(S)fighetto Martone e il buon esempio agli italiani.

25 gen

Eccone un altro, un altro troppo contento di essere stato piazzato sulla poltroncina rossa, talmente entusiasta da farsi uscire dalla bocca quel pensiero che voleva esternare da chissà quanto tempo, un po’ come quei bambini che si fanno scappare la pipì quando sono, appunto, troppo contenti. Chissà, forse al nostro sottosegretario (s)fighetto Martone, da bambino non è mai scappata la pipì perciò alla sua veneranda età cerca di recuperare il tempo perduto, di ritrovare il fanciullino nascosto da qualche parte, chissà. Lui, d’altra parte, è un self-made man, uno che si è fatto da solo, non ha mai avuto tempo per essere bambino, coccolato da papi e mami, lui è uno tosto, uno che l’università l’ha divorata, non l’ha frequentata.
Per esempio, c’è il self-made man (o la self-made woman) che riesce a conquistare il benedetto “pezzo di carta” a cinquant’anni, dopo anni di lavoro e sacrifici; c’è quello che il pezzo di carta lo piglia pure prima, magari associando lavoro e studio; c’è quello che a 28 anni, soglia minima di sfigatezza cosmica, secondo il Martone-pensiero, è riuscito pure a farsi una specializzazione e, quindi, a prendere un ulteriore pezzo di carta da usare al posto dei famosi Rotoloni Regina; e poi c’è lui, il super (s)fighetto Martone, il vero self-made man, il soggetto ideale per la sceneggiatura di un film hollywoodiano, l’esempio migliore per i ggiovani italiani che vogliono farsi strada nella vita: (s)fighetto,(docente-avvocato-giurista italiano nato a Nizza, come racconta la sua agiografia) figlio di papà Martone, avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, commensale del signor Verdini (quello della P3) e amico del signor Previti, insomma un papà come ce ne sono tanti. Ma non sono i natali e le conoscenze che contano per arrivare alla poltroncina rossa, questo è il solito discorso di chi pensa male, di chi non elabora teorie sofisticate come invece fa (s)fighetto Martone, che attribuisce parte dei mali del mondo del lavoro alle lauree in età sfigata, e chi se ne frega di tutte le fesserie che sono state fatte da chi ha governato, tutte le riforme che hanno prodotto lavori precari e vite altrettanto precarie, per laureati, diplomati e per chi si è fermato alla scuola dell’obbligo, lui, che è Prof. Avv. (S)fig. ha studiato e lo sa e ci vuole spronare con il suo grande esempio di vita vissuta.
Nulla di nuovo all’orizzonte, anche se dal signor Monti e dai suoi collaboratori mi aspetto, da cittadina che subisce duramente gli effetti di una crisi che non ha contribuito a creare, uno stile diverso rispetto a quello di chi li ha preceduti, e mi aspetto che gli esibizionisti abbiano spazio solo a teatro.

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Keep and throw away – collezione 2011/2012.

31 dic

N. 1 paio di scarpe da ginnastica: tengo.

N. 1 coperta per stare in poltrona: butto via.

1 quintale di tenacia: tengo.

1 quintale di impazienza: butto via.

1 tonnellata di gratitudine per l’amore delle persone care: tengo.

½ litro di insoddisfazione che mi fa diventare miope: butto via.

N. 1 blog: tengo.

10 litri di paura condensata in certe giornate scure: butto via.

10 megawatt di voglia di cantare: tengo.

10 megawatt di voglia di lasciare: butto via.

 

Qualunque cosa decidiate di tenere e buttare via, vi auguro di avere la salute, la lucidità e la forza di fare la scelta migliore, un felice 2012 a tutti!

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E che sia quello buono.

23 dic

Buon Natale, buon Natale, ma che sia quello buono..buono per cosa? Per scartare il pacchetto che contiene la leggerezza e indossarla subito, ogni giorno, come se fosse l’abito più comodo che abbiamo nell’armadio, il must have della vita quotidiana; per guardare il cielo stellato e mantere viva la capacità di stupirci ed emozionarci davanti alle cose belle; per trovare il coraggio di accettare quello che non possiamo cambiare e di cambiare quello che invece possiamo modificare e, come diceva qualcuno più saggio di me, la saggezza per capire la differenza tra una cosa e l’altra; per dire grazie; per manifestare l’amore, anche con piccoli gesti; per accettare l’amore ed apprezzare i piccoli gesti altrui; per non indulgere troppo all’autocommiserazione; per accettarsi così come si è, anche un po’ brutti, un po’ sporchi, un po’ cattivi e un po’ scemi. E buon per avere la lucidità sufficiente per postare di più ;-) Buon Natale a tutti!

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Io c’ero.

