Offro ospitalità ai cormorani.

26 lug

La BP, cioè la British Petroleum è una società inglese che si occupa di fare affari nel settore dell’energia, è leader nella produzione di pannelli solari, è sensibile al problema del riscaldamento globale, produce diesel a basso contenuto di zolfo per uso industriale, vuole creare una rete distributiva di idrogeno in California, ma è anche una società che ha fatto e fa la sua fortuna con il petrolio (altrimenti non si chiamerebbe british petroleum ma british earthwind&sun) e, come abbiamo letto sui giornali e visto in tv ha causato un disastro ambientale di cui conosceremo l’esatta entità solo fra qualche anno ma che, insomma, già da oggi sembrerebbe uno di quei casi da inserire ai primi posti della super classifica dei disastri ambientali che ci piace tanto studiare ma non prevenire. Un pezzo di oceano trasformato in immenso deposito di petrolio, e una società incapace di trovare una soluzione adeguata, alla faccia del “personale altamente qualificato”. Comunque, siccome si tratta di un’azienda leader nel settore, i grandi geni della BP hanno concluso affari anche con la Libia (pare, si dice, si mormora, legati al ruolo avuto dai signori della BP nella liberazione del libico condannato per la strage di Lockerbie dell’88) e nelle prossime settimane ci ritroveremo, nel nostro bel Mediterraneo, a 500 chilometri dalle coste della bella Sicilia, una bella piattaforma che trivellerà ad una profondità di 5.700 piedi per recuperare un po’ di petrolio. Forse è il caso di iniziare a trasferire i cormorani, qui sul monte abbiamo già iniziato a fare spazio.

Nel video, i geni della BP alle prese con un problema insormontabile.

Potete leggere tutto qui:

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/energietradizionali/2010/07/26/visualizza_new.html_1875299517.html

http://it.wikipedia.org/wiki/BP_%28azienda%29

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/04/disastro-ambientale-esplosione-piattaforma-bp-louisiana.shtml?uuid=d20ef124-5104-11df-95dd-47b0345b4152

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L’architetto.

15 lug

Ogni Paese, in ogni epoca storica, ha gli uomini-ombra che si merita. I francesi hanno avuto Richelieu e noi, modestamente, abbiamo Flavio Carboni&Co. dei quali, però, ancora ignoriamo gli alti ideali politici.

Cribbiolino, io le ho lette quelle intercettazioni con i dialoghi tra Carboni, Lombardi, Cosentino, Martino, e ci sono rimasta veramente male: non una citazione colta, di quelle che usa il Nostro, riferendosi indifferentemente ai giacobini e a Romolo e Remolo, nessuna massima latina, nessun proverbio, giusto un generico riferimento a “Cesare” che, diciamoci la verità, pure un bambino di otto anni avrebbe potuto fare. Solo cose del genere “ma perché  è colpa di Berlusconi, hai capito? Perché non si tratta..come lui, capo del governo, si mette a contrattare con un magistrato di merda, con un pubblico ministero, ma tu che cazzo mi dici, ma io c’avess fatto ‘na cauciata e l’avessi fatto licenzià. I suoi consiglieri non sono buoni..” (Pasquale Lombardi, geometra ed ex giudice tributario, intercettazione pubblicata sul Corriere della Sera di ieri) gente che, insomma, parla così “e come non  mi conosce. Pasqualino è amico di Giacomino (Caliendo, magistrato e sottosegretario alla Giustizia) Si deve ricordare, se non ricorda glielo ricordi, gli dici che questa è roba nostra e deve venire un poco da te..” cose che non abbiamo letto nemmeno nell’ultimo pizzino trovato nel tugurio di un mafioso. Gente così, alcuni si meritano uomini-ombra geniali, noi ci meritiamo i furboni del quartierone che, tra l’altro, non ne hanno azzeccata nemmeno una, tentativi di corruzione falliti, tentativi di diffamazione degli alleati/avversari politici falliti, niente, nada de nada. Però, siccome so che noi italiani non abbiamo nulla da imparare dai francesi e ho ancora fiducia nelle nostra capacità machiavelliche, mi chiedo: chi è l’architetto che ha progettato lo scandalo degli uomini-ombra? E dove mira?



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Petto o coscia?

