assunzione degli assistenti e di coloro che lavoreranno con i gruppi. Sceglieremo i migliori tra i curricula che riceveremo, perché vogliamo svolgere un lavoro eccellente“, è il messaggio che appare sul blog di Beppe Grillo e sul sito del Movimento 5 Stelle, e le figure necessarie per far uscire dal buio questo Paese sono varie: assistenti legislativi, assistenti alla segreteria organizzativa, direttore amministrativo e altre, tutte rigorosamente munite, oltre che di pulizia ed onestà, di laurea specialistica ed esperienza. Insomma, se sui candidati si sono potuti chiudere entrambi gli occhi quanto a competenza ed esperienza, sui collaboratori no, su quelli non si scherza. Non sarebbe stao male cercare prima ma meglio tardi che mai, però, pur avendo dato fiducia al movimento, c’è qualcosa che mi lascia abbastanza perplessa. Considerato, per esempio, il fatto che esiste un po’ di confusione tra i nuovi legislatori anche su cosa significhi votare la fiducia al Governo perchè questo possa iniziare a funzionare, e considerato che servono esperti in grado di spiegare proprio queste cose semplici, semplici ai nuovi parlamentari, mi chiedo: chi sarà in grado di valutare l’eccellenza dei curricula? E, sopratutto, chi si rende conto di essere onesto ma di non avere sufficiente competenza in questo campo,  può chiedere di assumere il Governo di un Paese?

Per favore, non fatemi pentire.

Datemi un otto marzo.

8 mar

mafaldaDatemi un otto marzo qualunque, un giorno in cui non ci sia niente da commemorare, nè da compiangere nè da rimpiangere. Datemi un otto marzo senza monumenti colorati di rosa, senza musei gratuiti per le donne, senza mimose, senza frasi vuote, senza “il bello di essere donna”, senza “le donne hanno una marcia in più”, senza “le donne sono brave perchè riescono a fare tante cose”. Datemi un otto marzo in cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, datemi un otto marzo così e allora sarà  un giorno di festa.

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