5 dic

Ebbene, io c’ero. Ieri, davanti alla televisione, ad ascoltare il discorso del nostro Presidente del Consiglio Monti ai cittadini italiani e la successiva conferenza stampa, io c’ero e ci sono rimasta fino a quando ho potuto, sentendomi, nonostante tutto, orgogliosa, finalmente, di essere rappresentata da una persona seria, che mi considera un essere pensante a cui spiegare una manovra terribile e non una “cogliona” (usando la famosa espressione del nostro ex, ex!!!, primo ministro) da affascinare per raggiungere i propri scopi personali. C’ero e sentivo un bizzarro senso di compiacimento nell’ascoltare un uomo che, onestamente e senza cercare di modificare la realtà, ricordava ai propri concittadini di essere sull’orlo del baratro (a causa della politica scriteriata degli anni precedenti) e di aver trovato, insieme ad altri concittadini, una soluzione molto dura per non volare di sotto. C’ero e, come una bambina, pensavo “voglio proprio vedere se il mostro a due teste Merkozy ha il coraggio di ridere in faccia a quest’uomo”. C’ero quando il Ministro del lavoro Fornero spiegava in modo molto chiaro la durissima riforma pensionistica e, all’ennesima richiesta di sacrifici agli italiani, si è improvvisamente bloccata, in lacrime, lasciando che fosse Monti a continuare, proprio come se fosse un essere umano che non prende alla leggera il compito di decidere delle vite altrui. I “tecnici”, paradossalmente, si rivelano più umani dell’esercito di politicanti che li hanno preceduti. Eravamo abituati così male. Per questo, non smetterò di essere grata al nostro Presidente della Repubblica e alla sua personale, piccola, enorme, rivoluzione istituzionale, che ha eliminato dei fenomeni da baraccone, infestanti e imbarazzanti per tutti noi, sostituendoli con persone serie e competenti con il compito di ritagliare i brandelli di stoffa che quei fenomeni impresentabili ci hanno cucito addosso.

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Una Rossella qualunque.

29 nov

Rossella Urru , di Samugheo, è una cooperante del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli in Algeria e circa un mese fa è stata rapita proprio in Algeria, da chi non si sa ancora bene. Come viene spiegato qui, il Comitato si occupa di aiuti umanitari, riabilitazione, sviluppo, ricerca applicata in 30 Paesi africani, latino americani, mediorientali, asiatici, dell’est europeo, insomma, si preoccupa di aiutare alcuni Paesi a crescere, e contribuisce a migliorare il dialogo tra gli abitanti del mondo, lo fa in modo pacifico. Non conosco i motivi che hanno spinto Rossella Urru a intraprendere quella strada, possono essere più o meno nobili, sono affari suoi, ma si tratta di una cittadina italiana che si impegna in qualcosa in cui crede e, forse, fa qualcosa di buono anche per l’Italia. Eppure, sul rapimento di Rossella, nel resto d’Italia, tutto tace, nessuna fiaccolata, nessun appello, nessun servizio al tg1, neanche due parole sui giornali, niente, a parte le iniziative provenienti dalla sua terra, la Sardegna, situata ai confini dell’impero. Mi è impossibile non pensare che quando i rapitori siamo noi, noi sardi, i riflettori si accendono su questa terra come se fosse uno stadio di calcio, mentre quando ad essere vittima di un rapimento è una Rossella qualunque di Samugheo, le lampadine costano sempre troppo.

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Come una rockstar.

13 nov

Voleva morire in Aula, un po’ come le rockstar sognano di morire sul palco, ma il fatto è che Silvio I non sta al Parlamento come la rockstar sta al palco, la rockstar ama il palco, Silvio I non ha mai amato il Parlamento e ciò che rappresenta, lo ha sempre, soltanto, usato per i propri interessi personali, personalissimi, senza nemmeno farne un mistero. Voleva tutto: potere, impunità, successo, e ha avuto quasi tutto, comprese le telecamere di mezzo mondo che trasmettono la sua fine in diretta, come quando una vera rockstar cade sul palco, con la differenza che nel caso di Silvio I mezzo mondo gli ha urlato in faccia di morire, politicamente, è chiaro. Ha avuto quasi tutto: gli mancherà per sempre la gloria degli uomini migliori, di quelli che conoscono la dignità, propria e altrui, la amano e la praticano ogni giorno. In questi tempi di bombardamenti mediatici, a lui tanto cari, solo un altro uomo è riuscito a fare meglio, una rockstar libica, anch’egli senza il senso del limite. Peccato. 

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Pranzo dell’amicizia con insalata di fiducia e pioggia.