4 lug

Ebbene, qui stiamo aspettando la sabbia del deserto che ci annebbierà la vista ma per annebbiare i cervelli, è sufficiente una botta di caldo. Per esempio, la Regione Sardegna ha commissionato alla società Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) diretta da Renato Mannheimer un sondaggio per sapere se i sardi, sulla pasta, is maccarronis, preferiscono grattugiare il pecorino sardo oppure il cacio italiano (si presume si tratti del parmigiano). Ebbene, il risultato dell’indagine compiuta su 800 sardi, della quale non è stato diffuso il costo, è a dir poco sconvolgente: i sardi, sui maccarronis ci buttano il formaggio prodotto oltremare. In pratica, quando si tratta di mangiare pani&casu, pane e formaggio, scelgono il pecorino dal gusto forte, magari su casu marzu, ma quando si tratta di pastasciutta si comportano come il 90% degli italiani, anche perché, con gli anni, pure le papille gustative dei bronzetti nuragici si sono affinate. All’apparenza, potrebbe sembrare un sondaggio degno dei migliori siti internet che ci propinano cose come “topless o burqa?” o “lui preferisce la cellulite o i brufoli?”, in realtà i risultati emersi ci raccontano qualcosa di più, ci dicono che sardi-italiani sono “una faccia-una razza”, significa che in fondo l’unità d’Italia è servita a qualcosa ma, soprattutto, come ha spiegato l’assessore Prato ci saranno utili per “valutare aspetti critici, poterli affrontare e cercare di risolverli per lo sviluppo delle filiere“. Dopo questo passo fondamentale, rimane solo il sondaggio petto o coscia, per indirizzare gli allevatori verso allevamenti di polli senza petto e solo con cosce o senza cosce e con due petti. A me, invece, non rimane che usare una tipica espressione locale, immortalata da un writer cagliaritano: scappu su cani, slego il cane, saprà dove mordere.

Scappu su cani

Scappu su cani

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Secondazampa.

23 giu

“Il canile non può essere un punto d’arrivo ma deve essere un punto di partenza”: è il motto di Secondazampa, il blog ufficiale dell’Associazione Canili Lazio, e mi piace assai, perché il canile è il luogo dove i cani abbandonati trovano un rifugio, un pasto caldo, l’affetto dei volontari, non è una casa ma può aiutare i nostri amici pelosi a trovarla una casa, un amico a due zampe che si prenda cura di lui e gli dia pure qualche carezza (e se è più di una, male non fa!). Qualche giorno fa, ho raccontato la storia di Bella e, purtroppo, come lei ci sono tantissimi animali in giro per le strade di tutta la nostra bella Italia, proviamo a salvarli. Nel blog sono gli stessi ospiti dei canili a raccontare le loro storie e a chiedere aiuto a chi può darlo in qualunque forma, anche attraverso la pubblicità, anche con l’adozione a distanza, anche se, naturalmente, un’adozione diretta farebbe un gran bene all’adottato e all’adottante. Ringrazio Eppi, per il suo impegno a favore degli amici pelosi abbandonati e per avermi segnalato l’iniziativa, se volete saperne di più e dare una nuova vita ad un essere vivente che in cambio vi darà amore, devozione, gioia, con la zampa cliccate qua:

http://secondazampa.wordpress.com/;

http://www.associazionecanililazio.it/.



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La comare Tronchetti Provera.

19 giu

E, alla fine, giunse la spiegazione dei motivi che spinsero una società come la Telecom ad intercettare illegalmente, le telefonate dei propri abbonati e non solo: «una gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare non già l’azienda come tale ma chi in un dato momento storico ne è il proprietario di controllo». Il suo presidente all’epoca dei fatti, era una vecchia comare, inacidita dall’età e, perciò, oltre che pettegola pure tignosa e vendicativa. Niente di nuovo, per carità, è un italiano medio, altrimenti non si spiegherebbero le vendite di giornali che mostrano con mille sequenze fotografiche in quale modo si grattano il fondoschiena i vips. Ma lui, la comare Tronchetti, si è spinto un po’ più in là, avendo a disposizione mezzi (finanziari e non solo) che gli hanno permesso di origliare dalla porta degli ignari cittadini senza alcun filtro, il sogno di ogni pettegolo che si rispetti il quale, purtroppo, si è sempre limitato a guardare dal buco della serratura. Gli altri, ossia gli sfigati costretti ad intrufolarsi subdolamente nelle vite degli altri e ad ascoltare gli affari loro, semplicemente eseguivano gli ordini della comare suprema che, a differenza delle comari comuni, aveva a disposizione tutto il materiale necessario per tenere a bada parecchia gente: imprenditori, giornalisti scomodi, parenti birichini, politici. Tronchetti Provera, probabilmente, non avrà alcuna conseguenza per aver violato la riservatezza delle vite altrui, e continuerà a fare il dirigente d’azienda, d’altra parte non è mica un giudice che intercetta un povero mafioso.

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=141934

http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_14/dossier-telecom-vertici-consapevoli-gup_98e68ae0-77a3-11df-9d1c-00144f02aabe.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Tronchetti_Provera

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Bella, che ha conosciuto gli uomini.

15 giu

Bella era una cagnolina bella e gentile, nonostante fosse terrorizzata dagli esseri umani e dalla vita. Qualche mese fa, quello che si definirebbe tecnicamente il suo “padrone” l’ha abbandonata in una zona poco distante da dove abito e ho fatto la sua conoscenza grazie anche al mio cane, loro si annusavano allegramente ma quando provavo ad avvicinarla scappava impaurita, aveva paura persino del piattino con il cibo che le portava chi abita nel punto in cui è stata abbandonata. Per circa un mese, ogni giorno, provavo ad avvicinarmi e ad accarezzarla, fino a quando sono riuscita a metterle la fialetta contro le zecche che l’avevano ricoperta, ma aveva bisogno di un veterinario, perché aveva una grossa “palla” sospetta nelle mammelle che andava sicuramente curata. Ho acquistato un guinzaglio ed una pettorina apposta per lei e, dopo vari tentativi falliti, un giorno, quasi per miracolo, sono riuscita a portarla dal veterinario che conosco da anni ma, quel giorno, non c’era e la sua giovane sostituta è riuscita solo a dirmi che la cagnolina aveva circa due anni e, oltre la “palla” di origine incerta, tutto sommato stava bene, e sarei dovuta tornare il giorno seguente per l’intervento chirurgico con il mio veterinario. Bella è venuta da me, ha scorrazzato nel giardino, insieme alla cagnetta padrona di casa, che stranamente non ha fatto scenate, e sotto lo sguardo pigro della gatta padrona di casa, appollaiata comodamente sull’albero. Però, pure con tutta l’ospitalità affettuosa e con cibo e acqua, Bella non aveva proprio intenzione di rimanere in un giardino, ed è riuscita a scappare, per tornare nel punto in cui l’umanoide suo “padrone” l’aveva abbandonata, forse aspettava che tornasse a riprenderla. Da allora, ho provato tutti i giorni ad avvicinarmi a lei ma, oltre le solite annusate con il mio cane, non si superava la soglia del centimetro ma, siccome ho il pessimo difetto di non mollare, ero intenzionata a provarci ancora, ogni santo giorno, almeno per curarle quella “palla”. Invece, qualcosa non ha funzionato, non sono riuscita a proteggerla, Bella ieri notte è stata investita ed è morta, qualcuno l’ha pietosamente infilata in una busta di plastica ma non ha avuto abbastanza pietà da portarla via dalla strada, e così quando me l’hanno detto l’ho presa e portata, ancora una volta, nel mio giardino. Scusami, Bella, non ce l’ho fatta.

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Piano casa per pennuti.

13 giu

Una volta tanto, alcuni amministratori locali si sono decisi ad elaborare un vero piano casa, un piano che garantisca anche a chi la casa non riesce a costruirsela, una vera abitazione: all’Isola d’Elba, il consiglio comunale ha approvato una modifica al regolamento edilizio, in modo da consentire alle rondini e ai rondoni di realizzare il proprio nido, ed evitare, perciò, che spariscano definitivamente dalla faccia della terra. Insomma, un regolamento edilizio a dimensione di pennuto, con le vecchie tegole con i coppi aperti, che permettono l’ingresso delle rondini e la creazione della casa, un monolocale confortevole, accogliente, tutto da arredare per la prole. Sicuramente, è poca roba rispetto alle colate di cemento sui nostri prati, ma è un buon inizio.

Qui trovate altre informazioni:

http://www.tuttozampe.com/nuove-norme-edilizie-salvaguardare-rondini/7132/

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Saturday night live sul monte.