30 ott

Quella che sta finendo è stata una settimana piuttosto movimentata, diciamo pure che sono stata un’assente giustificata: la vita è meravigliosa ma a volte ci fa degli scherzi di cui faremmo volentieri a meno, forse per svegliarci, forse per mettere alla prova la nostra capacità di reazione e di resistenza, forse per farci capire come sono fatte le persone che ci circondano, forse non si sa. Comunque, dal momento che la scorsa domenica uno scherzetto mi ha impedito di cucinare per il pranzo dell’amicizia, questa volta mi dedicherò anima, cuore e zampe a preparare un’insalatona ricca, per recuperare le energie e conservarle per i prossimi giorni. La ricetta è semplice: bisogna aprire la mensola delle cose buone e prendere una fetta bella spessa di fiducia, tagliarla grossolanamente e metterla in un grande recipiente, mescolarla per benino insieme ai dadini di speranza che avete precedentemente tolto dalla dispensa delle cose indispensabili, e unirvi scaglie di ragione, filetti di lucidità, foglioline di pazienza. Infine, si aggiunge un filo di parole preparato dalle persone che ci vogliono bene e un pizzico di fortuna, si mescola ancora e si gusta a volontà. Buon appetito ;-)

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Quando volete, la porta è aperta.

17 ott

È bastata una manifestazione, una massa di popolo più numerosa del solito e più indignata del solito, a far perdere la bussola, se mai ce l’hanno avuta, ai nostri politici che, finalmente, tutti insieme, governo, opposizione, malpancisti, malmostosi, responsabili, irresponsabili tutti, hanno trovato un punto comune dal quale iniziare per far ripartire il Paese: la legge Reale. Hanno buttato nel comodo sanitario di ceramica bianca che arreda i nostri bagni la crisi economica, hanno tirato l’acqua e squash, è venuto a galla il vero problema dell’Italia: l’ordine pubblico, il caro, vecchio, sempreverde ordine pubblico, ottimo per distogliere l’attenzione dai problemi reali e per tappare la bocca a chiunque. Chiunque ragioni, ovviamente. Dopo i fatti di Roma, dove un gruppo di teppistelli durante una manifestazione pacifica è riuscito tranquillamente a devastare le vie della città, e a nessuno è venuto in mente di bloccarli, a nessuno viene nemmeno in mente di ascoltare le ragioni dei manifestanti pacifici ma arrabbiati, o meglio, a tutti fa comodo non ascoltarle e pensare ai teppisti. E sì, perché per  un Paese che ha avuto a che fare con BR, fascisti di ogni tipo, picchiatori di ogni specie, e che, ogni giorno, ha a che fare con mafia, ‘ndrangheta, camorra, è difficile fermare un gruppo di teppisti durante una manifestazione che si svolge alla luce del sole, è DIFFICILISSIMO, perciò va rivista la legge sull’ordine pubblico, anzi, secondo Di Pietro va proprio rispolverata la legge Reale (mai abrogata) abbondantemente utilizzata negli anni più bui della nostra storia moderna, quelli del terrorismo, gli “anni di piombo”, quando il piombo veniva servito con l’insalata e con gli spaghetti.  Oggi, però, non siamo negli anni di piombo, e  con il ritorno a vecchi metodi da regime la tentazione di ribellarsi diventerebbe ancora più forte, con conseguenze imprevedibili. Noi non lo vogliamo, vogliamo solo che aprano la porta e tornino a casa loro, in tempi brevi, perchè è arrivato il momento.

http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Reale

http://www.repubblica.it/politica/2011/10/17/news/legge_reale-23365034/

http://mediterranews.org/2011/10/di-pietro-legge-reale-ecco-cosa-e-come-si-applica-e-di-destra-o-di-centrosinistra/

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Indignata.

16 ott

Indignata, per i disastri delle banche fatti ricadere su cittadini incolpevoli;

indignata, per l’incapacità del governo italiano di affrontare una crisi economica della quale non siamo responsabili;

indignata, per l’incapacità del governo  italiano di gestire le contestazioni dei cittadini;

indignata, per la corruzione che ammorba l’aria nelle stanze del potere, compresa la stanza del bagno;

indignata, per i tentativi dell’intera classe dirigente italiana di uccidere i sogni e gli ideali di giustizia, libertà, uguaglianza;

indignata, per il penoso stato di asservimento al potere politico dei mezzi di informazione italiani;

indignata, per  i doppi e tripli incarichi milionari di chi gira intorno alla nostra classe dirigente;

indignata, per le file alla mensa dei poveri;

indignata, per le spese di una giustizia sempre più ingiusta;

indignata, per le tasse usate per pagare lo stipendio di incompetenti;

indignata, per la politica del bordello;

indignata, per l’invenzione dei black bloc.

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Mezzi di trasporto nel mondo (Parte II).

11 ott

Qui, ai confini dell’impero, ci spostiamo con ogni mezzo, venite a fare un giro?

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