12 giu

Il sabato notte è solitamente dedicato alle serate danzanti, agli spettacoli e, per chi durante la settimana lavora troppo, all’amore. Naturalmente, sul monte non ci facciamo mancare nulla di tutto ciò: il sabato sera, soprattutto in questa stagione, per esempio, i gelsomini, vanitosi come pochi, si svuotano addosso l’intera boccetta del dolcissimo profumo che madre natura gli ha dato in dotazione, perché loro sono fatti così, vogliono conquistare tutte le abitanti del monte, e si mettono in prima fila per assistere allo spettacolo tenuto dalle Star Sisters, un noto gruppo di stelline che si arrampicano sul cielo e iniziano a dimenarsi fino al mattino. Per carità, niente da obiettare, si tratta di una centinaio di stelle sorelle che, bontà loro, non avendo trovato nessun’altra occupazione si guadagnano da vivere facendo le soubrette universali, però, ecco, non è che siano proprio troppo brave. Comunque, ai gelsomini piacciono. Sull’amore, per carità, non posso certo raccontare quello che accade tra i cespugli del mirto o sui giacigli di erbetta fresca, qui tutti si amano liberamente ma tengono molto alla privacy, perciò niente pettegolezzi da vecchie comari. Però, questa sera, per la prima volta nella mia vita, ho assistito al corteggiamento delle lucciole, che sono delle femminucce molto moderne, aperte e disinibite: mentre provavo a convincere i gelsomini a ridurre le dosi del profumo, ho notato, in un punto piuttosto buio, dentro una specie di conca, una luce verde molto luminosa, come una piccola luce al neon, e così mi sono avvicinata per vedere meglio, e si trattava di una bellissima lucciola che (come si spiega anche qui) aveva acceso una luce per attirare il maschio! E poi dicono che le femmine hanno sempre il mal di testa. A quanto pare, la cosa, il corteggiamento, potrebbe andare avanti anche per dieci giorni ed io, nella mia immensa discrezione, credo che andrò a verificare nelle prossime notti se questo amore s’ha da fare oppure se il maschio è distratto a guardar le Star Sisters o, molto più probabile, a guardare i mondiali di palla degli stercorari.

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Una condanna non fa giustizia.

8 giu

Quello verificatosi a Bhopal, in India, quasi ventisei anni fa (nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984) è noto come il più grande disastro industriale della storia ma, probabilmente, nessuna definizione sarà mai sufficiente a farci comprendere l’entità di quella catastrofe: ancora oggi, non si conosce con esattezza il numero delle vittime, dei feriti, del danno ambientale causato dalla fuoriuscita della nube tossica dagli impianti della Union Carbide India Ltd, la multinazionale statunitense impegnata nella produzione di pesticidi. Secondo il Centro di ricerca medica indiana, i morti furono fra gli 8.000 e i 10.000, secondo Amnesty International sarebbero oltre 25.000, mentre sarebbero circa 500.000 le persone che hanno subito danni alla salute in conseguenza dell’inquinamento delle acque, dell’aria, della terra. Si tratta di cifre talmente abnormi da non sembrare nemmeno reali, così come sembra a dir poco surreale la condanna pronunciata in questi giorni dai giudici indiani nei confronti dei responsabili del disastro: due anni di carcere e una multa di circa 2.000 dollari a carico degli otto responsabili locali (all’epoca dirigenti) della filiale indiana della Union Carbide. Mentre Warren Anderson, il presidente della società all’epoca del disastro, considerato uno dei maggiori responsabili dell’episodio, si gode la sua dorata latitanza da qualche parte nel mondo.

Miliardi di dollari spartiti tra pochi, grazie a scaltrissimi approfittatori della fame altrui; migliaia di morti, otto colpevoli che non faranno nemmeno un giorno di carcere; più o meno è quello che accade, ogni giorno, silenziosamente, grazie ai nostri impianti industriali perciò, la vicenda di Bhopal non ci ha insegnato nulla ma ci fa ancora arrabbiare, per la sfrontatezza di chi si arricchisce sulla pelle degli altri, e per la rassegnazione di quegli “altri” che non esigono condizioni di sicurezza per sé e per i propri figli.

Per saperne di più:

Mezzanotte e cinque a Bhopal di Dominique Lapierre – Javier Moro;

http://www.terranews.it/news/2010/06/bhopal-8-condannati;

http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_07/strage-bhopal-otto-colpevoli_e94bda2a-720e-11df-9357-00144f02aabe.shtml.

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A volte ritorna.

6 giu

A volte, lei ritorna. Mentre cammino sul monte, sono impegnata a raccogliere foglie di acacia per preparare le torte da offrire alle persone care, o controllo che gli amici cinghiali abbiano ripulito i sentieri, in previsione delle passeggiate estive al chiaro di luna, o accompagno le piccole raganelle nei ruscelli lontani dalle loro case, solo per vederle felici di conoscere posti nuovi, insomma, mentre sono impegnata a vivere, a volte lei, lentamente ritorna. In realtà, io la sento arrivare, ne intravedo l’ombra ma la lascio perdere, la sottovaluto e continuo a fare le stesse cose di sempre. Poi, l’ombra diventa sempre più grande e offusca la mia vista, e allora inizio a ragionare come lei, ricomincio a pensare i suoi pensieri tossici, ricomincio ad iniettarli nel mio cervello, ricomincio a fregarmene della mia felicità, è l’ombra della vecchia giraffa. Passerà.

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